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Amanti o meno del calcio, ci si può incontrare nella comune lettura de “Giallo di rigore” e condividere il fatto che il calcio ha indiscutibilmente una rilevanza sociale, con annesso e connesso il bar sport delle discussioni pallonare, le scommesse, sempre dietro l’angolo pronte a tornare fuori appena possibile; il mondo “ultras” con tutti coloro che si spendono in analisi per capire e spiegare.

Ma in queste pagine facciamo i conti non tanto con squadre di calcio più o meno blasonate come il Milan ma anche meno famose come il Latina, i suoi protagonisti da chi è in campo a chi allena come Nereo Rocco, uno su tutti, del tempo che fu. Ma a proposito del tempo che fu, la trasmissione radiofonica che ci accompagnava i pomeriggi domenicali: “Tutto il calcio minuto per minuto” con le sue radiocronache.

Il mondo del calcio che si intreccia con storie di periferia e i suoi loschi affari, le scommesse che il calcio ha ereditato dal mondo dei cavalli e che si concretizza in uno scontro per il suo controllo. Scommesse che mettono, non a caso, in campo anche le mafie emergenti in questo paese, dalla Triade alla mafia giapponese Yakuza; un libro che ci parla anche di storia, perché può sembrare strano ma il calcio è parte della storia di questo paese, con il fascismo e le sue pressioni, ad esempio a proposito dell’Internazionale, e il connubio sempre attuale tra squadristi fascisti e delinquenti comuni.

L’importante è partecipare, diceva qualcuno. Ma non per tutti lo sport è sinonimo di competizione leale, di emozioni condivise. Tanto meno nel ricchissimo e complicato ambiente del calcio, dove la zona grigia finisce spesso per oscurare quanto c’è di positivo e ciò che conta davvero non avviene in campo sotto gli occhi degli spettatori, ma con oscuri intrecci dietro le quinte. Intrighi, malaffare, violenze sono purtroppo ormai comunemente associati a un gioco che è anche un business planetario, e lo rendono il terreno ideale dove far germogliare i semi del thriller, del noir e del mystery. Un team di specialisti si è incaricato di questa non semplice missione, raccontando le tante sfumature di giallo di cui si colora l’universo calcistico prima e dopo il fischio dell’arbitro.

I misteri, nel mondo del calcio, sono all’ordine del giorno. Misteri di gioco, con gol fantasma fischiati dagli arbitri, rigori non concessi, punizioni ed espulsioni che piovono come grandine sull’entusiasmo dei tifosi… Insomma, ogni domenica, dopo le partite di campionato, o in settimana dopo le competizioni europee, c’è sempre da discutere per cercare di risolverli, questi grandi misteri che appassionano mezza Italia, nei bar o nelle case di tutti noi. Si tratta di enigmi di poco conto, se ci pensiamo, ma che appassionano così tanto la gente da diventare preponderanti nei pensieri e nelle elucubrazioni dei tifosi, al punto da scatenare anche l’ira di qualche parlamentare, che per un gol in fuorigioco segnato contro la sua squadra del cuore ha portato avanti interpellanze discusse in parlamento. Follia, direbbe qualcuno. Forse, ma non è così vero. Perché i misteri e gli enigmi nel mondo del calcio hanno anche una componente meno ludica, più grigia e “sporca”, che dobbiamo affrontare periodicamente e di cui non riusciamo a liberarci: basti pensare agli scandali per il calcioscommesse, oppure agli scontri violenti fra tifosi, che non di rado lasciano qualche vittima sull’asfalto.

Agosto è il mese perfetto per le indagini letterarie, e “Il Giallo Mondadori Extra” (n. 24. Giallo di rigore, a cura di Franco Forte [luglio-agosto 2016] Supplemento a Il Giallo Mondadori n. L’importante è partecipare, diceva qualcuno. Ma non per tutti lo sport è sinonimo di competizione leale, di emozioni condivise. Tanto meno nel ricchissimo e complicato ambiente del calcio, dove la zona grigia finisce spesso per oscurare quanto c’è di positivo e ciò che conta davvero non avviene in campo sotto gli occhi degli spettatori, ma con oscuri intrecci dietro le quinte. Intrighi, malaffare, violenze sono purtroppo ormai comunemente associati a un gioco che è anche un business planetario, e lo rendono il terreno ideale dove far germogliare i semi del thriller, del noir e del mystery. Un team di specialisti si è incaricato di questa non semplice missione, raccontando le tante sfumature di giallo di cui si colora l’universo calcistico prima e dopo il fischio dell’arbitro.

Non è possibile iniziare questa rassegna se non partendo dalla casa editrice Mondadori, la quale, con la sua celebre collana de "I Libri Gialli", ha connotato decisamente il genere in Italia (sia nell’anteguerra che nel dopoguerra). Per questo motivo fu spesso imitata, ma mai eguagliata, sia come livello degli autori, che come qualità delle storie presentate, per non dire poi dell’impeccabilità del prodotto editoriale che veniva infine fornito ai lettori.

In effetti, ancora oggi qui da noi, quando si pensa a un romanzo del genere di quelli che ci interessano, si dice semplicemente giallo, tenendo ferma la denominazione che fu felicemente coniata da Arnoldo Mondadori per battezzare la serie della quale forse neanche lui stesso aveva previsto tutta la fortuna. Si deve dire però che il riferimento a questo colore per il nostro tipo di narrativa non è un’esclusiva invenzione di Mondadori, nonostante quanto si creda comunemente - e come viene riportato per esempio nel "Catalogo Storico" della casa editrice, secondo cui "il termine appartiene unicamente alla cultura italiana". Si fa al contrario esplicito riferimento a una yellow-backed novel in un racconto del volume "Le avventure di Sherlock Holmes" (e precisamente: "Il mistero della valle di Boscombe"), che fu pubblicato per la prima volta in "The Strand Magazine" negli anni 1891-1892. Ma ancora prima che da Conan Doyle, l’espressione fu usata nel poema "The Ring and the Book", dell’inglese Robert Browning, il quale, riferendosi ai particolari di un processo per omicidio avvenuto a Roma nel 1698, informa di averli appresi da un old yellow book, da lui acquistato in Italia.

Certo è però che, solo in Italia, e grazie a Mondadori, si può dire semplicemente "giallo" per far comprendere al volo di cosa si sta parlando. In altri paesi, nessuna espressione così sinteticamente azzeccata si è imposta in modo univoco per contrassegnare il genere. In quelli di lingua anglo-sassone si usa distinguere, cosa peraltro non sempre facile, tra detective, crime e mystery stories, o thrillers. Qualcosa di simile avviene in Francia, dove si parla di roman noir, criminel, o di detection, etc., anche se in quest’ultimo paese si è di recente affermata il termine polar, per indicare tutto quel genere di storie che, come i gialli, presentano un quadro della società visto dall’esterno, immediato, esatto, fedele, ma non approfondito dall’interno, e quindi non riproducibile (secondo alcuni, cioè, sarebbe proprio come avviene per l’immagine scattata da una polaroid, che non possiede un negativo dal quale si possano fare delle copie - ma è chiaro che il termine fa anche riferimento all’appellativo policier).

Abbiamo già detto che la "collana madre" della Mondadori fu quella de "I Libri Gialli", il cui primo numero uscì nel settembre del 1929. Questa ebbe una cadenza quasi sempre quindicinale, anche se le prime uscite furono bimestrali, e quindi mensili, con l’intervallo che separava due uscite successive a diminuire mano a mano che cresceva il successo della serie. Gli ultimi tre numeri, nel 1941, tornarono ad avere cadenza mensile. Era costituita da volumi di formato M, rilegati, DA (intorno alle 250 pagine), con copertina di cartone rigido di colore uniforme arancione (con l’eccezione dei primi 38 numeri, nei quali si alternavano diverse colorazioni, ed erano presenti anche alcune decorazioni geometriche - dal N. 220 in poi la copertina diventò invece flessibile), e arricchiti da una sovraccoperta (tranne i primi 4 numeri), oggi molto ricercata, illustrata da un bel disegno a colori su sfondo giallo (che, nei detti primi 4 numeri, era riportato direttamente sulla copertina). Insomma, veri e propri libri, ben degni di essere conservati in una biblioteca con delle pretese.

All’interno, il profilo di una palma con la sigla AM, che fa oggi chiamare questi preziosi reperti "palmine"; all’esterno, il disegno riprodotto sulla sovraccoperta era inserito nel famoso cerchio rosso (il cosiddetto "cerchio magico"), un marchio che avrà anch’esso particolare fortuna come uno dei segni distintivi del genere (a eccezione dei primi 4 numeri, quelli senza sovraccoperta, nei quali il disegno era invece inserito in un esagono). C’è da aggiungere che neanche il cerchio rosso era proprio un’idea originale della Mondadori, visto che compariva a contornare la firma del celebre scrittore inglese Edgar Wallace nella copertina dei suoi romanzi, a partire dal primo pubblicato nel 1905 (e, come vedremo, proprio Wallace compare tra gli autori più ricorrenti nei gialli Mondadori).

Terminiamo questa presentazione generale ricordando il nome di una delle persone che, dopo una breve esperienza come editore in proprio, fu sin dai primissimi tempi nel gruppo dei collaboratori dell’editore per quanto atteneva al giallo, in relazione alla scelta dei testi da proporre e alle traduzioni: si tratta di Alberto Tedeschi, che sarà oltre che traduttore di gran parte dei libri pubblicati nella parallela collana dei "Gialli Economici Mondadori", della quale parleremo tra poco, anche curatore della stessa, e, più tardi, mitico direttore della serie de "Il Giallo Mondadori" del dopoguerra, dal 1955 fino alla morte, avvenuta nel 1979. Val forse la pena di ricordare che alla memoria di Alberto Tedeschi è stato intitolato il premio per il miglior giallo inedito di autore italiano assegnato per diversi anni prima al Mystfest di Cattolica, tradizionale appuntamento del cinema e dell’editoria gialla in Italia, poi, nelle ultime edizioni, a seguito di una antipatica e spiacevole scissione, durante il Noir in Festival, organizzato prima a Viareggio, e in seguito a Courmayeur.

Passiamo adesso a occuparci in dettaglio dei volumi della collana, non senza aver prima notato che nelle uscite 263 e 264 non compare in modo esplicito il numero di serie. Pochi dei "Libri Gialli" furono ristampati nella successiva collana dei "Gialli Economici Mondadori" (per l’esattezza cinque), mentre alcuni furono riproposti in un’apposita serie di ristampe denominata "I Libri Gialli - Serie Capolavori". Fu forse anche questo tipo di selezione, adottato dalla collana in relazione ai propri testi presunti "migliori", a creare presso il grande pubblico la fama di autori, per lo più di esclusivo appannaggio della Mondadori, quali A. Christie, M.R. Rinehart, S.S. Van Dine, E. Wallace, nell’anteguerra, e poi anche J.D. Carr, J.H. Chase, T. Downing, M.G. Eberhart, E.S. Gardner, R.King, E. Queen, R. Stout, C. Woolrich, etc., nel dopoguerra. Anche in questo secondo periodo, infatti, venne edita con grande successo una collana di ristampe, "I Capolavori dei Gialli Mondadori"; virtualmente mai cessata, dal momento che essa è stata soltanto rimpiazzata da una serie analoga, tuttora in corso di pubblicazione, denominata "I Classici del Giallo". A quel che sembra, i lettori meno "esperti" preferirono, e preferiscono, affidarsi direttamente a romanzi già preannunciati come capolavori, che non correre il rischio di rivolgersi ad autori e opere non ancora del tutto apprezzati e affermati.

Prima di passare a elencare in dettaglio le uscite di questa serie di "capolavori", notiamo che l’ultimo numero, che è il 45, non reca né l’esplicita indicazione del numero di serie, né l’intestazione della collana. Inoltre, che il 60-70% dei titoli della collana è dedicata a romanzi del prolifico Edgar Wallace, che era stato anche l’autore apparso nella serie "I Libri Gialli" con un maggior numero di volumi (una quarantina di titoli presentati nei primi cento numeri di questa collezione; in totale, 52 su 266).

Alla collana principale si affiancò, a partire dal 1933, la seconda grande collezione Mondadori specializzata in letteratura poliziesca, vale a dire quella dei "Gialli Economici Mondadori". Questi avevano anch’essi cadenza quindicinale, ma mentre "I Libri Gialli" uscivano il 1° e il 15 di ogni mese, i "Gialli Economici" uscivano l’8 e il 23. Si avevano così quattro uscite mensili alternate, a coprire uniformemente, settimana dopo settimana, tutto l’arco del mese, per la gioia dei lettori più accaniti. I volumi di questa nuova serie si distinguevano da quelli de "I Libri Gialli" appunto per una veste editoriale più economica, di grande formato (quello che indicheremo da adesso in poi con la lettera G), DP bianco, copertina di carta semplice illustrata da un disegno a colori sempre inserito in un cerchio rosso.

Questa collana era stata preceduta da una sorta di esperimento del genere consistito nella pubblicazione di 10 grossi volumi dello stesso grande formato, comprendenti più romanzi per volta. Si tratta del "Supergiallo", che aveva DA giallo, copertina gialla, decorata però anche con altri colori, senza disegno, recante soltanto i titoli dei diversi romanzi contenuti nel singolo volume. "Il Supergiallo", che all’inizio veniva indicato semplicemente come un supplemento alla collana "I Libri Gialli", continuò a uscire anche dopo la pubblicazione dei "Gialli Economici Mondadori", e venne allora definito come supplemento a quest’ultima collana. I Supergialli, che apparvero sempre in una sola uscita annuale, furono in tutto dieci (o meglio, come si vedrà in seguito, nove più uno).

Si può in un certo senso asserire che questa collana si sia successivamente "trasformata" in quella dei "Gialli Economici Mondadori", tanto che, ad esempio, cinque dei primi undici numeri di quest’ultima erano costituiti da romanzi già apparsi nel primo Supergiallo. Del resto, nei "Gialli Economici Mondadori" comparvero, come già detto, anche ristampe di titoli già proposti nella serie "I Libri Gialli". Ma vediamo adesso tutte le uscite di questa importante collezione, facendole appunto precedere da quelle del "Supergiallo", precisando che oltre ai numeri normali comparvero anche diversi numeri indicati come numeri bis.

E. Wallace: La dimora segreta, Il Consiglio dei 411, Il fante di fiori, La ruggine verde, La regina dei ladri. E. Gaboriau: L’affare Lerouge, La cartella N. 113, Il dramma di Orcival, Il signor Lecoq. G. Simenon: L’inglese, Il colpo di luna, La casa sul canale, L’asino rosso, Quelli di fronte, Il delitto della signora Pontreau. M.G. Eberhart, La stanza N. 18; E. Wallace, Il levantino; M.R. Rinehart, La finestra sulla notte; R. King, Crociera tragica; R.A. Freeman, Il nuovo Sherlock Holmes. A. Christie, Il mistero del treno azzurro; O. Stefani, Il terzo sparo; A.E.W. Mason, Villa Rosa; R. King, Notte d’orgasmo; M.R. Rinehart, Porte chiuse; H. Hill, Il cerchio si restringe. A. Christie, Ritratto d’ignota; B. Corra, Il manichino dagli occhi viventi; E. Wallace, Il diamante rubato; S. Palmer, Un dramma nell’acquario; C. Waye, Potenze occulte; M.R. Rinehart, La moglie dell’attore. S. Palmer, I passeggeri dell’"Alabama"; M. Allingham, La talpa; M.G. Eberhart, Il pittore scomparso; E. Wallace, La legge della foresta; R. King, Il segreto di Vera Sturm; "Diplomatico", Delitto all’ambasciata; T.A. Spagnol, L’ombrellino viola; C. Aveline, I due viaggiatori. E. Spencer, Caccia al fantasma; E. D’Errico, L’uomo dagli occhi malinconici; C. Dickson, La casa stregata; M. Fitt, Il razzo; J. Rhode, L’amica dei gatti; R. King, Il diamante perduto. A. Christie, E’ troppo facile; S.S. Van Dine, L’ultima avventura di Philo Vance; E. D’Errico, Un grido nella nebbia; M. Fitt, Le tre fanfare; G. Scerbanenco, Sei giorni di preavviso; P. Wilde, Gita a sorpresa. E. D’Errico, Segni particolari nessuno; E.S. Gardner, Selby accetta la sfida; H. Dietert, X Y Z ; G. Scerbanenco, Nessuno è colpevole; J.J. Farjeon, Il diavolo giallo.

Informiamo che ben 51 titoli di questa serie vennero ripresentati, con una nuova numerazione, ma in veste editoriale sostanzialmente identica all’originale (le copertine per esempio erano le stesse, tranne in qualche caso, come per esempio nella riedizione del N. 76, "L’ospite invisibile"), tra il 1949 e il 1951, e che nel 1976 vennero proposte anche delle ristampe anastatiche di almeno 8 numeri.

D. Wheatley & J.G. Links, Un delitto al largo di Miami. Si tratta di un volume di grande formato, copertina di cartoncino di colore grigio uniforme, senza disegno, recante solo l’indicazione del titolo e del particolare contenuto del romanzo. La caratteristica speciale di questo "giallo documento" stava nel fatto che a esso erano allegati "indizi reali", quali i verbali degli interrogatori della polizia, gli elementi materiali (fiammiferi, capelli, etc.) raccolti sul luogo del delitto, e così via. Nelle intenzioni dei responsabili della Mondadori doveva essere probabilmente solo il primo di una serie di gialli "dossier", ma la cosa non ebbe seguito, a quel che ci risulta.

Il romanzo in questione è stato ristampato qualche anno fa (1984) in forma identica all’originale, con la semplice aggiunta di una sovraccoperta patinata gialla, senza disegno, recante soltanto diverse indicazioni illustrative delle particolarità del volume (e il titolo come "Delitto al largo di Miami"). Tra queste, la notizia che: "Altri tre dossier come questo vennero pubblicati in quegli anni, prima che la guerra ponesse fine alla geniale creatività delle edizioni gialle da collezionista", ma la cosa non ci sembra corrispondere a verità (né il Catalogo Storico della Mondadori riporta alcuna informazione su questi altri due fantomatici "pezzi" - si può dire a questo proposito che almeno una pubblicazione simile risulta in effetti esistente, ma per i tipi dell'editore Corbaccio: M. Carr, L'uomo venduto 5 volte, 1938).

L’anno dopo, 1985, è comparso un secondo "giallo documento" (forse in possesso dall’editore sin dagli anni ’30?!): P. Quentin, Il caso Claudia Cragge, il quale era già stato pubblicato (nel 1965), anche se in quell’occasione soltanto come omaggio per gli abbonati al "Giallo Mondadori".

Continuiamo a occuparci della produzione gialla della casa editrice Mondadori, procedendo d’ora in avanti secondo l’ordine cronologico. Negli anni 1932-1933 l’editore inizia a presentare in Italia un autore nuovo del quale avrà per lungo tempo l’esclusiva, e che godrà di un successo (cinematografico prima, quindi televisivo) così grande da essere proposto addirittura in un collana tutta sua. Si tratta del resto di romanzi che seppur sempre appartenenti al genere giallo in senso lato, possono essere considerati a ragione come facenti parte di un filone a sé stante, visto che più che di fiction si potrebbe parlare in questo caso di una vera e propria forma di realismo. L’autore è il celebre scrittore belga Georges Simenon, la collana è quella de "I Libri Neri": mensile, indicata successivamente anche come "I Romanzi Polizieschi di Georges Simenon", o più semplicemente come "I Romanzi di Simenon", comprende 12 numeri, di formato M , DM di colore nero, con copertina non rigida, illustrata da una fotografia in bianco e nero. Il protagonista assoluto della serie, seppure non citato nei titoli, è il famoso commissario della polizia parigina Jules Maigret. Di questi romanzi furono anche pubblicate numerose ristampe, nelle collezi...

Diego Lama, architetto napoletano, editorialista per il “Corriere del Mezzogiorno/Corriere della Sera”, co-founder della onlus di architettura Made in Earth e direttore della rivista “Arkeda”. Ha scritto diversi racconti per Il Giallo Mondadori. Nel 2015 ha vinto il premio Gran Giallo Città di Cattolica con il racconto Tre cose. Nello stesso anno ha vinto il premio Tedeschi con il romanzo La collera di Napoli (Il Giallo Mondadori n. 3136). Protagonista dei suoi racconti è il commissario Veneruso nella Napoli della Belle Époque.

Gian Luca Campagna (Latina, 1970) è giornalista e comunicatore d’impresa, direttore dell’agenzia di comunicazione e organizzazione eventi Omicron. Tra i suoi lavori narrativi i romanzi Molto prima del calcio di rigore (DrawUp, 2014) e Finis Terrae (Oltre, 2016).

Critico rock e speaker radiofonico, Luca Crovi è stato per nove anni conduttore della popolare trasmissione “Tutti i colori del giallo” in onda su Radio2. Dal 1993 lavora come redattore per la Sergio Bonelli Editore. Ha pubblicato i saggi: Delitti di carta nostra. Una storia del giallo italiano (Puntozero), Tutti i colori del giallo (Marsilio), Noir. Istruzioni per l’uso (Garzanti). Con Stefano Priarone ha firmato Mister Fantasy. Il mondo segreto di Tolkien (Passigli) e Stephen King. L’uomo vestito di incubi (Aliberti). Ha scritto con Seba Pezzani il “rock thriller” Tuttifrutti (Passigli). Suoi racconti sono usciti nelle raccolte Misteri (Camunia), Anime nere (Mondadori), Giallo Metropoli (Piemme). Ha curato l’antologia noir Il cuore nero delle donne (Guanda).

Romano De Marco, classe 1965, alterna l’attività di scrittore a quella di responsabile della sicurezza per uno dei maggiori gruppi bancari italiani. Ha esordito nel 2009 pubblicando Ferro e fuoco nel Giallo Mondadori. Al primo romanzo hanno fatto seguito Milano a mano armata (Foschi, 2011), A casa del diavolo (TimeCrime, 2013). Dal 2014 è un autore Feltrinelli. Per l’editore milanese ha pubblicato Morte di luna e la serie “Nero a Milano” che comprende Io la troverò e il recente Città di polvere, entrambi finalisti al premio Scerbanenco nel 2014 e nel 2015.

Leonardo Gori (Firenze, 1957) è autore del ciclo di romanzi del colonnello Bruno Arcieri, ambientati per lo più a Firenze tra il 1938 e il 1970 e in corso di riedizione per TEA libri. Ha scritto anche vari thriller storici, fra cui quelli con Niccolò Machiavelli come protagonista, editi da Rizzoli e Giunti.

Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Ha esordito con il romanzo Despero (Fernandel, 2001).

Luca Poldelmengo è nato a Roma nel 1973. Alla sua attività di sceneggiatore (Cemento armato, IIF-Rai Cinema, 2007), dal 2009 affianca quella di scrittore, esordendo con il noir Odia il prossimo tuo (Kowalski). Nel 2012 pubblica L’uomo nero (Piemme), finalista al premio Scerbanenco. Nel 2014 pubblica con le Edizioni e/o Nel posto sbagliato, nella collana Sabot/age. Ad aprile 2016 ha pubblicato per le Edizioni e/o, sempre nella collana Sabot/age, il giallo I pregiudizi di Dio.

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. Il suo ultimo romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio) ha vinto il premio selezione Bancarella 2015 e il premio Garfagnana in Giallo 2015.

Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone sono un trio ormai consolidato: per Fratelli Frilli hanno pubblicato Operazione Madonnina (2013), Operazione Rischiatutto (2014) e Il colosso di corso Lodi (2015). Con Novecento Editore hanno pubblicato due racconti per le antologie Un giorno a Milano (2013) e Una notte a Milano (2014). Con Piemme hanno partecipato all’antologia Giallo metropoli (2015). Con Centauria hanno pubblicato Assassinio alla Scala (2016).

Andando più nel dettaglio dei titoli legati al commissario Veneruso, notiamo: La collera di Napoli (2015), vincitore del Premio Tedeschi 2015 e pubblicato in Oscar Mondadori nel giugno 2016; Sceneggiata di morte (2016); La settima notte di Veneruso (2018); Tutti si muore soli. La prima indagine del commissario Veneruso (2021); Il mostro di Capri. Un'indagine del commissario Veneruso (2022); La collera di Napoli. Un'indagine del commissario Veneruso (2023); Tutti si muore soli. La prima indagine del commissario Veneruso (2025).

Tra le altre opere di Diego Lama, si annoverano anche:

  • 2014 - Le sorelle Corcione (Racconto d'appendice in Il Giallo Mondadori classici n. 1345)
  • 2015 - L'impiccata (Racconto d'appendice in Il Giallo Mondadori classici n. 1364, febbraio 2015, con protagonista il commissario Veneruso)
  • 2015 - La signora Silvana
  • 2016 - Tre cose (Racconto d'appendice in Il Giallo Mondadori classici n. 1380, gennaio 2016)
  • 2016 - Zezzolla (Racconto d'appendice in Il Giallo Mondadori classici n. 1380)
  • 2016 - Due a due
  • 2017 - Veneruso e lo scuoiato (Racconto d’appendice in Il Giallo Mondadori classici n. 1407)
  • 2018 - La serenata (Racconto in La settima notte di Veneruso. Il Giallo Mondadori, n. 3248)
  • 2019 - Le natiche di Venere (Racconto in Delitti al Museo. Il Giallo Mondadori, n. 3291)
  • 2020 - Veneruso e lo strangolatore dell’Orient Express (Racconto in Assassinii sull’Orient Express. Il Giallo Mondadori, n. 3320)

Si segnalano inoltre racconti pubblicati in varie raccolte e riviste:

  • 2011 - Finzioni in Romance Magazine n. 5 (Delos Books), Dio è lento in Writers Magazine Italia n.24 e in Magazzino dei Mondi (Delos Books), L'endoscopista in Writers Magazine Italia n.27 (Delos Books), Il monozigote in Writers Magazine Italia n.28 (Delos Books), Atlantide!
  • 2013 - Multitasking love in Racconti della Rete 2014, nottetempo, Io non fuggo in Robot n. 60, Natale su Mondo9 in Robot n. 65
  • 2016 - La città che scappava in Robot n. 76, La macchina in Writers Magazine Italia n.46 (Delos Books), La casa triste in C'è un sole che si muore (ed. Il Prato), Lo scivolone in Il Magazzino dei mondi n. 3, L'estrazione in Robot n. 78
  • 2017 - L'uomo vestito di bianco in antologia Nero Mediterraneo (Egoeta), Lo scivolone in Writers Magazine Italia n.47 (Delos Books), Il cavallo di Troia in Writers Magazine Italia n.48 (Delos Books), Multitasking drunk love in Ebbrezze letterarie. Il grande vuoto, Delos Digital

Inoltre, sono state pubblicate opere in collaborazione con Valeria Galante:

  • 2023 - La casa delle sirene (con Diana Lama)
  • 2024 - La casa della colpa (con Diana Lama)
  • 2025 - La casa dei ritorni (con Diana Lama)

Opere in formato Audible:

  • La collera di Napoli (aprile 2023)
  • Sceneggiata di morte (aprile 2023)
  • Tutti si muore soli (aprile 2023)
  • La settima notte di Veneruso (settembre 2023)
  • La casa degli amori segreti (aprile 2023)
  • La casa del matto (aprile 2023)
  • Il cacciatore (aprile 2023)
  • La casa delle sirene (con Diana Lama) (aprile 2024)
  • Il mostro di Capri (giugno 2024)
Copertina storica de

Nuovi delitti nella camera chiusa, il nuovo libro di Rino Cammilleri

La casa editrice Mondadori ha giocato un ruolo fondamentale nel definire il genere giallo in Italia con la sua celebre collana "I Libri Gialli". La qualità degli autori e delle storie, unita all'impeccabile prodotto editoriale, ha reso questa collana un punto di riferimento indiscusso.

Il termine "giallo", utilizzato in Italia per indicare questo genere letterario, trae origine proprio dalla denominazione coniata da Arnoldo Mondadori per la sua serie. Tuttavia, l'associazione del colore giallo al genere poliziesco non è un'invenzione esclusivamente italiana, ma trova riscontro anche in pubblicazioni anglosassoni come "The Strand Magazine" e nel poema "The Ring and the Book" di Robert Browning.

La collana "I Libri Gialli" esordì nel settembre 1929 con cadenza quindicinale, poi mensile. I volumi, di formato M e rilegati, presentavano copertine rigide di colore arancione (con variazioni iniziali) e una sovraccoperta illustrata su sfondo giallo. Il marchio distintivo era il "cerchio magico" rosso, riprendendo un elemento grafico presente nelle copertine dei romanzi di Edgar Wallace.

Alberto Tedeschi, figura chiave nella storia del giallo Mondadori, curò la parallela collana dei "Gialli Economici Mondadori" e fu direttore de "Il Giallo Mondadori" dal 1955 al 1979. La sua memoria è onorata dal Premio Alberto Tedeschi, dedicato al miglior giallo inedito italiano.

Tra le ristampe e le serie derivate, spiccano "I Capolavori dei Gialli Mondadori" e l'attuale "I Classici del Giallo", che hanno contribuito a consolidare la fama di autori come Agatha Christie, Edgar Wallace, Ellery Queen e Rex Stout.

Nel 1933 nacque la collana "Gialli Economici Mondadori", con cadenza quindicinale e una veste editoriale più economica. Questa collana, insieme al "Supergiallo" (una serie di volumi antologici), ampliò l'offerta di letteratura poliziesca, proponendo un vasto catalogo di autori e storie.

Un'interessante innovazione fu il "giallo documento", come "Un delitto al largo di Miami" di D. Wheatley & J.G. Links, che includeva "indizi reali" come verbali di interrogatori e elementi raccolti sul luogo del delitto.

Georges Simenon, con la sua collana "I Libri Neri", rappresentò un filone a sé stante, caratterizzato da un approccio quasi realistico e incentrato sulle indagini del commissario Jules Maigret.

Il calcio, con la sua intrinseca rilevanza sociale e le sue dinamiche spesso oscure, si presta perfettamente a diventare terreno fertile per il genere giallo. Le scommesse, gli intrecci loschi, la violenza e le pressioni esterne sono elementi che rendono l'universo calcistico un soggetto ideale per storie di mistero e suspense.

La Mondadori, attraverso le sue diverse collane, ha saputo raccontare queste sfumature, offrendo ai lettori un'ampia gamma di romanzi che esplorano il lato più oscuro del pallone, intrecciandolo con le trame avvincenti tipiche del genere giallo.

La figura del commissario Veneruso, protagonista dei romanzi di Diego Lama, incarna questa fusione tra il mondo del calcio e il giallo, ambientando le sue indagini nella Napoli della Belle Époque, un contesto che offre ulteriori spunti narrativi.

Autori come Gian Luca Campagna, Luca Crovi, Romano De Marco, Leonardo Gori, Gianluca Morozzi, Luca Poldelmengo e Paolo Roversi, con le loro opere pubblicate anche nella prestigiosa collana "Il Giallo Mondadori", contribuiscono a mantenere vivo l'interesse per il genere, esplorando temi sempre nuovi e avvincenti.

La vastità e la profondità della produzione legata a "Il Giallo Mondadori" dimostrano la capacità della casa editrice di adattarsi ai tempi e di offrire ai lettori storie che spaziano dal poliziesco classico al thriller contemporaneo, sempre con un occhio di riguardo per il contesto sociale e culturale in cui sono ambientate.

Vignetta umoristica sul calcio e le scommesse

La contaminazione tra il mondo del calcio e il genere giallo, come esplorato in "Giallo di rigore" e attraverso le pubblicazioni de "Il Giallo Mondadori", offre una prospettiva unica sul fenomeno sportivo più amato, rivelando le sue ombre e i suoi misteri nascosti.

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