La partita tra Chelsea e Tottenham del 14 agosto 2022 è rimasta impressa nella memoria non solo per il risultato finale di 2-2, ma soprattutto per l'acceso scontro verbale e fisico tra i due allenatori, Antonio Conte e Thomas Tuchel. Questo evento ha acceso i riflettori su diverse dinamiche, dalla gestione delle emozioni in campo alla complessa relazione tra Conte e il Chelsea, culminata in un contenzioso legale.
Il Giorno del Giudizio: Lo Scontro a Stamford Bridge
Il termometro della tensione si è alzato subito dopo il gol del momentaneo 1-1, contestato dal Chelsea per un mancato fallo fischiato dall’arbitro su Havertz e per un presunto offside di Richarlison. In quel frangente, Conte ha esultato forse eccessivamente uscendo dalla propria area tecnica, provocando la reazione di Tuchel. Il tecnico tedesco non l’ha presa bene, puntandogli il dito e cercando lo scontro, sedato solamente a fatica dalle due aree tecniche.
Al triplice fischio, con l’adrenalina che scorreva a fiumi e la gazzarra che era esplosa, Conte, che stava già andando sotto il settore ospiti, incrocia Tuchel. A capo chino, l’italiano gli allunga la mano, ma Tuchel la trattiene di peso, invitandolo a guardarlo negli occhi e gridandogli qualcosa. L’allenatore italiano sembra a quel punto volersi far giustizia da solo, ma i rispettivi staff intervengono per evitare che la rissa degeneri.
L'epilogo di questo acceso confronto ha visto entrambi i tecnici espulsi. Nel post-partita, Tuchel, ai microfoni di Sky Uk, ha cercato di stemperare i toni, pur pungolando il collega: “Credo che quando ci si dia la mano sia rispettoso guardare negli occhi, ma Antonio si vede che non la pensa così. Comunque non ho altro da aggiungere, è la Premier League e può capitare che gli animi si scaldino”.

Le Motivazioni Ufficiali: Tuchel Colpevole, Conte Provocato
Le motivazioni della sanzione emesse dalla Football Association (FA) hanno gettato ulteriore luce sull'incidente. La commissione indipendente della FA ha stabilito che Thomas Tuchel è stato “in larga parte colpevole” per lo scontro con il suo omologo del Tottenham, Antonio Conte, definendo il suo comportamento “altamente provocatorio”. Entrambi gli allenatori avevano ammesso accuse di condotta impropria dopo il parapiglia scatenato da una stretta di mano a fine partita nel pareggio per 2-2 a Stamford Bridge del 14 agosto.
La commissione ha spiegato le sue decisioni sanzionatorie, affermando che la reazione di Tuchel “semplicemente non era giustificabile”. Si legge nelle conclusioni: “È stato piuttosto chiaro che TT [Tuchel] ha iniziato il confronto tra sé e AC [Conte] scegliendo di stringere la mano di AC e strattonandolo indietro dopo che AC gli era passato accanto. Se TT non avesse stretto la mano di AC, il confronto tra i due e il successivo parapiglia non sarebbero avvenuti. La stretta di mano di TT ad AC per la ragione da lui addotta (AC non lo guardava negli occhi) era semplicemente non giustificabile; le strette di mano fugaci sono un evento comune alla fine di partite di calcio molto intense e non esiste alcun obbligo per una persona di guardare l'altra negli occhi mentre si stringono la mano. Il dire di TT ad AC di guardarlo negli occhi mentre gli stringeva la mano e non permettendogli di allontanarsi è stato un atto altamente provocatorio”.
Conte è stato multato di £15.000, ma ha evitato il divieto di stare a bordo campo. La commissione ha in gran parte concordato con la valutazione di Conte sull'incidente, ritenendo che il suo comportamento successivo fosse riconducibile al confronto iniziato da Tuchel, il quale meritava quindi la sanzione più grave.
L'Eredità di Conte al Chelsea: Tra Successi e Contenziosi
Parallelamente agli eventi sul campo, la figura di Antonio Conte è legata al Chelsea anche da un contenzioso legale. Un tribunale del lavoro ha stabilito che il Chelsea dovrà pagare all'ex allenatore un importo aggiuntivo di £85.000 per licenziamento illegittimo. Conte aveva già vinto una prima battaglia legale nel maggio precedente, quando un tribunale aveva ordinato al Chelsea di pagare 9 milioni di sterline in risarcimento per il suo esonero nel 2018.
Le parti erano in disaccordo da dieci mesi riguardo al pacchetto di fine rapporto dell'italiano, licenziato con un anno di anticipo rispetto al termine del contratto triennale firmato nel 2016. Il Chelsea e Conte non erano riusciti a raggiungere un accordo transattivo dopo che il club aveva rifiutato di pagare l'ultimo anno di stipendio reclamato dall'allenatore. Conte era stato così determinato a non compromettere le sue possibilità di ottenere un risarcimento completo da rifiutare un approccio dal Real Madrid e rimanere senza squadra fino al suo arrivo all'Inter nel 2019.
Il club londinese aveva sostenuto che la condotta di Conte nel suo ultimo anno, durante il quale aveva avuto divergenze con giocatori e dirigenti, costituisse una violazione del suo contratto. I conti più recenti del club mostravano che erano già stati spesi ben £26,6 milioni in risarcimenti per Conte, il suo staff e le spese legali associate al suo licenziamento, rendendolo l'esonero più costoso nella storia del calcio. Un tribunale del lavoro si era pronunciato a favore di Conte, e il giudice Andrew Glennie aveva stabilito che era stato licenziato illegittimamente dai Blues nel luglio 2018.

La Tattica di Conte: Il 3-5-2 Rivoluzionario
Durante la sua permanenza al Chelsea, Antonio Conte ha introdotto un modulo tattico che ha rappresentato una vera e propria rivelazione: il 3-5-2. Questo schema, ispirato al Catenaccio degli anni '80, ha portato a Londra disciplina, organizzazione e solidità, risolvendo diversi problemi della squadra. Conte aveva modificato il suo solito 3-4-3 in un 3-5-2 per la prima volta in una partita in trasferta contro gli Spurs, inserendo David Luiz a centrocampo, mossa che si rivelò un capolavoro per gestire la fisicità di giocatori come Dembele e Wanyama.
I due principali problemi che il Chelsea aveva affrontato all'inizio di quella campagna erano la mancanza di diligenza difensiva e la scarsa creatività offensiva. Il 3-5-2 di Conte ha affrontato entrambe le criticità. In fase difensiva, la squadra si schierava in un 5-3-2, con i terzini che si univano alla linea difensiva a tre per formare una retroguardia a cinque. Kanté, affiancato da Fàbregas e Bakayoko, agiva in mezzo, mentre Morata e Hazard costituivano la coppia d'attacco.
L'obiettivo primario senza palla era proteggere il centro del campo, costringendo gli avversari a giocare sulle fasce e riducendo così lo spazio per costruire l'azione. I due attaccanti bloccavano le linee di passaggio dai difensori centrali ai centrocampisti, mentre i terzini avversari venivano lasciati liberi di ricevere palla. Una volta che il gioco si spostava sulle fasce, il Chelsea cambiava atteggiamento, aumentando la pressione per chiudere gli spazi. Questo si traduceva in un "triangolo" difensivo formato dal terzino, dal difensore centrale vicino e dal centrocampista di riferimento, che lavoravano insieme per comprimere lo spazio.
Questa flessibilità tattica permetteva a Conte di adattare la sua squadra a diversi avversari. Ad esempio, contro squadre con due attaccanti, i terzini del Chelsea potevano uscire più alti per marcare i terzini avversari, mantenendo comunque un vantaggio numerico in difesa grazie ai tre centrali.

Il Chelsea Post-Conte: Instabilità e Ricerca di Identità
Dopo il titolo di Premier League nel 2017, la relazione tra Conte e la dirigenza del Chelsea sotto l'allora proprietario Roman Abramovich si deteriorò, segnando l'inizio di un periodo di instabilità per il club. Il Chelsea mancò diversi obiettivi di mercato cruciali, vedendo giocatori come Romelu Lukaku accasarsi al Manchester United, Virgil van Dijk al Liverpool e Kyle Walker al Manchester City. Al loro posto arrivarono Tiemoue Bakayoko, Alvaro Morata, Davide Zappacosta e Danny Drinkwater, con solo Antonio Rüdiger che si rivelò un acquisto di successo.
Il secondo anno di Conte segnò l'inizio della transizione del Chelsea verso quella che molti hanno definito una "squadra da coppa", dato che vinsero la FA Cup. In Premier League, tuttavia, terminarono quinti, a 30 punti dal Manchester City di Pep Guardiola, mancando la qualificazione alla Champions League. Nonostante la vittoria del titolo nel 2017, Conte definì il suo successo un "miracolo", considerando che era stato ottenuto con "gli stessi giocatori che la stagione prima erano arrivati decimi".
Anche dopo un'esperienza sfortunata al Tottenham, Conte viene ricordato con affetto dai tifosi del Chelsea. La sua eredità, però, è segnata da un periodo di successi ma anche da continue turbolenze. Il Chelsea, dal canto suo, ha faticato a ritrovare la stabilità, passando per numerosi cambi di allenatore e una riorganizzazione societaria dopo il cambio di proprietà.
L'instabilità è diventata un problema cronico per il Chelsea se confrontato con club come Manchester City, Liverpool e Arsenal, che hanno goduto di continuità sia in panchina che a livello dirigenziale. Questo ha permesso loro di costruire successi duraturi. Il Chelsea ha sperato di costruire a lungo termine con Tuchel, ma le sanzioni governative britanniche hanno posto fine all'era Abramovich. Con l'arrivo di Todd Boehly e Clearlake Capital, l'ambizione di vincere la Premier League è rimasta, ma le relazioni con Tuchel si sono presto deteriorate, portando alla nomina di Graham Potter, con l'intenzione di replicare i modelli di costruzione delle squadre di Liverpool e Arsenal. Tuttavia, il Chelsea ha reclutato troppi giocatori nella prima stagione sotto la nuova proprietà, creando un ambiente caotico nello spogliatoio che Potter non è riuscito a gestire. Successivamente, il club ha optato per allenatori di maggior richiamo, come Mauricio Pochettino, che però non si è allineato alla visione societaria, venendo poi sostituito dal più giovane Enzo Maresca. Nonostante la sua partenza acrimoniosa, il lavoro di Maresca è stato apprezzato, ma la sua successione con un allenatore promosso internamente come Richard Rosenior mira a minimizzare le interruzioni a metà stagione e a mantenere uno stile di gioco simile.
UNA PREMIER IMPOSSIBILE: Il CHELSEA DI CONTE CAMPIONE in INGHILTERRA
Conte, osservando il Chelsea da lontano, rimane affascinato da come l'approccio del club sia cambiato. "Ogni allenatore vuole ingaggiare giovani giocatori, ma se i giovani giocatori costano oltre 100 milioni di sterline come [Moises] Caicedo ed [Enzo] Fernandez, non è per tutti i club, specialmente in Italia. Stanno facendo molto bene e stanno facendo qualcosa di importante per il futuro", ha commentato. Il club che ha guidato alla gloria nove stagioni fa si trova attualmente al quinto posto in Premier League, lontano dalla lotta per il titolo. La Deloitte Football Money League colloca il Chelsea al decimo posto tra i club europei, dietro a tutti i rivali del "big six" della Premier League. Questo quadro finanziario è in parte attribuibile al nuovo stadio del Tottenham, che ha notevolmente aumentato le loro entrate. Il Chelsea ha anche dovuto recuperare terreno con club come Manchester City e Manchester United nella ricerca di accordi di sponsorizzazione significativi, essendo rimasto senza uno sponsor di maglia principale. L'intensa attività di trasferimento del Chelsea, sia in entrata che in uscita, ha aggiunto ulteriore complessità, con oltre 1,5 miliardi di sterline spesi per acquisti dal takeover del 2022 e oltre 750 milioni di sterline raccolti dalla cessione di giocatori.
tags: #palmarrs #chelsea #satri #vs #conte