Il West Ham United è uno dei club storici e più affascinanti della Premier League, ha conquistato la fama di culto per la sua storia sportiva travagliata, lo story telling sugli hooligans e la bellezza delle sue divise.
Le origini della squadra risalgono al 1895, quando i lavoratori del cantiere navale londinese Thames Ironworks fondarono il Football Club della società. Nel 1900 la squadra venne iscritta al suo primo campionato professionistico e prese il nome di West Ham United Football Club, mantenendo le origini operaie nel proprio logo, formato da due martelli incrociati.

Con il passaggio al calcio professionistico anche le divise della squadra cambiarono. La storia dietro il cambio dei colori sociali si confonde con la legenda. La versione più filmica della vicenda racconta che Charlie Dove - terzino del Thames Ironworks FC - ereditò una maglietta dell'Aston Villa dal padre Bill, sprinter di fama nazionale. Bill Dove durante una fiera a Birmingham fu sfidato in una corsa da alcuni giocatori dell'Aston Villa (i cui colori sociali sono Granata e celeste) mettendo in palio una somma di denaro. Dove vinse la gara, ma i perdenti non avevano abbastanza soldi per saldare il debito e allora gli regalarono un set di magliette dell'Aston Villa rubate nello spogliatoio.
Arrivando ai giorni nostri, la divisa che Umbro ha disegnato per il West Ham racconta esattamente questa storia: i colori e il design riprendono fedelmente la prima divisa ufficiale con cui gli Hammers scesero in campo nel 1901. Sul retro del colletto è segnata la data del cinque luglio 1900, ovvero quando il West Ham United cambiò ufficialmente il suo nome.

Il crest sulla maglietta è quello storico con solo i due martelli incrociati. Questo stemma fu tenuto solamente per due stagioni, infatti fu poi aggiornato tra il 1903 e il 1904, con l'aggiunta un castello sullo sfondo. Anche in questo caso esistono due versioni della stessa storia. Secondo la prima, il castello rappresenta la Green Street House, un edificio del quartiere noto come Boleyn Castle in quanto si ritiene - senza prove certe - che Anna Bolena vi abbia vissuto per alcuni anni. Non a caso, lo stadio del West Ham dal 1904 al 2016 era chiamato proprio Boylen Ground (anche se spesso era indicato con il nome di Upton Park).

La felpa con cappuccio, un capo iconico e versatile, ha una storia che affonda le sue radici nel passato. I primi vestiti con cappuccio, lontani parenti delle felpe con cappuccio, furono le cocolle, le tuniche che indossavano i monaci medievali, e i capperoni, le mantelle indossate dai contadini e da chi in generale faceva lavori all’aperto nel Basso medioevo: avevano un cappuccio che terminava con una coda molto lunga, che veniva usata per ripararsi in caso di maltempo.
Il passo successivo è stata l’invenzione della felpa, avvenuta negli anni Venti nella Russell Manufacturing Company, in Alabama. Era un’azienda tessile che fabbricava soprattutto intimo in cotone e in maglia per donne e bambini. Nel 1926 Benjamin Russell Jr., figlio del fondatore e giocatore di football, chiese al padre di studiare una soluzione alternativa ai maglioni di lana, indossati all’epoca dai giocatori, che pizzicavano e irritavano la pelle.
La felpa con il cappuccio venne inventata negli anni Trenta dalla Knickerbocker Knitting Mills, il nome con cui venne fondata, a Rochester nel 1919, l’azienda di abbigliamento sportivo Champion. I giocatori di football, ormai abituati a usare le felpe per giocare, furono tra i primi a indossare la versione col cappuccio, che si diffuse anche tra i lavoratori nei magazzini e all’aperto. Champion iniziò a produrle anche per i soldati americani, che la portavano durante gli allenamenti.

Negli anni Cinquanta e Sessanta le squadre di football dei college americani iniziarono a imprimere il nome dell’istituto sulla felpa, che divenne quindi un simbolo di appartenenza e iniziò a essere portata anche dalle ragazze, diventando un indumento popolare. In quegli anni anche le grandi aziende di moda si interessarono alla felpa con cappuccio.
Nel 1967 la rivista Vogue pubblicò un servizio che ne mostrava una elegante, in cashmere e dotata zip. Qualche anno dopo, la stilista britannica Vivienne Westwood fece sfilare modelle vestite di felpe con cappuccio, strette come corsetti e decorate con stampe vittoriane. In quel periodo, la felpa con cappuccio si diffuse tra gli adolescenti ribelli delle sottoculture, soprattutto perché permetteva di coprire il viso.
Nel 1976 la rese popolare anche il personaggio di Rocky Balboa, che si allenava nelle gelide strade di Philadelphia con una felpa grigia con cappuccio. Negli anni Novanta venne coniato il termine "hoodie", che nel mondo anglosassone indica appunto la felpa con cappuccio. Nel 2005 il centro commerciale Bluewater nel Kent, in Regno Unito, vietò l’ingresso a chi indossava una felpa con cappuccio, pur continuando a venderle nei suoi negozi.
UMBRO è un marchio di abbigliamento sportivo fondato nel 1924 a Manchester, in Inghilterra. Tradizione: UMBRO ha una lunga storia nel mondo dello sport, essendo stato fondato quasi un secolo fa. Qualità: UMBRO è noto per la qualità dei suoi prodotti, sia in termini di materiali che di costruzione. Design: UMBRO si distingue per il design dei suoi prodotti, che sono spesso caratterizzati da un look classico e sofisticato. Innovazione: UMBRO è sempre stato un marchio all’avanguardia nell’innovazione tecnologica. Oltre a questo UMBRO è stato sempre un marchio molto inclusivo, che ha cercato di adattarsi alle esigenze di tutti gli atleti, indipendentemente dalle loro caratteristiche fisiche o dal loro livello di abilità.
Il nome UMBRO da sempre si associa al mondo del calcio e questo brand dalla storia centenario è oggi uno dei migliori kit supplier nell’ambito calcistico contemporaneo a partire dalla collaborazione con West Ham e Inter. Tanti sono i capi di abbigliamento nati dalla proficua collaborazione tra Slamjam e Umbro e tra questi ci sono veri e propri must have della moda maschile.
Promuovendo il dialogo in corso tra calcio, abbigliamento sportivo e tendenze street globali, Umbro ha collaborato con Slamjam per creare la collezione ‘Penalty Culture’, un’ode ai tre principali vettori culturali con forti radici nel Regno Unito e in Italia.
| Capo | Caratteristiche |
|---|---|
| FELPA UOMO SLAMJAM X UMBRO MASKED HOODIE | Vestibilità oversize, cappuccio con coulisse con maschera integrata, marchio ricamato, tasca a marsupio, polsini e orlo elasticizzato. |
| POLO UOMO SLAMJAM X UMBRO | Design a blocchi di colore, colletto a costine, abbottonatura a bottone singolo, profilo a contrasto, marchio ricamato, toppa con logo in tessuto, polsini e orlo elasticizzati. |
| T-SHIRT UOMO SLAMJAM X UMBRO PRINTED TEE | Vestibilità oversize, girocollo a costine, grafica stampata davanti e dietro. |
Questa è solo una selezione dei capi di abbigliamento Slamjam x Umbro che si possono acquistare sullo shop online Tribes per creare outfit sportivi sempre all’ultima moda.

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