Il mondo dello sport, e in particolare del calcio, è in lutto per la scomparsa di figure di spicco che hanno segnato la storia dell'arbitraggio e della dirigenza sportiva a Jesi e non solo.
Romeo Giannoni: un maestro e una colonna dell'AIA
Jesi perde uno dei suoi figli più illustri nel mondo dello sport: Romeo Giannoni, storico arbitro jesino, è venuto a mancare all'età di 72 anni. La sua carriera lo ha visto raggiungere i massimi livelli, arrivando come assistente fino alla Serie A. Per quasi 15 anni ha ricoperto la carica di presidente della sezione cittadina dell'AIA (Associazione Italiana Arbitri), rimanendone una colonna portante anche negli anni successivi.
Giannoni si è spento all'ospedale Carlo Urbani dopo una breve degenza, a seguito di una malattia emersa di recente. Solo lo scorso Natale aveva celebrato i suoi 50 anni di tesseramento all'AIA.
L'attuale presidente dell'AIA di Jesi, Riccardo Piccioni, lo ricorda con profonda commozione: "È stato un maestro di arbitraggio, una guida che ci ha preso per mano e guidati. Perdo un grande amico e soprattutto un'insostituibile figura paterna".
Nella lunga storia della sezione jesina, Romeo Giannoni è stato "l'associato che più di tutti e più stabilmente è arrivato in alto". Arbitro in Serie C, è poi passato alla CAN, dove per cinque anni (tra il 1985 e il 1990) ha svolto il ruolo di assistente in Serie A e B, arbitrando anche una finale di Coppa Italia. Successivamente, ha ricoperto il ruolo di designatore e presidente della sezione.

Giannoni è stato descritto come una persona dal carattere a volte non facile, ma sempre leale, sincero e diretto. Nato e cresciuto nel quartiere Prato, è stato un "arbitro e uomo di calcio nato e cresciuto", un vero marchio di qualità per la città. I vertici nazionali dell'AIA, incluso il presidente Marcello Nicchi, hanno espresso il loro cordoglio ai familiari: la moglie Maria, i figli Gianluca e Giampiero (a sua volta arbitro per un periodo), le nipoti e i parenti.
L'assessore allo sport Ugo Coltorti lo ricorda come una persona che "ha costruito nello sport qualcosa di importante", trasmettendo a tutti nella sezione di Jesi un grande senso di appartenenza, passione e impegno, senza mai cercare i riflettori.
Giannoni ha portato il nome di Jesi ai livelli più alti del calcio nazionale, ma la sua simpatia e la sua straordinaria umanità hanno lasciato un segno indelebile in tutta l'Associazione. Come ha sottolineato Piccioni, "Tanti ne ha visti, tantissimi ne ha formati. E senza di lui non sarebbe stato possibile".
Padre Franco Marzioni: fede e passione per il fischietto
Un'altra figura di spicco che ha lasciato un vuoto incolmabile è padre Franco Marzioni, religioso di 81 anni e arbitro della sezione AIA di Jesi. Decano degli arbitri jesini, era un punto di riferimento per i giovani.
Padre Franco è tornato alla Casa del Padre presso il convento S. Maria della Pace di Sassoferrato. Appartenente alla Curia Provinciale della Provincia Picena S. Giacomo della Marca dei Frati Minori del Convento di San Francesco di Jesi, aveva anche insegnato religione all'IIS Marconi di Jesi.
Ha affiancato il suo percorso di fede a quello in campo, come direttore di gara. Aveva arbitrato ai massimi livelli regionali marchigiani, diventando anche presidente della sezione arbitri di Jesi. Come osservatore, aveva raggiunto la Serie D.
Ha sempre creduto nei giovani, collaborando attivamente per istruire e far crescere i giovani arbitri. I funerali si sono celebrati martedì 28 gennaio presso la Chiesa del Convento di S. Maria della Pace a Sassoferrato.
Massimiliano Rossi, presidente della sezione AIA di Jesi, interpreta il sentimento di dolore e gratitudine: "Caro Franco, non puoi immaginare il sentimento di smarrimento che tutti noi stiamo provando. La notizia della tua scomparsa ci ha lasciati senza fiato. Ci sentiamo persi come le pagine di un libro private della loro costa. Perché tu eri il vero collante della nostra sezione, incarnando a pieno i valori più sani dell’Associazione."
Rossi ricorda come padre Franco fosse sempre il primo ad accogliere i nuovi associati e a offrire conforto ai giovani arbitri a bordo campo, incoraggiandoli sempre a dare il massimo. "Tu credevi in noi più di quanto noi lo facessimo - scrive il presidente - vedevi sempre il bicchiere mezzo pieno. Dicevi che eravamo delle promesse. Chissà se è vero. Ma ciò che sicuramente è vero è la promessa che ti facciamo noi ora: terremo sempre vivo il tuo ricordo, accoglieremo le giovani leve nella nostra famiglia proprio come facevi tu e li sproneremo sempre a far meglio e a credere nelle loro capacità."

Ermanno Pieroni: una vita dedicata al calcio
Un altro lutto colpisce il mondo del calcio con la scomparsa di Ermanno Pieroni, ex arbitro, dirigente sportivo e presidente per lungo tempo. Aveva 75 anni e combatteva da tempo contro una grave malattia.
Pieroni è stato una figura chiave nella storia dell'Ancona calcio, traghettandola in Serie A nel campionato 2003-2004, quando ne era presidente. Fino a marzo 2021 aveva ricoperto il ruolo di consulente esterno con l'Anconitana.
Dirigente sportivo di lungo corso, ha guidato anche il Perugia di Luciano Gaucci prima di approdare all'Ancona. Ha attraversato anni difficili per il club dorico, tra retrocessioni, problemi giudiziari e fallimenti.
Ha tentato un ritorno "in campo" con l'Arezzo, dove ha lavorato dal 2005 al 2007 in Serie B e dal 2017 al 2019 in Serie C. Viene anche ricordato per aver guidato altre società di calcio come Messina e Taranto, oltre al suo ruolo di talent-scout per aver scoperto molti validi giocatori.
#ImpresaTotale - Interviste a Ermanno Pieroni ed Emiliano Testini (puntata 3)
Nabil Dahou: una giovane promessa spezzata
La classe arbitrale marchigiana è colpita da una tragedia immane per la scomparsa a soli 27 anni di Nabil Dahou. Stando alle ultime ricostruzioni, il ragazzo ha perso la vita precipitando dal balcone della sua abitazione a Fabriano.
Nabil avrebbe dovuto partecipare alla gara Montegranaro - Civitanovese nel ruolo di guardalinee. La partita è stata rinviata a data da destinarsi a causa della tragedia.
La sezione AIA di Jesi, alla quale apparteneva, lo ricorda con profonda tristezza: "Come sei sempre stato, te ne sei andato: in silenzio e in punta di piedi."

L'intera comunità sportiva di Jesi e delle Marche si stringe attorno ai familiari di queste figure che, con passione e dedizione, hanno contribuito a scrivere pagine importanti dello sport locale e nazionale.