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Il progetto di riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris di Genova, presentato da Genova Stadium in collaborazione con il Comune, prevede un ampio intervento che trasformerà l’impianto in una moderna arena multifunzionale.

Questo ammodernamento renderà lo stadio più adeguato a ospitare eventi internazionali come EURO 2032, il cui Comitato Esecutivo UEFA selezionerà ufficialmente gli impianti a ottobre 2026.

L’intervento non si limita alla semplice ristrutturazione dell’impianto sportivo: l’area circostante allo stadio, inclusi i parcheggi e i piazzali, sarà oggetto di sistemazione, con l’introduzione di pannelli fotovoltaici e una riorganizzazione degli spazi esterni.

Un aspetto importante del progetto riguarda l’integrazione della Villa Piantelli nel perimetro dello stadio. Villa Piantelli, che subirà una ristrutturazione da oltre 3 milioni di euro, ospiterà uffici, attività commerciali, sale convegni e servizi legati allo sport, con un giardino pubblico esterno.

L’impianto non solo sarà dedicato al calcio, ma avrà anche una funzione più ampia come centro per eventi e attività.

Planimetria stadio Luigi Ferraris

Una delle principali sfide per la realizzazione del progetto riguarda i parcheggi. Le linee guida UEFA richiedono almeno 34.200 metri quadrati di parcheggio, ma l’area circostante allo stadio non soddisfa ancora questi requisiti. La soluzione proposta è quella di utilizzare gli spazi Amt di via Bobbio e altre aree limitrofe, oltre a un sistema di navette per collegare i parcheggi allo stadio.

La riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris è ancora nelle fasi preliminari, ma il piano è ambizioso e ambisce a trasformare l’impianto in un centro di riferimento non solo per il calcio, ma anche per altri eventi di rilevanza internazionale.

Passi avanti verso un nuovo stadio «Ferraris». Sampdoria, Genoa e CDS hanno firmato un accordo dopo un incontro convocato dal Comune. Entro il 31 marzo, infatti, i soggetti coinvolti presenteranno una proposta di sviluppo per l’area dello stadio, che verrà attentamente valutata, con particolare attenzione alla sostenibilità e alle ricadute economiche e urbanistiche del progetto. L’accordo segna un’importante fase operativa per il futuro dello stadio, che potrebbe diventare un centro nevralgico per lo sport e non solo.

La Giunta Salis ha approvato con un’apposita delibera l’interesse pubblico e ora Genoa e Sampdoria potranno andare avanti sulle ipotesi progettuali.

Secondo i progettisti, l’opzione zero “ossia la mancata realizzazione dell’intervento, non è soltanto una scelta passiva, ma rappresenta un’opzione che potrebbe compromettere il futuro sviluppo e la sostenibilità del quartiere di Marassi e della città di Genova nel loro complesso.

Quanto all’alternativa che prevede la demolizione e ricostruzione dello stadio, “questa solleva una serie di questioni e criticità che richiedono un’attenta considerazione. Sebbene offra la possibilità di realizzare una struttura nuova, tale opzione comporta rischi e incertezze legati ai tempi di realizzazione prolungati e agli impatti ambientali. Inoltre, va considerato che questa alternativa non consentirebbe la costruzione di uno stadio con una capacità superiore a 20000-25000 posti, risultando quindi meno conveniente in termini di capacità di spettatori.

Anche la delocalizzazione, ovvero lo stadio in un’altra parte della città (vengono elencate nello studio l’Aeroporto, l’ex Colisa, Trasta, la Fiera di Genova, piazzale Kennedy, Calata Sanità, Cornigliano ex Ilva, Campasso, Erzelli, piane vallive interne di Bolzaneto) “risulta oggi difficilmente praticabile, poiché presuppone il verificarsi congiunto di condizioni non riscontrabili con sufficiente certezza nel contesto genovese: disponibilità immediata di un’area continua e idonea, assenza di vincoli aeroportuali/portuali non superabili, copertura finanziaria certa per il potenziamento del Tpl e delle opere di accessibilità, nonché un iter autorizzativo condiviso tra enti con contenimento del rischio di contenzioso. Nel breve-medio periodo, la concomitanza di tali presupposti appare poco probabile, con ricadute rilevanti su tempi, costi e affidabilità del percorso. A ciò si somma l’impatto urbano e identitario della dismissione del ‘Luigi Ferraris’, che richiederebbe un progetto parallelo di rigenerazione e rifunzionalizzazione per evitare effetti regressivi su attrattività, flussi economici e presidio del quartiere.

Mappa delle possibili aree di delocalizzazione dello stadio a Genova

Ecco allora che il restyling rimane la strada migliore da praticare: “Attraverso il progetto di ammodernamento e ristrutturazione dello stadio esistente, si prospetta non solo il superamento delle attuali limitazioni strutturali e normative, ma anche la creazione di un polo attrattivo e multifunzionale in grado di stimolare lo sviluppo urbano e incrementare l’attrattività della zona per residenti e visitatori.

Obiettivi del progetto di riqualificazione:

  1. Realizzare un progetto ecosostenibile nel rispetto dell’ambiente.
  2. Valorizzare la struttura architettonica esistente dello stadio Luigi Ferraris, minimizzando gli interventi garantendo un’integrazione armoniosa dei nuovi elementi architettonici, rispettando l’importanza dell’edificio che ad oggi fa parte del quartiere ed è memoria storica del luogo.
  3. Considerare lo sviluppo urbano della città.
  4. Riqualificare lo spazio pubblico circostante lo stadio.
  5. Rivalutare le sistemazioni esterne allo stadio quale uno dei temi principale del progetto.
  6. Creare nuovi servizi interni allo stadio, come Sky Box, zone di F&B e servizi igienici.
  7. Realizzare il progetto di ristrutturazione durante il periodo di pausa del campionato di calcio, in modo da evitare la chiusura dello stadio durante le partite.
  8. Riportare nella città di Genova la possibilità di ospitare grandi concerti/eventi.
  9. Apertura delle cancellate durante la settimana.

Modellino dello Stadio Luigi Ferraris di Andrea Compalati

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