La situazione legata alle inchieste che coinvolgono il calcio italiano, e in particolare la Juventus, si rivela sempre più complessa e intricata. La decisione del Collegio di Garanzia presso il Coni, riguardo al ricorso presentato dalla Juventus contro la penalizzazione di 15 punti, ha generato un diffuso malcontento e ha lasciato aperte numerose questioni, alimentando il rischio concreto di un campionato falsato. Lungi dall'aver portato chiarezza, la vicenda ha ulteriormente ingarbugliato gli scenari, lasciando incerto il reale punteggio dei bianconeri in classifica.
Attualmente, la Juventus si ritrova con 59 punti, ma una nuova penalizzazione è attesa. Il Collegio di Garanzia ha infatti confermato la violazione dell'articolo 4, relativo alla lealtà sportiva, da parte di quattro figure apicali del club. L'entità di questa nuova sanzione, che dovrebbe arrivare tra circa un mese, resta da definire. Nel frattempo, la società bianconera dovrà affrontare anche il processo relativo alla cosiddetta "manovra stipendi" e alle partnership opache, ulteriori indagini che gettano ombre sulla regolarità delle stagioni.

Di fronte a questo scenario di incertezza, molti addetti ai lavori e opinionisti esprimono preoccupazione per la regolarità del campionato. Marcello Chirico, direttore de Il Bianconero, parla apertamente di "campionato più irregolare, più falsato della storia", sottolineando come sia inaccettabile arrivare all'ultima giornata senza una classifica definitiva. Anche Paolo Ziliani de Il Fatto Quotidiano definisce la giustizia sportiva "ridicola", pur prospettando un campionato falsato da una prospettiva differente.
L'incertezza generata da queste vicende non colpisce solo i club coinvolti, ma si estende a tifosi, dirigenti e giocatori di tutte le squadre, specialmente quelle in lotta per un posto in Champions League. Il ds della Roma, Tiago Pinto, ha ironizzato sulla situazione, mentre l'ex vicedirettore di Rai Sport, Enrico Varriale, pur nel rispetto delle sentenze, evidenzia come l'incertezza possa condizionare la corsa alla Champions.
Anche i tifosi della Juventus vivono un'altalena di emozioni, passando dall'esaltazione alla preoccupazione, con molti che temono che, al di là della decisione del Collegio, la penalizzazione finale possa comunque escluderli dalle posizioni di vertice.
Le Ombre del Calcioscommesse e le Vecchie Inchieste
Le indagini sulla Juventus si inseriscono in un contesto più ampio di scandali che hanno segnato il calcio italiano. L'inchiesta di Cremona, ad esempio, ha rivelato un sistema ben più radicato di quanto si pensasse, coinvolgendo una banda internazionale di slavi e numerosi giocatori di Serie A. Casi come quello di Lazio-Genoa, con conversazioni private e accordi last minute, o le dichiarazioni di Andrea Masiello riguardo ad approcci per truccare partite, testimoniano la pervasività del fenomeno.
Partite come Lecce-Lazio, Napoli-Bari, Genoa-Lecce, Chievo-Bari e Siena-Chievo sono state oggetto di indagini, con pentiti che hanno svelato dettagli su combine e accordi per risultati specifici, spesso legati al volume delle scommesse. Il coinvolgimento di figure come Marco Paoloni, o le rivelazioni del pentito Perumal, hanno gettato luce su meccanismi inquietanti che hanno minato la credibilità di singole gare e, potenzialmente, l'esito di interi campionati.

Anche l'allenatore Antonio Conte, nel periodo in cui allenava il Siena, è emerso dalle indagini, sebbene con esiti diversi a seconda dei casi. L'inchiesta sul calcioscommesse, con la figura di Gervasoni come teste chiave, ha riacceso i riflettori su un problema che sembra non voler abbandonare il calcio italiano, con scandali come Calciopoli, i casi di passaporti falsi e le reiterazioni del calcioscommesse che continuano a macchiare la reputazione del sistema.
Antitrust e Gestione dei Campionati: Dubbi sulla Regolarità
Le problematiche legate alla regolarità dei campionati non si limitano alle vicende giudiziarie o sportive. L'Antitrust ha avviato un'istruttoria nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) per presunto abuso di posizione dominante nell'organizzazione di competizioni a carattere ludico-amatoriale nel settore giovanile. Le ispezioni svolte nelle sedi nazionali e campane di FIGC e FIGC-Settore Giovanile Scolastico hanno evidenziato possibili criticità nell'inserimento di previsioni che impongono il convenzionamento Eps-Figc e l'autorizzazione preventiva all'organizzazione di tornei giovanili.
Inoltre, la gestione dei campionati, soprattutto a livello dilettantistico, è stata oggetto di critiche. Il caso del Comitato Regionale Campania, con il presidente Carmine Zigarelli coinvolto in un'inchiesta per irregolarità nelle ammissioni ai campionati dilettantistici, solleva interrogativi sulla trasparenza e l'equità dei processi. Nonostante le responsabilità accertate, la sanzione comminata è stata un'ammenda di 4.500 euro, una cifra che alcuni ritengono esigua a fronte delle presunte condotte che avrebbero potuto falsare l'esito delle competizioni.

Queste vicende, unite alle polemiche sulla gestione del calendario di Serie A durante la pandemia, con il presidente dell'Inter Steven Zhang che ha accusato la Lega di anteporre gli interessi economici alla salute pubblica, e le perplessità espresse dalla Fiorentina sulla gestione delle partite rinviate, contribuiscono a creare un quadro di profonda incertezza e sfiducia nel sistema.
La Storia del Calcio Italiano: Episodi di Presunto Condizionamento
La storia del calcio italiano è costellata di episodi che hanno sollevato dubbi sulla regolarità dei campionati. Un esempio significativo risale alla stagione 1926/1927, quando il Bologna, guidato dal presidente della FIGC Leandro Arpinati, fu al centro di controversie. La partita Torino-Bologna, inizialmente vinta dal Torino, fu fatta ripetere su decisione di Arpinati, modificando di fatto la classifica e aprendo la strada alla vittoria finale del Bologna. L'arbitro Pinasco dichiarò pubblicamente di non aver cambiato parere sull'episodio del gol annullato, ma subì pressioni e minacce, testimoniando un presunto condizionamento da parte delle alte sfere federali.
Due anni dopo, nella stagione 1928/1929, un altro episodio riguardante la finale tra Torino e Bologna sollevò interrogativi. L'espulsione e il successivo rientro in campo di un giocatore del Bologna, Martelli, prima che l'arbitro se ne accorgesse, portò al ricorso del Torino, che però fu respinto da Arpinati.
Calcio Scommesse 1980 - Reportage di Andrea Purgatori - RaiSatAlbum
Questi episodi storici, uniti alle vicende più recenti, alimentano la discussione sulla possibilità di influenzare il regolare decorso dei campionati calcistici, modificando verdetto del campo e consentendo a società che non potrebbero scendere in campo di giocare regolarmente.
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