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Nel vasto pantheon del calcio italiano, alcuni giocatori rimangono impressi nella memoria collettiva non tanto per i successi ottenuti, quanto per le storie che li circondano. Egidio Calloni, ex centravanti del Milan, rientra a pieno titolo in questa categoria. Nonostante un palmarès relativamente modesto, la sua figura è diventata iconica, legata indissolubilmente al soprannome "Sciagurato", coniato dal celebre giornalista Gianni Brera e reso celebre dalle ironiche telecronache di Beppe Viola. Ma chi era davvero Egidio Calloni e perché la sua carriera, pur non essendo costellata di trofei, merita di essere raccontata?

Gli inizi e l'ascesa a Varese

Nato a Busto Arsizio il 1° dicembre 1952, Egidio Calloni mosse i primi passi nel mondo del calcio nelle giovanili dell'Inter. Tuttavia, il club nerazzurro non credette nelle sue potenzialità, cedendolo al Varese. Fu proprio con la maglia biancorossa che Calloni iniziò a farsi notare. Dopo un'esperienza in Serie C con il Verbania, dove segnò ben 15 gol, tornò al Varese, militante in Serie B. Qui, nella stagione 1973/74, con 16 reti in 31 partite, trascinò la squadra alla promozione in Serie A, affermandosi come un attaccante di valore.

Giovane Egidio Calloni in maglia Varese

L'arrivo al Milan e l'inizio delle "callonate"

Nell'estate del 1974, il Milan, dopo aver mancato l'ingaggio di Giacomo Libera, puntò su Calloni, acquistandolo per 850 milioni di lire. L'inizio fu promettente: la sua prima rete con la maglia rossonera fu una spettacolare rovesciata contro la Roma, che regalò la vittoria al Milan. Nei primi due anni, Calloni andò sempre in doppia cifra, segnando 17 gol nella stagione 1974/75 e 19 gol in quella successiva, con 13 marcature in campionato che, per 11 anni, rappresentarono il bottino più ricco di un attaccante rossonero in Serie A. Il suo rendimento gli valse anche la convocazione con l'Italia Under 23.

Tuttavia, a partire dalla terza stagione, iniziarono a sommarsi gli errori sotto porta. Gol facili sprecati divennero una costante, portando all'appellativo di "sciagurato". Il celebre giornalista Gianni Brera, con la sua prosa graffiante, lo apostrofò "Sciagurato Egidio", citando il personaggio manzoniano. Beppe Viola, inviato della Rai, rese celebre la frase: "A due metri dalla porta, completamente solo, Calloni sventa la minaccia".

Egidio Calloni mentre calcia un pallone

La conquista della Coppa Italia e il declino

Nonostante le difficoltà realizzative in campionato, Calloni si rifece in Coppa Italia. Nella stagione 1976/77, il Milan vinse il trofeo battendo l'Inter in finale per 2-0, con Calloni capocannoniere del torneo con 6 reti. Fu l'unico trofeo conquistato da Egidio con la maglia rossonera. L'anno seguente, il suo ultimo in rossonero, non riuscì a invertire la rotta, e nell'estate del 1978, il doloroso addio al Milan, con la cessione in comproprietà all'Hellas Verona.

La rivincita contro l'ex squadra

L'addio al Milan coincise con un periodo difficile per Calloni, ma anche con l'inizio di una personale rivincita. Nella stagione 1978/79, mentre il suo Milan vinceva lo Scudetto della stella, il Verona retrocedeva in Serie B. Alla quartultima giornata di campionato, Verona e Milan si affrontarono a San Siro. Calloni, con un gol dei suoi, portò in vantaggio il Verona, mettendo subito le mani nei capelli per la consapevolezza del peso della sua rete. Il suo gol fece tremare il Milan, lanciato verso il titolo, ma alla fine i rossoneri riuscirono a rimontare e vincere 2-1, grazie alle reti di Gianni Rivera e Novellino.

"Ma quale dispiacere, ero contento, stavo esultando, con rabbia", rivelò Calloni anni dopo. "La rabbia di vedere che il Milan vinceva lo Scudetto, e lo faceva con uno che davvero non la metteva dentro mai (Stefano Chiodi, ndr): a lui la Stella e a me il Verona, la Serie B, i fischi, quel soprannome del cazzo. Io lo Sciagurato, e lui campione d’Italia. Almeno li procurai un po' di tremarella".

Stadio San Siro di Milano

Le successive esperienze e il ritiro

Dopo il Verona, Calloni giocò per Perugia, Palermo e Como. Con il Palermo, nella stagione 1980/81, visse una delle sue giornate più belle, segnando una spettacolare tripletta contro la sua ex squadra, il Milan, in un'impresa leggendaria. I suoi 11 gol in quella stagione contribuirono alla salvezza del Palermo e fecero capire ai tifosi rossoneri quanto potessero essere stati ingenerosi nei suoi confronti.

Calloni chiuse la carriera da professionista a 31 anni, indossando anche le maglie di Ivrea e Mezzomerico tra i Dilettanti. Dopo il ritiro, aprì un bar, per poi diventare rappresentante di gelati per Algida e Motta.

Il ricordo e l'eredità di Egidio Calloni

Egidio Calloni, nonostante l'etichetta di "bidone" che gli fu affibbiata, ha lasciato un segno nella storia del calcio italiano. La sua carriera, con 88 gol tra i professionisti, dimostra che non fu un giocatore scarso. La sua figura è un monito su come i soprannomi e i luoghi comuni possano oscurare le reali qualità di un atleta.

Nel 2003, il giornalista Giorgio Porrà utilizzò il suo soprannome per una fortunata trasmissione su Sky. Nel 2007, Calloni subì un'ischemia cerebrale, ma si riprese miracolosamente. Negli ultimi anni, ha dedicato il suo tempo ad allenare bambini, trasmettendo loro l'amore per il gioco.

"Alleno i bambini dei Piccoli Amici all'oratorio San Vittore di Verbania", raccontò. "Hanno tra i 5 e i 7 anni. Si divertono come matti e io mi diverto con loro. Facciamo giochi con la palla. Insegniamo i fondamentali. Stop, controllo e tiro. A questa età l'importante è vivere il gioco e divertirsi".

Bambini che giocano a calcio

I flop del Milan negli ultimi 30 anni

La storia di Egidio Calloni si inserisce in un contesto più ampio di giocatori che, per varie ragioni, non mantennero le aspettative al Milan. Analizzando gli ultimi 30 anni, si possono individuare diversi "investimenti sbagliati" sul mercato rossonero, valutando giocatori in base alle loro effettive qualità e al rapporto costo/rendimento.

Portiere

Tra i portieri flop, spicca il caso di Jens Lehmann. Arrivato nel '98 per sostituire Rossi, collezionò solo 5 presenze, macchiate da errori grossolani. Nonostante la sua discreta carriera in Germania e Inghilterra, la sua esperienza al Milan fu un capitolo da dimenticare.

Difensori

Nel reparto difensivo, spiccano nomi come Michael Reiziger, arrivato nel '96 dall'Ajax, che doveva essere l'erede di Tassotti ma si rivelò poco utile. Anche Marc N'Gotty, acquistato nel '98 dal PSG, dopo aver mostrato buone cose in Ligue 1, fece acqua da tutte le parti al Milan. Più recentemente, Leonardo Bonucci, capitano per una stagione, non riuscì a spostare gli equilibri sperati, tornando alla Juventus l'anno successivo. Un altro flop dall'Ajax fu Winston Bogarde, arrivato nel '97, che non trovò mai la sufficienza e fu definito "il peggior acquisto della storia del Chelsea" da un quotidiano inglese.

Centrocampisti

A centrocampo, diversi giocatori non mantennero le promesse. Pablo Garcia, arrivato nel 2000, si rivelò lento e impacciato, collezionando solo 6 presenze. Michael Essien, ingaggiato nel gennaio 2014, era una lontana fotocopia del giocatore ammirato al Chelsea, mostrando lentezza e imprecisione. Boudewijn Zenden, arrivato a parametro zero nel '96, ebbe problemi di adattamento tattico e un grave infortunio, oltre a difficoltà caratteriali che lo portarono a lasciare il Milan per la Juventus.

Attaccanti

In attacco, diversi nomi hanno deluso le aspettative. Gonzalo Higuain, arrivato in prestito oneroso dalla Juventus, rimase solo 6 mesi, segnando poco e litigando con compagni e dirigenza. Patrick Kluivert, stella dell'Ajax campione d'Europa contro il Milan, arrivò a parametro zero nel '96 ma deluse con soli 6 gol in campionato. Javi Moreno, acquistato nel 2001 dopo una stagione da favola all'Alavés, non si adattò al campionato italiano, segnando solo una doppietta in tutto il campionato e venendo rispedito in Spagna a fine stagione.

Allenatore

Anche la panchina ha visto scelte discutibili. Oscar Tabarez, ingaggiato nel 1996, non riuscì a dare la scossa sperata, venendo esonerato dopo pochi mesi. Il suo Milan fece poca strada in campionato e nelle coppe.

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La storia di Egidio Calloni, quindi, non è solo quella di un centravanti che ha sbagliato molti gol, ma anche quella di un uomo che ha saputo rialzarsi e trovare soddisfazione anche lontano dai riflettori, dimostrando che nel calcio, come nella vita, ci sono sempre rivincite possibili.

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