Faustino Asprilla, noto anche come Tino Asprilla, è stato un calciatore colombiano che ha lasciato un segno indelebile nel mondo del calcio, sia per le sue indubbie qualità tecniche che per la sua vita fuori dal campo, spesso caratterizzata da eventi inaspettati.
Tira i primi calci nell'Escuela Carlos Sarmiento Lora, che lo cede al Cúcuta Deportivo, dove esordisce nel 1988. La sua prima stagione lo vede segnare 17 reti in 36 partite, che gli valgono la chiamata dal club che in quel periodo domina la scena colombiana, l'Atlético Nacional.
L'arrivo in Italia e i successi con il Parma
L'attaccante sudamericano viene acquistato nel 1992 per pochi miliardi di lire dal Parma, società emergente del calcio italiano, affacciatasi per la prima volta alla ribalta della Serie A solo due anni prima e fresca vincitrice della Coppa Italia. Asprilla, dopo un breve periodo di ambientamento e qualche diffidenza iniziale da parte dell'allenatore Nevio Scala, si impone come seconda punta titolare al fianco di Alessandro Melli.
Asprilla si fa conoscere a livello internazionale contribuendo in modo decisivo, con quattro reti, al primo successo europeo degli emiliani: la Coppa delle Coppe nel 1993, della quale però non giocò la finale a causa di un taglio ad un polpaccio procuratosi dopo un viaggio in Colombia ed una susseguente discussione con Scala. Chiuderà la prima esperienza emiliana alla fine dell'anno solare 1995, con un totale di 84 presenze e 25 gol in campionato, 24 presenze e 9 gol nelle coppe europee, e tre trofei conquistati: una Coppa delle Coppe (1993), una Coppa UEFA (1995) e una Supercoppa UEFA (1994).

L'esperienza in Premier League con il Newcastle
Nel febbraio del 1996 il Newcastle inizia la trattativa con il Parma per l'acquisto di Asprilla. Dopo settant'anni il Newcastle sembra avviato verso la vittoria del titolo nazionale, ma l'arrivo di Asprilla, che firma un contratto quadriennale per un compenso di 3 miliardi di lire a stagione, coincide con un calo di rendimento dei Magpies, che chiudono al secondo posto dietro al Manchester United, dopo essere stati in testa a lungo, con un vantaggio di 12 punti al termine del girone di andata.
L'esperienza al Newcastle fu tuttavia segnata anche da controversie, tra cui accuse di uso di cocaina e un trasferimento sfumato in extremis.

Il ritorno in Sudamerica e le ultime fasi della carriera
Lasciata definitivamente l'Europa, Asprilla decide di far ritorno in Sudamerica, in Brasile, guadagnando un contratto prima col Palmeiras (1999, 18 presenze e 4 gol), poi col Fluminense (12 presenze e 8 gol) dove regalò gli ultimi lampi di classe.
Nel 2004 fu molto vicino a un ingaggio nella Serie D italiana con il Valle d'Aosta, allenato dall'amico ed ex compagno di squadra nel Parma Marco Osio, ma la trattativa sfumò per problemi di tesseramento.
La Nazionale Colombiana
Il rapporto di Asprilla con la Nazionale si chiuse il 14 novembre del 2001, in Paraguay. La sua carriera con la Colombia è stata costellata di presenze importanti, tra cui spiccano quelle in Coppa America.
Statistiche della Nazionale Colombiana (selezionate)
| Data | Luogo | Avversario | Risultato | Competizione |
|---|---|---|---|---|
| 1-8-1993 | Barranquilla | Paraguay | 0 - 0 | Qual. |
| 8-8-1993 | Lima | Perù | 0 - 1 | Qual. |
| 15-8-1993 | Barranquilla | Colombia | 2 - 1 | Qual. |
| 22-8-1993 | Asunción | Paraguay | 1 - 1 | Qual. |
| 29-8-1993 | Barranquilla | Colombia | 4 - 0 | Qual. |
| 5-9-1993 | Buenos Aires | Argentina | 0 - 5 | Qual. |

Vita Personale e Controversie
Lo stile di vita di Tino Asprilla è stato considerato caotico, per via delle tante vicissitudini. Si sposò con Catalina e dopo che si fu separato, lo considerò uno dei maggiori errori della sua vita travagliata. Negli anni successivi alla carriera agonistica, Asprilla ha continuato a far parlare di sé per dichiarazioni audaci e proposte lavorative inaspettate, come quella per un film per adulti.
È emerso anche un episodio in cui Asprilla avrebbe salvato la vita a José Luis Chilavert, sventando un attentato pianificato da narcotrafficanti.
Tino Asprilla, spettacolo al Centenario: gol e (quasi) capriola come ai vecchi tempi
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