Il dibattito politico italiano si accende in vista del referendum sulla giustizia, previsto per il 22-23 marzo. Sebbene i sondaggi iniziali dessero un netto vantaggio al "Sì", le rilevazioni più recenti mostrano un avvicinamento tra le posizioni, con il "No" che guadagna terreno.
Questo scenario ha spinto i leader dei principali partiti a scendere in campo per sostenere le rispettive posizioni. Si ipotizza addirittura la possibilità che la premier Giorgia Meloni possa tenere comizi ad hoc, mentre il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, affronterà direttamente il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in un confronto pubblico.

I sondaggi: un quadro in evoluzione
Le ultime rilevazioni sull'intenzione di voto offrono un quadro in continua evoluzione. Secondo il sondaggio Noto Sondaggi del 12 febbraio, il 53% degli italiani si dichiarerebbe favorevole alla conferma della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati, mentre il 47% voterebbe per l'abrogazione. Rispetto alle rilevazioni precedenti, si osserva una diminuzione del consenso per il "Sì" e un aumento per il "No".
Analogie tendenze emergono da altri sondaggi. La rilevazione di Only Numbers per "Porta a Porta" del 6 febbraio indicava il "Sì" al 40,8% e il "No" al 33,4%. L'indagine Eumetra, pubblicata nello stesso giorno, riportava un 52,5% per il "Sì" e un 47,5% per il "No", confermando il trend di avvicinamento tra le due opzioni.
| Sondaggista | Data | Sì | No |
|---|---|---|---|
| Noto Sondaggi | 12/02/2026 | 53% | 47% |
| Only Numbers (Porta a Porta) | 06/02/2026 | 40.8% | 33.4% |
| Eumetra | 06/02/2026 | 52.5% | 47.5% |
Le dichiarazioni e le strategie dei partiti
L'avanzata del "No" nei sondaggi sembra aver acceso un campanello d'allarme a Palazzo Chigi, tanto da non escludere l'intervento diretto della premier Giorgia Meloni con comizi mirati. La leader del Partito Democratico, Elly Schlein, è anch'essa impegnata in un tour elettorale per sensibilizzare gli elettori sul "No".
Il Movimento Cinque Stelle ha lanciato una campagna digitale con gigantografie che recitano "Vota no al referendum salva-casta" nelle principali metropolitane italiane. Giuseppe Conte, leader del M5S, parteciperà a un confronto diretto con il Ministro Nordio il 25 febbraio a Palermo, un evento che si preannuncia come un momento cruciale del dibattito.

Le parole di Gratteri e le reazioni
Un elemento di forte polemica è rappresentato dalle dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri, il quale ha affermato che "voteranno sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente". Queste parole hanno suscitato reazioni immediate. Il Ministro Nordio si è detto "sconcertato" e ha suggerito la necessità di test psico-attitudinali per i magistrati. L'ex presidente della Camera, Luciano Violante, ha definito le parole di Gratteri "offensive e sbagliate". Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha annunciato che voterà "Sì" e ha dichiarato che denuncerà Gratteri.
Gratteri e gli attacchi dal fronte del Sì: si avvicina il referendum sulla Giustizia
La Lega e la libertà di coscienza sui temi etici
Parallelamente al dibattito sulla giustizia, la Lega affronta una questione interna legata ai temi etici, in particolare al fine vita. Dopo una spaccatura emersa a gennaio riguardo a una legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito, il segretario federale Matteo Salvini ha annunciato una svolta: il partito concederà libertà di coscienza ai propri membri su questi argomenti. Questa decisione, secondo alcuni osservatori, potrebbe essere stata influenzata anche dall'esperienza del voto sul referendum, nel tentativo di ammorbidire i toni e ricompattare il partito.
Il governatore del Veneto, Luca Zaia, si era già espresso a favore di una legge nazionale sul fine vita per garantire la libertà di scelta ai cittadini, sottolineando la necessità di una gestione sanitaria del problema. Anche il capogruppo leghista Alberto Villanova e Giuseppe Pan, capogruppo a Venezia, hanno espresso accordo con la decisione di Salvini, ribadendo che la libertà di coscienza è un valore fondamentale per la Lega.

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