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Nel 1995 il Brescia perse le ultime 15 partite di campionato e retrocesse conquistando in tutto appena 12 punti. Il Benevento in questa stagione ha perso le prime 14 partite, una striscia interrotta dal 2-2 contro il Milan conquistato grazie a un gol all’ultimo minuto del suo portiere, Alberto Brignoli, ed è già quasi retrocesso dopo un campionato altrettanto disastroso, in cui ha battuto, o potrebbe battere, diversi primati negativi.

L’Udinese perde senza sosta da 9 partite, un’anomalia che, a differenza del Brescia e del Benevento, non riflette però la sua inadeguatezza rispetto alle altre squadre del campionato. La classifica dei friulani non è (ancora) disperata, la rosa è buona ed è impreziosita da un paio di talenti che hanno fatto intravedere qualità non comuni: su tutti, Barak e Jankto. Il periodo nero dell’Udinese è quindi più difficile da spiegare. Dopo il 2-1 subito a Cagliari, la nona sconfitta consecutiva della sua squadra, le motivazioni di Massimo Oddo si sono concentrate sull’aspetto mentale («I ragazzi hanno paura, non ci siamo con la testa»), un tema già toccato dopo la sconfitta contro la Fiorentina.

Il problema dei calci piazzati

Secondo Oddo, la mancanza di serenità sta ingabbiando i suoi giocatori, portandoli a sbagliare le scelte e a perdere facilmente la concentrazione. A Cagliari, l’Udinese ha subito il gol del 2-1 con un colpo di testa di Ceppitelli sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Uno scenario che Oddo aveva previsto dalla panchina: «Prima del colpo di testa di Ceppitelli ero certo di subire la rete. Non marcavamo bene, in quattro erano fermi. Vedo una reazione in allenamento, poi in partita dimostrano di essere profondamente impauriti».

La frequenza con cui l’Udinese subisce gol su palla inattiva dà forza alla tesi di Oddo. Tutto è cominciato contro il Torino, la prima delle nove sconfitte, quando N’Koulou ha anticipato Nuytinck e ha girato in porta un corner di Iago Falque. Per Oddo non è una coincidenza: «Da quando sono arrivato a Udine il primo gol da palla inattiva è arrivato solo contro il Torino, non può essere un caso. Non è possibile che per 15 partite non prendi gol da palla inattiva e poi lo prendi sempre. È cambiato l'atteggiamento, bisogna pensare positivo. Se pensi ai gol che hai preso prima di un corner nelle partite passate allora aumentano le possibilità di prendere un altro gol così. Succedeva anche quando giocavo al Milan con Maldini».

Contro l’Atalanta, l’Udinese ha perso 2-0 e ha subito entrambi i gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il primo in particolare è la sintesi della mancanza di concentrazione di cui si è lamentato Oddo. Masiello batte velocemente un corner da destra e sceglie la giocata corta su Gómez, che non viene seguito da de Paul e può entrare in area, controllare la situazione e la palla prima di alzarla sulla testa di Petagna, che arrivando da dietro senza marcature anticipa Nuytinck al limite dell’area piccola. L’Udinese di solito si difende con una zona mista sui calci d’angolo: la maggior parte dei giocatori controlla una zona, ma i saltatori più pericolosi della squadra avversaria sono seguiti a uomo. Non è comunque la scelta del sistema con cui difendersi a fare la differenza per Oddo: «Puoi giocare a zona o a uomo, ma se non sei concentrato il gol lo prendi», ha detto dopo la sconfitta a Cagliari.

Schema difensivo sui calci d'angolo

Quando tutto girava bene

Oddo è subentrato a Luigi Delneri ormai un girone fa. La sua prima partita fu proprio contro il Napoli: perse 1-0, ma rese quasi inoffensiva la squadra di Sarri. Dalla successiva trasferta a Crotone infilò una serie di cinque vittorie consecutive, tra cui quella che aveva interrotto l’imbattibilità dell’Inter, che sembrò poter far rientrare l’Udinese nella lotta per l’Europa League («Dobbiamo vincere 9-10 partite da qui alla fine» aveva detto Oddo alla vigilia della sfida contro il Torino). Oddo sembrava aver trovato subito la formula giusta per tirare fuori il meglio dalla sua rosa, smentendo la fama di allenatore dogmatico costruita durante la sua esperienza a Pescara per disegnare un sistema su misura dei suoi giocatori. Anche dopo le 9 sconfitte consecutive, il tecnico dei friulani non ha cambiato idea: «Secondo me la squadra non ha qualità di palleggio, le nostre caratteristiche sono il fisico, le ripartenze e queste qualità ci hanno fatto vincere».

Fin dalla prima partita, Oddo ha cambiato lo stile di gioco dell’Udinese modellandolo sulle caratteristiche dei suoi giocatori più forti: è passato alla difesa a 3 e ha abbassato la squadra regalando spazio da attaccare alle mezzali e a Lasagna, i giocatori attorno a cui ha costruito la fase offensiva della sua squadra. Dopo aver consolidato il possesso con i tre difensori, la manovra passa infatti sulle fasce, avanzando grazie ai movimenti coordinati tra l’esterno e la mezzala, oppure cerca subito le combinazioni tra le due punte, che si muovono all’opposto seguendo la tradizionale divisione dei compiti: uno appoggia la manovra, l’altro attacca la profondità.

Moduli di gioco dell'Udinese con Oddo

In poco tempo Oddo è riuscito a costruire una squadra capace di risalire il campo molto velocemente, micidiale soprattutto in ripartenza, anche partendo da zone basse. L’Udinese ha infatti diversi giocatori che coprono senza sforzo lunghe distanze, con o senza palla: gli esterni, che danno un riferimento in ampiezza, ma vanno anche a chiudere l’azione sul secondo palo (Widmer, ad esempio, ha segnato due gol); Jankto, che può coprire due ruoli, la mezzala d’inserimento o l’esterno, vista la naturalezza con cui si allarga a sinistra; Barak con i suoi inserimenti centrali (con 6 gol è il secondo miglior marcatore della squadra dopo Lasagna) e il suo talento in conduzione messo in mostra a Cagliari. Per esaltare la loro verticalità, Oddo ha alternato de Paul e Maxi López come riferimenti in uscita dalla difesa per guadagnare il tempo necessario a far alzare i compagni, mentre Lasagna si occupava di abbassare le difese avversarie e di finalizzare l’azione.

Il momento di massima brillantezza del calcio espresso dall’Udinese è forse l’azione che ha portato al gol di Lasagna contro il Bologna, l’ultima della serie di cinque vittorie consecutive. La squadra di Oddo costruisce dal basso con Danilo, che avanzando e quindi allargando ad Ali Adnan taglia fuori metà dei giocatori del Bologna. Aperto lo schieramento avversario, la manovra bianconera si sviluppa tutta in verticale: da Adnan a Jankto e poi a de Paul, autore dell’assist per Lasagna. L’Udinese ha risalito il campo con 4 passaggi: «Nessuno ha ricevuto il pallone tra i piedi, ma in uno spazio che aveva occupato: l’azione non era preparata, era preparata l’occupazione dello spazio», ha spiegato Oddo in un’intervista a La Repubblica.

Azione di gol dell'Udinese contro il Bologna

I limiti del gioco verticale e l'importanza di Lasagna

Le cinque vittorie consecutive non hanno comunque preparato il terreno per una seconda parte di stagione più ambiziosa. Vinta la quinta partita di fila, l’Udinese ha battuto solo il Genoa nelle 14 gare successive. Il gioco brillante e verticale è presto diventato monocorde, punito da un campionato in cui la mancata evoluzione viene smascherata presto dalle contromisure degli altri allenatori. «Il gioco in verticale, in Italia, viene impedito dagli avversari», aveva detto Oddo a La Repubblica. Una volta negati gli spazi in cui avanzare, la manovra dell’Udinese si è inaridita al punto da segnare appena 8 gol nelle ultime 14 partite, due dei quali sono autoreti, oltretutto. La costruzione dal basso ha fatto sempre più fatica ad aprire gli schieramenti e a creare le condizioni per risalire il campo, soprattutto per le difficoltà in impostazione dei difensori centrali, e i movimenti preordinati su cui Oddo aveva costruito la fase offensiva sono stati presto controllati.

L’Udinese si è così rivelata vulnerabile sia alle squadre che pressavano alte sfidando i limiti in impostazione dei difensori centrali sia a quelle che puntavano a ostruire la risalita palleggiata difendendo a centrocampo o più in basso. Col tempo Oddo ha rinunciato a costruire da dietro consolidando il possesso, una fase determinante per preparare i movimenti dei giocatori più avanzati attraverso cui risalire il campo, ricorrendo sempre più spesso al lancio lungo, anche dalle rimesse dal fondo di Bizzarri. L’Udinese ha così finito per concedere oltre il 60% del possesso anche al Cagliari.

La ricerca del lancio lungo, decisiva ad esempio nell’azione che ha portato al gol di Lasagna contro la Lazio, non si è comunque accompagnata a un atteggiamento più aggressivo sul possesso avversario, che permettesse di alzare il baricentro e di recuperare la palla in zone più alte. L’Udinese ha continuato a difendersi nella propria metà campo, per crearsi gli spazi necessari a ripartire, ma anche per non snaturare le caratteristiche dei suoi difensori, a disagio con molti metri da coprire alle loro spalle. La particolare fase difensiva sviluppata da Oddo, che abbina la pressione individuale sul portatore di palla al controllo degli spazi, ha comunque educato i difensori centrali a rompere costantemente la linea per marcare i giocatori alle spalle del centrocampo, seguendoli a uomo anche piuttosto lontano dall’area. I difensori centrali, però, non si sono sempre dimostrati a loro agio nella gestione dei tempi d’uscita e nella scelta tra marcatura o copertura dello spazio (e questo spiega in parte perché Oddo non abbia tentato di organizzare un sistema di pressing per recuperare la palla nella metà campo avversaria).

Qui ad esempio Samir si stacca per marcare Dybala e si perde l’inserimento dell’argentino alle sue spalle, puntualmente servito dall’assist di Higuaín. È il gol del 2-0 della Juve.

Azione difensiva dell'Udinese con marcatura a uomo

L’infortunio di Lasagna, proprio all’inizio della tremenda striscia di sconfitte consecutive, ha reso ancora più problematica la situazione. Il suo senso per la profondità, particolarmente prezioso in una squadra che attacca in spazi ampi, e la sua abilità nel finalizzare la manovra non sono state raccolte da nessun altro attaccante a disposizione di Oddo. Maxi López è il migliore spalle alla porta ed è spesso determinante per attivare minime combinazioni nello stretto nella trequarti avversaria, che comunque non sono il metodo privilegiato per creare occasioni (l’Udinese è tra le squadre che giocano meno nell’ultimo terzo di campo), ma non può garantire i movimenti di Lasagna e in tutto il campionato ha realizzato solo una doppietta alla Sampdoria a settembre. Perica si muove di più rispetto all’argentino, ma in campionato ha segnato un solo gol. Forse non è un caso che la migliore partita in assenza di Lasagna sia stata quella contro la Samp, quando Oddo ha rinunciato agli attaccanti e ha imbottito la formazione di centrocampisti bravi a inserirsi, investendo ancora di più sull’anima verticale della sua squadra. Non bastò a evitare la sconfitta, ma l’Udinese costruì molto e colpì un palo e una traversa.

Lasagna è tornato titolare contro la Lazio e ha segnato un gol, seguito da quello a Cagliari nella giornata successiva, dimostrando nella maniera più chiara possibile quanto sia importante la sua presenza. A Cagliari ha però subito un altro infortunio, che lo costringerà a saltare la partita contro il Napoli, quella che potrebbe trasformarsi nella decima sconfitta consecutiva. La speranza di Oddo è di riuscire a recuperare Lasagna per la sfida decisiva contro il Crotone di domenica. Un girone fa la partita contro i calabresi era stato l’inizio di un periodo splendido che sembrava poter rilanciare le ambizioni dell’Udinese, oggi è uno snodo decisivo per non farsi risucchiare in zona retrocessione. I bianconeri hanno sì ben 6 squadre alle spalle, ma al contempo solo 6 punti di distanza dal Crotone terzultimo.

Lasagna: "Dovrò far bene con l'Udinese per meritarmi la Nazionale"

Il cambio di allenatore e la lotta per la salvezza

Tanto turnover anche per Massimo Oddo: l'Udinese ha appena comunicato la formazione ufficiale per la sfida del San Paolo contro il Napoli, valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia. In campo Scuffet in porta, novità in tutti i settori nonostante sia confermato il 3-5-2 con un attacco inedito: Matos Ryder e Bajic guideranno l'attacco dei friulani. Turnover massiccio per Oddo che ha cambiato ben 7 calciatori rispetto alla sfida vinta con l'Inter: out infatti Bizzarri, Widmer, Barak, Fofana, Ali Adnan, De Paul e Lasagna. Ecco la formazione ufficiale:Scuffet; Nuytinck, Danilo, Bochniewicz; Stryger, Balic, Hallfredsson, Jankto, Pezzella; Matos, Bajic.A disposizione: Bizzarri, Borsellini, Alì Adnan, Caiazza, Widmer, Barak, Behrami, De Paul, Ingelsson, Maxi Lopez, Lasagna, Ewandro.All.

Un periodo negativo da cui tirarsi fuori, un momentaccio difficile che l’Udinese ha voglia di interrompere il più velocemente possibile. La classifica ancora regala un pizzico di tranquillità, ma Massimo Oddo non ha nessuna intenzione di cullarsi, chiedendo alla sua squadra un pronto riscatto nella partita contro il Cagliari. Intervenuto in conferenza stampa, l’allenatore bianconero ha chiesto grinta e determinazione ai suoi, elementi fondamentali per tirarsi fuori da questa situazione. "Non sono molto preoccupato perché la squadra ha con sé tutta la voglia che le serve per uscire da questo momento e ha la massima voglia di mettercela tutta per tornare a vincere. Domani mi posso permettere qualche dubbio su chi mandare in campo, cosa che non potevo fare nelle ultime partite, ciò significa che alcuni hanno recuperato com’è il caso di Fofana, sul quale domani potrò contare nuovamente. Siamo consapevoli che vincendo la partita di domani ci avvicineremmo di molto alla salvezza. In questo senso sarebbe positivo anche un pareggio, perché un risultato positivo spezzerebbe questa emorragia di sconfitte e allo stesso tempo terremmo a distanza una diretta concorrente. Tutti i giocatori vogliono uscire da questa momentaccio, l’importante è riuscire a trasformare in positività quello che ci è capitato in questi ultimi tempi, perciò attraverso il ritiro abbiamo colto l’occasione per portare questa positività sul campo. Massimo Oddo poi sottolinea come avverta appieno la fiducia della squadra, come sottolineato anche da Adnan nelle ultime settimane: "Non ho mai avuto dubbi che questa squadra non mi seguisse. A volte lo fa anche troppo alla lettera e mi riferisco a quei momenti in cui ci deve essere una lettura personale delle partite che, come sappiamo, non sempre sono come le si prepara nell’arco della settimana ed è lì che un giocatore deve saper leggere il momento e sapersi adattare. De Paul? Gli serve giocare con maggior concretezza leggendo al meglio le fasi della partita, capire quando deve fare un tocco in più o invece scaricare la palla a un compagno e quando invece deve tenerla. Sono tutte letture che fanno parte del percorso di crescita di un giocatore.

Diversi dubbi per mister Oddo in vista della trasferta dal sapore europeo contro il Torino di Mazzarri. Almeno un ballottaggio per reparto per i bianconeri. Maxi Lopez (33) e Rodrigo De Paul (23), uno dei ballottaggi pre Torino.

Nessuno a inizio anno ad Udine avrebbe scommesso un euro sul fatto che Torino-Udinese sarebbe stato uno scontro diretto per un piazzamento per l'Europa League. Invece l'incredibile trend dei friulani con l'arrivo di Oddo fa sì che le Zebrette siano a pari punti con i granata (33), che sono stati costruiti proprio per tornare a calcare palcoscenici internazionali. Anche il Toro ha cambiato mister, con l'arrivo di Mazzarri e l'addio di Mihajlovic la squadra sta lentamente ritrovando forma e smalto, si preannuncia una partita molto tesa. I punti infatti varranno doppio, chi perderà subirà un duro colpo alle proprie ambizioni europee. Per quanto riguarda le ultime dal campo, Oddo deve pensare a diversi ballottaggi. Mentalmente, oltre che a chiedere ai suoi di "vendicare" il 2-3 casalingo subito nell'era Delneri (in una prestazione a tratti decisamente brutta), il tecnico vorrà la solita pazienza ed attenzione. Per quanto riguarda gli uomini nello specifico, Bizzarri è sicuro del posto in porta. In difesa mancherà capitan Danilo, diffidato e ammonito durante il match con il Milan. Per sostituirlo il più adatto sembra essere Angella, con ai suoi fianchi Samir e uno tra Nuytinck e Stryger Larsen. A centrocampo il trio Barak-Behrami-Jankto è ovviamente confermatissimo, dubbi sulle fasce. Sempre out Alì Adnan, da valutare lo stato di forma del rientrante Widmer, che contro il Milan è parso ancora ben lontano dalla miglior condizione. Zampano sembra certo di scendere nuovamente in campo, da capire se a sinistra o a destra. In quest'ultimo caso ci sarebbe Pezzella sull'out mancino, viceversa l'ex Palermo resterebbe in panchina, per far spazio o a Stryger Larsen o a Widmer. In avanti Lasagna è imprescindibile, da sciogliere il ballottaggio tra Maxi Lopez e De Paul. Rod è diventato il titolare, ma le sue prestazioni, tranne che a Milano con l'Inter e in parte a Bologna, sono spesso fumose e scarne di giocate interessanti. La sensazione è cha la società e il tecnico stiano cercando di puntare sul più giovane, visto che Maxi è in scadenza e che a luglio arriverà un'altra punta, ma attualmente a giocare meglio è proprio l'ex Toro. La logica spicciola dunque farebbe optare per Lopez, ma attenzione perchè l'ex Valencia potrebbe avere un'altra chance ancora per mettersi in luce. I suoi numeri da quando è stato riproposto nel suo ruolo naturale di trequartista sono in peggioramento, 2 assist contro i 5 da ala, quattro le reti, tutte su rigore.

Dopo undici sconfitte consecutive cade la panchina di Massimo Oddo all'Udinese. La società gli ha dato il benservito e la squadra, un po' a sorpresa, è stata affidata a Igor Tudor ai suoi tempi difensore della Juventus (nella foto con Trezeguet) tra il 1998 e il 2007 (con breve parentesi al Siena). La notizia, nell'aria da qualche giorno dopo la sconfitta di domenica nel match di campionato con il Crotone, è stata confermata in una nota pubblicata sul sito ufficiale del club bianconero. "Sono arrivato come ospite e me ne vado come amico. Grazie Udine. Io e il mio staff tecnico non dimenticheremo mai il Friuli - così Massimo Oddo ha salutato i tifosi dell'Udinese sul proprio profilo Instagram dopo l'esonero - Ho colto l'opportunità di allenare un club storico come l'Udinese con l'entusiasmo di un bambino. L'abnegazione, la professionalità e il cuore sono stati il propulsore per me è il mio staff durante il periodo positivo che abbiamo vissuto e ancora di più in quest'ultima fase negativa. Abbiamo cercato in tutti i modi di uscire dalle difficoltà. Oddo si è poi rivolto direttamente ai sostenitori friulani nel suo messaggio d'addio. Compito di Tudor, ovviamente, è di salvare l'Udinese che sembrava destinata a un buon campionato di media classifica ma, dopo questa incredibile serie negativa di undici sconfitte, si trova al sest'ultimo posto con 33 punti, con Chievo e Crotone a quota 31, Spal a 29, Verona a 25 e Benevento (già condannato) a 17. Con quello di Oddo sono nove i cambi di panchina in Serie A in questa stagione. Proprio l'ex tecnico del Pescara è subentrato a Gigi Delneri dopo la 13esima giornata. In precedenza a Cagliari Diego Lopez prende il posto di Massimo Rastelli dopo otto giornate. Quindi è la volta di Roberto De Zerbi subentrare a Marco Baroni sulla panchina del Benevento dopo la nona giornata. Alla 12esima salta anche la panchina del Genoa, con Ivan Juric sostituito da Davide Ballardini. Dopo la 14esima giornata, il Milan esonera Vincenzo Montella promuovendo Rino Gattuso. Cambio anche al Sassuolo: via Cristian Bucchi e dentro Beppe Iachini. È poi la volta del Crotone cambiare allenatore, con Walter Zenga al posto di Davide Nicola alla 15esima. Massimo Oddo è stato esonerato dalla carica di allenatore dell'Udinese. Lo ha comunicato l'Udinese sul proprio sito ufficiale. Con il passare delle ore circola sempre più insistentemente il nome di Igor Tudor come nuovo allenatore dell'Udinese. L'allenatore ex Galatasaray avrebbe già firmato un contratto biennale a partire dalla prossima stagione, ma ora dopo le trattative fallite con Delneri e Reja, sarebbe pronto ad anticipare il suo arrivo. Update 16:10: "La guida tecnica della prima squadra è stata affidata al sig. Igor Tudor, che dirigerà nel pomeriggio di oggi il primo allenamento. Igor Tudor, croato di Spalato, è conosciuto in Italia per un trascorso di calciatore nella Juventus e nel Siena. Ha cominciato la attività di giocatore nella squadra della città natale, l'Hajduk Spalato. Difensore centrale, ha vestito anche la maglia della nazionale croata. Oggi Tudor ha 40 anni appena compiuti (è nato il 16 aprile) ed ha allenato quattro squadre a livello internazionale, tra le quali la più importante è l'ultima, il Galatasaray di Istanbul.

La panchina dell'Udinese: da Oddo a Tudor

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