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Cristian Chivu è uno dei tanti figli dell'Ajax sparsi per il mondo. Uno che, pugni di primavere fa, da 19enne ambizioso, specchiò i suoi occhi in quelli di Aiace - il simbolo del club - e capì che tipo di vita avrebbe scelto. "Da guerriero elegante e garbato", sussurrano da qui, la casa di Johan Cruijff, il tempio del 14 dove lungo le pareti spiccano fieri i volti di generazioni di talenti.

Oltre a Chivu, ritratto in bianco e nero mentre festeggia il campionato vinto nel 2002, ci sono Van Basten, De Boer, Sneijder, Seedorf, Ibra, Huntelaar, Rijkaard, Heitinga, oggi allenatore dell’Ajax. Chivu ha trionfato da capitano, ma prima di arrivare a stringere la fascia ha faticato.

"I primi mesi furono un incubo: giocava, sbagliava, si rialzava, sbagliava ancora, collezionava rossi. Ai tifosi non piaceva, lui non parlava con nessuno, così ci pensammo noi. Gli trovammo una casa vicino Amsterdam per stare sereno. Lì iniziò la sua nuova vita". David Endt, storico dirigente dell’Ajax dal 1996 al 2013, lo racconta in un italiano semi perfetto. Lo fa con l’orgoglio di chi ha visto il guerriero rialzarsi.

"Ottobre 1999, quarta gara della sua vita con l’Ajax, sconfitta per 2-1 contro il Roda in casa. Lui venne espulso, i tifosi fischiarono e lui se la prese". Non è finita: "Nella partita successiva fu espulso di nuovo, contro l’Hapoel Haifa in Coppa Uefa". Ma il suo primo esame nella grande coppa andò alla grande. Esattamente 25 anni fa, 17 settembre 2001, ancora contro il Lione, ma in casa. Voti alti e vittoria 2-1.

"Chivu cambiava una stanza una volta a settimana per sentirsi meglio". Poi si trasferì ad Ouderkerk aan de Amstel, a 10 minuti di macchina dallo stadio e dal centro sportivo, anche questo a un tiro d’esterno da quest’oasi a sud-est della città. La sua Appiano olandese è stata questa: un paesino di case basse, canali e barche dove comanda la pace.

Cristian Chivu giovane con la maglia dell'Ajax

"I compagni lo aiutarono ad ambientarsi - racconta Endt -, legò con Van der Meyde, Van der Vaart e Ibra, con cui una volta venne quasi alle mani. Cristian era il capitano, Zlatan un giocatore di personalità. Uno che una volta rischiò la vita per colpa di Mido, che gli lanciò addosso delle forbici. Le conservo ancora. Insomma, lui e Chivu alzarono la voce e ci fu una discussione forte, ma alla fine non successe nulla. Come capitano sapeva capire i momenti e i compagni. Quell’Ajax tra il 2000 e il 2004, uscito ai quarti di Champions col Milan nel 2003, era una squadra incredibile. Sia in campo… sia fuori".

Ne sa qualcosa chi si infilava in macchina di notte: "Si riferisce alle corse in autostrada di Mido, Ibra e Van der Meyde? Tutto vero. Ma Chivu gestiva tutto con grande calma. Quando Koeman gli diede la fascia aveva 21 anni. Lo prese da parte e gli disse ‘tu da oggi diventerai un uomo’. La parola chiave fu responsabilità. Se n’è sempre fatto carico. Il tutto in uno spogliatoio non semplice da gestire, per lui come... per me. È stata dura, ma a casa conservo dozzine di cimeli."

La maglia del campione

L’ultima cartolina arriva da qui. Nel museo di Amsterdam, in centro, incastonata tra oggetti di ogni tipo, c’è la maglia strappata e infangata con cui Chivu diventò campione d’Olanda. Endt la donò al museo qualche anno fa insieme a una foto del giovane Chivu con dedica in romeno. "C’è scritto che mi vuole bene e mi ringrazia", racconta David divertito, e a distanza di 23 anni ci tiene a rispolverare quel pomeriggio sul fango del Goffertstadion di Nimega, contro il Nec. "Cristian lottò come un leone e chiuse con la maglia strappata sulla pancia. A fine partita mi precipitai nello spogliatoio per prenderne una nuova e conservai la sua. Il simbolo di un Ajax incredibile con dozzine di talenti". Chivu ne era il capitano.

Maglia dell'Ajax di Cristian Chivu

L'avversario: l'Ajax di oggi

L’Ajax ha iniziato la nuova stagione di Eredivisie con risultati altalenanti. Dopo le prime cinque giornate gli olandesi occupano il terzo posto in classifica con undici punti, frutto di tre vittorie casalinghe contro Telstar, Heracles e PEC Zwolle, unite ai pareggi in trasferta contro Volendam e Go Ahead Eagles. Sono 10 i gol fatti e 4 quelli subiti.

L’avvio di stagione conferma comunque un Ajax competitivo, con buona qualità offensiva e la consueta capacità di valorizzare il talento dei propri giovani, caratteristiche che rendono la formazione olandese un avversario ostico e tradizionalmente insidioso soprattutto tra le mura amiche.

I lancieri hanno cambiato la guida tecnica dopo la conclusione del rapporto con Farioli, affidando la panchina a John Heitinga, ex giocatore dell'Ajax. Il suo è un ritorno: dopo aver concluso la carriera da calciatore, entra nello staff tecnico dell’Ajax: dal 2016 al 2021 lavora tra Jong Ajax e settore giovanile, tornando poi alla seconda squadra fino al 2023. A gennaio 2023 viene promosso ad allenatore della prima squadra, portandola al terzo posto in campionato e alla finale di Coppa d’Olanda, persa ai rigori. Non confermato a fine stagione, diventa vice di David Moyes al West Ham fino al maggio 2024.

La campagna acquisti estiva del club olandese ha visto l'arrivo tra gli altri dei talentuosi attaccanti Oscar Gloukh e Raul Moro, del difensore d'esperienza Ko Itakuara e del centravanti danese Kasper Dolberg. Heitinga mercoledì dovrebbe scendere in campo con un 4-3-3 così composto: in porta Jaros, linea difensiva con Gaaei, Itakura, Baas e Wijndal, a centrocampo Regeer, l'ex nerazzurro Klaassen e Taylor, mentre il tridente offensivo sarà composto da Berghuis, Weghorst, Godts. Formazione però da confermare visti i tanti ballottaggi che vedono soprattutto tra i possibili titolari Gloukh e Raul Moro.

Stemma dell'Ajax

Ajax-Inter: episodi controversi e la rabbia dei tifosi

Ajax-Inter, prima partita della League Phase di Champions, è stata ricca di episodi arbitrali, alcuni più controversi di altri. Al minuto 35' l'arbitro Oliver ha inizialmente concesso un calcio di rigore ai nerazzurri per il fallo subito da Marcus Thuram. L'attaccante francese ha sfruttato una palla in profondità per prendere il tempo sul difensore, mettendosi davanti col corpo.

La decisione dell'arbitro dopo l'OFR Dopo la revisione del Var, però, Oliver è stato richiamato all'on field review e ha annullato il penalty per un precedente fallo, una lieve trattenuta, dello stesso Thuram sul diretto avversario. La trattenuta da parte del francese è lieve ma l'arbitro ha deciso di revocare il calcio di rigore. L'attaccante nerazzurro ha rimediato poco dopo trovando il gol del vantaggio e a inizio ripresa anche il secondo gol.

L'opinionista ed ex arbitro Gianpaolo Calvarese ha detto in diretta: "Per me è rigore, c'è una leggera trattenuta precedente di Thuram ma è lieve, poi il francese viene trattenuto in area di rigore ed è fallo". Nel primo tempo l’Inter si vede annullare un rigore assegnato per un fallo di Baas su Thuram, l’arbitro Oliver all’onfield review torna sulla sua scelta. Ma la trattenuta del francese sembra molto leggera.

Un calcio di rigore che avrebbe potuto sbloccare la sfida di Amsterdam dopo mezz’ora. Invece l’Inter si ritrova a fare ancora una volta i conti con una decisione che fa molto discutere e che mette ancora una volta in discussione l’uso del Var. E poco conto che circa 10 minuti dopo arrivi la rete del vantaggio dei nerazzurri proprio ad opera di Thuram, che dopo essersi visto togliere un calcio di rigore, trova la prima rete di questa stagione in Champions.

IL GIORNO DEL GRANDE SCANDALO ARBITRALE È ARRIVATO, INTER TI FREGANO LO SCUDETTO!!

L’episodio contestato arriva al minuto 34’ quando Marcus Thuram viene atterrato in area di rigore e in maniera piuttosto plateale da Baas. L’arbitro Oliver non ha dubbi, assegna il calcio di rigore alla squadra di Chivu e ammonisce il difensore dei padroni di casa. La trattenuta è molto evidente ma i giocatori dell’Ajax protestano in maniera vibrante nei confronti soprattutto dell’assistente.

L’arbitro Oliver reagisce in maniera molto pacata alle proteste dei padroni di casa, la Var Room gli segnala che la decisione migliore è quella di rivedere l’episodio all’onfield rewiev e la decisione dell’arbitro dopo qualche minuto cambia. Prima della trattenuta plateale di Baas, c’è un movimento anche di Thuram che può essere considerato falloso. L’attaccante francese infatti si allaccia al suo difensore, trattenendo la maglia e riuscendo a ottenere un vantaggio. Oliver richiama a sè Barella e gli spiega la decisione.

Una scelta che però fa discutere, in fase di commento Piccinini sembra non avere dubbi e anche Gianpaolo Calvarese sembra molto deciso: “Al di là del corpo a corpo iniziale in cui Thuram è bravo a prendersi un vantaggio e per me è giusto anche il giallo”. Poi l’ex arbitro conferma: “Per me è un calcio di rigore, non sono d’accordo con la decisione dell’arbitro”.

Il vantaggio siglato da Thuram in chiusura di primo tempo non cancella le proteste dei tifosi nerazzurri che dopo l’annullamento del rigore vanno all’attacco sui social: “Una delle decisioni più ridicole prese da un Var negli ultimi 5 anni” scrive Peppe. “Si può dire che il rigore appena tolto è una roba scandalosa e che se dici il contrario sei in palese malafede?”, commenta un altro tifoso. Mentre Andrea è ironico: “Sul gol di Thuram mi aspettavo controllassero il Var, possibile formica pestate nel saltare” e ancora: “Incredibile non dare un rigore del genere. Questa stagione calcistica è partita malissimo per l’Inter a livello arbitrale. Non sono affatto buoni segnali”.

Tifosi dell'Inter arrabbiati

tags: #tifosi #inter #ajax

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