La presidenza della Regione Lazio ha visto nel corso degli anni diverse figure e sfide significative, che hanno plasmato la gestione del territorio e dei suoi cittadini.
La Gestione dell'Emergenza Rifiuti e le Politiche Ambientali
Una delle emergenze più pressanti affrontate è stata quella dei rifiuti. A fronte di tale criticità, è stata adottata una gestione commissariale che, inizialmente prevista per scadere nel gennaio 2007, è stata prorogata fino al giugno 2008. Durante questo periodo, sono stati presentati al Consiglio regionale gli stati di attuazione delle misure per superare l'emergenza.
La politica intrapresa ha privilegiato la chiusura delle discariche esistenti, escludendo categoricamente un loro ampliamento. L'attenzione si è spostata sul rilancio della raccolta differenziata, con l'ambizioso obiettivo di raggiungere il 50% entro il 2011. Per realizzare questo traguardo, sono stati stanziati oltre 300 milioni di euro destinati alle Province e ai Comuni del Lazio. In particolare, è stato siglato un accordo con il Comune di Roma per elevare la raccolta differenziata al 45% entro il 2013.

La Trasparenza Amministrativa e la Riorganizzazione
Nel 2008, con l'obiettivo di riorganizzare la macchina amministrativa, è stato lanciato il "progetto trasparenza". Questa iniziativa, promossa dal governo, ha reso disponibili ai cittadini, tramite Internet, dati relativi a diverse strutture dirigenziali, tra cui retribuzioni, orari di lavoro, informazioni su promozioni, trasferimenti e incentivi di produttività. L'iniziativa ha ottenuto l'approvazione del Ministro della Pubblica Amministrazione.
La Gestione della Sanità Regionale
All'inizio del suo mandato, il presidente ha avviato una verifica approfondita dei conti della sanità, coinvolgendo tutte le ASL e le aziende ospedaliere. Nel 2007 è stato sottoscritto con il Governo un piano di rientro per la riduzione del debito e la razionalizzazione del sistema sanitario regionale. Il debito, già oggetto di transazioni bancarie, è stato ristrutturato attraverso un prestito di cinque miliardi di euro dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Per affrontare ulteriormente l'indebitamento del settore sanitario, il presidente ha assunto ad interim l'assessorato alla sanità. Nel luglio 2008, è stato nominato dal Governo commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro.
A partire dal 17 settembre 2008, è stato reintrodotto il pagamento del ticket sui medicinali nelle farmacie del Lazio. Questa misura ha suscitato critiche da parte di associazioni di categoria e consumatori, preoccupati per i potenziali disagi per le fasce più deboli della popolazione.

Vicende Politiche e Giudiziarie
Il 18 febbraio 2009, la giunta regionale ha subito le dimissioni degli esponenti del Partito dei Comunisti Italiani, che sono passati all'opposizione. Questa decisione è maturata a seguito di una modifica della composizione della giunta, con l'inserimento di nuovi esponenti di altri partiti.
Il 23 ottobre 2009, è emersa la notizia di un presunto ricatto nei confronti del presidente da parte di alcuni Carabinieri. Secondo le accuse, questi sarebbero entrati in possesso di un video compromettente. La vicenda ha avuto un epilogo giudiziario il 19 aprile 2010, quando la Corte di Cassazione ha dichiarato il presidente vittima di un complotto, escludendo ogni addebito nei suoi confronti e qualificando l'uso di droga come per solo uso personale, oltre a non ravvisare illeciti nell'utilizzo dell'auto blu.
Il Ruolo della Croce Rossa e l'Ascesa di Francesco Rocca
Parallelamente alla sua attività professionale, un'altra figura di rilievo è emersa nel contesto del Lazio: Francesco Rocca. Il suo impegno nel volontariato è iniziato con l'ONG etiope dell'Hansenian's Ethiopian Welfare Organization e la Croce Rossa Italiana, dove ha aderito alla componente dei donatori di sangue. Dalla seconda metà del 2007, ha ricoperto l'incarico di capo del dipartimento delle operazioni di emergenza della Croce Rossa.
Rocca è entrato nella Croce Rossa Italiana nel giugno 2007, diventandone commissario straordinario nel novembre 2008 e assumendo la carica di presidente nazionale nel gennaio 2013. Ha inoltre ricoperto la presidenza della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Le Elezioni Regionali del 2023 e la Presidenza Rocca
Alla fine del 2022, in vista delle elezioni regionali del 2023, Francesco Rocca è stato proposto come candidato della coalizione di centro-destra alla presidenza della Regione Lazio. Accettando la candidatura, si è dimesso dalla guida della Croce Rossa Italiana il 29 dicembre 2022.
Alle elezioni, caratterizzate da un'affluenza storicamente bassa, Rocca è stato eletto presidente della Regione con il 53,89% dei voti, superando i candidati del centro-sinistra e del Movimento 5 Stelle. La sua elezione ha segnato un importante cambiamento nella guida della regione.
La giunta regionale guidata da Rocca ha visto la Sanità mantenuta sotto la sua gestione, con la nomina di Roberta Angelilli come sua vice. Altri incarichi rilevanti includono la delega a rifiuti e trasporti per Ghera.
Struttura dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale
L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale è composto dal Presidente del Consiglio, da due vicepresidenti e da tre segretari. Due di questi componenti provengono dalla minoranza, garantendo un equilibrio politico. È inoltre assicurata una equilibrata presenza femminile all'interno dell'ufficio.
L'Ufficio di Presidenza, eletto nella prima seduta del Consiglio, ha responsabilità significative: predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo del Consiglio, esercita funzioni relative all'autonomia organizzativa, amministrativa, finanziaria e contabile, assicura le risorse necessarie ai gruppi consiliari e dispone l'assegnazione di risorse aggiuntive in proporzione alla presenza femminile nei gruppi. Il suo ruolo è fondamentale nel garantire e tutelare le prerogative dei consiglieri e nell'assicurare l'adeguatezza delle strutture e dei servizi.
Evoluzione Storica dell'Elezione del Presidente della Giunta Regionale
Dal 1970 al 1999, i presidenti della Giunta regionale del Lazio venivano eletti direttamente dal Consiglio regionale. Tuttavia, nel 1995, l'introduzione della legge Tatarella ha modificato il sistema, con la quota maggioritaria per la scelta dei consiglieri che ha creato una sorta di investitura popolare del presidente, sebbene non eletto direttamente dai cittadini ma indicato come capolista.

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