Kevin De Bruyne è un nome che risuona con forza nel mondo del calcio, sinonimo di precisione, imprevedibilità e pura bellezza calcistica. In un'era dominata dal fisico e dalla velocità, De Bruyne rappresenta un numero 10 d'altri tempi, capace di unire tecnica sopraffina, rapidità di decisione, visione di gioco e fantasia in un mix letale per qualsiasi difesa avversaria.
Nato il 28 gennaio 1991 a Drongen, un piccolo centro nelle Fiandre, Kevin ha iniziato il suo percorso calcistico a soli 4 anni, mostrando fin da subito un talento fuori dal comune. Già a 12 anni, con la maglia del Gent, segnò 4 gol in una finale contro il Genk, attirando l'attenzione del club rivale che lo ingaggiò poco dopo.
L'approdo al Genk segnò l'inizio di un periodo di crescita, ma anche di solitudine per il giovane Kevin. Lontano dalla famiglia, visse i primi due anni in una guest house e poi in una famiglia ospitante, sentendosi spesso isolato a causa della sua timidezza. "Non ho mai realmente imparato ad avere una vita sociale, l'unico giorno libero era la domenica, e tornavo a casa per incontrare la mia famiglia. Di conseguenza posso dire che i primi due anni all'accademia furono il periodo della mia vita nel quale mi sono sentito più solo", ha raccontato De Bruyne.
Nonostante le difficoltà, la passione per il calcio era il suo motore. Un pomeriggio, dopo aver appreso che la famiglia ospitante non voleva più accoglierlo per il suo carattere silenzioso, Kevin passò ore a calciare un pallone contro il muro, ripetendo tra sé "Non ti vogliono per come sei fatto". Questo momento di sconforto si trasformò in una forza motrice: i suoi allenamenti divennero più intensi e, in una sola frazione di gioco, segnò 5 gol partendo dalla panchina, segnando l'inizio della sua leggenda. In soli due mesi, Kevin entrò a far parte della prima squadra del Genk.
Nel 2012, il Chelsea lo acquistò per 8 milioni di euro, lasciandolo però in prestito al Genk fino a fine stagione. La stagione 2012-2013 la trascorse in prestito al Werder Brema, dove attirò l'attenzione di tutta Europa con 10 gol e 10 assist in 34 presenze, giocando principalmente da trequartista.
La prima vera occasione in un grande club arrivò nella stagione 2013-2014 con il Chelsea di José Mourinho. Tuttavia, il belga non trovò spazio, collezionando meno di 10 presenze. Un colloquio con Mourinho fu emblematico: quando Kevin espresse il desiderio di giocare, il tecnico portoghese rispose che, in caso di cessione di Juan Mata, sarebbe passato da sesta a quinta scelta. De Bruyne, sentendosi non voluto, chiese di essere ceduto.

A metà stagione, passò al Wolfsburg per 22 milioni di euro, dando inizio alla sua ascesa inarrestabile. Nella stagione 2014-2015, il mondo vide di cosa era capace: 16 gol e 28 assist in 51 partite, trascinando il Wolfsburg al secondo posto della Bundesliga e attirando l'interesse di Pep Guardiola.
Ironia della sorte, fu proprio in Germania che conobbe Michèle Lacroix, ora sua moglie e pilastro fondamentale della sua vita. La loro storia d'amore iniziò con un tweet imbarazzato di Kevin, troppo timido per rispondere a un messaggio di lei.
Nell'estate del 2015, il Manchester City sborsò 76 milioni di euro per assicurarsi le sue prestazioni. Sotto la guida di Pep Guardiola, De Bruyne divenne uno degli ingranaggi fondamentali di una macchina perfetta. Ha vinto tutto con il City: 5 Premier League, 5 Carabao Cup, 2 FA Cup, 2 Community Shield, una Champions League, una Supercoppa UEFA e un Mondiale per Club.

Nonostante gli infortuni, De Bruyne è sempre rientrato più forte di prima, dimostrando una resilienza ammirevole. Il suo ritorno dopo un lungo stop lo ha visto subito protagonista, con gol e assist decisivi. "Boss, penso che Kevin sia uno dei giocatori più importanti per la tua squadra. Saresti in grado di spiegarmi come ragiona, cosa vede quando è in campo o come è come calciatore? Perché alcune volte faccio fatica a capirlo", disse Thierry Henry a Pep Guardiola. La risposta di Guardiola fu emblematica: "Anche io… è una persona speciale, è un ragazzo sensibile, e si è sempre dimostrato importante in molti casi. Quello che abbiamo fatto in questi anni senza di lui sarebbe stato impossibile".
La storia di Kevin De Bruyne è quella di un ragazzo timido che ha trovato nel calcio il suo modo di esprimersi, superando rifiuti e difficoltà per diventare una leggenda del calcio mondiale.
Il percorso di Kevin De Bruyne prima del suo arrivo al Manchester City è stato segnato da tappe fondamentali in Belgio e Germania. Dopo le giovanili nel KVV Drongen e nel Gent, è entrato nel settore giovanile del Genk, dove ha debuttato in prima squadra nel 2008. Le sue prestazioni gli valsero l'attenzione del Chelsea, che lo acquistò nel gennaio 2012 per 8 milioni di euro, lasciandolo però in prestito al Genk fino a fine stagione. Con il club belga, ha collezionato 113 presenze, 17 gol e 36 assist, vincendo una Coppa del Belgio, un campionato nazionale e una Supercoppa.
La stagione 2012-2013 lo ha visto trasferirsi in prestito al Werder Brema, in Germania. Qui, ha giocato 34 partite tra tutte le competizioni, segnando 10 gol e fornendo 9 assist, principalmente come trequartista. La sua crescita è stata tale da convincere il Chelsea, e in particolare José Mourinho, a riportarlo a Londra per la stagione 2013-2014.
Tuttavia, l'esperienza al Chelsea sotto Mourinho fu breve e deludente. Nonostante qualche apparizione, De Bruyne faticò a trovare spazio e, su sua richiesta, nel gennaio 2014 passò al Wolfsburg per 16 milioni di sterline. In Germania, De Bruyne ritrovò la sua forma migliore. Nei sei mesi rimanenti della stagione 2013-2014, mise a segno 3 gol e 6 assist in 16 presenze. La stagione 2014-2015 fu quella della consacrazione definitiva: 16 gol e 28 assist in 51 partite, guidando il Wolfsburg al secondo posto in Bundesliga e alla vittoria della Coppa di Germania. Le sue prestazioni nel Wolfsburg, dove giocò 73 partite segnando 20 gol e fornendo 35 assist, attirarono l'interesse del Manchester City, che nell'estate 2015 lo acquistò per circa 78 milioni di euro.
| Squadra | Periodo | Presenze | Gol | Assist |
|---|---|---|---|---|
| Genk | 2008-2012 | 113 | 17 | 36 |
| Werder Brema (prestito) | 2012-2013 | 34 | 10 | 9 |
| Wolfsburg | 2014-2015 | 73 | 20 | 35 |
La sua capacità di giocare in diverse posizioni offensive, la sua visione di gioco e la sua abilità nel creare occasioni per i compagni lo hanno reso un giocatore fondamentale per ogni squadra in cui ha militato, prima di raggiungere l'apice della sua carriera al Manchester City.
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