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Il calcio italiano è ancora una volta teatro di un grave episodio di discriminazione razziale. Durante la partita di Serie A tra Hellas Verona e Brescia, il giocatore Mario Balotelli è stato fatto oggetto di ululati e insulti xenofobi da parte della tifoseria di casa. Questo ennesimo caso di razzismo negli stadi italiani ha scatenato un acceso dibattito, con reazioni contrastanti da parte della società, delle istituzioni e dei media.

L'episodio è avvenuto all'undicesimo minuto del secondo tempo, quando Balotelli, esasperato dai cori, ha raccolto il pallone e lo ha scagliato verso la curva veronese. La partita è stata sospesa per circa tre minuti.

Mario Balotelli con il pallone in mano

Le reazioni immediate all'accaduto sono state diametralmente opposte. Mentre molti hanno condannato fermamente il comportamento della tifoseria, altri hanno cercato di minimizzare l'accaduto, definendolo "folklore" o "sfottò" privo di intenti razzisti.

La Difesa della Tifoseria Veronese: "Folklore, Non Razzismo"

Luca Castellini, figura di spicco degli ultras veronesi e coordinatore veneto di Forza Nuova, ha offerto una controversa spiegazione di quanto accaduto. Secondo Castellini, la tifoseria veronese ha una "cultura identitaria di un certo tipo", che include il prendersi gioco di giocatori con determinate caratteristiche fisiche, origini geografiche o colore della pelle. Ha definito questi comportamenti "folklore" che si fermano lì, negando qualsiasi istinto politico o razzista.

"Come con il Milan due anni fa," ha proseguito Castellini, "abbiamo esultato, abbiamo battuto le mani a Mario. Infatti l'arbitro, quando Balotelli ha buttato il pallone, non si è neanche reso conto del perché. Vedrete che la curva di Verona non sarà sanzionata. Quegli ululati sono di quattro persone che sono stati sentiti solo da chi ha fatto il video. Balotelli li ha sentiti nella sua testa."

Castellini ha inoltre aggiunto che Balotelli è un giocatore "finito" e che è stato spinto a fare quella "pagliacciata". Ha anche affermato che Balotelli, pur avendo la cittadinanza italiana, "non potrà mai essere del tutto italiano". Rifiutando la definizione di "razzista" per la tifoseria, ha sottolineato che c'è anche un giocatore di colore nella squadra del Verona che ha segnato e che tutta Verona gli ha battuto le mani.

Le sue dichiarazioni hanno suscitato scalpore, culminando in una provocazione finale: "Ci sono problemi a dire la parola negro? Mi viene a prendere la Commissione Segre perché chiamo uno negro? Mi vengono a suonare il campanello?"

Le Reazioni Istituzionali e Societarie

Ivan Juric, allenatore dell'Hellas Verona, ha dichiarato nel dopopartita: "Oggi non c’era nessun ululato razzista, grandi fischi, sfottò, nei confronti di un grande giocatore e nient’altro." Anche Maurizio Setti, presidente della società, ha minimizzato l'accaduto, affermando che i tifosi del Verona hanno "un modo di sfottere gli avversari carico di ironia ma il razzismo qui non esiste".

Il principale giornale cittadino, L'Arena, ha scritto che "i cori razzisti non c'erano quando Balotelli ha avuto la rabbiosa reazione". Il sindaco di centrodestra Federico Sboarina ha affermato: "Oggi allo stadio c’ero e non ho sentito alcun insulto razzista. Ciò che ha fatto Balotelli è inspiegabile perché senza alcun motivo ha avviato una gogna mediatica su una tifoseria e una città." Tre consiglieri comunali leghisti hanno parlato di una "sceneggiata folcloristica" e hanno annunciato una mozione comunale per "chiedere i danni di immagine a chi cerca di farsi pubblicità a danno di una città", riferendosi incredibilmente a Mario Balotelli.

Il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, ha espresso un parere più cauto, affermando che "Verona non è quella che si vede allo stadio" e che le risposte devono seguire la strada della giustizia.

Manifesto contro il razzismo nello sport

La Posizione di Mario Balotelli e le Sanzioni

Mario Balotelli ha risposto alle dichiarazioni di Castellini su Instagram, definendole "inumane" e ribadendo la sua identità italiana al 100%. Ha dichiarato: "Siete piccoli esseri. Qua amici miei non c’entra più il calcio... State insinuando a situazioni sociali e storiche più grandi di voi, piccoli esseri. Qua state impazzendo... Svegliatevi ignoranti siete la rovina." Ha anche aggiunto: "Però quando Mario faceva, e vi garantisco farà ancora gol per l'Italia vi sta bene vero? Le 'persone' così vanno radiate dalla società, non solo dal calcio."

Successivamente, Balotelli ha chiarito sul suo sito che, pur non scusandosi con chi lo ha insultato, si scusava con la parte di pubblico che non c'entrava nulla e che aveva offeso con le sue parole, dettate dall'esasperazione.

Il giudice sportivo ha deciso di chiudere per un turno il settore "Poltrone Est" dello stadio Bentegodi, da cui sono partiti i cori razzisti. La motivazione della decisione includeva l'interruzione del gioco per circa 3 minuti a causa dei cori di discriminazione razziale nei confronti di Mario Balotelli.

Tuttavia, la Corte sportiva d'appello nazionale della FIGC ha successivamente sospeso tale chiusura, ritenendo necessaria un'ulteriore istruttoria per individuare con esattezza il settore di provenienza dei cori e la loro percezione. La decisione ha suscitato delusione nel presidente della FIGC, Gabriele Gravina.

La Roma è stata multata di 30mila euro per cori di discriminazione territoriale nella partita contro il Napoli, ma la sanzione è stata ridotta grazie al comportamento del giocatore Dzeko, che ha incitato il pubblico a cessare i cori.

Confronti con Altri Casi e Campagne Internazionali

Il caso Balotelli non è un episodio isolato nel calcio italiano. Si ricordano casi simili contro Romelu Lukaku e Franck Kessié. A livello internazionale, sono state intraprese azioni più severe. Ad esempio, in Premier League, il West Ham ha impedito l'ingresso a vita a un tifoso protagonista di cori antisemiti.

A livello internazionale, si organizzano campagne per combattere la xenofobia nello sport, mentre alcune società italiane come Roma, Pescara e Cittadella hanno bandito dai propri stadi i tifosi razzisti.

Razzismo e omofobia, se l'intolleranza nel calcio gioca in casa

La vicenda di Verona solleva interrogativi cruciali sulla gestione del razzismo negli stadi e sulla responsabilità delle istituzioni, delle società e dei media nel contrastare questo fenomeno dilagante. La tendenza a negare o minimizzare gli episodi di razzismo, come accaduto a Verona, rappresenta un ostacolo significativo nella lotta contro la discriminazione.

La società Hellas Verona ha fornito collaborazione alle autorità, visionando filmati e mettendo a disposizione steward, ma la costante associazione della curva veronese a episodi di razzismo e fascismo negli anni passati rende difficile accettare le spiegazioni di "folklore".

Dati sull'Episodio

Elemento Dettaglio
Partita Hellas Verona - Brescia
Giocatore coinvolto Mario Balotelli
Motivo della sospensione Cori e ululati razzisti da parte della tifoseria del Verona
Durata sospensione Circa 3 minuti
Sanzione iniziale del Giudice Sportivo Chiusura del settore 'Poltrone Est' per un turno
Decisione della Corte Sportiva d'Appello Sospensione della chiusura in attesa di approfondimento istruttorio
Altre sanzioni Multa di 30.000 euro alla Roma per cori di discriminazione territoriale

La questione solleva un dibattito profondo sul ruolo dello sport come veicolo di valori e sull'importanza di un impegno concreto e univoco contro ogni forma di discriminazione.

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