I tifosi del Genoa si trovano ad affrontare una serie di provvedimenti restrittivi a seguito degli incidenti verificatisi prima della partita contro l'Inter. Queste misure, decise dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, mirano a garantire la sicurezza pubblica e l'ordine durante gli eventi calcistici.
In seguito agli scontri scatenati prima di Genoa-Inter, partita disputata allo stadio Ferraris domenica 14 dicembre, sono scattati provvedimenti che limitano la presenza dei tifosi genoani in trasferta.

Divieto di Vendita Biglietti per i Residenti in Liguria
Il primo provvedimento riguarda la partita in programma lunedì prossimo alle 20.45 allo stadio Olimpico di Roma contro la Roma. È stato imposto il divieto di vendita dei biglietti per il settore ospiti ai residenti in Liguria. Di conseguenza, il settore solitamente riservato ai sostenitori ospiti lunedì accoglierà i tifosi della formazione di Gasperini.
Misure simili sono state applicate anche per altre partite in trasferta. È stato emesso un identico divieto di vendita dei biglietti per i residenti nella provincia di Genova anche per le partite Milan-Genoa, in programma al Meazza giovedì 8 gennaio, e per Parma-Genoa, che si disputerà al Tardini domenica 18 gennaio.
Nello specifico, è stato decretato il divieto di vendita dei biglietti per la partita ai residenti nella provincia di Genova "per preminenti ragioni di tutela dell'ordine, della sicurezza e dell'incolumità pubblica", come si legge in una nota della prefettura milanese.
Gli Incidenti di Genova e Monza
Poco prima delle 17 di domenica 14 dicembre 2025, sono scoppiati scontri tra i tifosi del Genoa e dell'Inter davanti allo stadio di Marassi. I tafferugli sono iniziati prima della partita, con lanci di fumogeni e incendi. Complessivamente sono state arrestate 10 persone, di cui 5 in flagranza differita. Gli ultimi 4 arresti (ai domiciliari) sono avvenuti il 17 febbraio.

Un altro episodio rilevante è avvenuto fuori dallo stadio di Monza lo scorso 10 dicembre. Quattordici provvedimenti di Daspo, della durata da uno a cinque anni, sono stati emessi per altrettanti tifosi del Genoa ritenuti responsabili degli scontri. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quel giorno, intorno alle ore 14, un gruppo di tifosi genoani, a bordo di alcuni minivan e auto, aveva fermato la marcia in prossimità della rotonda di viale Stucchi e viale Sicilia. I tifosi, con i volti coperti e armati di bastoni, tubi idraulici in plastica dura e aste di bandiera, avevano messo in atto un agguato. L'intervento del personale in servizio di ordine pubblico ha bloccato l'azione, evitando il contatto con la tifoseria locale.
Gli agenti della Polizia di Stato hanno identificato i partecipanti alle intemperanze. Uno dei componenti del gruppo genoano aveva reagito con violenza, aggredendo il dirigente del servizio di ordine pubblico, spintonandolo e facendolo cadere a terra. È stato bloccato e identificato mentre la polizia cercava di respingere il resto del gruppo ultras che voleva sottrarlo al controllo.
Dettagli sui Provvedimenti di Daspo
Successivamente agli eventi di Monza, sono stati avviati gli accertamenti e sono scattati i provvedimenti di Daspo. Undici tifosi hanno ricevuto un Daspo della durata di un anno, due della durata di tre anni e uno della durata di cinque anni. Durante questi periodi, questi tifosi non potranno accedere agli stadi.
Dodici dei supporter genoani colpiti dai provvedimenti amministrativi hanno un'età compresa tra i 16 e i 22 anni, uno ha 25 anni e uno, il protagonista dell'aggressione, ha 45 anni. Sono tutti residenti tra Genova e provincia, ad eccezione di uno residente ad Alessandria. Sei di loro sono recidivi, avendo già subito provvedimenti di Daspo o avendo precedenti penali.
Tentano di accedere allo stadio con un pugnale: DASPO per 3 tifosi del Mantova 12.01.2024
Inoltre, i tifosi provenienti da Genova non potranno assistere all'incontro di calcio Inter-Genoa del campionato di Serie A che si è disputato sabato 28 febbraio allo stadio Meazza. Lo ha stabilito il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia, dopo avere ascoltato il "Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive" e il "Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica".

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