Il calcio è spesso teatro di eventi imprevedibili, dove la gloria e la sfortuna possono manifestarsi in modi sorprendenti. Tra le tante sfumature di questo sport, spiccano episodi di autogol clamorosi e reti spettacolari realizzate dalla metà campo. Questi momenti, spesso inaspettati, rimangono impressi nella memoria dei tifosi, diventando parte integrante della storia del gioco.
Un esempio emblematico di come un singolo episodio possa decidere una partita è quello che vide contrapporsi l'Inter del 1965 di Helenio Herrera e la Juventus del 1995 di Marcello Lippi. In un quarto di finale emozionante, la sorte avversa colpì la "Grande Inter" con un autogol sfortunato. Aristide Guarneri, stopper di grande valore, che nel 1966 ebbe l'onore di segnare persino a Lev Yashin, leggendario portiere sovietico, con la maglia azzurra, decise involontariamente la partita. Al 2' del secondo tempo supplementare, un cross di Alessandro Del Piero dalla destra colse Guarneri in una posizione scomoda. Nel tentativo di anticipare l'avversario, il difensore interista deviò la palla nella propria porta con una spaccata, un intervento che ricordava le migliori autoreti di Comunardo Niccolai.

Nonostante la sfortuna, la Grande Inter aveva disputato una gara di alto livello. Roberto Bedin aveva dominato il centrocampo, annullando Paulo Sousa, mentre Tarcisio Burgnich aveva tenuto a bada Del Piero. Le difese, in generale, avevano prevalso sugli attacchi. Anche nell'altra area, la marcatura stretta di Jürgen Kohler e Moreno Torricelli limitava gli spazi per Sandro Mazzola e Jair, mentre Luis Suárez faceva faticare Antonio Ferrara senza trovare però lo sbocco vincente.
L'Inter aveva avuto la grande occasione per portarsi in vantaggio all'8' della ripresa. Torricelli perse palla appena fuori area, Mazzola si inserì e il suo tiro, deviato da Angelo Peruzzi, fu salvato in calcio d'angolo. Successivamente, Jair si rese protagonista di un'occasione ancora più ghiotta. Un delizioso lancio di Bedin in area trovò un clamoroso buco di Torricelli (poi sostituito da Porrini), ma il debole colpo di testa del brasiliano fu facilmente parato da Peruzzi. La cinica Juventus, dal canto suo, si rese pericolosa solo in un paio di occasioni: al 42' con un colpo di testa di Gianluca Vialli su lancio di Angelo Di Livio, parato da Roberto Sarti, e al 5' del primo tempo supplementare, con Vialli che mandò a lato da buona posizione.
Dopo l'autogol, all'Inter di Herrera rimanevano soli 13 minuti per recuperare, ma, come amava ripetere il "Mago", "las cosas dificiles exigen tiempo, las cosas imposibles exigen mas tiempo". Il tempo, però, non era sufficiente. L'ultima palla gol fu per Mazzola, ben servito da Domenghini in area, ma il suo tiro finì tra le braccia di Peruzzi. Il triplice fischio finale sancì la vittoria della Juventus, lasciando l'Inter con l'amaro in bocca per una partita decisa da un incredibile autogol.
Passando a un'altra categoria di gol memorabili, quelli realizzati dalla metà campo rappresentano l'apoteosi della tecnica e della visione di gioco. Un esempio eccezionale è quello di Álvaro Recoba, il "Chino", con la maglia dell'Inter. Era il 25 gennaio 1998, e i nerazzurri di Gigi Simoni erano impegnati in trasferta contro l'Empoli, in una sfida cruciale per la lotta al vertice con la Juventus. Dopo soli 3 minuti, l'Inter si trovò sotto nel punteggio. La squadra faticava a trovare il pareggio, ma al 70' la svolta arrivò con l'ingresso di Recoba al posto di Moriero. Pochi minuti dopo, l'uruguaiano siglò il gol dell'1-1. Ma il vero capolavoro giunse all'81': Recoba recuperò palla a centrocampo e, con un sinistro delicato e preciso, disegnò un pallonetto che superò il portiere empolese, Roccati, depositandosi in rete. Un gol di rara bellezza, forse il più bello in maglia nerazzurra per il fantasista uruguaiano.

Anni dopo, un altro episodio simile si verificò, ma questa volta nella porta sbagliata. Era il 30 aprile 2006, e la squadra di Roberto Mancini, con la testa già alla finale di Coppa Italia imminente, si trovava ad affrontare una partita poco emozionante. Tuttavia, al 92', accadde l'impensabile.
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Questi episodi, che siano autogol sfortunati o prodezze individuali, dimostrano la natura imprevedibile e affascinante del calcio. Sono storie che si tramandano, che fanno discutere e che contribuiscono a rendere questo sport così amato in tutto il mondo.
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