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Dopo una lunga telenovela estiva che ha tenuto con il fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori, Ademola Lookman è finalmente tornato in campo. Il suo ultimo match ufficiale risaliva alla fine di maggio, ma ora, dopo aver ritrovato il ritmo con la sua nazionale, si attende di vederlo nuovamente indossare la maglia dell'Atalanta.

La cronaca recente racconta di un Ademola Lookman in buone condizioni fisiche, pronto a scendere in campo. La vittoria della Nigeria per 1-0, con gol di Tolu Arokodare, ha portato sorrisi e speranze, restituendo anche tracce del suo talento calcistico. L'ala sinistra dell'Atalanta non disputava una gara ufficiale dallo scorso 25 maggio, quando affrontò il Parma in campionato.

L'estate è stata segnata da un "strappo": le foto nerazzurre sono scomparse dai social, è emerso il suo desiderio di cambiare aria (con la destinazione Inter nel mirino), è seguita un'assenza ingiustificata dagli allenamenti per due settimane, per poi tornare a Zingonia ad allenarsi individualmente per altre due settimane. Data questa premessa, era naturale una certa curiosità nel vederlo nella lista dei convocati della nazionale, figurarsi tra i titolari.

Il commissario tecnico della Nigeria, Chelle, alla vigilia aveva dichiarato: "Come faccio a escludere dalla lista il più forte giocatore africano?". Gli ha affidato la maglia numero 7 e lo ha schierato subito. Lookman ha chiuso la fila degli undici nigeriani all'ingresso in campo, posizionandosi sulla trequarti nel modulo 4-3-1-2. Dopo soli 8 minuti, avrebbe potuto fornire un assist a Victor Osimhen, ma il gol è stato annullato per fuorigioco (senza Var, la decisione resta dubbia).

Ademola si è mosso bene, mostrando una condizione proporzionata al periodo di inattività. La sua natura lo ha spesso spinto sulla fascia sinistra, da dove al 14° minuto ha quasi sorpreso il portiere avversario con un suo classico movimento rientrando sul destro. Ha poi colpito di testa mandando fuori un pallone che sarebbe potuto finire a Osimhen, è stato molto cercato dai compagni, ha battuto i corner da sinistra e ha tentato il tiro in più occasioni.

Nella ripresa, con il punteggio ancora a reti inviolate, il ct Chelle ha optato per il 4-2-4. Dopo l'infortunio di Osimhen, sono entrati Arokodare e Dessers come centravanti, con Lookman spostato a destra. Dopo 6 minuti è arrivato il gol decisivo, e dopo 18 minuti Ademola avrebbe avuto l'opportunità del raddoppio, ma il suo sinistro è stato respinto dal portiere dall'interno dell'area. Prima di uscire al 35° minuto, ha recuperato palla sulla trequarti avversaria guadagnandosi una punizione dal limite.

In sintesi, 75 minuti positivi, considerando che è tornato ad allenarsi in gruppo solo durante questo ritiro con la nazionale. Martedì, in un altro impegno, questa volta a Bloemfontein contro il Sudafrica, e poi il volo verso Bergamo, dove dovrebbe arrivare tra mercoledì sera e giovedì.

Ademola Lookman in azione con la maglia della Nigeria

Sarà proprio al suo ritorno che si capirà se Ademola vorrà continuare a tenersi ai margini della squadra almeno fino a gennaio, alla riapertura del mercato, o se questa volta seguirà un consiglio diverso da parte dei suoi agenti, dimostrando con i fatti la volontà di restare e di aver compreso la situazione. Nel secondo caso, sarebbe necessaria un'operazione diplomatica da parte della società, anche nei confronti del popolo bergamasco, che considera Lookman imperdonabile per le scelte estive.

Dal punto di vista tecnico, un'Atalanta con lui sarebbe più forte, e il nigeriano avrebbe la possibilità di preparare meglio la Coppa d'Africa del 2026 giocando regolarmente, anziché attendere le pause della nazionale da "separato in casa". La Dea attende e osserva come si muove il nigeriano con la nazionale per capirne lo stato di salute. Gli allenamenti individuali sono ben diversi da quelli di gruppo, e solo la partita può dare un responso sulle sue condizioni generali.

Lo attende a Zingonia, dopo l'impegno con il Sudafrica, per un confronto con società e compagni che appare inevitabile. La scelta del nigeriano di non aggregarsi alla squadra cade in un momento in cui l'Atalanta ha bisogno di ritrovare i tre punti. Bisogna concentrarsi sulle prossime tre settimane di campionato, che vedono l'Atalanta impegnata in sei gare in 20 giorni, quattro di Serie A e due di Champions League, contro avversari di diverso livello.

Ademola Lookman è un codice cheat per il contrattacco! | Analisi tattica del giocatore

Il Lecce è una rivale di caratura inferiore, ma lo erano anche Pisa e Parma. I salentini giocano con un 4-3-3, sono vulnerabili in difesa e fastidiosi per la velocità degli esterni d'attacco. Molto dipenderà dall'Atalanta; con il passo e l'approccio delle prime due uscite, vincere sarà un problema. Dopo il Como, le valutazioni sul gioco diventeranno più attendibili. Ma prima ci sono altre cinque gare, e quella con il Lecce sembra la più alla portata.

La vicenda Lookman ha suscitato grande interesse e diverse opinioni. La domanda finale resta la stessa per tutti: come finirà? Se le parti non troveranno un accordo, l'epilogo del caso diventerà una pietra miliare nella storia dello sport, forse la più importante dopo la sentenza Bosman del 1995, che ha abolito il vincolo contrattuale permettendo ai professionisti di essere liberi di andare dove volevano a fine contratto.

Ora, la vicenda Lookman pone un altro tema: un professionista con un contratto può uscire dall'accordo senza un adeguato indennizzo? La volontà dell'atleta è prevalente rispetto all'impegno sottoscritto, se nel contratto non sono previste clausole di uscita? Si tratta di un professionista che guadagna cifre considerevoli. Se si arriverà a un braccio di ferro infinito, con Lookman che non si metterà a disposizione e causerà danni al club, cosa decideranno gli organi della giustizia europea?

L'Atalanta non può cedere, a costo di tenere Lookman per due anni (fino a giugno 2027) a Zingonia senza poterlo utilizzare, altrimenti creerebbe un precedente clamoroso. Qualsiasi calciatore, prendendo la posizione di Lookman, potrebbe ottenere la rescissione del contratto, mettendo a rischio la tutela dei club. Il buonsenso suggerisce un accordo tra le parti, magari con un rinnovo e prolungamento del contratto, con l'inserimento di una clausola rescissoria da concordare.

C'è stata un'Atalanta targata Ademola Lookman, e ora ce ne sarà un'altra senza di lui, partito per la Coppa d'Africa. Il tecnico Raffaele Palladino approfitterà dei giorni di riposo per studiare una nuova Dea, con l'obiettivo di mantenere gli stessi standard anche senza l'estro dell'attaccante nigeriano. Finora, Palladino ha quasi sempre potuto contare su Lookman, schierandolo titolare in quasi tutte le partite tra campionato e Champions.

La necessità, però, farà virtù, e toccherà a qualcun altro provare a non farlo rimpiangere. Le opzioni non mancherebbero, se non fosse che il suo sostituto naturale, Kamaldeen Sulemana, è infortunato e in dubbio per la prossima sfida. Maldini sarebbe la soluzione più logica se Sulemana non riuscirà a recuperare. Il ghanese verrà monitorato, ma è tutt'altro che scontato vederlo in campo dal primo minuto.

Difficile che il tecnico cambi sistema di gioco, avendo trovato la formula giusta con il tridente. Perciò, Maldini è il più accreditato a prendersi la maglia da titolare che non indossa da tre mesi. Con il nuovo tecnico, non si è mai tolto la tuta negli ultimi 5 match tra Serie A e Champions.

L'assenza prolungata di Lookman è un'opportunità per Maldini, che ha caratteristiche differenti rispetto agli altri giocatori in rosa. È un attaccante ibrido che ama ricevere palla tra le linee per poi accelerare o cercare l'ultimo passaggio. La qualità non gli manca, ma Palladino pretende da lui più intensità e capacità di essere più incisivo in zona gol.

Maldini ha fatto il suo record di gol stagionali (4 nel 2023-24) e ora spera di sbloccarsi prima della fine del 2025. Per farlo, dovrà convincere il tecnico a concedergli una chance da titolare. Nel tridente dell'Atalanta, Scamacca e De Ketelaere sono quasi sicuri del posto, manca solo una casella, quella di sinistra, dove Maldini si trova a suo agio.

Finora, nell'unica occasione in cui ha rinunciato a Lookman, Palladino ha preferito Sulemana, che però è uscito per infortunio. Sulemana è fermo da inizio dicembre e, se anche dovesse tornare disponibile, difficilmente potrà giocare dall'inizio. Daniel Maldini è la soluzione più logica, ma non l'unica.

A sinistra può giocare anche Mario Pasalic, poco utilizzato nell'ultimo periodo, oppure Palladino potrebbe avanzare Nicola Zalewski. Ci sarebbe anche la carta Lazar Samardzic, reduce da un assist, ma è un mancino abituato a giocare a destra, quindi dovrebbe adattarsi o spingere l'allenatore a cambiare qualcosa. Palladino ha tempo per valutare e decidere.

La squadra tornerà ad allenarsi tra domani e giovedì dopo i giorni liberi concessi da Raffaele Palladino. Il tecnico sarà orfano di Ademola Lookman e di Odilon Kossounou, entrambi partiti per la Coppa d'Africa, e dovrà fare a meno di Mitchel Bakker e Raul Bellanova. Palladino conta di recuperare Isak Hien, che ha saltato due partite per sindrome influenzale. Anche perché Palladino rischia l'emergenza in difesa, dato che Berat Djimsiti è uscito per un risentimento muscolare.

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