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Il centrocampo è il cuore pulsante di una squadra di calcio, il luogo dove si decidono le partite. In questa zona del terreno di gioco si delineano le manovre, i movimenti, i ritmi e i disegni tattici, ed è qui che le varie tipologie di centrocampista diventano protagonisti. Questi elementi devono possedere requisiti particolari, oltre a qualità caratteriali quali aggressività, tenacia, spirito di sacrificio e, soprattutto, una spiccata personalità. E, riconquistata palla, questi calciatori devono trovare veloci ripartenze, anche con inserimenti tempestivi, oppure consolidare il possesso, se serve.

La scelta del modulo di gioco è la prima decisione che un allenatore deve prendere per creare un modo e un’impostazione di gioco, definendo la tattica per concretizzare il lavoro dei giocatori e renderla efficace. Il modulo può essere offensivo (come il 4-3-3 con 3 attaccanti) ma con un’impostazione non per forza votata all’attacco e viceversa. Infatti, la caratteristica importante è l’interpretazione del modulo stesso, le posizioni dei giocatori e i movimenti degli stessi che, in base all’azione (offensiva o difensiva) che stanno facendo, devono tenere e compiere. Inserimenti, marcature, diagonali e tutto quello che ne consegue sono le fondamenta per qualsiasi impostazione di gioco. Il modulo è una sinergia tra tattica e strategia.

L'Evoluzione del Centrocampista

Nella mia carriera da calciatore, ho visto il ruolo del centrocampista evolversi notevolmente. Un tempo, il centrocampista era spesso relegato a un ruolo più statico, focalizzato sull'interdizione o sulla regia. Oggi, invece, si richiede un giocatore completo, universale, capace di eccellere in entrambe le fasi di gioco. Questo implica non solo abilità tecniche e fisiche, ma anche doti psicologiche e comunicative sopra la media.

Un centrocampista moderno deve possedere una visione di gioco ed intelligenza tattica per proporre un gioco corto o lungo, interpretando correttamente la necessità di rallentare o velocizzare il gioco. Deve essere sempre di supporto ai compagni, avere doti di anticipazione e essere rapido nello scegliere la soluzione più efficace da adottare. Deve essere bravo a leggere ed anticipare le traiettorie dei passaggi degli avversari per intercettare e ripartire in fase offensiva. Tecnicamente, deve essere abile nella conduzione e nell'uno contro uno in entrambe le fasi.

In chiave difensiva, il "blocco centrocampo" deve essere ben coordinato nei movimenti ma, ancora di più, deve capire le distanze da adottare nelle varie zone di campo. Un centrocampo compatto sarà in grado di recuperare tante palle ed allo stesso tempo creare problemi agli avversari con una rapida transizione positiva.

Schema tattico del centrocampo calcio

I Sistemi di Gioco Principali

Negli ultimi anni, il calcio ha visto un progressivo appiattimento verso sistemi come il 4-2-3-1, ma il panorama tattico italiano si distingue per la sua varietà. Analizzeremo tre sistemi di gioco che hanno in comune il giocare con 2 attaccanti centrali, cosa che ultimamente sta tornando di "moda".

1. Il Sistema 1-4-4-2

L'1-4-4-2 "classico", detto anche "in linea", è uno schema molto diffuso. Si definisce in questa maniera poiché i giocatori di ogni reparto si dispongono su una linea perpendicolare alle fasce, formando tre comparti ben definiti e riconoscibili. Questo metodo di disporsi sul terreno di gioco predilige grande ampiezza e permette rapidi cambi di fronte da un lato all'altro, rendendo difficoltosa la difesa avversaria.

Inoltre, l'1-4-4-2 "in linea" permette una fase di contenimento agevolata: gli esterni di centrocampo possono diventare terzini aggiunti per dare man forte alla difesa e i due mediani riescono a fare filtro facilmente, agevolando i centrali. Per la corretta riuscita è necessario che la squadra sia "corta" (cioè che la distanza tra attaccanti e difensori sia poca) e che ci sia buona intesa tra le coppie di esterni (devono lavorare bene le cosiddette "catene" di destra e sinistra: terzino, ala, un centrocampista e una punta).

Le più famose squadre che hanno utilizzato questo sistema di gioco sono il Milan di Sacchi e poi di Capello, la Sampdoria di Boskov, il Brasile di Pareira Campione del Mondo a USA '94, il Manchester United di Ferguson, l’Arsenal di Wenger e il Leicester di Ranieri.

Schema 1-4-4-2 classico

Vantaggi dell'1-4-4-2

  • Equilibrio difensivo: La disposizione dei quattro difensori in linea e dei quattro centrocampisti fornisce una base solida e stabile per la difesa della squadra.
  • Copertura sul campo: Il sistema consente alla squadra di avere una buona copertura sul campo, permettendo di pressare e recuperare la palla più facilmente.
  • Flessibilità tattica: Le ali possono avanzare e unirsi all'attacco, mentre i centrocampisti possono coprire le loro posizioni. Gli attaccanti possono scambiarsi le posizioni.
  • Potenziale sulle transizioni: Efficace nelle ripartenze, potendo sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa rivale.

Svantaggi dell'1-4-4-2

  • Poca creatività in attacco: Può avere difficoltà a creare opportunità da gol e generare situazioni di gioco imprevedibili.
  • Difficoltà a controllare il centrocampo: Specialmente contro squadre che giocano con tre centrocampisti o un trequartista.
  • Difficoltà contro i sistemi tattici difensivi: Può avere difficoltà a creare occasioni da gol contro squadre che si chiudono molto.

2. Il Sistema 1-4-3-1-2

L'1-4-3-1-2 è un sistema nato quasi come derivazione dell'1-4-4-2, dove i centrocampisti sono schierati "a rombo" o "a diamante". Le due mezzali si muovono a metà strada fra il vertice basso (il play) e il vertice alto, cioè il trequartista che gira fra le linee avversarie.

Le squadre che hanno utilizzato questo sistema sono molte: la Juventus di Marcello Lippi, il Milan di Carlo Ancelotti dal 2001 al 2005, l'Inter di Roberto Mancini e Josè Mourinho, l'Italia di Cesare Prandelli vice campione all'Europeo 2012, Il Liverpool di Brendan Rodgers, il Real Madrid di Carlo Ancelotti. A livello nazionale, Marco Giampaolo è stato un pioniere di questo sistema.

Schema 1-4-3-1-2 con rombo a centrocampo

Caratteristiche generali dell'1-4-3-1-2

  • Sistema di gioco poco ampio.
  • In fase difensiva si ha generalmente almeno un 4+1, con il mediano basso che esegue un'ottima protezione della linea.
  • Il centrocampo è folto e la presenza del trequartista può dare molta fantasia in zona di rifinitura.
  • Se si gioca con il rombo chiuso, saranno i terzini a dover garantire ampiezza.

Vantaggi dell'1-4-3-1-2

  • Facilità nell'arrivare in zona di rifinitura.
  • Facilità nel trovare attacchi alla linea difensiva avversaria grazie a combinazioni con giocate corte.
  • La dislocazione dei giocatori permette di effettuare triangoli e rombi, offrendo un numero maggiore di soluzioni offensive.
  • Facilità nel portare pressione al metodista avversario e alla difesa a tre centrali.
  • Maggiore facilità nella copertura degli spazi centrali, con relativa compattezza ed equilibrio sull'asse longitudinale.
  • Sistema camaleontico, può diventare un 1-4-4-2 in linea.
  • Maggiore facilità nell'eseguire raddoppi difensivi e sviluppare un efficace possesso palla.

Svantaggi dell'1-4-3-1-2

  • Poca ampiezza offensiva, che richiede spesso l'attacco alla linea difensiva avversaria per linee centrali.
  • Difficoltà nell'arrivare al cross e/o sulla linea di fondo senza un lavoro studiato.
  • Mancanza del quinto uomo sul lato cieco in fase difensiva.
  • Possibilità di rimanere scoperti sulle ripartenze avversarie e sui cambi di gioco.
  • Alto dispendio fisico da parte dei centrocampisti centrali.

La peculiarità di questo sistema è la capacità di creare densità a centrocampo, sfruttando la superiorità numerica senza dare grossi punti di riferimento agli avversari. È un sistema molto dinamico che permette una buona varietà di movimenti ed opzioni di gioco. Per questo modulo servono giocatori con precise caratteristiche, soprattutto nel terzetto avanzato, e terzini con una fisicità straordinaria.

4 3 1 2 Fase non possesso

3. Approfondimenti Tattici e Moduli Specifici

Il calcio moderno richiede una grande attenzione ai dettagli tattici. Analizziamo alcuni sviluppi offensivi dell'1-4-4-2:

  • Inserimento in Fascia del Centrocampista che va al cross: L'esterno alto si muove incontro, il centrocampista centrale esegue una corsa di deviazione e taglia in fascia, attaccando lo spazio creato. La punta più vicina, vedendo l'inserimento, esegue un cambio di senso andando incontro al passaggio. Si serve il centrocampista in fascia che va al cross per il taglio delle punte.
  • Passaggio sul lungo e scarico per la punta venuta a sostegno: Si gioca sulla punta più lontana che si muove leggermente incontro. La punta più vicina esegue una mezzaluna e si porta a sostegno della prima punta che gioca di sponda. Si può servire gli esterni che tagliano alle spalle della punta.
  • Cambio gioco per l'inserimento dell'esterno che taglia: Un centrocampista ripassa all'indietro; mentre quest'ultimo sta per entrare in possesso, gli esterni sulla fascia opposta si avvicinano. Ricevendo palla, il centrocampista si orienta sulla fascia, vedendo il movimento in avvicinamento dei compagni; uno esegue un taglio per ricevere mentre l'altro gli si sovrappone nello spazio creato. Si cambia gioco per l'inserimento dell'esterno sulla fascia opposta.
  • Corto - Lungo tra le due Punte: Si gioca dentro al campo per il centrocampista centrale più vicino. Un esterno riceve palla dopo aver eseguito un contro-movimento in ampiezza. L'esterno controlla orientandosi verso la porta e serve la punta venuta incontro. La punta serve di prima intenzione l'altra punta che nel frattempo ha attaccato la profondità.
  • Cross su Incrocio delle Punte e Taglio dell’esterno: Si gioca per un esterno che si muove incontro, orientando il controllo verso il centro del campo. Un terzino parte in sovrapposizione mentre le due punte si incrociano. Si serve una punta sul taglio; quest'ultima passa al terzino che crossa per l'altra punta sul secondo palo e per un esterno che attacca il primo palo con un taglio lungo.
  • “Esca”: Un centrocampista passa la palla; mentre quest'ultimo sta per entrare in possesso, un esterno inizia un contromovimento fuori-dentro. L'esterno riceve palla andando incontro, si gira ed entra dentro al campo col primo controllo. Un terzino parte in sovrapposizione; l'esterno esegue un passaggio teso all'attaccante che gli era andato in appoggio. L'attaccante finta per l'altra punta, si gira velocemente e va a ricevere il passaggio di ritorno.

In fase offensiva, il centrocampista deve garantire sempre un supporto diagonale/arretrato, attaccando la profondità con i giusti tempi di inserimento e interagendo con i compagni del reparto offensivo. In fase difensiva, il reparto di centrocampo oltre a lavorare sui contrasti diretti è chiamato anche ad intercettare le palle filtranti per gli attaccanti avversari. Molto importante il lavoro dei centrocampisti per quanto riguarda i raddoppi di marcatura.

Il centrocampista deve possedere capacità di lettura del gioco e di inserimento senza palla, muovendosi alternativamente in orizzontale o in verticale per portare via un uomo o per ricevere in prima persona. Deve essere capace di controllare lo spazio, piazzandosi sulla retta immaginaria che passa dal portatore di palla avversario e da uno dei compagni di reparto, per intervenire qualora i centrocampisti più offensivi venissero saltati verso il centro del campo.

Schema di gioco con centrocampisti in movimento

L'analisi delle peculiarità in non possesso di un centrocampo, a prescindere dal numero di elementi impegnati e dalla sua composizione, non si differenzia sostanzialmente da quelle di una linea difensiva. La vera differenza è nel non usufruire della “tattica del fuorigioco”, ma le uscite, le coperture, le diagonali sono del tutto simili a quelle dei difensori. In più i componenti del reparto mediano possono sfruttare, a loro vantaggio, una maggior aggressività, una capacità superiore di pressione in quanto, anche il fallo, non sarà così pericoloso.

In Premier League e in Bundesliga abbiamo assistito a un progressivo appiattimento verso il 4-2-3-1, nella Liga non si usa praticamente più la difesa a tre e, più in generale, difficilmente altri campionati europei possono vantare la varietà di tattiche adottate nel panorama italiano. Questa abbondanza di soluzioni è riscontrabile anche nei diversi modi in cui si organizzano reparti di centrocampo.

Il Milan, ad esempio, ha trovato un assetto consistente in entrambe le fasi intorno al classico 4-4-2. Il centrocampo “flat four” è di per sé una peculiarità caratteristica dei rossoneri. Entrambi gli allenatori hanno scelto di schierare le ali a piede invertito, dando loro la possibilità di entrare nel campo sul loro piede preferito. Questo permette di migliorare la finalizzazione e di leggere i tagli in profondità degli attaccanti.

L'Empoli, invece, ha valorizzato la figura del trequartista, con un gioco che si stringe al centro verso il suo punto focale. Il trequartista offre concretezza in zona gol, muovendosi con precisione al secondo: la sua azione tipo è quella che lo vede giocare spalle alla porta, offrire la sponda per il palleggio all’indietro verso il suo regista e lanciarsi poi nello spazio creato dal movimento della punta.

La Fiorentina ha il miglior dato sul possesso palla medio e la miglior precisione nell’esecuzione dei passaggi, consolidando il possesso prevalentemente al centro del campo di gioco, grazie all'impiego di quattro centrocampisti abili nel palleggio. La responsabilità della prima costruzione è affidata ai tre difensori centrali e ai due mediani, che facilitano la trasmissione del pallone verso la trequarti.

Il Napoli, invece, punta sull'importanza del playmaker, con Jorginho come fulcro della manovra. Il regista italo-brasiliano è dotato di un’eccezionale visione periferica e basa il suo gioco sul ritmo, muovendosi per cercare zone di campo in cui poter ricevere e ritrasmettere efficacemente il pallone. Le sue rotazioni con i compagni permettono la circolazione veloce e sicura del pallone attraverso le linee avversarie.

La Juventus esalta la complementarità delle individualità. Paul Pogba, con le sue caratteristiche, converge spesso verso la posizione del trequartista, mentre Sami Khedira, con il suo acume tattico, compensa i movimenti del compagno. Claudio Marchisio, invece, è un giocatore capace di controllare lo spazio come pochi in Italia, intervenendo qualora gli altri centrocampisti venissero saltati.

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