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È già storia il 7° scudetto consecutivo della Juventus, un record inedito nella storia della Serie A. Mai un’era vincente in Italia aveva registrato un dominio di tale portata, primato che ribadisce lo strapotere bianconero in campionato. I bianconeri festeggiano il settimo Scudetto consecutivo, trionfo che riscrive la storia della Serie A. Un'impresa mai centrata da Real Madrid e Barcellona, inedita pure in Premier e Bundesliga. Va in archivio il 7° Scudetto consecutivo della Juventus, un record assoluto per il club bianconero e nella storia della Serie A. Il 7° titolo di fila dei bianconeri riscrive la storia della Serie A, d’altronde mai nessuna squadra italiana aveva archiviato una striscia vincente di tale portata. Ci è riuscita la Juve attraverso i mandati di Conte e Allegri rispettivamente con tre e quattro scudetti, allenatori alla guida di un gruppo divenuto imbattibile tra il 2012 e il 2018.

Trofeo Serie A

Il Percorso Verso il Settimo Titolo

Il titolo che entra nella leggenda prende il via lo scorso 19 agosto contro il Cagliari allo Stadium, tradizionalmente un bunker violato solo da Lazio e Napoli, fino all’ennesima festa all’Olimpico dinanzi alla Roma. Un duello lungo una stagione quello con il Napoli, antagonista per il titolo superato nel rush finale nonostante l’epilogo dell’ultimo scontro diretto. Dividiamo tra primo e secondo tempo il film Scudetto della Juventus, squadra che ha battagliato in testa per 37 giornate con il Napoli.

Ai nastri di partenza della stagione i bianconeri si rinnovano sul mercato: salutano Neto, Dani Alves e soprattutto Bonucci ceduto al Milan per 42 milioni di euro, tuttavia la società investe in tutti i reparti dalla difesa (Szczesny, De Sciglio e Höwedes) al centrocampo (Matuidi e Bentancur) fino ai jolly offensivi Bernardeschi e Douglas Costa. Il battesimo in campionato è preceduto dal ko in Supercoppa italiana contro la Lazio, vittoriosa 3-2 con il gol partita di Murgia a seguito delle doppiette di Immobile e Dybala.

Se gli uomini di Allegri conoscono le avversarie nel girone di Champions League (Barcellona, Olympiacos e Sporting Lisbona), obiettivo dichiarato per un gruppo intenzionato a scalare le gerarchie europee, il campionato riserva la trasferta a Marassi già fatale in passato. Non è un caso infatti che la sfida al Genoa mescoli emozioni, follie e raffinatezze: padroni di casa avanti 2-0 dopo meno di 10’ con una sfortunata autorete di Pjanic e il rigore trasformato da Galabinov. 1’ aut. Pjanic (J), 7’ rig. Galabinov (G), 14’, 49’ rig.

Se Milan e Sampdoria steccano alla terza uscita, la leadership del campionato dopo 270’ premia a punteggio pieno Napoli, Inter e naturalmente la banda Allegri. Bianconeri implacabili nell’anticipo allo Stadium contro il Chievo abbattuto come il Cagliari: all’intervallo decide un autogol di Hetemaj sulla punizione di Pjanic, poi la Juve in HD non lascia scampo ai veneti. A mettere al sicuro il risultato provvedono infatti Higuain e Dybala al 5° centro in 3 partite, guizzo servito dal debuttante Bernardeschi.

Meno fortunato l’esordio in Champions al Camp Nou, teatro del 3-0 del Barcellona targato Messi che non ammette repliche per gli ultimi finalisti della competizione. Musica differente in Serie A, habitat che riserva solo gioie per la squadra di Allegri: l’uomo copertina non può che essere l’argentino classe 1993, tripletta e pallone sottobraccio al termine dell’impegno a Reggio Emilia. Perso il confronto ravvicinato in Catalogna con il connazionale e cinque volte Pallone d’Oro, il mancino di Dybala si prende nuovamente la scena e ritocca a 8 gol in 4 gare una media pazzesca in campionato.

La pole position della Serie A si restringe a due rivali dopo le prime cinque giornate: se l’Inter frena a Bologna, chi colleziona solo successi sono Juventus e Napoli. Sonoro 4-1 degli azzurri all’Olimpico contro la Lazio, minimo sforzo per i ragazzi di Allegri allo Stadium ai danni della Fiorentina dell’ex Bernardeschi. A fare la differenza è un’altra vecchia conoscenza viola come Cuadrado, autore del cross convertito in rete da Mandzukic in avvio di ripresa. Gli equilibri al vertice non mutano nemmeno dopo 540’ in quello che sarà un braccio di ferro lungo un campionato intero.

Se il Napoli fatica ma la spunta a Ferrara, il derby di Torino va in archivio a senso unico complice l’ingenua espulsione di Baselli dopo 24 minuti. Apre e chiude il solito Dybala già in doppia cifra stagionale, arrotonda Pjanic prima del colpo di testa di Alex Sandro. Mihajlovic s’inchina alla Juventus, nessuno sconto per i granata nonostante la panchina iniziale riservata ad Higuain a beneficio di Mandzukic schierato al centro dell’attacco.

Riscattato il battesimo da incubo in Champions, passo falso seguito dal 2-0 casalingo contro l’Olympiacos firmato da Higuain e Mandzukic, Allegri incappa piuttosto nella prima frenata in campionato nel posticipo a Bergamo. Succede di tutto contro l’Atalanta rivelazione anche in Europa: Bernardeschi e Higuain illudono i bianconeri in tre minuti, il promesso sposo Caldara e Cristante li agguantano nella ripresa dove non mancano episodi decisivi. Il provvisorio 3-1 di Mandzukic viene annullato per l’intervento del VAR, tecnologia che invece concede un rigore all’84’ parato da Berisha a Dybala. 23’ Douglas Costa (J), 47’ e 54’ rig.

Da una bestia nera all’altra, dall’Atalanta di Gasperini alla Lazio di Simone Inzaghi che ad agosto aveva sottratto la Supercoppa alla Juve. Stavolta ai biancocelesti riesce addirittura l’impresa a Torino dove non vincevano da 15 anni, blitz allo Stadium che viceversa non conosceva sconfitte da 41 partite e 783 giorni. E pensare che il primo acuto in bianconero di Douglas Costa sembra spianare la strada ai padroni di casa rimontati dall’ex Immobile. Non è periodo nemmeno per Dybala, fermato al 91’ dal palo e dal dischetto al fotofinish da un altro portiere albanese (Strakosha) dopo Berisha. 8’ Perica (U), 14’ aut.

Momento delicato per la Juventus, crisi di risultati parzialmente rincuorata dal 2-1 in rimonta in Champions contro lo Sporting Lisbona grazie a Pjanic e Mandzukic. Il campionato riserva invece ad Allegri la trasferta di Udine, gara subito viva tra reti e polemiche: sul 2-1 per i bianconeri chi complica i piani è Mandzukic, espulso al 27’ per eccesso di proteste. Nonostante il pareggio friulano e l’inferiorità numerica, i bianconeri mostrano i muscoli con un super Khedira (hat-trick al fischio finale) insieme a Rugani e Pjanic. Margine immutato dopo la 10^ giornata di campionato, d’altronde la bagarre ad alta quota sarà una costante fino al rush finale della stagione.

Intanto Allegri può vantare un attacco da 31 centri totali dopo il poker rifilato alla SPAL, gara dove brillano le gemme di Bernardeschi e Dybala con due mancini d’autore. Paloschi illude la neopromossa trafitta altre due volte da Higuain (99 reti in Serie A) e Cuadrado.

Dicevamo del Pipita quasi centenario in Serie A, l’attaccante argentino non tarda a tagliare il traguardo nel big match di San Siro. Gol numero 100 e 101 per Higuain in 153 partite disputate, secondo giocatore dopo Ibra ad archiviare un bottino simile in due tornei della top 5 d’Europa. Exploit con una rete per tempo che regola il Milan di Montella già in netto ritardo dalla zona che vale la Champions: prova cinica e concreta per gli uomini di Allegri contro i rossoneri orgogliosi ma senza smalto eccezion fatta per la traversa di Kalinic.

Non è un caso che sia proprio Higuain a salvare la Juve in Champions, uscita indenne da Lisbona nell’1-1 finale che tiene a distanza lo Sporting. Ed è nuovamente il Pipita a cacciare le Streghe allo Stadium, spauracchio targato Benevento al tappeto 11 volte in altrettanti incontri eppure in vantaggio con il calcio piazzato di Ciciretti. Poca fortuna per Douglas Costa fermato due volte dai legni, pareggia quindi l’argentino prima del colpo di testa di Cuadrado nel giorno del 120° compleanno del club con tanto di maglia celebrativa. 52’ Zapata (S), 71’ Torreira (S), 79’ Ferrari (S), 91’ rig.

Se contro il Genoa la rimonta era andata in porto, il ritorno a Marassi al cospetto di una Sampdoria in formato europeo lascia Allegri a bocca asciutta. Solo vittorie in casa per i blucerchiati di Giampaolo, solidi nel primo tempo e straripanti dopo l’intervallo: Zapata, Torreira e Ferrari trascinano sul 3-0 i liguri, passivo annacquato dalla tardiva reazione bianconera nel recupero. Nient’altro che l’ennesima dimostrazione di una Juve vulnerabile in Italia come in Europa: i 14 gol incassati in 13 giornate non riflettono la difesa bunker delle stagioni precedenti.

Quantomeno Buffon e compagni non concedono nulla al Barcellona, 0-0 nel secondo atto di Champions che propizia il passaggio del turno per Messi in attesa della qualificazione bianconera. In campionato chi fa tappa allo Stadium è invece il Crotone schiantato 3-0 proprio come nel match che assegnò il 6° scudetto nel maggio precedente. Gli ospiti reggono solo nei primi 45’, poi la Juve prende il largo con Mandzukic, De Sciglio e Benatia a segno: diventano 43 le gare di fila in gol eguagliando la squadra di Conte tra febbraio 2013 e marzo 2014.

Fischiatissimo nel riscaldamento e durante il big match, il grande ex Gonzalo Higuain decide la sfida chiave contro il Napoli: suo il gol partita al San Paolo, casa dell’argentino fino al 2016 dopo il trasferimento alla Juventus per 90 milioni di euro. Da allora sono 5 i centri rifilati al maestro Sarri, sconfitto due volte su tre nelle ultime 45 partite proprio dalla Juventus che sale a -1 dai campani scavalcati al comando dall’Inter. E per la prima volta in vent’anni gli uomini di Allegri non incassano gol nello stadio azzurro.

Dal blitz di Napoli al colpo di Atene, 2-0 all’Olympiacos con Cuadrado e Bernardeschi in gol a certificare l’accesso agli ottavi di finale di Champions non senza difficoltà. E il calendario non concede respiro riservando ad Allegri un altro match ad alta quota contro l’Inter capolista: termina 0-0 allo Stadium al cospetto della banda Spalletti, risultato bissato dal Napoli opposto alla Fiorentina che non muta le gerarchie nel trio di testa. Qualche rimpianto per Allegri a partire dalla traversa di Mandzukic, legno che grazia i nerazzurri ancora imbattuti in stagione.

A dicembre i bianconeri inaugurano la campagna in Coppa Italia regolando 2-0 il Genoa (Dybala e Higuain a segno), successo negli ottavi di Coppa Italia che trova conferme anche in campionato. Senza storia l’impegno al Dall’Ara indirizzato già nei primi 45’ con Pjanic su punizione e Mandzukic servito proprio dal bosniaco, marcatori che precedono la prima firma italiana di Matuidi.

Esame complicato il match prima di Natale contro la Roma in serie utile da 9 incontri, quarta in classifica e attesa allo Stadium nella bagarre d’alta classifica. Come nell’incrocio al San Paolo a decidere la sfida in avvio è un altro ex, Mehdi Benatia, che sigilla l’ennesimo trionfo negli scontri diretti senza concedere reti. Higuain spreca il raddoppio, Florenzi e Pjanic si arrendono alla traversa mentre un’altra vecchia conoscenza nella Capitale come Szczesny salva il risultato su Schick.

L’ultima fatica del girone d’andata, impegno datato 30 dicembre, porta la squadra di Allegri al Bentegodi contro l’Hellas penultimo della classe. Praticamente un testacoda, tuttavia i bianconeri sono bloccati sull’1-1 (Matuidi e l’ex Caceres in rete) dopo un’ora di gioco. A raddrizzare le sorti della sfida provvede Paulo Dybala, solo 3 gol nelle precedenti 17 gare disputate non senza esclusioni dall’inizio, che nell’arco di 5’ blinda i tre punti con una doppietta da campione. Douglas Costa era pronto a sostituirlo, cambio poi sfumato per la Juventus che ritrova finalmente la sua Joya.

Certificata la leadership del Napoli al giro di boa, la Juventus inanella 12 vittorie di fila tra dicembre e marzo con una difesa bunker che restituiscono la vetta della Serie A. Sono invece cinque i mesi di distanza dall’ultima sconfitta a Genova contro la Sampdoria allo scontro diretto conquistato da Sarri allo Stadium, exploit che illude solamente i campani preceduti al traguardo.

A varare il 2018 c’è un nuovo impegno in Coppa Italia, derby di Torino archiviato 2-0 grazie a Douglas Costa e Mandzukic che regalano la semifinale contro l’Atalanta. La corsa al 7° scudetto consecutivo riparte invece dalla Sardegna dove la Juventus è chiamata a rispondere al Napoli vittorioso 2-0 contro l’Hellas. Dybala sfiora il jolly su calcio piazzato negato dalla traversa mentre Szczesny è superlativo su Pavoletti e Farias. L’asso lo cala nella ripresa Bernardeschi, protagonista anche di un fallo di mano in area bianconera giudicato non volontario da Calvarese. Il distacco al vertice resta inalterato pure alla ripresa delle ostilità: se il Napoli sfata il tabù bergamasco nel segno di Mertens, la Juventus non scivola dopo la sosta rispondendo con un’altra vittoria di misura targata Douglas Costa autore di un gol da centravanti innato.

Contro il Genoa decide proprio il brasiliano classe 1990, uno dei grandi protagonisti bianconeri nel 2018 grazie alla confidenza trovata con il calcio italiano. Il 6° successo di fila in Serie A regala la vetta per una notte alla Juventus, quanto basta per mettere pressione al Napoli altrettanto vittorioso contro il Bologna. In realtà i bianconeri faticano più del previsto al Bentegodi nella sfida al Chievo, ridotto in 9 uomini dopo un’ora di gioco a causa delle espulsioni di Bastien e Cacciatore. Gara quindi in discesa e risolta da Khedira e Higuain (in gol dopo 706’ a digiuno), marcatori nel match lontano dalla brillantezza pretesa da Allegri ma senz’altro proficuo in termini di punti grazie alle ingenuità degli uomini di Maran.

Reduce dall’1-0 di Bergamo nell’andata delle semifinali di Coppa Italia, primo atto deciso dal Pipita e dall’eterno Buffon che para un rigore a Gomez, la Juventus schianta il Sassuolo al termine di una sfida dalle proporzioni disarmanti. Il successo più largo della stagione prende forma in avvio con Alex Sandro ma al 38’ è già 4-0 grazie al bis di Khedira (6 gol in campionato) e a Pjanic. A rendere il passivo umiliante ci pensa l’implacabile Higuain, tre volte a segno nella ripresa che ritoccano a 13 centri il suo bottino in Serie A.

Le vittorie consecutive in campionato diventano 8 dopo il colpo al Franchi, espugnato nella ripresa in un incrocio tradizionalmente votato alla rivalità. Ad inasprire i toni provvede Bernardeschi, ennesimo protagonista a segno contro le ex squadre nella stagione juventina proprio come Higuain e Benatia. I viola contestano un rigore assegnato e poi negato dal VAR (fuorigioco di Benassi) prima del palo di Gil Dias, episodi che precedono il calcio piazzato del numero 33 e la solita firma del Pipita a quota 14 gol in A.

Non solo Serie A per la squadra di Allegri che vara gli ottavi di Champions contro il Tottenham, primo atto allo Stadium archiviato sul 2-2 nonostante il bis di Higuain che fallisce anche un rigore. Prima del replay a Wembley non mancano incroci chiave a partire dal derby dinanzi ai granata dell’imbattuto Mazzarri. Subito out Higuain per infortunio, assenza che va ad unirsi a quelle di Mandzukic e Cuadrado oltre a Dybala ad autonomia limitata, tuttavia è Alex Sandro convertito in esterno alto a decidere il match su assist di Bernardeschi.

Un nuovo appuntamento contro il tabù Simone Inzaghi è preceduto dal ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, già avversaria allo Stadium pochi giorni prima in campionato nella sfida rinviata per neve. Il rigore di Pjanic spalanca le porte della finalissima per Allegri che re...

Juventus Stadium

I Fedelissimi del Settimo Scudetto

Dopo l’addio di Bonucci sono solo cinque i giocatori che hanno vinto tutti i 7 Scudetti consecutivi della Juventus: Gianluigi Buffon, Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini, Stephan Lichtsteiner e Claudio Marchisio. Sono cambiati i volti dei cinque eroi dei sette scudetti consecutivi della Juventus. Chiellini e Barzagli hanno ora la barba rispetto alle loro figurine versione 2011-12, quando la cavalcata tricolore incominciò con Conte in panchina. Lichtsteiner il ciuffo soltanto un po’ più alto, mentre Marchisio e Buffon sono gli stessi, solo con qualche anno in più. Riviviamo i numeri e i volti degli evergreen degli scudetti.

I Protagonisti Stagione per Stagione

SCUDETTO 2011-12

Il primo dei 7 titoli arriva in una nuova "casa" (lo Stadium viene inaugurato l'8 settembre) e con una novità sulla panchina bianconera dopo due settimi posti: Antonio Conte. L'ex capitano di mille battaglie imprime subito il suo marchio, basato sul lavoro e lo spirito di gruppo.

  • Gianluigi Buffon: 35 presenze in campionato, 16 gol subiti.
  • Andrea Barzagli: 35 presenze in campionato (1 gol), 4 in Coppa Italia (1).
  • Giorgio Chiellini: 34 presenze in campionato (2 gol), 2 in Coppa Italia.
  • Stephan Lichtsteiner: 35 presenze in campionato (2 gol), 3 in Coppa Italia.
  • Claudio Marchisio: 36 presenze in campionato (9 gol), 3 in Coppa Italia (1).

SCUDETTO 2012-13

Un'altra cavalcata trionfale, nonostante l'impegno doppio per la Champions (fuori ai quarti). A Torino sbarca la giovane promessa Paul Pogba, che diventerà una colonna della squadra. La stagione si apre subito con la conquista della Supercoppa italiana ai danni del Napoli, che sarà anche il principale avversario in campionato.

  • Gianluigi Buffon: 32 presenze in campionato (19 gol subiti), 10 in Champions (5), 1 in Coppa Italia (0), 1 in Supercoppa (2).
  • Andrea Barzagli: 34 presenze in campionato, 9 in Champions, 4 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa. Nessun gol.
  • Giorgio Chiellini: 24 presenze in (1 gol), 8 in Champions.
  • Stephan Lichtsteiner: 28 presenze in campionato (4 gol), 6 in Champions, 1 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa italiana.
  • Claudio Marchisio: 29 presenze in campionato (6 gol), 8 in Champions (2), 2 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa italiana.

SCUDETTO 2013-14

La maglia numero 10 di Del Piero torna sul campo con le "sembianze" di Carlitos Tevez, che risulterà determinante con le sue 21 reti, la prima delle quali nel 4-0 alla Lazio in Supercoppa italiana. Niente da fare anche per la Roma, che arriverà seconda a -17 in campionato, dove la Juve macina record su record (tra gli altri 33 vittorie sulle 38 totali). Si ferma ai gironi di Champions e deve arrendersi al Benfica nella semifinale di Europa League.

  • Gianluigi Buffon: 33 presenze in campionato (20 gol subiti), 6 in Champions (9), 8 in Europa League (4), 1 in Supercoppa (0).
  • Andrea Barzagli: 26 presenze in campionato, 4 in Champions, 1 in Europa League, 1 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa. Nessun gol.
  • Giorgio Chiellini: 31 presenze in campionato (3 gol), 5 in Champions, 6 in Europa League, 1 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa (1 gol).
  • Stephan Lichtsteiner: 27 presenze in campionato (2 gol), 3 in Champions, 4 in Europa League, 1 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa (1 gol).
  • Claudio Marchisio: 29 presenze in campionato (4 gol), 4 in Champions, 7 in Europa League, 2 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa.

SCUDETTO 2014-15

Comincia qui l’era di Massimiliano Allegri, che arriva subito in finale di Champions, anche se sarà poi sconfitto dal Barcellona di Messi. In campionato la Juventus supera ancora la concorrenza della Roma conquistando il titolo con 4 giornate d'anticipo e centra il "double" battendo la Lazio ai supplementari della finale di Coppa Italia (gol di Matri).

  • Gianluigi Buffon: 33 presenze in campionato (20 gol subiti), 13 in Champions (10), 1 in Supercoppa (1).
  • Andrea Barzagli: 10 presenze in campionato, 6 in Champions, 1 in Coppa Italia. Nessun gol.
  • Giorgio Chiellini: 28 presenze in campionato, 12 in Champions, 4 in Coppa Italia (1 gol), 1 in Supercoppa.
  • Stephan Lichtsteiner: 32 presenze in campionato (3 gol), 13 in Champions, 4 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa.
  • Claudio Marchisio: 35 presenze in campionato (3 gol), 12 in Champions, 4 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa.

SCUDETTO 2015-16

Via Tevez, Vidal, Pirlo e Llorente; ecco Khedira, Alex Sandro, Dybala e Mandzukic, questi ultimi autori dei due gol alla Lazio nella vittoria in Supercoppa. In campionato, la Juve - partita male - compie una rimonta prodigiosa sul Napoli scavalcando gli azzurri nello scontro diretto (gol di Zaza) e volando verso il quinto scudetto.

  • Gianluigi Buffon: 35 presenze in campionato (17 gol subiti), 8 in Champions (9), 1 Supercoppa (0).
  • Andrea Barzagli: 31 presenze in campionato (1 gol), 8 in Champions, 2 in Coppa Italia, 1 Supercoppa.
  • Giorgio Chiellini: 24 presenze in campionato (1 gol), 6 in Champions, 4 in Coppa Italia.
  • Stephan Lichtsteiner: 26 presenze in campionato (1 gol), 6 in Champions (1 gol), 4 in Coppa Italia (1 gol), 1 in Supercoppa italiana.
  • Claudio Marchisio: 23 presenze in campionato, 5 in Champions, 3 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa italiana.

SCUDETTO 2016-17

È il sesto titolo consecutivo dei bianconeri, quello di un nuovo triplete sfiorato, e perso in finale di Champions contro il Real di Ronaldo e Zidane. La vittoria in Coppa Italia arriverà ancora una volta, mentre in Supercoppa la spunterà il Milan col rigore di Dybala parato da Donnarumma. Il 2015-16 è l’anno dell’arrivo di Higuain dal Napoli, che con 24 centri in Serie A - e 34 in totale - sarà subito top scorer della squadra alla sua prima annata in bianconero.

  • Gianluigi Buffon: 28 presenze in campionato (21 gol subiti), 11 in Champions (3), 1 in Supercoppa italiana (1).
  • Andrea Barzagli: 21 presenze in campionato, 10 in Champions, 4 in Coppa Italia.
  • Giorgio Chiellini: 21 presenze in campionato (2 gol), 8 in Champions (1), 1 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa italiana.
  • Stephan Lichtsteiner: 24 presenze in campionato (1 gol), 1 in Champions, 2 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa italiana.
  • Claudio Marchisio: 15 presenze in campionato (1 gol), 7 in Champions (1), 1 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa italiana.

SCUDETTO 2017-18

Il settimo sigillo della Juve arriva nell’anno più complicato, e contro un Napoli a tratti stellare e vicinissimo al colpo grosso. È una squadra cinica e spietata quella di Allegri, che sfrutta alla perfezione l’ampiezza della rosa e tutti i suoi talenti. In Champions nuova eliminazione contro il Real ai quarti. Supercoppa italiana persa, ma Coppa Italia (la quarta in fila) ancora vinta, con un netto 4-0 sul Milan.

  • Gianluigi Buffon: 20 presenze in campionato (14 gol subiti), 9 in Champions (11), 3 in Coppa Italia (0), 1 in Supercoppa (3).
  • Andrea Barzagli: 24 presenze in campionato, 8 in Champions, 4 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa.
  • Giorgio Chiellini: 26 presenze in campionato, 7 in Champions, 4 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa.
  • Stephan Lichtsteiner: 26 presenze in campionato, 2 in Champions, 3 in Coppa Italia.
  • Claudio Marchisio: 15 presenze in campionato.
Formazione Juventus 2017-18

Un Dominio Storico nel Calcio Italiano ed Europeo

Il 7° titolo di fila dei bianconeri riscrive la storia della Serie A, d’altronde mai nessuna squadra italiana aveva archiviato una striscia vincente di tale portata. La Juventus è ancora campione, e sono cinque i giocatori che hanno vinto tutti e sette i titoli bianconeri. Dal 2011-12 alla stagione attuale: Buffon, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner e Marchisio.

La Juventus è ancora campione, e sono cinque i giocatori che hanno vinto tutti e sette i titoli bianconeri. Dal 2011-12 alla stagione attuale: Buffon, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner e Marchisio.

È abbastanza paradossale come questa lotta serrata abbia lasciato dietro di sé l’immagine di una Juve meno dominante degli scorsi anni: se la squadra di Sarri è andata oltre le proprie possibilità, anche quella di Allegri non ha scherzato. E chiuderà col record di punti sotto la gestione di Max e anche di gol segnati. Come tratto distintivo dello scudetto “più bello e difficile” (Allegri dixit) non è poco.

Perché questa è stata la Juventus più imprevedibile e frizzante in attacco, grazie a due innesti come Bernardeschi e soprattutto Douglas Costa. Sistemare la fase difensiva, dopo l’addio di Bonucci e Dani Alves, ha richiesto un po’ di tempo in più del previsto. Ma da fine novembre a fine marzo, grazie anche al passaggio al centrocampo a 3 per dare più equilibrio, la Juve ha letteralmente blindato la propria porta, mettendo i mattoni per il settimo piano del suo palazzo scudetto. Un’opera architettonica che quando sarà vista in prospettiva tra qualche anno, resterà qualcosa di unico nel panorama del nostro calcio.

È stata anche la stagione del record personale di gol di Dybala (22 in campionato, 26 in totale finora), ma la Joya ne ha fatti 12 nel primo mese e mezzo, poi ha proceduto a strappi, con lunghe assenze (anche per infortunio) e molte panchine nelle sfide chiave. Higuain ha segnato due gol fondamentali, all’andata al San Paolo e a San Siro nella rimonta contro l’Inter. Ma l’uomo in più, spesso decisivo anche come prima sostituzione di Allegri, è stato il brasiliano Douglas Costa: non tanto per i 5 gol, ma soprattutto per i 12 assist e per la capacità di spaccare la routine di tante partite e trascinare la squadra con la sua velocità e le sue sgommate.

Questo sarà ricordato anche come l’ultimo scudetto di Buffon, che a 40 anni chiude come voleva lui: da campione ancora al top. I due mesi di infortunio a dicembre e gennaio sono serviti a far capire che Szczesny offre ampie garanzie per il futuro. Ma senza il capitano sarà comunque un’altra Juve. Lasciano anche altri due protagonisti del settennato, Asamoah e Lichsteiner. Forse Marchisio.

Ma questo è soprattutto il momento del presente, delle feste e delle celebrazioni. Anche di un tecnico ma del tutto amato, mai del tutto compreso: Allegri ha vinto 4 scudetti su 4, può fare poker anche in Coppa Italia. Sono numeri che nella nostra storia, ma anche nei grandi campionati europei quasi nessuno può esibire. E nel calcio di oggi, che tritura tutto a una velocità esorbitante, valgono ancora di più. Per riconoscerlo da avversari o per apprezzarlo da tifosi juventini, servirà probabilmente del tempo.

Juventus Campione d'Italia 2015/16 - La Rimonta

Il club bianconero ha riscritto la storia del calcio italiano, stabilendo un record di sette scudetti consecutivi, un'impresa senza precedenti nella Serie A. Questo dominio incontrastato testimonia la forza e la costanza della squadra nel corso degli anni, consolidando la sua posizione come una delle squadre più vincenti d'Italia.

Grafico Serie A

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