La designazione di Federico La Penna per il Derby d'Italia tra Inter e Juventus rappresenta un momento significativo nella carriera del fischietto romano. Questa sarà la sua prima direzione in assoluto in un match che vede contrapposte queste due storiche rivali del calcio italiano. La scelta, ufficializzata dal designatore Gianluca Rocchi, sottolinea la fiducia riposta in La Penna per la sua costanza di rendimento durante la stagione.
Federico La Penna, appartenente alla sezione di Roma-1, è stato selezionato tra una rosa di arbitri di alto profilo, superando la concorrenza di nomi come Doveri, Guida e Sozza. La sua undicesima direzione in Serie A in questa stagione lo posiziona subito dietro ai più esperti Guida e Doveri, che vantano dodici presenze.

I precedenti di La Penna con l'Inter
Analizzando i precedenti, le statistiche sorridono all'Inter quando diretta da Federico La Penna. In undici incontri, i nerazzurri hanno ottenuto nove vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Quest'anno, l'Inter ha già vinto entrambe le partite arbitrate da La Penna, mentre l'unica battuta d'arresto risale agli ottavi di finale di Coppa Italia del 2023. La partita di sabato segnerà il terzo incrocio stagionale tra La Penna e la squadra milanese.
I precedenti di La Penna con la Juventus
Anche con la Juventus, Federico La Penna vanta undici precedenti. Il bilancio vede sette vittorie per i bianconeri, a fronte di due pareggi e due sconfitte. Nella stagione corrente, La Penna ha arbitrato la Juventus in una sola occasione, nella partita persa contro il Napoli.

Le dichiarazioni di Gianluca Rocchi sul tempo effettivo e l'arbitraggio
Gianluca Rocchi, designatore arbitrale della Serie A e B, ha condiviso alcune riflessioni sul calcio moderno e sul ruolo dell'arbitro. Rocchi ha notato un calo del tempo effettivo di gioco rispetto alle stagioni precedenti, attribuendolo a una serie di fattori come l'introduzione del VAR, le cinque sostituzioni e l'aumento del numero di partite.
Ha inoltre sottolineato la differenza di fluidità tra le partite di Serie A e quelle di Champions League, dove la maggiore qualità tecnica delle squadre porta a un gioco più spettacolare e meno interruzioni. Rocchi ha chiarito che il numero di falli fischiati non è una scelta dell'arbitro, ma piuttosto una conseguenza del modo in cui i giocatori vivono la partita.
"Il tempo effettivo non lo dettano gli arbitri, negli anni si sono aggiunte tante cose, il VAR, l'annuncio, le cinque sostituzioni. Poi ci sono anche più partite rispetto a prima e l'impegno fisico è superiore. E' un trend in calo, è un discorso che dovremo affrontare con le squadre stesse più che con gli arbitri."
Rocchi ha insistito sull'importanza di un "arbitraggio di qualità" piuttosto che concentrarsi sul numero di falli. Ha evidenziato come, nonostante un numero elevato di falli in alcune partite (come Roma-Inter con 47 falli), il tempo effettivo possa comunque essere significativo (55 minuti). Ha anche menzionato i progressi nei minuti di recupero, indicando che l'obiettivo è recuperare il tempo perso.

La gestione delle riprese di gioco e i minuti di recupero
Un'altra area su cui Rocchi sta lavorando è la velocità nelle riprese del gioco, specialmente per rimesse laterali e calci d'angolo. Ha chiesto agli arbitri di essere più proattivi nel ridurre i tempi morti, evitando di rallentare il ritmo del gioco. Rocchi ha chiarito che, sebbene il tempo fermo non dipenda sempre dall'arbitro, è fondamentale un impegno massimo per rendere il gioco più fluido.
Per quanto riguarda i minuti di recupero, Rocchi ha indicato che devono essere conteggiati anche i tempi legati alle esultanze prolungate per un gol, ai check del VAR, alle On Field Review e agli Overrule. L'indicazione è chiara: non preoccuparsi di aggiungere minuti di recupero, ma piuttosto evitare di sottrarne.
Collaborazione tra giocatori e arbitri
Rocchi ha evidenziato la necessità di una collaborazione tra giocatori e arbitri, soprattutto per quanto riguarda gli episodi di presunte simulazioni o colpi al volto. Ha spiegato che l'ammonizione per un colpo al volto nasce con l'intento di proteggere i calciatori, ma che l'uso improprio di questa regola per indurre un'ammonizione a un avversario è dannoso per tutti. Rocchi ha ribadito che la simulazione è un comportamento non tollerato e che, pur preferendo la prevenzione, gli arbitri hanno ora gli strumenti per sanzionarla.
Il bilancio sull'uso del VAR
Riguardo all'uso del VAR, Rocchi ha ammesso che ci sono stati "qualche errore di troppo" nelle prime 11 giornate. Ha sottolineato che il VAR deve essere un supporto per correggere gli errori arbitrali, ma non deve sostituire l'arbitro in campo. La centralità dell'arbitro rimane un principio fondamentale. Nonostante alcuni errori banali, Rocchi si dichiara motivato dalla crescita di un gruppo di giovani arbitri che stanno offrendo prestazioni di alto livello.
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Infine, Rocchi ha difeso la designazione di Sozza per il Derby di Milano, sottolineando la sua crescita a livello internazionale e la sua capacità di dirigere partite importanti, indipendentemente dalla sua provenienza geografica. Ha ringraziato i club per aver superato il "tabù territoriale" nelle designazioni arbitrali.
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