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Il mondo del calcio è costellato di storie affascinanti, aneddoti curiosi e figure indimenticabili. Tra queste, spicca quella di Erik ten Hag e del suo arrivo all'Ajax, un'avventura iniziata tra qualche perplessità e che ha portato a risultati sorprendenti. Non si può parlare di questo periodo senza menzionare un particolare dettaglio: il "meme dell'uovo di Pasqua pelato", un'immagine che inizialmente aveva suscitato ilarità, ma che oggi rappresenta un simbolo di come le apparenze possano ingannare nel mondo del calcio.

L'inizio dell'esperienza di Ten Hag sulla panchina dell'Ajax non fu dei più semplici. Al suo primo giorno di lavoro, si presentò con una valigia del suo precedente club, l'FC Utrecht. Questo gesto, seppur innocuo, venne interpretato come una mancanza di attaccamento alla nuova realtà, un po' come se Simone Inzaghi si fosse presentato all'Inter con la tuta della Lazio. A ciò si aggiunse una voce particolare e un passato da contadino, elementi che, uniti al già citato "meme dell'uovo di Pasqua pelato", fecero ipotizzare che la sua avventura con l'Ajax sarebbe stata di breve durata. Il suo esordio in conferenza stampa, due giorni prima del big match contro il Feyenoord, fu caratterizzato da risposte brevi che suscitarono l'ilarità dei presenti. Ten Hag si presentò come l'esatto opposto di Louis van Gaal, suo predecessore, noto per la sua loquacità e per il piacere di parlare della sua filosofia calcistica.

La prima stagione di Ten Hag non fu all'altezza delle aspettative. L'Ajax si trovò in evidente difficoltà, anche a causa del tragico episodio occorso ad Abdelhak Nouri, colpito da un ictus durante una partita contro il Werder Brema e rimasto in coma per quasi tre anni. Tuttavia, piano piano, l'allenatore ex Utrecht iniziò a costruire una squadra con basi solide.

Erik ten Hag allenatore Ajax

La Ricostruzione dell'Ajax sotto Ten Hag

Dopo un inizio difficile, la situazione all'Ajax iniziò a ribaltarsi. La squadra cominciò a macinare punti e a ottenere risultati importanti sia in campo europeo che nazionale. La mano di Ten Hag divenne evidente, e tutto fu semplificato da una formidabile campagna acquisti. Giocatori come Hakim Ziyech, Donny Van De Beek, Andre Onana, Nicolas Tagliafico, Noussair Mazraoui e David Neres furono affiancati da Dusan Tadic e Daley Blind. Questo mix di giovani talenti ed esperienza portò l'Ajax a togliersi diverse soddisfazioni, anche in Champions League, superando più volte la fase a gironi e assicurandosi ottime entrate economiche.

Il Gioco di Ten Hag: Tattica e Mentalità

L'allenatore predilige un modulo 4-3-3, sfruttando non solo la tecnica dei suoi giocatori ma anche, e soprattutto, la tattica. Oltre alle qualità in campo, Ten Hag è abile nello sfruttare la mentalità dei giocatori. Prima del suo arrivo, l'Ajax faticava a mantenere un alto rendimento per più di due o tre partite consecutive; lui riuscì a invertire questa tendenza. Ten Hag è un maestro di tattica, mentre dal punto di vista della comunicazione può ancora migliorare, essendo molto riservato e spesso non rilasciando interviste esclusive ai principali organi di stampa. Per quanto riguarda il gioco, desidera una squadra versatile, capace di cambiare modulo tattico e, soprattutto, sa come tirare fuori il meglio da giocatori come Donny Van De Beek, un calciatore che ha faticato a trovare continuità in altre squadre.

Tattica 4-3-3 Ajax

Ten Hag non ha bisogno di rivoluzionare il Manchester United, ma piuttosto di acquisti mirati in grado di trasformare l'attuale 4-4-2 in un 4-3-3 più offensivo e spregiudicato. Un'altra grande qualità dell'allenatore è la valorizzazione dei giocatori che giocano di meno; infatti, nessuno ha mai parlato male di lui nonostante a prima vista non sembri un grande motivatore.

L'Esperienza di Ten Hag: Dalla Germania all'Europa

La sua esperienza è un fattore da non sottovalutare. Ten Hag ha gestito la seconda squadra del Bayern Monaco quando c'era Pep Guardiola, dimostrando capacità di apprendimento e adattamento. Inoltre, si è sempre fatto valere in campo europeo, battendo squadre blasonate come il Real Madrid e la Juventus di Cristiano Ronaldo. Sicuramente, è un allenatore a cui va concesso tempo, soprattutto all'inizio, dato che l'ambiente è totalmente nuovo.

L'eliminazione della Juventus in Champions League per mano dell'Ajax, con Cristiano Ronaldo in campo, è un episodio che merita attenzione. Il portoghese, autore di gol in entrambe le partite, avrebbe desiderato un atteggiamento diverso da parte dei suoi compagni, forse simile a quello mostrato contro l'Atletico Madrid. Un video diventato virale dopo la partita ha mostrato Ronaldo fare gesti inequivocabili verso la panchina, evidenziando la presunta mancanza di coraggio dei suoi compagni. Commentando l'episodio in conferenza stampa, Massimiliano Allegri, allora allenatore della Juventus, ha sottolineato come l'arrivo di Ronaldo non garantisse la vittoria automatica, ricordando che anche squadre con Messi, come il Barcellona, avevano affrontato difficoltà. Ha poi aggiunto, con un tocco di ironia legata al tema pasquale, che vincere lo scudetto avrebbe portato buonumore, come mangiare cioccolata fondente dopo aver aperto l'uovo di Pasqua.

Beautiful Ajax team goals under Erik Ten Hag 🔴⚪️ | A look at what's to come at Man Utd? 👀

L'episodio di Cristiano Ronaldo e la sua reazione dopo la partita contro l'Ajax, unita alle sue parole alla madre ("Non faccio miracoli"), evidenziano un certo malcontento del calciatore, arrivato alla Juventus proprio con l'obiettivo di vincere la Champions League.

Cristiano Ronaldo e l'Ajax in Champions League

La storia di Erik ten Hag all'Ajax, iniziata tra scetticismo e curiosi aneddoti come quello dell'uovo di Pasqua, dimostra come la perseveranza, la visione tattica e una solida gestione della squadra possano portare a risultati eccezionali, trasformando le aspettative in realtà.

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