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Roberto Scotto, figura iconica e amata del tifo genoano, ci ha lasciato dopo una coraggiosa battaglia contro una malattia. Conosciuto affettuosamente come "il sacerdote", Roby non era soltanto un fervente tifoso del Genoa, ma incarnava anche un profondo senso di appartenenza e un impegno sociale che andava oltre il campo da gioco.

La sua identità di ultras era indissolubilmente legata a un profondo amore per il Grifone, simboleggiato da un tatuaggio che portava sulla pelle e nel cuore. Questa passione si manifestava in una grinta inconfondibile, nella ferma determinazione di chi non temeva di confrontarsi con le figure di potere, fossero essi presidenti o manager del mondo del calcio. Nonostante le opinioni potessero divergere, Roberto era sempre pronto al dialogo, sia sui social media che di persona, dimostrando una notevole capacità di esprimere il proprio pensiero e, al contempo, di ascoltare gli altri.

Stemma storico del Genoa Cricket and Football Club

Roberto Scotto è stato un oppositore intelligente e critico nei confronti del calcio moderno. Già anni addietro, insieme ai suoi "fratelli" della Gradinata Nord, aveva denunciato le derive di un sistema calcistico che riteneva perdente e fallimentare. La sua visione del Genoa trascendeva i risultati sportivi; per lui, essere genoano significava far parte di una comunità, un popolo unito da un forte legame di solidarietà e mutuo aiuto.

Le sue parole, che descrivono perfettamente la sua essenza e il suo legame con il Genoa, risuonano ancora oggi:

"Io so che resterò genoano, anche se non ci fosse più il Genoa, perché essere genoani vuol dire essere un popolo, vuol dire aiutarci e aiutare gli altri, lo abbiamo sempre dimostrato essere genoano anche nella vita vuol dire rispetto per gli anziani i bambini le persone più fragili e in difficoltà, un cuore grande così anche nella vita, e trovare un genoano in giro per il mondo vuol dire trovare un fratello, e lo senti a pelle, non sei più solo, essere genoani e un modo di vivere la vita,la miglior vita possibile, ti senti parte della leggenda e ne sei orgoglioso a prescindere dai risultati, dalle categorie, io ho visto lo stesso entusiasmo di Torino con la Juve ( 0-1) la sera di Genoa-Cosenza….quindi chi si aspetta il nostro tramonto, non vedra’mai l’alba !"

Questo profondo attaccamento ai valori fondanti del genoanismo - rispetto, solidarietà, senso di appartenenza - lo rendeva una figura di riferimento. Era orgoglioso di far parte di una leggenda, indipendentemente dalle categorie in cui militava la squadra o dai risultati ottenuti. La sua esperienza personale testimoniava un entusiasmo costante, capace di unire i tifosi in ogni circostanza, ricordando come l'entusiasmo per una partita come Genoa-Cosenza fosse paragonabile a quello per una vittoria di prestigio contro la Juventus a Torino.

Immagine della Gradinata Nord dello Stadio Luigi Ferraris di Genova

La scomparsa di Roberto Scotto rappresenta la perdita di un pezzo di storia rossoblù, una figura con cui molti hanno avuto modo di confrontarsi e di cui hanno imparato a rispettare la passione e i principi. La sua eredità vive nei valori che ha saputo trasmettere e nell'esempio di un tifoso che ha interpretato il calcio non solo come sport, ma come un vero e proprio stile di vita, fondato sull'umanità e sull'impegno sociale.

Genova e il calcio - le due anime della Superba 1ª parte

Chiunque desiderasse rendere omaggio a Roberto Scotto ha avuto l'opportunità di farlo sabato 14 agosto, alle ore 10:00, presso la Gradinata Nord, il luogo che simboleggiava il suo cuore pulsante e la sua passione.

tags: #roberto #scotto #genoa

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