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Romelu Lukaku, dopo aver lasciato l'Inter per il Chelsea con un ingaggio superiore, ha rivelato insoddisfazione e una mancanza di sintonia con l'allenatore Thomas Tuchel. L'attaccante belga ha espresso il desiderio di tornare all'Inter in futuro, chiedendo scusa ai tifosi per la sua partenza improvvisa.

“Mi dispiace essere andato via senza averlo comunicato prima a tutti i sostenitori nerazzurri che tanto hanno fatto per me. Sogno di vincere qualcos’altro a Milano e spero di tornare, un giorno”, ha dichiarato Lukaku in un'intervista a Sky. Ha aggiunto che la maniera in cui se n'è andato avrebbe dovuto essere diversa e che è innamorato dell’Italia, sperando di poter tornare all'Inter a un livello ancora alto per vincere altri trofei.

La sensazione è che, se dipendesse solo da lui, Lukaku sarebbe pronto a tornare all'Inter a fine stagione. Piero Ausilio, direttore sportivo dell'Inter, aveva precedentemente espresso apertura a un suo ritorno in prestito, anche se l'operazione presenterebbe diverse difficoltà al momento. L'Inter, inoltre, ha trovato un valido sostituto in Dzeko, dimostrando di saper rimpiazzare il suo ex numero 9.

Romelu Lukaku in maglia Inter

Tuttavia, i tifosi dell'Inter sui social media hanno reagito in modo drastico alle sue dichiarazioni, definendolo opportunista e considerando le sue scuse come "lacrime del coccodrillo". Anche Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, ha commentato che nella vita si fanno delle scelte e ci si deve assumere la responsabilità, augurando a Lukaku buona vita senza rancore.

In questa stagione, Lukaku non ha brillato nel Chelsea, segnando 5 gol in Premier League e 2 in Champions League. Il Chelsea dovrà lavorare per valorizzare l'investimento fatto per averlo.

La semifinale di andata di Coppa Italia tra Juventus e Inter è stata segnata da momenti di tensione. Dopo un gol di Lukaku, il giocatore è stato bersaglio di insulti razzisti. Un altro parapiglia è scoppiato al termine della gara, innescato da Cuadrado e Handanovic. La Gazzetta dello Sport ha sottolineato la tensione e la vergogna, con l'ombra del razzismo che ha macchiato una delle partite più attese dell'anno.

Momenti di tensione durante Juventus-Inter

Durante la partita, Lukaku ha esultato in modo provocatorio verso la curva della Juventus, la stessa che lo aveva bersagliato con cori razzisti. Ha urlato "muto, muto", mentre i compagni cercavano di calmarlo. Secondo il club nerazzurro, ci sarebbero state pesanti frasi razziste che gli ispettori FIGC avrebbero sentito e registrato.

Il caos è proseguito nel tunnel degli spogliatoi, con spinte, urla e insulti. Sui social network sono stati caricati video che mostrano ululati e insulti razzisti rivolti a Lukaku.

Nonostante le dichiarazioni di facciata di allenatori e compagni di squadra, la realtà è che molti all'Inter non vedono l'ora di affrontarlo per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il "tradimento" percepito dall'Inter riguardo alla scelta di Lukaku di non tornare in maglia nerazzurra e i suoi flirt con altre squadre, uniti al suo silenzio estivo, hanno lasciato un'amarezza profonda.

La Curva Nord ha annunciato la distribuzione di 30.000 fischietti per rendere la serata di Lukaku a San Siro un incubo. Nonostante ciò, Lukaku si dichiara carico e motivato, desideroso di fare bene e arrivare al meglio alla sfida contro la sua ex squadra.

Lukaku ha recentemente dichiarato dal ritiro del Belgio: "Se dicessi come è andata in estate, farei scioccare tutti", alimentando ulteriormente il mistero.

In un'intervista rilasciata a Sky Sport al termine di Napoli-Inter, Antonio Conte ha ironicamente risposto a una domanda su Romelu Lukaku, autore di due gol decisivi. Conte ha voluto rispondere alle critiche e ai dubbi circolati sul giocatore, anche da parte di opinionisti come Paolo Di Canio, che aveva espresso perplessità sulle sue qualità nelle partite importanti. Conte ha replicato: "No, Lukaku è una pippa."

Grazie al Calcio - Il devastante ritorno di Lukaku

In un'altra occasione, parlando della sua esperienza in Belgio, Lukaku ha descritto la difficoltà di vivere in isolamento durante la pandemia, la mancanza della famiglia e la preoccupazione per la salute della madre. Ha sottolineato l'importanza della salute e si è detto infastidito dal fatto che le partite continuassero a giocarsi senza garanzie sanitarie al 100%. Ha raccontato di un episodio in cui 23 giocatori su 25 erano malati, con sintomi gravi durante una partita.

Simbolo della Coppa Italia

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