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C’è chi il Milan lo segue, e c’è chi il Milan lo vive. Tiziano Crudeli appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Giornalista, opinionista e volto inconfondibile del tifo rossonero, ha un legame che va ben oltre la professione: inizia nelle giovanili del club, diventando poi una delle voci più riconoscibili e appassionate del calcio italiano.

La voce più appassionata del tifo rossonero analizza il derby di Milano: da Leao a Pulisic, passando per l’assenza di Gabbia, fino ad arrivare all’ammirazione per Modric. Se dovesse spiegare il derby di Milano con una parola, quale userebbe? Qual è il derby più bello che ricorda di aver visto? C’è un giocatore che nei derby l’ha emozionata maggiormente? Paradossalmente, giocare senza la pressione della classifica può liberare la testa. O il rischio è quello di scendere in campo già mentalmente fuori dalla corsa? Allegri e Chivu. Cosa ne pensa dei due? C’è un giocatore, magari insospettabile, che secondo lei potrebbe essere l’ago della bilancia domenica? Leao ha parlato di “vita o morte” nel presentare questo derby. Lo ha visto cresciuto quest’anno? Ci sarà un assente, Matteo Gabbia: si sentirà la sua mancanza?

Crudeli ha vissuto tutto, i trionfi dell’era Berlusconi, la Serie B con la Cavese e il Campobasso, e la rinascita. Ha esultato, ha sofferto, ha urlato gol che sono entrati nella memoria collettiva dei tifosi. "Ne ho visti talmente tanti che non sarei obiettivo, nel bene e nel male. Ho fatto le telecronache anche del Milan in Serie B, con la Cavese e il Campobasso. Ho anche sofferto."

"Io sono legato ad alcuni giocatori che mi hanno regalato grandi emozioni nel corso delle stagioni e nei derby. Per esempio, per me Shevchenko era un fratellino, quindi lo ricordo con grande entusiasmo e passione, perché mi ha regalato grandi emozioni."

Paradossalmente, giocare senza la pressione della classifica può liberare la testa. "No, intanto secondo me i derby, a prescindere dalla posizione in classifica, sono sempre importanti per le squadre. È chiaro che, se mettiamo sul piatto della bilancia le partite disputate in questo campionato, l’Inter ha dimostrato qualcosa in più."

Allegri e Chivu. "Partendo dal Milan, Allegri ha dato qualcosa di più del predecessore, che aveva deluso e con cui il Milan non aveva ottenuto risultati. Ora i rossoneri sono competitivi."

"Insospettabile non credo. Io penso a Leao e mi entusiasmo. Un altro giocatore determinante è Pulisic: due giocatori con caratteristiche diverse, entrambi big per il Milan. L’Inter è una bella squadra e con ottimi elementi, ha segnato 21 gol più del Milan."

Leao ha parlato di “vita o morte” nel presentare questo derby. "L’ho visto maturato, anche se le sue caratteristiche sono sempre un po’ la mancanza di continuità e di rendimento. Alterna partite straordinarie ad altre in cui è meno convincente."

Ci sarà un assente, Matteo Gabbia: si sentirà la sua mancanza? "Il Milan deve riuscire a trovarla. La sua assenza impoverisce il reparto che mi spaventa di più, vista la fase d’attacco dell’avversario. Anche i centrocampisti e i difensori nerazzurri segnano tanto, sono temibilissimi."

"Indubbiamente, è un dato di fatto. I pregi dell’Inter sono anche nell’ampia rosa, perché le alternative hanno sempre fatto bene da subentrati ai titolari. Al Milan manca soprattutto un centravanti."

"Io sono così, passionale. Sono romagnolo, istintivo e passionale. Mi entusiasmo o mi deprimo a seconda dei risultati, vivo con grande tensione, anche se cerco di essere obiettivo."

"Incrocio le dita. Non dico niente."

"Divino, calcisticamente parlando."

Tiziano Crudeli durante una telecronaca

Il Milan perde amaramente a Genova contro la Sampdoria per 2-1. Al gol di Borriello rispondono Cassano e Pazzini. Sugli spalti del Ferraris c'era Tiziano Crudeli a seguire la partita per Diretta Stadio, ma dopo un primo tempo di esaltazione per lui arriva la tristezza. Dopo il gol di Borriello, Lodetti aveva lodato Corno per la sua capacità di conoscere il calcio. In casa Milan era aria di festa, ma il gol di Cassano e il raddoppio di Pazzini, allo scadere, hanno tagliato le ali anche a Crudeli. Ormai è un Milan che non ce la fa più. I rossoneri hanno speso tutto quello che avevano per la rimonta nelle prime posizioni. La sconfitta di Genova determina l’abbandono, anche per quest’anno, dei rossoneri dalla vetta del campionato. La Sampdoria invece si può cullare il quarto posto che per il momento significa spareggio per la Champions League. Insomma due situazioni completamente diverse che vengono ben rappresentate dal volto del cronista doriano e da quello di Tiziano Crudeli.

MILANO - Ieri il Milan è stato sconfitto a Genova dalla Sampdoria abbandonando, di fatto, anche le ultime flebili speranze scudetto. I rossoneri ora si trovano a 6 punti dall’Inter e a 7 punti dalla Roma, capolista del torneo, e farebbero bene a guardarsi alle spalle anche perchè la Sampdoria si è portata a -7 e il Palermo insegue minaccioso a -9. Proprio sabato sera il Milan affronterà i rosanero al Barbera e, in caso di una nuova sconfitta, ci sarebbe da preoccuparsi per il terzo posto. La società di Via Turati sta attraversando un momento delicato, dalla panchina di Leonardo alla questione Pato, dall’inconcludente Mancini al mercato estivo, che pare sarà molto simile, se non identico, alla stagione passata: ossia pochissimi soldi da investire. Insomma, non giorni semplici a Milanello e noi di Calciomercatonews abbiamo intervistato Tiziano Crudeli, giornalista di Italia 7 Gold e noto tifoso rossonero.

Salve Sig. Crudeli, ben ritrovato. Partiamo subito con una domanda sull’ultima giornata di campionato, il Milan ha perso a Genova, come ha visto la squadra? “Abbiamo perso meritatamente. La Sampdoria ha avuto il merito di pressarci e attaccarci per larghi tratti della gara, soprattutto sulle corsie esterne dove noi facciamo fatica; non è un caso che i goal siano nati da azioni sulle fasce, sia il rigore che il colpo di testa di Pazzini, entrambi dalle corsie esterne. Bisogna anche dire, però, che abbiamo giocato gran parte della gara in 10, che siamo in piena emergenza e che Oddo ha dovuto giocare centrale di difesa. Abbiamo avuto una buona intensità e Ronaldinho dietro la punta ha giocato bene, in posizione più centrale. Credo che sia un esperimento da riproporre, soprattutto in questo finale di stagione“.

Crede che questa sconfitta possa pregiudicare anche il terzo posto finale? “Credo di no, anche se sabato andiamo a Palermo in grandissima emergenza, contro una squadra che deve assolutamente vincere per non perdere il treno Champions. Non sarà facile ma la Sampdoria va a Roma, e poi ci sarà lo scontro diretto tra le due che potrebbe essere un vero e proprio spareggio per il quarto posto, con noi che potremmo approfittarne. Non abbiamo un calendario semplice (Palermo, Fiorentina, Genoa e Juventus n.d.r.) ma credo che alla fine riusciremo ad arrivare terzi“.

Ieri è tornato a giocare dal primo minuto Mancini, come valuta la prova del brasiliano? “Una delusione, senza dubbio. Mancini non ha giocato bene e non ha mai convinto da quando è arrivato, anche se è stato spesso infortunato. Quando eravamo in vantaggio, sull’1-0, ha sbagliato un goal a porta vuota e se avesse segnato ora probabilmente staremmo parlando di una grande vittoria“.

Quante possibilità ci sono che il brasiliano venga riscattato dall’Inter? “Secondo quanto mi è stato riferito, c’è un accordo di massima tra Milan e Inter per il riscatto fissato a 3,75 milioni di euro. Mi auguro che non succeda, anche perchè a mio avviso sarebbero soldi spesi male. Io non lo riscatterei assolutamente, piuttosto sarebbe meglio puntare sul giovane Verdi“.

Veniamo al ‘mistero’ Pato, che succede al brasiliano, a fine anno verrà ceduto? “Pato sta recuperando dall’infortunio, potrebbe tornare per le ultime due gare. Comunque rimarrà a Milano, non si muove da qui. Non verrà ceduto a fine anno come molti dicono, avremo pochi soldi da investire nel mercato ma non per questo dobbiamo cedere il nostro ‘Paperino‘”.

Parliamo della questione Leonardo, il mister rossonero ha già rescisso il contratto come è stato detto? “No, non credo abbia già rescisso ma a fine stagione penso proprio che andrà via. La situazione è complicata, è tutto un insieme di fattori che propendono per l’addio a fine campionato, le frecciatine di Berlusconi, la mancanza dei figli, il cattivo rapporto con alcuni elementi dello spogliatoio. E’ un buon allenatore ma è ancora inesperto e ha commesso alcuni errori durante la stagione“.

Chi sarà il sostituto di Leonardo, sono fondate le voci su Lippi? “Si sono attendibili ma Lippi, se verrà, lo farà nelle vesti di direttore tecnico, un ruolo manageriale. E’ una figura che è sempre piaciuta a Berlusconi e potrebbe davvero approdare a Milanello. Per quanto riguarda il sostituto di Leonardo, credo che in pole position ci sia Tassotti, con eventualmente Galli a fargli da supporto. Poi non è da escludere un arrivo di Maldini come team manager, così da avere un tramite tra spogliatoio e allenatore, anche perchè quando si hanno troppi galli in un pollaio c’è bisogno di una figura di riferimento e Paolo sarebbe perfetto“.

Un’ultima domanda sul mercato. Sarà di basso profilo come l’anno scorso o ci sarà qualche grande colpo, ad esempio Dzeko? “Ci saranno pochi soldi, ormai è una politica di autofinanziamento. I soldi arriveranno dalla qualificazione Champions, dagli sponsor e, in parte, dalle cessioni. Credo che il ‘sacrificato’ sarà Huntelaar, Pato come ho già detto rimarrà a Milano, senza dubbio, anche perchè non avrebbe senso cedere un giovane adesso. Tra un paio di stagioni il discorso potrebbe cambiare. Per quanto riguarda Dzeko, adesso costa troppo; a quelle cifre credo che l’affare non si farà ma tutto è possibile, vedremo come si evolverà la situazione“.

Grafico con i risultati di Milan e Sampdoria nella partita citata

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