Inter e Milan si ritrovano a meno di un mese dalla Supercoppa giocata a Riad. Fu un successo netto, travolgente, da parte della squadra di Inzaghi: il 3-0 del 18 gennaio ha infatti lasciato strascichi in casa rossonera, con un Milan entrato in un periodo di crisi nera.
"I campioni d'Italia salutano i campioni d'Arabia" è il testo dello striscione comparso in Curva Sud a San Siro. Un modo per sminuire la vittoria della Supercoppa da parte dell'Inter.
Dalla Nord però si sono fatti trovare pronti: "Anche a Riad l'ennesima dimostrazione... Partita dominata da Skriniar e compagni, con i campioni d'Italia mai davvero pericolosi.
In rete anche Dimarco. Per il tecnico dell'Inter è la quarta Supercoppa italiana vinta in carriera, il terzo trofeo nerazzurro. Nel finale le lacrime in panchina di Calabria.
L’Inter alza la Supercoppa italiana, il terzo trofeo negli ultimi 12 mesi, e acuisce la crisi del Milan, che ha iniziato malissimo il 2023. Sorride Inzaghi, il Re delle Supercoppe: ne ha già in bacheca quattro e in finale ha sempre vinto.
Nella cornice del King Fahd International Stadium di Riad non c'è partita: i nerazzurri vanno avanti di due gol, con Dimarco e Dzeko, nell’arco di 11 minuti (dal 10’ al 21’), e poi controllano la reazione degli avversari, a dire la verità mai incisivi.
Pioli tornerà in Italia con un pieno di preoccupazioni e punti interrogativi: sperava in una reazione dopo l’uscita dalla Coppa Italia e i due pareggi in campionato e invece è stato travolto come nel derby di ritorno di Coppa Italia della passata stagione.
Male la difesa (9 reti al passivo nelle ultime 5 sfide), con troppi errori e spazi concessi. Ora l’ultima giornata del girone d’andata sul campo della Lazio (martedì) preoccupa, mentre l’Inter, con un altro trofeo in bacheca, lunedì darà l’assalto all’Empoli.
Quello in Arabia Saudita può essere il successo della definitiva svolta della stagione, sempre che il Napoli rallenti.
Pioli sceglie Kjaer, più bravo a impostare, e non Kalulu per far coppia con Tomori nel cuore della retroguardia; a destra c’è Messias e non Saelemaekers. Inzaghi risponde con i titolarissimi e porta in panchina sia il recuperato Lukaku sia gli infortunati Brozovic e Handanovic.
L’inizio è equilibrato, con un paio di tiri innocui di Calhanoglu e Dzeko. Il Milan pensa soprattutto a non allungarsi e cerca a sinistra Leao per mettere in difficoltà Skriniar, l’Inter risponde facendo dialogare i due attaccanti. Nessuna delle due formazioni però usa troppo la costruzione da dietro perché la paura di sbagliare condiziona.
L’equilibrio si spezza grazie a una grande azione, tutta di prima, sull’asse Darmian, Dzeko, Barella e Dimarco: l’esterno mancino nerazzurro mette in rete l’assist del centrocampista sardo e il fuorigioco semiautomatico, alla prima decisione nel calcio italiano, conferma che è tutto regolare.
La reazione del Diavolo è affidata alle ripartenze di Leao perché Brahim Diaz non trova la giusta posizione tra le linee: il portoghese è imprendibile, conclude e impegna Onana che alza sopra la traversa, ma predica... nel deserto perché anche Giroud non è in serata.
Quelli rossoneri sono lampi: Skriniar e compagni sono messi meglio in campo e su una verticalizzazione di Bastoni, Dzeko va in profondità, salta netto Tonali e in diagonale batte Tatarusanu. Se in occasione dell’1-0 è Kjaer a tenere in gioco Barella, stavolta è Tomori che non fa scattare il fuorigioco.
Forte del doppio vantaggio, l’Inter alza la pressione con i quinti che vanno ad attaccare Calabria e Theo Hernandez e gli uomini di Pioli faticano tremendamente a impostare. Il Milan sembra la fotocopia di quello visto nel primo tempo sabato a Lecce. Forse addirittura peggiore.
Su calcio d’angolo, Dzeko va vicino al 3-0 e viene stoppato da Tatarusanu, bravo a respingere anche su Dimarco. Dopo la mezzora la mareggiata nerazzurra perde intensità, Inzaghi arretra il baricentro e i campioni d’Italia mostrano più coraggio, anche se è Lautaro ad andare vicino al 3-0 durante il recupero.
Il 63% di possesso del Diavolo all’intervallo è bugiardo perché il dato che conta è quello delle conclusioni nello specchio, 4-1 quelle degli inzaghiani.
L’approccio del Milan alla ripresa è più convinto e tre conclusioni fuori bersaglio di Theo Hernandez, Bennacer e Leao fanno pensare che la musica sarà diversa. Kjaer stoppa Lautaro e Onana deve intervenire su Bennacer.
L’Inter avrebbe spazi per ripartire, ma i suoi non hanno più la gamba della prima frazione. Dimarco deve alzare bandiera bianca e viene sostituito da Gosens; Pioli risponde con un triplice cambio: entrano Origi, De Ketelaere e Kalulu ed escono Messias, Diaz e Kjaer. Il belga ex Liverpool va a destra e il 4-2-3-1 non cambia.
Si arrende ai crampi anche Barella, avvicendato insieme a Dzeko: dentro le forze fresche di Gagliardini e Correa. L’Inter “gioca” con il cronometro, il Milan ci prova ma anche i rossoneri sentono la stanchezza. E vengono puniti da Lautaro che firma il 3-0: è il gol personale numero 12 del Toro nel 2022-23, la rete che chiude il match e consegna il trofeo a Inzaghi.
Il derby della Madonnina vissuto nel reparto «La Nave» del carcere milanese. Lunedì 6 gennaio, giorno della Befana. Tutto è pronto per l'ennesimo derby della Madonnina. Gli animi si scaldano e l'euforia è a mille. San Vittore spaccato in due fazioni: da una parte la Milano nerazzurra e dall'altra quella rossonera. In ballo c'è il primo trofeo del 2025. La Supercoppa.
Alle 18.30 manca ancora un po’ all'inizio della partita ma la tensione già sale. Comincia quell'ansia che ti scuote le gambe e non ti fa stare un attimo fermo. Sono fatto, così non ci posso fare niente. Scalpito. E quindi inevitabilmente cominciano gli sfottò: «Ma dove vuoi andare Enzino? Accupa! Accupa*!». (*Accupare = v. intr. Eh, sì. Davanti abbiamo l'Inter. La squadra più forte del campionato, la squadra campione d'Italia. C’è poco da dire. Ma io non mollo. E ricordo agli interisti che il Milan c'è. Specialmente nelle partite importanti. E che siamo l'unica squadra ad averli battuti in campionato.
Anche Michele però da dove sta continua. «Enzo non uscire dalla cella - ride - che ti vengo a prendere io e vedi come te lo dico!».
Ore 19.55 e la partita sta per cominciare. In sezione c'è aria da stadio. Cori che si scaldano. È un momento bellissimo, come mi piace quella sensazione di sfida e di tensione che continua a crescere. E poi via, la partita comincia. Che dire. Già da subito si vede che sarà un grande scontro. Occasioni da una parte e dall'altra. E sono davvero contento perché il Milan c’è sul serio. Sigarette a ripetizione. L'Inter macina il suo gioco ma il Milan risponde. Però là davanti manca qualcosa. Al Milan manca la zampata vincente. E il primo tempo è quasi allo scadere quando al 46esimo segna Lautaro Martìnez. Madòooo… non si è capito più niente. Mi affaccio al blindo e vedo di fronte a me interisti che gridano, mentre di fianco a me il mio amico Gianluca grida «accupa Enzo, accupa!». Una desolazione. Mi è passata la fame, la sete, ogni cosa.
Così comincia il secondo tempo. E nella mia testa ero ancora fiducioso. Ma subito arriva il secondo gol dell'Inter. Una mazzata. Sento solo la voce di Gianluca: «Enzo accupa!». E più da lontano quell’altra di Michele: «Enzino non ti sento!». Niente, ero in depressione totale.
Invece… dopo pochi minuti arriva il gol del Milan: Theo Hernàndez! E lì mi sono accesi gli occhi. Ma non ho esultato tantissimo. Ero ancora parecchio teso. Finché a un certo punto il mister Conceiçao mette dentro un certo Rafael Leao, non so se mi spiego. E la partita cambia totalmente. Il Milan spinge. E a un certo punto arriva il pareggio. Pulisic! Non si è capito più niente: è uscita fuori la San Vittore rossonera. Cori che gridano «chi non si alza nerazzurro è!». Ora abbiamo la partita in pugno, chi se lo aspettava un pareggio.
Intanto la partita sta per finire, nella mia testa sto già pensando a chi batterà i rigori di questa partita interminabile. L'arbitro dà 5 minuti di recupero. E al 93esimo, il guizzo di Leao: palla in mezzo per Abraham, gol! Gol! Mi stava prendendo un infarto. Gioia immensa. E questa volta sono stato io a gridare «Gianluca accupa!». E poi: «Michele mi stavi cercando?». Le facce degli interisti attapirati. E il fischio finale. La vera festa. Il Milan è campione. San Vittore davvero come uno stadio. E veramente: il calcio a volte è più che una fuga dalla monotonia. A volte, anche solo per poco, è letteralmente una piccola evasione. Legalizzata.

Zlatan Ibrahimovic a CBS Golazo parla del futuro del Milan, non prima di uno sfottò sulla scia del derby vinto contro l'Inter: "Dovete stare dalla parte giusta di Milano: ci sono quella blu e quella rossa, noi siamo quella fashion (ride, ndr)!".
Il Senior Advisor per il fondo RedBird spiega come Massimiliano Allegri, lusingato ancora una volta dalle sirene del Real Madrid, sarà il centro del mondo rossonero pure nelle strategie del mercato estivo: "Ha vinto trofei al Milan in passato ed era già bravo quando mi allenava. I giocatori di allora come Seedorf e Cassano erano diversi rispetto a quelli di oggi: magari quelli attuali hanno un po' meno carattere e a lui piacerebbe averne".
Questo l'elogio al tecnico toscano: "Allegri è molto bravo con le relazioni coi giocatori e sta gestendo il gruppo alla perfezione. Oggi sta trasmettendo alla squadra cosa è meglio. È un vincente, capisce cosa vuol dire essere al Milan e deve solo farlo capire ai giocatori".
Ad alcuni non c'è bisogno di trasmettere nulla: "A Modric non bisogna spiegare niente, anche Rabiot secondo me è su un altro livello. E poi ci sono Maignan e Nkunku: avevo giocato con loro quando erano 17enni al PSG e ora sono al Milan".
Così il club rossonero cerca equilibrio tra progettualità e trofei: "In Italia tutti sono focalizzati sui risultati, tutti vogliono vincere. Cercando la vittoria, si prediligono giocatori pronti togliendo spazio a quelli che hanno potenziale col rischio di bloccarne lo sviluppo. Al Milan abbiamo cambiato questa mentalità: quando sei giovane devi giocare, se non giochi al Milan Futuro allora vai in Primavera, cresci e poi ti riportiamo indietro".
SUPER MILAN, LA SUPERCOPPA È ROSSONERA! 🏆🔴⚫ | Inter 2-3 AC Milan | Highlights
| Squadra | Gol | Assist |
|---|---|---|
| Inter | Dimarco, Dzeko, Lautaro Martinez | Barella, Bastoni |
| Milan | Theo Hernandez, Pulisic, Abraham | Leao |

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