L'indagine "Prisma" ha gettato un'ombra su diverse operazioni finanziarie della Juventus, coinvolgendo indirettamente anche il nome di Cristiano Ronaldo. Al centro delle investigazioni ci sono presunte plusvalenze "fittizie" e accordi non trasparenti, che hanno portato gli inquirenti a esaminare documenti sensibili, inclusi quelli relativi al contratto della stella portoghese.
Il riferimento a Cristiano Ronaldo emerge chiaramente da un passaggio di intercettazioni in cui si discute di una "carta famosa che non deve esistere tecnicamente", una sorta di accordo separato, una scrittura privata non ufficiale. Questo filone d'indagine si concentra su documenti particolari, come quelli relativi all'accordo con CR7, tra le pieghe del contratto depositato, e su eventuali corrispettivi arretrati.
Sebbene Cristiano Ronaldo non sia tra gli indagati nell'inchiesta "Prisma", il suo nome emerge per interposta persona, aggiungendosi ad altri calciatori coinvolti in trattative sotto osservazione. L'inchiesta, nata dal lavoro della Covisoc in accordo con la Procura Federale, ha analizzato 62 trasferimenti potenzialmente fittizi, concentrandosi poi su ben 42 movimenti che coinvolgerebbero la Juventus.
La Procura della Repubblica di Torino sta compiendo tutti gli accertamenti per provare o meno la responsabilità dei dirigenti juventini. Nelle ultime ore, la Guardia di Finanza ha ricevuto l'incarico di controllare e cercare "documenti e scritture private" sul contratto della stella portoghese e sulle retribuzioni arretrate. La Procura vorrebbe far luce su plusvalenze per 282 milioni in tre anni, "connotate da valori fraudolentemente maggiorati".
In casa Juventus, sei persone risultano indagate per falso in bilancio per le stagioni 2018-19, 2019-20 e 2020-21, con un occhio di riguardo alle plusvalenze. Tra gli indagati figurano il Presidente Andrea Agnelli, l'ex bianconero e vicepresidente Pavel Nedved, e l'ex responsabile dell'area sportiva Fabio Paratici, oltre ad altri tre dirigenti del settore commerciale.

La "Carta Ronaldo" e le manovre stipendi
La cosiddetta "carta segreta" di Ronaldo, del valore di 19,970 milioni di euro (pari a quattro mensilità di CR7), è emersa tra i documenti ricostruiti dalla Guardia di Finanza. Questa cifra era sufficiente, secondo gli inquirenti, per incrinare il bilancio bianconero e spiegare il tono di un'intercettazione tra il ds Federico Cherubini e il capo dell'ufficio legale del club, Cesare Gabasio: "Se salta fuori ci saltano alla gola... tutto sul bilancio, i revisori e tutto".
L'ambito è quello delle cosiddette manovre stipendi, pensate per far fronte alla crisi economica legata alla pandemia Covid. Ufficialmente, si tratterebbe di scritture condizionate (loyalty bonus), ma gli inquirenti hanno scovato altri documenti, le cosiddette "side letter", che integravano l'accordo assicurando comunque il pagamento delle mensilità, trasformando di fatto un debito condizionato in uno incondizionato da iscrivere a bilancio.
La Procura contesta false comunicazioni sociali "omettendo di esporre gli effetti di una scrittura privata", ovvero non aver inserito a bilancio come previsione di spesa futura un impegno già assunto con la manovra stipendi. La Juventus ha ribadito la correttezza del proprio operato, sostenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie.

Le implicazioni legali e sportive
La famosa carta Ronaldo, inizialmente pensata come una scrittura privata per gli stipendi non corrisposti nel 2020, è emersa come un accordo per il pagamento posticipato di 19,5 milioni di euro come debito residuo dell'ingaggio lordo del giocatore prima del suo trasferimento al Manchester United. Questo debito, secondo gli inquirenti, non sarebbe mai stato iscritto a bilancio.
Il documento, denominato "Accordo Premio Integrativo - Scrittura Integrativa", riporta i dettagli del credito di 19,6 milioni vantati dal giocatore e l'impegno della Juventus a riconoscerglieli, con la firma dell'allora direttore dell'area sportiva Fabio Paratici. Tuttavia, la mancanza della firma del giocatore avrebbe evitato a CR7 il rischio di squalifica per aver sottoscritto un accordo al di fuori dei contratti riconosciuti dalla Federazione.
La deposizione di Cristiano Ronaldo potrebbe aggiungere elementi alle tesi accusatorie, sia in sede penale che sportiva. L'inchiesta Figc sul filone delle manovre stipendi della Juventus è ancora aperta, e le implicazioni potrebbero costare al club fino a quattro volte quanto dovuto al giocatore, ovvero circa 60 milioni di euro, oltre alla possibile penalizzazione di punti in classifica.

In sede arbitrale, Cristiano Ronaldo ha vinto l'arbitrato, e la Juventus dovrà corrispondere al portoghese 9,7 milioni di euro (più interessi) previsti dalla "carta Ronaldo", riconoscendo un concorso di colpa nella vicenda. Questo verdetto segna una conclusione per la vicenda che ha visto contrapposti il club e il calciatore per quasi due anni.
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