Il futuro di Francesco Acerbi all'Inter è diventato un tema caldo del mercato estivo. Nonostante un passato recente da protagonista, segnato da prestazioni di alto livello e dal forte legame con l'ex allenatore Simone Inzaghi, la permanenza del centrale nerazzurro è oggi in discussione. Alla base di questo scenario ci sono varie cause: una clausola rescissoria che potrebbe portare alla risoluzione anticipata del contratto, tensioni interne con la società, problemi fisici ricorrenti, la nuova gestione tecnica di Cristian Chivu e la volontà del club di puntare su giovani come Giovanni Leoni.
Nel contratto firmato da Francesco Acerbi sarebbe presente una clausola unilaterale che consente all’Inter di interrompere il rapporto pagando una penale di 500mila euro. L’accordo, mai ufficialmente confermato dalle parti, è tornato d’attualità in questi giorni di riflessione da parte del club e del giocatore stesso. Il contratto in essere è valido fino al 30 giugno 2026, ma questa clausola darebbe al club la possibilità di rescindere già nell’immediato, senza ulteriori costi.
Il rapporto tra Acerbi e l’Inter non è mai stato solido come quello con Simone Inzaghi, che lo aveva voluto in squadra e ne aveva fatto un punto di riferimento nello spogliatoio. Con l’arrivo di Chivu sulla panchina nerazzurra, gli equilibri sono cambiati: il nuovo allenatore ha idee tattiche differenti, in particolare la predilezione per la difesa a zona rispetto alla marcatura a uomo. Questo sistema penalizzerebbe un difensore esperto come Acerbi, che faticherebbe ad adattarsi rispetto ad altri compagni di reparto.
Inoltre, il difensore è finito nel mirino della dirigenza anche per aver affidato il proprio recupero da infortuni a specialisti esterni al club, una scelta che ha generato malumori interni.
La scorsa stagione è stata contrassegnata da frequenti problemi fisici per Acerbi. Il difensore ha saltato ufficialmente 16 partite, restando ai box in momenti chiave come il periodo tra dicembre e gennaio, a causa di uno stiramento alla coscia, e già tra ottobre e novembre per altri problemi muscolari. Nonostante questi stop, Acerbi ha vissuto momenti di altissimo livello, come il gol del pareggio contro il Barcellona nella semifinale di ritorno di Champions League e la prestazione dominante su Haaland a settembre. Tuttavia, pesano anche le difficoltà nella finale persa contro il PSG e la consapevolezza che, con i suoi 38 anni da compiere a febbraio, non può più essere un titolare da 60 partite stagionali.
L’Inter sta programmando il futuro investendo su giovani prospetti. Il nome più caldo è quello di Giovanni Leoni del Parma, classe 2006, per cui i nerazzurri sono pronti a un investimento significativo. L’idea di Chivu è inserirlo gradualmente ma con prospettiva da titolare.
L’arrivo del giovane difensore comporterebbe un’uscita tra gli attuali centrali per liberare spazio in rosa, soprattutto per le liste UEFA. I due indiziati sono Acerbi e De Vrij, rispettivamente di 37 e 33 anni, ma le condizioni fisiche più precarie del primo lo rendono il principale candidato alla partenza. La filosofia del fondo Oaktree, che spinge per uno svecchiamento generale della rosa, va in questa direzione.

Le voci di un possibile approdo all’Al Hilal, allenato da Simone Inzaghi, avevano inizialmente riacceso l’attenzione su Acerbi. Al momento, però, questa pista non trova conferme. Il progetto saudita, finanziato dal fondo sovrano, punta su giocatori futuribili e Acerbi, vicino ai 38 anni, non rientrerebbe nei parametri richiesti. Anche dal lato del giocatore e della società araba sono arrivate smentite, rendendo l’opzione irrealistica almeno per ora.
Nonostante le criticità, la presenza di Acerbi potrebbe ancora essere utile per la crescita del gruppo e la gestione dello spogliatoio. Ma la volontà dell’Inter di costruire una squadra giovane e futuribile, l’assetto tattico di Chivu e i problemi fisici ricorrenti spingono verso una possibile separazione.
Sono lontani i tempi in cui il centrale era un insostituibile, sempre in campo prima con la Lazio e poi con l’Inter. Oggi Francesco Acerbi sta pagando i problemi fisici, non a caso a inizio stagione la squadra nerazzurra ha pensato di tutelarsi aggiungendo al contratto del centrale la possibilità di una risoluzione unilaterale a fine stagione. Anche perché c’è intanto da segnalare il ritorno di Stefan de Vrij ad alti livelli. Per l’ennesima volta l’olandese è stato tra i migliori dell’Inter, gestendo bene la difesa e contribuendo nel raggiungimento di una vittoria decisiva. La conferma arriva anche dai numeri: 1757 minuti su 24 presenze stagionali, ma soprattutto il riscontro della sua centralità rispetto ad Acerbi con i numeri incrociati: quasi il doppio dei minuti (969 quelli dell’italiano) e più del doppio delle presenze (24 a 11). Dei due in estate ne rimarrà solo uno e, al momento, la scelta sembra abbastanza scontata dopo che proprio Acerbi è arrivato alla Lazio per sostituire de Vrij.

Francesco Acerbi ha dimostrato di essere un giocatore fondamentale per questa Inter. E non solo perché stoppa e annulla qualsiasi attaccante gli si pone davanti, ma anche per il carisma e la personalità con cui scuote i compagni e gli fa rialzare la testa. E poi quel gol, il 3-3 che manda l’Inter ai supplementari. Decisivo.
"Non dite mai al leone di arrendersi, perché sarà solo fiato sprecato. Il leone è sempre lucido, pure quando San Siro è ammutolito, i compagni scoraggiati e Yamal è lì che punta Sommer e prende il palo. Perché ognuno fa con quel che ha a disposizione. Flick alla fine butta dentro Lewandowski, Inzaghi invece guarda Acerbi decidere di fiondarsi lì davanti a fare a sportellate, vicino a Thuram e Taremi. Bella pensata: cross di Dumfries e il leone sul primo palo che neppure un attaccante da mille gol fa una roba così. Via la maglia, via tutto: la fiamma si riaccende, altri 30 minuti di vita. E che vita. La vita di Frattesi, pure, la vita di tutti gli interisti. La vita che si allunga fino a Monaco, 31 maggio: buon viaggio", La Gazzetta dello Sport esalta il difensore dell'Inter.
"Acerbi, per dirne una, ha due anni in più del papà di Yamal. E come correva, però. Pure quando s’è rimesso dietro a marcare Lewandowski: l’avete visto il polacco? Giusto su un colpo di testa spedito in curva, buono per divorarsi il 4-4. Il nostro, intanto, era in piena trance agonistica. Centravanti vero o falso nueve, per lui poco cambia: li ferma tutti, li blocca tutti, si esalta con tutti. Tanto che gli avversari hanno pure provato a provocarlo. Storia di fine primo tempo, dopo il 2-0 su rigore di Calha. Acerbi si allaccia in mezzo al campo con Inigo Martinez e poi con mezzo Barcellona. Il motivo sarebbe uno sputo ricevuto proprio dal difensore del Barça. Hanno dovuto portare via il leone con la forza, i compagni, per evitare che reagisse".
"Meglio tenere le energie per cose più importanti, per un gol al 93’ ad esempio. Del resto, una semifinale di Champions non si gioca tutti gli anni, una finale meno che mai. Acerbi ora avrà l’occasione di rifarsi dopo Istanbul, dopo quella partita in cui marcò Haaland: il destino, a 37 anni, ha deciso di dargli un’altra chance. Mancano 24 giorni, è giusto far partire il conto alla rovescia. La verità è che Acerbi non finisce mai. Contro la squadra con l’età media che pare uno scherzo, lo scherzo se l’è inventato lui. Simbolico che sia stato lui, 37 anni, a rompere le certezze dei ragazzi di Flick. Simbolico di un gruppo che sa di giocare l’ultima mano di poker della loro carriera. Tutto o niente. Per ora è tutto, a Monaco si vedrà. Acerbi, in ogni caso, ha già vinto. Ha convinto l’Inter a prendere un indirizzo diverso sul mercato, lui che pareva destinato all’addio.
I continui problemi fisici di Francesco Acerbi hanno portato l'Inter a fare serie valutazioni sul suo futuro. Il difensore ha rinnovato il suo contratto coi nerazzurri fino al 2026, ma gli infortuni potrebbero cambiare questo scenario. Facendo scattare una sorta di prolungamento automatico con Acerbi fino al 2026, l'Inter ha messo nero su bianco anche una postilla. E unilaterale: se il club lo riterrà opportuno, potrà far terminare con un anno di anticipo il contratto del centrale nerazzurro, di fatto liberandolo come parametro zero sul mercato. Una sorta di tutela, che dà all'Inter la possibilità di decidere a fine stagione cosa fare con Acerbi.
La società pretende più chiarezza per quanto riguarda gli ormai tanti infortuni e le tante partite saltate da Acerbi in questa stagione, e in più c’è un altro fattore che Marotta e soci non sottovaluteranno. Il "fattore" ha un nome e un cognome: Stefan De Vrij. Perché oggi la squadra di Inzaghi può contare solo su due centrali puri, che sono proprio i due ex Lazio (più il giovane Palacios, che per inserirsi stabilmente in squadra potrebbe aver bisogno di qualche mese). Uno è ai box da tempo, l'altro sta rendendo alla grandissima - anche in una serata storta come quella di Leverkusen è stato il migliore nell'Inter -. Acerbi a febbraio compirà 37 anni, De Vrij, sempre a febbraio, 33. Quattro anni di differenza non sono certamente pochi, e in attesa che il mercato porti un centrale nuovo è probabile che nella rosa nerazzurra dell'anno prossimo, di questi due ne resterò uno soltanto.
Sono giorni di riflessione in casa Inter. I nerazzurri infatti, sfruttando la clausola unilaterale da 500 mila euro concordata con Francesco Acerbi e il suo agente ai tempi dell’ultimo rinnovo, potrebbero rescindere immediatamente il contratto attualmente in essere - e in scadenza nel giugno del 2026 - col giocatore. Senza penali ulteriori quindi, né aspettare la fine naturale dell’accordo inizialmente stipulato tra il club di Viale della Liberazione e l’esperto difensore.
Quella appena conclusa, di fatto, è stata una stagione sicuramente da montagne russe per Acerbi, con la vetta toccata col gol del 3-3 in casa contro il Barcellona nella semifinale di ritorno della Champions League, a pari merito, a a livello sportivo, con la marcatura da scuola calcio su Haaland dello scorso settembre. Out ufficialmente per problemi fisici per un totale di 16 incontri, l’ex Sassuolo e Lazio è stato costretto a saltare comunque più momenti determinanti della stagione, tanto da non giocare mai tra dicembre e gennaio - a causa di uno stiramento alla coscia -, oltre ai precedenti problemi di ottobre e novembre.
Salutare Acerbi significherebbe anche recedere totalmente il cordone ombelicale con Simone Inzaghi - ad oggi non trovano nemmeno conferma le voci secondo cui i due potrebbero ritrovarsi in Arabia, all’Al Hilal - e abbracciare in toto l’idea di gioco di Cristian Chivu, che chiede ai suoi marcatori di difendere a zona e non a uomo, aspetto a cui il classe 1988, che il prossimo febbraio compirà 38 anni, è sicuramente meno avvezzo rispetto al compagno di reparto De Vrij e anche consequenzialmente a chi verrebbe eventualmente scelto come suo eventuale sostituto.
Difesa A UOMO o SUL PALLONE? Fate la vostra scelta!
Prima i numeri: per Acerbi si tratta della terza esclusione di fila dai titolari. L’allenatore nerazzurro l’ha lasciato in panchina contro Fiorentina, Verona e Kairat, dove gli ha preferito prima Bisseck e poi De Vrij. In stagione ha collezionato sette presenze in tutte le competizioni, tutte da titolare e quasi tutte per 90’ (è stato sostituito a 7’ dalla fine contro l’Udinese). Dopo la sconfitta col Napoli, è finito in panchina, reo di aver collezionato una prova incolore ed essere entrato in negativo in due gol azzurri. Al Bentegodi Chivu gli ha preferito Bisseck. Il motivo? Tiene alta la linea, costruisce più avanti. Col Kairat ha giocato De Vrij, invece. Ora si apre il dilemma centrale: in estate l’Inter ha sostituito Pavard con Akanji, ma in mezzo, al centro, ha scelto di proseguire con l’olandese e con Acerbi.
La caccia al difensore è già partita, ma lo scenario Bisseck è da tenere sott'occhio. Il tedesco piace a Chivu come centrale. Akanji, invece, è già insostituibile come braccetto destro. In Serie A ha giocato otto partite su otto senza mai essere sostituito. In Champions è stato risparmiato di più. La variante Bisseck resta la più importante per capire cosa ne sarà di Acerbi.
Come era ampiamente prevedibile, il giudice sportivo non ha preso alcuna decisione in merito al presunto insulto razzista rivolto da Francesco Acerbi a Juan Jesus nella gara di domenica sera e ha chiesto alla Procura federale un supplemento di indagine. La palla passa al procuratore Giuseppe Chiné che ora dovrà ascoltare i due giocatori che espongono una versione dei fatti contrastante. L’interista nega di aver pronunciato espressioni di discriminazione razziale, il brasiliano del Napoli sui social ribatte che Acerbi gli avrebbe detto: «Vai via nero, sei solo un n...», prima di scusarsi e aggiungere: «Per me n... è un insulto come un altro». Ieri mattina Francesco Acerbi, dopo essere rientrato lunedì dal ritiro di Coverciano, ha incontrato i dirigenti nerazzurri, curiosi di conoscere nel dettaglio l’accaduto. La sua versione è differente. ciò che aveva confessato al ct Spalletti prima e ai giornalisti in stazione poi: ovvero che nelle parole pronunciate domenica sera non c’era un intento discriminatorio o razzista. Posizione che intende difendere anche davanti agli uomini della Procura federale in un confronto che avverrà entro 48 ore.
Qualora fosse confermata la matrice razzista dell’insulto ad Acerbi verrebbe contestata la violazione dell’art.28 del codice giustizia sportiva sui «Comportamenti discriminatori»: la sanzione minima è la squalifica di 10 giornate, antipasto di una possibile esclusione dagli Europei. Ecco perché l’Inter ha scelto la via del silenzio, rinunciando a un comunicato. Non solo Acerbi rischia di aver finito la stagione in anticipo, ma pure la carriera con l’Inter. Il giocatore, da poco 36enne, è legato ai nerazzurri fino al 2025 ma non è remota la possibilità che in caso di maxi-stangata l’addio venga accelerato.
