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La passione per il calcio può manifestarsi precocemente, portando gioia e sviluppo ai bambini. Tuttavia, per alcuni, l'ingresso nel mondo delle competizioni e dei tornei può innescare ansia e timore, trasformando un'attività ludica in una fonte di stress. Questo è il caso di un bambino di 8 anni, giocatore di calcio fin dai 4-5 anni, con buone capacità e un grande amore per questo sport, ma che da due anni, con l'inizio delle partite e dei tornei, manifesta ansia da prestazione.

Il problema si accentua quando si trova di fronte ad avversari più grandi o in squadre composte da bambini di un anno più grandi di lui. In queste situazioni, il bambino si lascia prendere dall'ansia, piange e chiede di uscire dal campo. Questo comportamento si è manifestato anche durante un campus estivo, dove ha espresso il timore di giocare con i coetanei più grandi.

Nonostante l'aspettativa che con il tempo acquisisse maggiore sicurezza, la situazione è rimasta invariata. L'osservazione attenta ha rivelato che il pianto e un gioco nervoso e teso compaiono quando affronta avversari fisicamente più imponenti o squadre con giocatori più grandi. Dopo aver cercato di comprendere le ragioni del suo disagio, il bambino ha ammesso di temere i giocatori più grandi, ritenendoli intrinsecamente più bravi a causa della loro età.

Bambino che piange in campo da calcio con il pallone vicino

In accordo con il figlio, è stata intrapresa una strategia per aiutarlo a superare questa paura. L'idea è stata quella di farlo allenare e giocare con bambini del 2009, ovvero un anno più grandi di lui. L'obiettivo è dimostrargli che, nonostante la differenza d'età, sono tutti bambini e non deve sentirsi inferiore. Inizialmente, è stato inserito in una squadra della stessa società, dove conosceva già alcuni compagni, con l'intenzione futura di fargli sperimentare esperienze in altre società con coetanei del 2009.

Il fine ultimo del bambino è quello di tornare nella sua squadra dei 2010, dove ha i suoi amici storici. Gli è stato spiegato che la squadra ha bisogno di un giocatore che partecipi attivamente e non di chi piange, un concetto che sembra aver compreso appieno.

La preoccupazione principale dei genitori riguarda la correttezza di questo approccio e la ricerca di strategie alternative per aiutare il bambino a gestire le sue sensazioni e a divertirsi liberamente giocando a calcio.

L'importanza del gioco libero e del divertimento

È fondamentale sottolineare che l'agonismo, soprattutto in età così giovane, può essere stressante e controproducente. Un bambino di 8 anni dovrebbe avere la priorità di giocare liberamente e divertirsi, piuttosto che essere sottoposto a pressioni competitive, più o meno esplicite, da parte degli adulti.

Il fatto che il bambino comprenda le spiegazioni non significa necessariamente che le interiorizzi. Potrebbe sforzarsi di condividere gli obiettivi dei genitori per non deluderli, ma poi incontrare difficoltà nel raggiungerli.

Bambini che giocano a calcio in modo spensierato

Strategie per aiutare il giovane calciatore

Considerando il buon dialogo tra padre e figlio, si consiglia di proporre un cambiamento nell'attività sportiva. Questo potrebbe includere:

  • Cambiare squadra: Valutare un passaggio a una squadra con un ambiente meno competitivo.
  • Cambiare società: Cercare una società calcistica con un approccio più ludico e meno focalizzato sull'agonismo.
  • Provare un altro sport: Se il calcio continua a generare ansia, considerare la possibilità di esplorare altri sport che potrebbero essere più adatti alle sue esigenze emotive attuali.

È importante ascoltare il parere del bambino riguardo a queste proposte e osservare la sua reazione. L'obiettivo primario è permettergli di riscoprire il piacere del gioco, senza l'ombra dell'ansia da prestazione, garantendogli un'esperienza sportiva positiva e formativa.

Come gestire l'Ansia da Prestazione Sportiva - Psicologia dello Sport & Esports

La chiave è creare un ambiente di supporto in cui il bambino si senta sicuro di esprimere le proprie emozioni e in cui il divertimento e la crescita personale siano al centro dell'esperienza sportiva.

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