Lo Stadio Giuseppe Meazza, comunemente noto come San Siro, ha ospitato nel corso degli anni una moltitudine di eventi musicali di rilievo, trasformandosi in un tempio del rock e della musica dal vivo. Tra questi, spiccano concerti memorabili che hanno segnato la storia della musica italiana e internazionale.
Muse a San Siro: Un Trionfo di Rock e Tecnologia
La band cult della scena alternative-rock britannica, i Muse, ha infiammato San Siro in un concerto spettacolare, pompando dagli amplificatori fino all'ultimo degli 80 decibel del nuovo limite sonoro deciso dal Comune. Nonostante le proteste degli "anti-rock" del comitato di quartiere, il gruppo inglese ha dimostrato la sua impermeabilità alle critiche, anche quelle mosse da alcuni fan riguardo al loro contributo alle colonne sonore della saga vampiresca "Twilight".
Il frontman Matt Bellamy ha dichiarato: «Non m'importa assolutamente se a qualcuno non sembriamo cool - e grazie a "Twilight" abbiamo guadagnato nuovi fan. È stato divertente e spero di continuare, anche perché quei film mi piacciono molto».
I Muse hanno trovato a San Siro un'accoglienza trionfale: sono stati venduti oltre 55 mila biglietti, con l'apertura del terzo anello per soddisfare l'enorme richiesta di fan provenienti da tutta Italia e dall'Europa. Per Matt Bellamy, la festa era doppia: a mezzanotte era il suo 32esimo compleanno, essendo nato il 9 giugno '78 a Cambridge.
Il concerto, che ha avuto come spina dorsale il rock d'impronta sinfonica con accenti barocchi dei recenti bestseller "Black Holes And Revelations" (2006) e "The Resistance" (2009), è iniziato alle 21.15 ed è stato trasmesso in diretta dal network radiofonico RTL 102.5. Prima dei Muse si sono esibiti i Kasabian, gli emergenti inglesi Friendly Fires e gli italiani Calibro 35, con un repertorio che spaziava da Morricone alle colonne sonore dei film polizieschi anni '70.
Il Comune di Milano e Atm hanno potenziato il servizio di mezzi pubblici con autobus più frequenti e 4 treni straordinari sulla M1, con l'ultima partenza dalla stazione Lotto spostata alle ore 0.35. Il concerto è stato una tre ore di grande festa dal sapore rock.
Lo show dei Muse è stato un vero e proprio spettacolo multimediale, in cui la musica è stata affiancata da effetti speciali, colori vivaci e invenzioni sceniche. La tecnologia ha giocato un ruolo centrale, riflettendo il tema dell'ultimo disco "Simulation Theory", che narra di un mondo in cui le macchine hanno preso il sopravvento sugli uomini. Il concerto è iniziato con la gigantesca scritta: "We are caged in simulation".
Gli effetti visivi, come gli occhiali luminosi indossati da Matt Bellamy, i ballerini con tute luminose che suonavano fiati, e il fumo sparato sul pubblico durante "Propaganda", hanno simboleggiato l'annebbiarsi della vista dei popoli a causa della disinformazione. Nonostante l'impatto della tecnologia, i Muse hanno voluto dare più spazio alla musica, elemento che li distingue da molti altri artisti.
I loro classici, come "Uprising" e "Supermassive black hole", sono stati tra i brani più applauditi. La versione acustica di "Dig down" con Bellamy al piano, accompagnata dal coro del pubblico e da un tappetino luminoso di cellulari, ha creato un momento emozionante. Le potenti rullate del batterista Dominic Howard e il basso di Chris Wolstenholme hanno sottolineato il visionario mix sonoro dei Muse, che unisce elettronica, progressive, violini e chitarre elettriche.
I testi delle canzoni hanno affrontato temi come guerre, crisi, globalizzazione, distopie alla Orwell e videogiochi anni Ottanta, riflettendo la visione postmoderna di Bellamy. La parola chiave del concerto è stata il "divertimento", sia per la band che per il pubblico.
I Muse hanno aggiunto alle loro date europee altre tappe in Giappone, Nuova Zelanda e Australia. Il palco del tour era concepito per consentire una visione a 360°, con tre cubi centrali che ospitavano i musicisti e sui cui pareti venivano trasmessi video. Brani come "Plug in Baby" sono stati accompagnati da giganteschi palloni bianchi lanciati sul pubblico.
Il concerto iniziava solitamente con un'introduzione musicale appositamente composta per il tour, intitolata "We Are the Universe". Alcuni brani della scaletta potevano essere sostituiti durante il live, come accaduto nella data italiana del 4 dicembre 2009 a Torino, dove i Muse eseguirono "MK Ultra" e "Sunburn" al posto di "Unintended" e "Cave" o "Feeling Good".

Pearl Jam a San Siro: Passione Tricolore e Solidarietà
Un vero esordio col botto venerdì sera per i Pearl Jam allo stadio San Siro di Milano, che li ha visti per la prima volta protagonisti dopo l’esperienza nei panni di supporter degli U2 nel 1993. Il concerto non è stato solo musica, ma un'esperienza completa.
Eddie Vedder, il frontman, ha espresso il suo legame con l'Italia: "Che il gruppo nutra una sincera passione per l’Italia è dimostrato anche dalla canzone MFC, composta da Vedder a Roma e suonata anche a San Siro. E dal fatto che Eddie Vedder, verso le 18 ovvero nel corso del soundcheck, abbia imbracciato la chitarra e in maglia azzurra (la numero 10 di Antonio Cassano) abbia eseguito da solo Porch per le migliaia di fan arrivati a San Siro fin dall’apertura dei cancelli."
La band, composta da Jeff Ament (bassista), Eddie Vedder (frontman), Stone Gossard (chitarrista), Mike McCready (chitarra solista) e Matt Cameron (batterista), ha alle spalle ventiquattro anni di carriera e sessanta milioni di dischi venduti. Assenti dall’Italia dal 2010, si sarebbero esibiti allo Stadio Nereo Rocco di Trieste davanti a 30 mila spettatori.

Amiche per l’Abruzzo: Un Concerto di Solidarietà Indimenticabile
Il 21 giugno 2009 allo stadio Giuseppe Meazza di Milano si è svolto un concerto benefico di straordinaria importanza: "Amiche per l’Abruzzo". Voluta da Laura Pausini e organizzata con altre quattro stelle della musica italiana - Elisa, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia e Giorgia - l'iniziativa ha visto la partecipazione di ben 102 artiste, di cui 43 presenti quel giorno.
Non era mai accaduto che un così ampio numero di professioniste del mondo della musica italiana si esibisse nella stessa serata. Cantanti, musicisti, staff tecnico e organizzativo contribuirono senza alcuna retribuzione. Il palco utilizzato fu lo stesso del concerto dei Depeche Mode di tre giorni prima, gentilmente messo a disposizione gratuitamente.
Ben 60mila le persone presenti a un concerto durato dal primo pomeriggio a dopo mezzanotte. Dalle 15.40 alle 19.30 lo spazio sul palco fu a disposizione di tutte le partecipanti, tranne le madrine. La diretta fu seguibile soltanto tramite Web Radio Amiche per l’Abruzzo.
Nonostante le assenze di Loredana Bertè e Ornella Vanoni, fu fatto un tentativo per coinvolgere Mina, che promise di seguire l'evento via radio. Le principali dodici radio italiane, per la prima volta, unirono le forze per diffondere la manifestazione, supportata anche da MTV Italia e Tim Mobile, Inter, Milan e SIAE.
Gianna Nannini e Isabella Santacroce composero "Donna d’Onna", eseguita da tutte e cinque le madrine. Domenica 20 giugno 2010, un anno dopo il concerto, Laura Pausini consegnò l’assegno con i fondi raccolti al sindaco dell’Aquila. Il concerto permise di raccogliere 1.183.406,52 euro, destinati alla ricostruzione della Scuola Elementare aquilana Edmondo de Amicis e di un centro polifunzionale nella frazione Camarada.
In seguito, il produttore del DVD, MADRAXA, donò altri 35 mila euro. "Amiche per l’Abruzzo" rimane un esempio positivo di come la musica possa aiutare a vivere con più leggerezza momenti di difficoltà.

Marco Mengoni conquista San Siro: una sintesi della sua esibizione
La storia di San Siro come sede di concerti è ricca di eventi che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria degli appassionati di musica. Dalla potenza del rock dei Muse alla solidarietà di "Amiche per l’Abruzzo", passando per la passione dei Pearl Jam, lo stadio milanese si conferma un palcoscenico d'eccezione per la grande musica.
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