La situazione di Dusan Vlahovic alla Juventus è diventata sempre più complessa, con il centravanti serbo che sembra aver perso il suo posto da titolare in favore di nuovi arrivi e scelte tecniche. Nonostante fosse considerato un elemento intoccabile, le recenti panchine consecutive e un calo di prestazioni hanno aperto scenari inaspettati sul suo futuro.
Ultimi aggiornamenti indicano che Dusan Vlahovic continua il suo momento no con la Juventus di Thiago Motta. Anche in Champions League, nel pareggio per 0-0 ottenuto contro il Club Brugge, è stato prima escluso dai titolari per scelta tecnica e poi è subentrato non trovando quasi mai il modo di mettersi in mostra all'interno del rettangolo di gioco.
Il problema per l'ex-Fiorentina è sicuramente fisico, con l'affaticamento alla coscia che è ormai smaltito, ma con la condizione lontana dal 100%. A confermare che il centravanti serbo classe 2000 non stia attraversando un momento facile, dentro e fuori dal campo, ci ha pensato post-partita il suo compagno di squadra Timothy Weah: "Quando gioca davanti Dusan fa gol, e per noi è importante. Adesso vive un momento un po' difficile, ma resta un giocatore incredibile e tornerà a segnare. È vero che senza di lui riusciamo a giocare bene, ma giochiamo bene anche quando è in campo, è un giocatore che ti rende le cose più facili".
La spada di damocle rappresentata, suo malgrado, dal suo contratto pende su Vlahovic da tempo. La scadenza al 30 giugno 2026 continua ad essere considerata problematica da Cristiano Giuntoli che, in un'ottica di "contenimento dei costi annui", ha proposto al suo entourage un rinnovo a cifre molto inferiori e spalmate su più anni. La risposta a questa idea è sempre stata negativa e, per evitare di perderlo a parametro zero, è necessario trovare una soluzione entro giugno, o addirittura subito in questa finestra di mercato invernale.

Il Paris Saint Germain aveva manifestato un apprezzamento per lui nell'ambito delle trattative per Kolo Muani. Poi si è mosso l'Arsenal che ha perso Gabriel Jesus per la rottura del crociato. Oggi però i contatti più importanti sono da registrare con il Chelsea, con Giuntoli volato a Londra per trattare Renato Veiga che ha ascoltato l'interesse dei Blues per lui.
Per Vlahovic oggi, o al più tardi a giugno, arriverà quindi il momento del dentro o fuori. Senza il rinnovo la possibilità che Giuntoli possa mettere in atto la stessa strategia portata avanti con Federico Chiesa è più che concreta. La differenza rispetto all'esterno italiano, finito prima fuori rosa e poi venduto in sconto al Liverpool alla fine della scorsa estate, è che il serbo ha un mercato molto più attivo attorno a sé. Anche per questo l'addio entro il 3 febbraio è oggi ancora possibile.
Cercasi disperatamente i gol. Quelli persi da Dusan Vlahovic e Randal Kolo Muani: senza reti diventa complicato andare nell’Europa che conta, ovvero la Champions, e non sempre c’è un Kenan Yildiz capace di risolvere le trame più difficili portando a casa i tre punti. I due centravanti della Juventus non segnano da oltre mille minuti, un’eternità, e ieri a Parma non hanno neppure mostrato di andarci vicino. Certe volte è la sfortuna o l’intervento del portiere a impedire a un tiro di infilarsi in rete, ma se il tentativo non c’è allora la situazione è più grave.
Dalla prima in campionato di Vlahovic e Kolo Muani insieme in campo, anche se non come coppia d’attacco, ma con il francese a supportare il serbo, ci si aspettava di più. Kolo Muani è apparso un po’ più vivo nel gioco, Vlahovic invece è stato assolutamente assente. Il giovane Leoni lo ha annullato, rubandogli palla come se fosse uno alle prime armi e non l’attaccante più pagato della Serie A. Una situazione persino imbarazzante per DV9, troppo passivo: almeno prima si arrabbiava se non gli riusciva una giocata, adesso invece appare rassegnato.
Dall’ultimo centro, a Cagliari, sono passati quasi 500 minuti, un’astinenza da gol che pesa come un macigno sulle spalle dell’attaccante, ma anche su quelle della Juventus, tradita dal suo bomber. L’infortunio di Vlahovic è grave: l’attaccante dovrà rimanere fuori per un bel po’ di tempo come si era compreso subito, dal momento dello stop nel corso di Juve-Cagliari. Nel tentativo di calciare in porta, il serbo è andato a vuoto e ha avvertito immediatamente una fitta all’adduttore sinistro.

Senza Vlahovic, toccherà a Spalletti inventare qualche soluzione nuova in attacco. Con la necessità di responsabilizzare i nuovi arrivati David e Openda, fin qui sottotono, e trovare strade alternative per giungere al gol. Dopo la partita di Coppa Italia con l’Udinese, la Juve si ritroverà ad affrontare tre gare decisive per lo sviluppo della propria stagione: col Napoli e il Bologna in trasferta (scontri diretti per la zona Europa) e in mezzo il Pafos all’Allianz Stadium, partita che va assolutamente vinta per non compromettere il cammino verso gli spareggi utili alla qualificazione per gli ottavi.
Il futuro di Dusan Vlahovic sembra ormai segnato e sempre più distante dalla Juventus. È già partita la corsa al centravanti serbo, che salvo sorprese lascerà Torino in estate a parametro zero. Una situazione che ha inevitabilmente acceso l’interesse dei top club europei, pronti a muoversi in anticipo per assicurarsi il classe 2000. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, in primissima fila c’è il Barcellona. Il club blaugrana avrebbe già avviato i contatti con l’entourage del giocatore e sarebbe fiducioso sulla possibilità di raggiungere un accordo. Vlahovic, dal canto suo, ha sempre ribadito la volontà di attendere il mese di giugno prima di prendere una decisione definitiva sul proprio futuro.
Un nodo centrale resta quello dell’ingaggio: l’operazione non sarebbe a basso costo, ma il Barcellona sarebbe disposto a garantire al serbo uno stipendio molto simile a quello attuale, intorno ai 12 milioni di euro annui. Una cifra importante, ma ritenuta sostenibile considerando l’arrivo a parametro zero e il peso specifico dell’attaccante.
| Stagione | Partite | Gol | Assist |
|---|---|---|---|
| 2022/23 | 42 | 16 | 4 |
| 2023/24 | 35 | 12 | 3 |
Oggi il serbo festeggia il compleanno e 3 anni esatti in bianconero, ma il futuro sarà lontano da Torino. Il rinnovo bloccato, le recenti panchine, i movimenti di mercato. Come diceva Agatha Christie: un indizio è un indizio, due sono una coincidenza e tre fanno una prova. Se fosse un giallo, l’affare Dusan Vlahovic sarebbe bello che risolto: divorzio dalla Juventus scontato, subito o in estate. "Non esiste alcun caso", ripete Thiago Motta. Eppure il finale del thriller sembra già scritto.
Oggi Dusan festeggia il compleanno e tre anni esatti in bianconero - il 28 gennaio 2022 arrivò dalla Fiorentina per 70 milioni più bonus - ma è consapevole che la festa dei 26 non sarà più sotto la Mole. A meno di clamorose sorprese negli ultimi giorni di trattative (lunedì la chiusura), la Signora e Vlahovic dovranno cercare di convivere al meglio per i prossimi 5-6 mesi. Il contratto del serbo, in realtà, scadrebbe nel 2026. Ma alla Continassa, dopo lo stop prenatalizio dell’entourage di Vlahovic ai discorsi su un prolungamento al ribasso (attualmente guadagna 10,5 milioni, pronti a diventare 12 nel 2025-26), non vogliono di certo arrivare al 2026 correndo il rischio più grande: l’addio a parametro zero, quello a cui puntano gli agenti del serbo.
L’epilogo è abbastanza scontato, ma in mezzo ci sono ancora diverse pagine da scrivere. Vlahovic e la Juventus hanno cominciato a scrivere un nuovo capitolo la scorsa settimana con l’arrivo in prestito da Parigi di Randal Kolo Muani. Il francese, per il momento utilizzabile soltanto in campionato in attesa dell’aggiornamento delle lista Uefa per la seconda fase della Champions, sarebbe stato titolare già contro il Milan - e con solo un allenamento alla Continassa - se non ci fosse stato il contrattempo burocratico del Psg nella gestione dei giocatori in prestito. Quello che non è successo contro i rossoneri, è stato soltanto rimandato di una settimana. Al Maradona, infatti, Kolo Muani ha debuttato dal primo minuto al centro dell’attacco della Signora e al primo tiro ha segnato.
In mezzo, la trasferta di Bruges, senza il francese, ma con Nico Gonzalez titolare e falso 9. Tre big match, tre panchine consecutive e appena 29 minuti più recupero per Vlahovic, miglior goleador della Juventus (12 reti tra A e Coppe) e fino ad allora intoccabile nelle gare in cui era disponibile. Un po’ per scelta e un po’ per necessità visto che, prima dell’arrivo di Kolo Muani, Motta non aveva praticamente alternative di ruolo: Arek Milik è in infermeria da giugno per i problemi al ginocchio e Nico Gonzalez è stato fuori due mesi tra ottobre e inizio dicembre. Una inversione a “u” che ovviamente non ha fatto fare i salti di gioia a Dusan.
Il ritorno di KOLO MUANI sarebbe DEVASTANTE? Analisi Tattica
Il dubbio per il Benfica- Domani, proprio come a Bruges, Kolo Muani e gli ultimi rinforzi del mercato (Alberto Costa e Veiga) non saranno disponibili. Thiago Motta dopo la rifinitura deciderà se riproporre Nico nel ruolo di “falso 9” o se rilanciare Vlahovic dal primo minuto contro il Benfica. Può succedere di tutto. Compreso che Thiago punti nuovamente sul serbo. È già capitato con altri giocatori e di certo non stupirebbe, anzi… L’allenatore italo-brasiliano crede molto nella concorrenza interna e attraverso quella punta ad ottenere il massimo dai propri uomini. "Non c’è un caso Vlahovic, Dusan è un leader positivo e aiuta sempre i compagni", il ritornello di Thiago Motta. Probabilmente lo ripeterà anche oggi nella conferenza di vigilia e, in caso di impiego di Vlahovic contro il Benfica, magari sarà lui stesso ad annunciarlo pubblicamente per abbassare la pressione in vista della Champions. Di sicuro, adesso fa più notizia la presenza di Vlahovic nell’undici titolare che il contrario.
Il presente della Juventus è il Benfica, ma il futuro sarà senza Vlahovic. Alla Continassa sono già cominciate le grandi manovre. Il dt Cristiano Giuntoli ha arruolato in corsa Kolo Muani in prestito semestrale dal Psg, ma a prescindere dal francese si guarda intorno a caccia di un erede di Dusan. I nomi che stuzzicano la Juventus sono diversi. Si va da Joshua Zirkzee (Manchester United), pallino di Thiago Motta già sondato nelle settimane scorse, al pupillo di Cristiano Giuntoli: quel Victor Osimhen (bomber del Napoli in prestito al Galatasaray) con il cui il dirigente toscano ha vinto lo scudetto in azzurro.

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