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L'estate è stata dominata dalle società dell'Arabia Saudita, che si sono imposte come grandi protagoniste del calciomercato. Ma come funziona esattamente il loro campionato, la Saudi Pro League? L'arrivo di Cristiano Ronaldo all'Al-Nassr ha segnato solo l'inizio di un'ondata di trasferimenti che ha portato molte altre stelle del calcio europeo a sposare il progetto saudita, attratti da offerte economiche senza precedenti.

Struttura e Squadre della Saudi Pro League

La Saudi Pro League ha visto un ampliamento recente: il 14 aprile, gli organizzatori hanno deciso di estendere il torneo da 16 a 18 club. Questo cambiamento comporta due retrocessioni anziché tre, e quattro promozioni dalla First Division invece di tre. La lega si gioca in 13 città e coinvolge 18 stadi, il più imponente dei quali è il King Fahd di Riad, teatro di importanti eventi come la Supercoppa di Italia e Spagna. La capitale Riad ospita quattro squadre: l'Al-Hilal, l'Al-Nassr (club di Cristiano Ronaldo), l'Al-Riyadh e l'Al-Shabab. Gedda, la seconda metropoli del paese, ne schiera altre due: l'Al-Ahli e l'Al-Ittihad.

Mappa dell'Arabia Saudita con le principali città calcistiche evidenziate

Regolamento e Giocatori Stranieri

Ogni squadra che partecipa alla Saudi Pro League può tesserare un massimo di otto giocatori stranieri. Tuttavia, per le partite di campionato o coppa nazionale, solo sette di questi possono essere inclusi nella distinta. Questo limite ha spinto i club a cercare giocatori di altissimo livello, molti dei quali sono nel pieno della loro carriera. Ad esempio, l'Al-Nassr, dopo aver ingaggiato Cristiano Ronaldo, ha rafforzato la squadra con giocatori come Marcelo Brozovic e Sadio Mané. L'Al-Ittihad, campione in carica, ha portato in squadra Karim Benzema e N'Golo Kanté, mentre l'Al-Hilal ha ingaggiato Kalidou Koulibaly e Ruben Neves, con Sergej Milinkovic-Savic atteso come prossimo colpo.

Il Progetto Vision 2030 e gli Investimenti

Il boom del calcio saudita è strettamente legato al progetto "Vision 2030" dello sceicco Mohammed Bin Salman. Questo ambizioso piano mira a diversificare l'economia del paese, riducendo la dipendenza dal petrolio, e include lo sport come settore chiave per lo sviluppo e la promozione internazionale. Il governo saudita ha stanziato circa 17 miliardi di euro per rafforzare il movimento calcistico nazionale entro il 2030, con l'obiettivo di ospitare i Mondiali nel 2030 o al più tardi nel 2034. Il Fondo Pubblico per gli Investimenti (PIF), controllato dalla famiglia reale, gioca un ruolo centrale, essendo proprietario dell'80% del Newcastle in Premier League e avendo preso il controllo dei quattro maggiori club sauditi: Al-Ittihad, Al-Ahli, Al-Nassr e Al-Hilal.

Infografica che illustra gli investimenti del PIF nel calcio saudita

La Privatizzazione e il Modello Saudi Pro League

La Saudi Pro League, nata a metà degli anni Settanta, sta attraversando una fase di profonda trasformazione con la privatizzazione dei club. Originariamente appartenenti alla famiglia reale, ora otto di essi sono gestiti da compagnie sussidiarie, mentre l'80% delle quattro squadre più importanti è controllato dal PIF, con il restante 25% in mano a privati. Questo modello, che non prevede alcun vincolo di Fair Play Finanziario, permette ai club di avere un budget di fatto illimitato, attirando così i migliori talenti mondiali. L'obiettivo è chiaro: entrare nella Top 10 dei campionati mondiali, emulando il successo della Premier League inglese.

Le Squadre Principali e la Competitività

Sebbene molte squadre abbiano ingaggiato giocatori di fama internazionale, tre club si contendono abitualmente il titolo: l'Al Ittihad (campione in carica), l'Al Nassr e l'Al Hilal, quest'ultimo detentore del maggior numero di titoli (18) e di Champions League asiatiche. L'Al Nassr ne ha vinte 9, così come l'Al Ittihad. La competitività del campionato è destinata ad aumentare esponenzialmente con l'arrivo di numerosi campioni, che stanno dando al torneo un'inedita visibilità globale.

Quando Inizia il Campionato e Dove Vederlo

Il campionato saudita è ripartito nel weekend dell'11 agosto 2023, con la partita inaugurale tra Al-Ahli e Al Hazm. Le partite della Saudi Pro League sono visibili in Italia grazie ai diritti televisivi acquisiti da Sportitalia, che ha siglato un accordo triennale. L'emittente trasmette le partite in chiaro, garantendo un'ampia copertura del torneo.

Le Sfide e le Critiche

Nonostante l'entusiasmo e gli investimenti, il modello saudita non è esente da critiche. Il presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, ha espresso preoccupazione, definendo l'acquisto di giocatori a fine carriera un errore che non contribuisce allo sviluppo del calcio, paragonando la situazione a quella vissuta in Cina. Il timore è che la Saudi Pro League possa diventare una sorta di "Superlega" alternativa, alterando gli equilibri del calcio mondiale. Tuttavia, l'Arabia Saudita punta a costruire un movimento calcistico solido e duraturo, con l'obiettivo di accelerare la crescita dei giocatori locali, abbassando ad esempio il limite d'età per giocare tra i professionisti.

Cristiano Ronaldo durante una partita della Saudi Pro League

La Saudi Pro League ha avviato un processo di crescita accelerata, basato su investimenti massicci e sull'attrazione di talenti internazionali. Il futuro del calcio saudita è ancora da scrivere, ma i primi segnali indicano una volontà decisa di affermarsi come una delle leghe più importanti a livello mondiale.

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