Fabio Praticò è una figura emersa nelle cronache giudiziarie di Genova, associata a vicende complesse che spaziano dall'usura e dalle scommesse clandestine fino a episodi di violenza legata al tifo sportivo.
Il Processo per Usura e Scommesse Clandestine
Il Tribunale di Genova ha emesso condanne significative per Roberto Sechi, Giovanni Bizzarro e Fabio Praticò, coinvolti in un'indagine su un giro di usura e scommesse clandestine che ha colpito diversi imprenditori della città. Roberto Sechi è stato condannato a sei anni e quattro mesi di reclusione, mentre Giovanni Bizzarro dovrà scontare 8 anni. Fabio Praticò è stato condannato a 3 anni.
L'indagine, partita da un giro di scommesse clandestine gestite durante il periodo del Covid tramite chat, ha preso le mosse dai debiti accumulati da un imprenditore legato a una nota catena di pizzerie. L'uomo, affetto da dipendenza da droghe e ludopatia, aveva accumulato debiti per oltre 100mila euro, finendo nel mirino degli strozzini. Nonostante il tasso annuale del 53% applicato sul debito, l'imprenditore era riuscito a pagare solo una parte, prima di fuggire e rifugiarsi in una comunità di recupero.
Il procuratore aggiunto della Dda, Federico Manotti, aveva inizialmente richiesto pene più alte, ma il reato di estorsione è stato riqualificato e successivamente caduto per assenza di querela. La difficoltà nel portare avanti il processo è stata accentuata dalla reticenza delle vittime di usura a denunciare, a causa di un timore quasi reverenziale nei confronti degli usurai, percepiti come figure che li avevano aiutati in momenti di bisogno. Solo una delle oltre dieci parti offese accertate dall'inchiesta si è costituita parte civile.

Sechi e Bizzarro, insieme a Fabio Praticò, tutti pluripregiudicati, erano stati arrestati nel febbraio del 2024. Roberto Sechi, destinatario di una misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per tre anni, si trova attualmente agli arresti domiciliari, a seguito di una doppia ordinanza di custodia cautelare in carcere proprio per quest'ultima inchiesta.
Coinvolgimento in Episodi di Tifo Violento
Fabio Praticò è stato anche coinvolto in episodi legati al tifo violento a Genova. Nel settembre 2023, in seguito agli scontri avvenuti prima del derby tra Genoa e Sampdoria, Praticò fu tra i tifosi finiti nel mirino della Digos genovese. In quell'occasione, quattro persone, tra cui Praticò, furono arrestate. L'operazione, scattata dopo circa due mesi di indagini, si basò su appostamenti, pedinamenti e controlli incrociati, oltre a contributi fotografici e filmati forniti dai residenti della zona.
Durante le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, furono rinvenuti oggetti considerati "materiale di area neonazista", tra cui bandiere con svastica, coltelli, fionde e palle ferrate, oltre a droga. In totale, 22 tifosi furono raggiunti da provvedimento di DASPO, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive. Molti di questi erano già noti alle forze dell'ordine come soggetti violenti appartenenti a frange estreme del tifo, ma destava preoccupazione anche la presenza di giovanissimi, appena maggiorenni, definiti "cani sciolti" perché non inseriti in contesti organizzati.

In un'altra occasione, Fabio Praticò, un giovane genovese di 21 anni, fu arrestato per possesso di una bomboletta di spray urticante, il cui uso e importazione sono vietati. Questo arresto avvenne durante una manifestazione di tifosi del Genoa che protestavano contro una decisione del giudice civile che di fatto condannava la squadra alla serie C. La manifestazione, inizialmente pacifica, degenerò quando i manifestanti si organizzarono in corteo, tentando di raggiungere la stazione Brignole e bloccando la linea ferroviaria Genoa-La Spezia. Durante gli incidenti, alcuni cassonetti dei rifiuti furono dati alle fiamme e diversi ciclomotori danneggiati.
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