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Nel panorama calcistico italiano, il legame tra le tifoserie e l'orientamento politico è un fenomeno complesso e sfaccettato, che trova a Milano una delle sue espressioni più significative. Sebbene l'idea di una tifoseria che si esprima come un partito politico possa apparire insolita, la realtà storica e sociale delle curve milanesi, in particolare quella del Milan, rivela profonde connessioni tra passione sportiva e ideologie. Le tifoserie, infatti, non sono solo aggregazioni di appassionati, ma spesso rispecchiano e amplificano le tensioni sociali, culturali e politiche del loro tempo.

La storia del tifo calcistico in Italia, come fenomeno sociale e culturale, affonda le sue radici negli anni '20, con la diffusione su tutto il territorio nazionale della pratica agonistica del calcio. A Milano, questo periodo vide l'inizio di una rivalità storica, segnata dalla contrapposizione tra i "casciavìt" e i "baùscia". I sostenitori del Milan, radicati nella periferia milanese e supportati dalla gente delle case di ringhiera, rappresentavano la Milano proletaria, dedita a lavori manuali e di fatica. Al contrario, i "baùscia" interisti provenivano dalla ricca borghesia cittadina e gravitavano attorno alla centrale Arena Civica.

Questa divisione sociale e ideologica si è evoluta nel tempo. Se una volta la bandiera milanista era preferita dalla classe operaia progressista e l'interista dai ricchi e borghesi, oggi la situazione si è ribaltata. Una ricerca Swg, pubblicata da Il Sole 24 Ore, conferma questo "ribaltone": gli interisti sono diventati di sinistra, mentre i milanisti tendono verso destra. Questo cambiamento riflette l'evoluzione delle classi sociali e delle preferenze politiche, con la borghesia che ora tende a votare a sinistra e la periferia a esprimere preferenze per il centro-destra.

Le statistiche confermano questa tendenza: due terzi dei milanesi tifano Milan (23%), Inter (22%) e Juve (15%), mentre il 32% non si dichiara tifoso. Tra i milanisti, il 51% vota per il centrodestra e il 32% per il centrosinistra. Le percentuali si invertono tra i tifosi dell'Inter, con il 45% che vota per il centrosinistra e il 36% per il centrodestra. L'analisi del voto politico rivela che i tifosi interisti sono meno compatti, suddivisi tra Pd e Pdl, mentre una maggioranza di milanisti sceglie il Pdl. Anche tra i tifosi della Juventus, la preferenza va al centrodestra.

Questo legame tra sport e politica sembra riflettersi anche nelle vicende delle famiglie Moratti e Berlusconi. I tifosi interisti più anziani, che hanno vissuto la "Grande Inter" degli anni Sessanta, e i loro figli, si identificano con Massimo Moratti, mentre la moglie Milly Moratti milita nel centrosinistra. La tifoseria del Milan, invece, è vista come più giovane e rafforzata dalla presidenza di Silvio Berlusconi, con un aumento del gradimento verso la squadra a partire dal suo ingresso in politica nel 1994. L'acquisto di giocatori come Gullit, Van Basten e Rijkaard, e più recentemente Ibrahimovic, viene interpretato da alcuni come mosse volte a influenzare l'elettorato.

Tifo calcistico e politica in Italia

I Gruppi Storici della Curva Sud Milano

La tifoseria del Milan è stata caratterizzata dalla presenza di numerosi gruppi organizzati, che hanno segnato la storia del tifo rossonero. Tra questi, spiccano la "Fossa dei Leoni", nata nel 1968 e ispirata al soprannome del vecchio campo del Milan, che divenne un modello per molti gruppi ultras italiani. La sua influenza è tale che il gruppo è stato rappresentato nel cinema nel film "Eccezzziunale Veramente". La Fossa dei Leoni fu sciolta nel 2005, ufficialmente per polemiche legate a uno striscione rubato, ma secondo alcuni osservatori per ragioni politiche ed economiche, a causa di contrasti con altri gruppi milanisti legati ad ambienti di destra e per il controllo della gestione di biglietti e merchandising.

Le "Brigate Rossonere" (BRN), fondate nel 1975 dall'unione di "Cava del demonio" e "Ultras", insieme alla Fossa dei Leoni e ai "Commandos Tigre", hanno costituito per trent'anni l'asse portante della curva sud rossonera. Le Brigate sono state all'avanguardia nell'organizzazione del tifo e delle coreografie, introducendo la vendita di materiale promozionale con il proprio logo per autofinanziamento. Nonostante alcuni episodi di cronaca nera, la loro notorietà e il loro prestigio nel mondo ultras non sono mai stati in discussione. Nel 2009, le Brigate Rossonere sono state assorbite dall'unico gruppo che gestisce il tifo rossonero, la "Curva Sud Milano".

I "Commandos Tigre", nati nel 1967 dall'unione tra "Commandos Clan" e "Fedelissimi", rappresentano il gruppo più antico e longevo della tifoseria ultras in Italia. Hanno vissuto il loro periodo di maggiore crescita negli anni '80 e '90, con circa 2.000 tesserati. A causa delle normative sugli striscioni, dal 2013-2014 il loro storico striscione è stato sostituito da "TIGRE 1967".

Altri gruppi significativi includono l'"Alternativa Rossonera" (ARN), nato nel 1994, che si è distinto per colore e iniziative, e i "Guerrieri Ultras Curva Sud Milano", nati nel 2005 dalla sinergia di ex militanti della Fossa dei Leoni. I Guerrieri si distinguono per un orientamento apolitico, affermando "né rossi né neri, ma solo rossoneri".

Dal 2008, la maggioranza dei gruppi della tifoseria del Milan si è riunita sotto il nome di "Curva Sud Milano", con sede a Sesto San Giovanni e sezioni in diverse parti d'Italia e all'estero.

Simboli storici della Curva Sud Milano

Relazioni e Rivalità

La tifoseria del Milan intrattiene relazioni storiche e significative con altre tifoserie. I tifosi del Brescia sono storicamente gemellati con quelli del Milan dal 1986. Esiste inoltre un'amicizia con la tifoseria della Reggina, nata nei primi anni 2000, culminata in una festa comune in campo dopo una partita nel 2007. In passato, vi sono stati gemellaggi con Bologna, Como, Napoli, Genoa, Verona e Pescara, oltre a rapporti di amicizia con Vicenza, Torino, Roma, Pisa, Venezia, Atlético Madrid, Panathīnaïkos e Dinamo Zagabria.

La rivalità più antica e sentita dei tifosi milanisti è quella con i concittadini dell'Inter. Anche i tifosi del Genoa sono considerati rivali storici.

La rivalità tra Juventus e Milan in 4 partite

Il Fenomeno Ultras in Italia: Dati e Tendenze

Il fenomeno ultras in Italia coinvolge un universo di quasi 40.000 persone, divise in circa 400 gruppi organizzati, molti dei quali con una connotazione politica marcata. Un censimento del Viminale risalente al 2017-2018 ha rivelato che 141 gruppi su 386 attivi esprimono un orientamento politico, prevalentemente vicino alla destra e all'estrema destra. In particolare, 111 gruppi sono dichiaratamente politicizzati: 38 di estrema destra, 43 genericamente di destra, 19 estremisti di sinistra e 30 di area sinistra, con 11 casi di convivenza di posizioni politiche differenti.

I dati dell'Osservatorio delle manifestazioni sportive per la stagione 2017-2018 hanno evidenziato una recrudescenza dei fenomeni violenti legati al calcio, sebbene gli stadi siano diventati più sicuri. L'allarme si è spostato verso l'esterno degli impianti sportivi. Le politiche repressive degli ultimi anni, come i Daspo, hanno colpito duramente il nucleo duro delle curve, portando a un ricambio generazionale che in alcuni casi ha visto emergere figure ancora più violente. Si è inoltre manifestata la preoccupazione per l'infiltrazione della criminalità organizzata nelle tifoserie, come emerso dall'inchiesta su presunti rapporti tra la Juventus e la 'ndrangheta.

Nonostante la politicizzazione di una parte del mondo ultras, la maggioranza di questi gruppi, secondo il Viminale, ha una predisposizione al dialogo con le istituzioni. Tuttavia, la presenza di ideologie contrastanti all'interno della stessa tifoseria non è rara, e l'unità del gruppo viene spesso preservata evitando l'esposizione di emblemi politici o slogan extrasportivi. L'affinità politica può essere alla base di gemellaggi, ma non sempre è sufficiente a prevenire scontri tra tifoserie rivali, specialmente quando la rivalità affonda le radici in questioni campanilistiche o calcistiche.

Mappa politica dei gruppi ultras in Italia (dati 2017-2018)

Le politiche degli ultimi anni hanno contribuito a ripulire gli stadi dai violenti, ma il problema si è spesso spostato nelle vicinanze degli impianti. I Daspo, che possono durare fino a 8 anni, hanno avuto un impatto significativo, ma hanno anche favorito un ricambio generazionale che, in certi casi, ha portato alla ribalta personaggi più pericolosi.

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