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La finale della 12ª edizione di Coppa dei Campioni si disputò il 25 maggio 1967 presso l'Estádio Nacional di Oeiras, nel distretto di Lisbona, tra gli scozzesi del Celtic e gli italiani dell'Inter. All'incontro assistettero circa 45 000 spettatori.

Il cammino verso la finale

Celtic Glasgow

Il Celtic di Jock Stein esordì al primo turno contro gli svizzeri dello Zurigo, vincendo con un risultato complessivo di 5-0. Agli ottavi di finale i Celts sconfissero agilmente il Nantes sia all'andata che al ritorno col risultato di 3-1. Ai quarti i biancoverdi persero la partita d'andata contro il Vojvodina 1-0 per poi ribaltare il risultato al Celtic Park con un gol allo scadere di Billy McNeill. Il Celtic, che nel percorso europeo ha sconfitto Zurigo, Nantes, Vojvodina e Dukla Praga, è all'esordio in competizioni internazionali.

Percorso del Celtic verso la finale di Coppa dei Campioni 1967

Inter

L'Inter di Helenio Herrera iniziò il cammino europeo contro i sovietici del Torpedo Mosca, che superò con difficoltà vincendo 1-0 a Milano e pareggiando 0-0 a Mosca. Agli ottavi i nerazzurri superarono agilmente i campioni d'Ungheria del Vasas con un 4-1 totale. Ai quarti di finale fu la volta dei campioni in carica del Real Madrid, che deluse molto le aspettative dei propri tifosi arrendendosi a San Siro per 1-0 e al Bernabéu per 2-0. La semifinale contro i bulgari del CSKA Sofia si risolve alla “bella” dopo due pareggi per 1-1. L’Inter è in finale.

La Grande Inter finisce a Lisbona. Cade in finale della Coppa dei Campioni 1967, contro il Celtic di Jock Stein, al debutto in una competizione internazionale. L’ultima Coppa dei Campioni dell’Inter con Helenio Herrera inizia contro la Torpedo Mosca, prima squadra sovietica nella manifestazione. Superato l’ostacolo con la forza dell’esperienza, i nerazzurri battono negli ottavi il Vasas Budapest: meraviglioso il gol al ritorno, in Ungheria, di Mazzola che scarta cinque avversari in pochi metri. Nei quarti c’è il Real Madrid, messo ko proprio da Cappellini, capocannoniere dell’Inter in quella edizione, che segna il gol vittoria a San Siro e uno dei due per il successo al Chamartin. La semifinale con il CSKA Sofia, partito dal turno preliminare, si risolve alla "bella" dopo due pareggi per 1-1. L’Inter è comunque la grande favorita per la finale contro il Celtic, anche se devono scontare l’assenza di Suarez.

Percorso dell'Inter verso la finale di Coppa dei Campioni 1967

La Finale di Lisbona

A Lisbona, in un clima torrido e afoso, va in scena la prima finale di Coppa dei Campioni con protagonista una squadra d'oltremanica. L'Inter, che due anni prima aveva conquistato il suo secondo trofeo, ha i favori del pronostico contro un avversario all'esordio in competizioni internazionali, ma lamenta l'assenza del suo miglior giocatore, il pallone d'oro Luis Suárez, sostituito dal veterano Bicicli, con pochissime presenze da titolare e di Jair. L'Inter è comunque la grande favorita per la finale contro il Celtic, anche se devono scontare l’assenza di Suarez, e questa convinzione viene rinforzata dopo sei minuti, quando Mazzola trasforma un ineccepibile calcio di rigore per atterramento di Cappellini. L’Inter è in finale. I pronostici della vigilia vedono i nerazzurri ampiamente favoriti.

Primo tempo

7′ GOL INTER: Bicicli per Mazzola, che innesca Cappellini, steso in area da un difensore scozzese. Rigore ineccepibile: Mazzola dal dischetto spiazza Simpson. 1-0.

Il Celtic temibile, l’Inter non sembra avere la solita difesa granitica. Al 10′ spunto personale di Auld, che si incunea nell’area interista e da sinistra fa partire una rasoiata pazzesca che colpisce la traversa. Altro tentativo di Wallace dal limite, Sarti c’è. Corner di Johnstone da sinistra, Wallace colpisce solo nell’area piccola, ma per fortuna dell’Inter non riesce a indirizzare il pallone verso la porta. Missil di Chalmers dal limite, palla fuori. Il copione non cambia: il Celtic ha sempre il pallino del gioco in mano, Inter tutta arroccata in difesa. Al 33′ disimpegno non eccellente di Domenghini in area, tentativo al volo di Gemmell, tiro ben indirizzato sul palo lontano, pazzesco colpo di reni di Sarti, che riesce a deviare in angolo. Corner da sinistra di Auld, Johnstone prolunga di testa, Chalmers manca di pochissimo la deviazione sottoporta.

Secondo tempo

Nel secondo tempo i calciatori dell’Inter calano sotto il piano fisico, complice il caldo della capitale lusitana e la "gara 3" giocata qualche settimana prima con il CSKA Sofia, e lasciano giocare il Celtic che si rende pericoloso più volte con i terzini Jim Craig e Tommy Gemmell, che macinano gioco sulle fasce e proprio da loro parte l’azione del pareggio: cross di Craig e siluro di Gemmell che trafigge Giuliano Sarti. Gli sforzi della stagione cominciano a pesare sul gruppo; le tre partite di semifinale con i bulgari della Cska Sofia hanno imposto un prosciugamento di energie che con l’avvento della primavera impone un pesante dazio. Gli avversari ne approfittando, cominciando a macinare il loro gioco. Craig e Gemmel, i due terzini di fascia, sono autentiche spine nel fianco della difesa interista e dai loro cross arrivano le minacce più concrete alla porta di Sarti. Il meritato pareggio viene costruito proprio dai due terzini: cross di Craig e formidabile siluro di Gemmell che trafigge l’incolpevole Sarti. Il Celtic trova un pareggio meritato, ma proprio nel momento in cui l’Inter sembrava aver finalmente preso le misure al gioco scozzese.

17′ GOL CELTIC GLASGOW: Azione manovrata del Celtic, Craig da destra passa al limite a Gemmell, bordata pazzesca e pallone che si infila nel “sette”, imparabile per Sarti. 1-1.

Gli scozzese hanno ripreso linfa dopo il gol. Murdoch ci prova ancora dal limite, palla alta. Altra staffilata al volo da fuori di un giocatore del Celtic, Sarti ancora prodigioso devia in angolo con un balzo felino. Celtic sempre in avanti: Johnstone crossa sul secondo palo da destra, sponda aerea di Wallace per il solito Gemmell in proiezione offensiva, cannonata immediata, la palla sorvola la traversa non di molto. Gemmell dalla fascia sinistra fa partire un cross insidiosissimo che inganna tutti, compreso Sarti, e colpisce la traversa. L’Inter non sta passando la metàcampo: è un monologo scozzese. Lennox per Gemmell, tiro da sinistra, Sarti respinge di pugno. Sarti e Guarneri vanno vicini a combinare un pasticcio in area piccola, ma Wallace non riesce a intervenire e Picchi allontana.

40′ GOL CELTIC GLASGOW: Gemmell da sinistra pesca Murdoch, tiro dal limite rasoterra, deviato in modo decisivo da Chalmers, Sarti non può nulla. 2-1.

Tommy Gemmell, autore del gol del pareggio per il Celtic

Il Triplete del Celtic e la fine della Grande Inter

Dopo cinque stagioni ricche di successi (3 scudetti, 2 Coppe Campioni, 2 Intercontinentali) si chiude l’epoca della Grande Inter. A scrivere la parola fine sul meraviglioso ciclo nerazzurro è il Celtic Glasgow, che nella finale di Lisbona ’67 si impone 2-1. Nel giro di 13 giorni la squadra di Helenio Herrera, che lascerà la guida del club nel ’68 dopo un amaro 5° posto in campionato, perde la semifinale di Coppa Italia contro il Padova, lo scudetto all’ultima giornata e la Coppa Campioni: un Triplete sfiorato. Triplete che invece riesce proprio al Celtic: la squadra scozzese, che domina la finale di Lisbona dall’inizio alla fine molto più del 2-1 conclusivo, conquista infatti oltre all’alloro europeo anche titolo nazionale e Coppa di Scozia.

Il Celtic alza il nuovo trofeo, introdotto proprio a partire dall’edizione 1966-67 e rimasto sostanzialmente immutato fino a oggi. Un trofeo dell’orgoglio “glaswegian”. Dieci giocatori su undici, infatti, di quella squadra da leggenda, sono nati a Glasgow e dintorni.

Le pagelle del Celtic Glasgow

  • IL MIGLIORE GEMMELL 8: terzino sinistro? No, un’arma devastante, in costante proiezione offensiva. E’ l’uomo decisivo nella vittoria scozzese: trova l’1-1 con una sassata tremenda, colpisce una traversa, costringe Sarti ad altri super interventi, avvia l’azione del 2-1. Inarrestabile.
  • Auld 7: è il regista della squadra scozzese, detta i tempi e prende per mano i compagni, ci mette lucidità, geometrie e grinta.
  • Chalmers 7: il suo piedino galeotto a cinque minuti dalla fine beffa Sarti e regala al Celtic un pezzo di storia. In coppia con l’altra punta Wallace tiene costantemente impegnata la difesa nerazzurra.
  • Johnstone 6,5: la “stellina” del Celtic brilla a tratti, gioca un primo tempo su ottimi livelli poi si concede qualche pausa.

Celtic vs Inter: finale di Coppa dei Campioni del 1967 | British Pathé

Trofeo della Coppa dei Campioni

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