La stagione 2007-2008 ha visto i Los Angeles Lakers conquistare la Pacific Division della Western Conference con un impressionante record di 65 vittorie e 17 sconfitte. Questo successo è stato in gran parte trainato dalle prestazioni eccezionali dei giocatori chiave durante i playoff. Analizziamo le statistiche e i ruoli dei protagonisti di quel quintetto.
Kobe Bryant: L'MVP e leader indiscusso
Kobe Bryant, bandiera dei Lakers, ha guidato la squadra verso la vittoria della Western Conference. Dopo anni di risultati altalenanti, Bryant ha raggiunto l'apice della sua carriera individuale venendo eletto MVP della lega per la stagione 2007-2008. Le sue statistiche nei playoff sono state fenomenali: 31.9 punti, 6.1 assist e 5.8 rimbalzi a partita. La sua versatilità in campo è impressionante: eccelle nel tiro dalla media e lunga distanza, nell'attacco al ferro, nella creazione di gioco per i compagni e nella difesa, affermandosi come una delle migliori guardie della lega.

Pau Gasol: L'innesto che ha cambiato il destino dei Lakers
L'arrivo di Pau Gasol dai Memphis Grizzlies a metà stagione 2007-2008 si è rivelato un colpo da maestro. Nonostante le perplessità iniziali e un record negativo nei playoff con i Grizzlies, Gasol ha dimostrato il suo valore con i Lakers, integrandosi perfettamente nel sistema di gioco. Nelle 27 partite giocate con la nuova squadra, ha registrato medie di 18.8 punti, 7.8 rimbalzi, 3.5 assist e 1.56 stoppate. La sua presenza ha elevato il livello di gioco della squadra, contribuendo significativamente alla corsa verso le finali.
Lamar Odom: Il tuttofare al fianco di Kobe
Lamar Odom è stato un altro pilastro fondamentale del quintetto. Arrivato da Miami nell'ambito della trade che portò Shaquille O'Neal ai Heat, Odom è stato acquistato con l'intento di diventare l'ala ideale al fianco di Bryant. Dopo un periodo di incertezza, l'arrivo di Gasol ha permesso a Odom di "esplodere". Ha chiuso la stagione 2007-2008 con medie di 14.2 punti, 10.6 rimbalzi (unico giocatore, oltre all'infortunato Bynum, a chiudere in doppia cifra) e 3.5 assist. Odom è un giocatore completo, capace di catturare rimbalzi, segnare, passare la palla e persino improvvisarsi playmaker.

Derek Fisher: Il veterano e leader silenzioso
Derek Fisher, con la sua esperienza e conoscenza del "triangolo offensivo", è stato un elemento cruciale per i Lakers. Presente nelle finali del 2004 e unico "sopravvissuto" del periodo "Three-Peat" insieme a Bryant, Fisher ha dimostrato di essere il playmaker ideale per quella squadra, non necessariamente focalizzato sul punteggio ma sulla gestione del gioco. Nei playoff, le sue cifre sono state di 10 punti, 2.2 assist, 2.5 rimbalzi e 2.2 palle rubate. Il suo ritorno ai Lakers nell'estate del 2007, dopo un periodo a Golden State e Utah, è stato fondamentale per la stabilità della squadra.
Vladimir Radmanovic: Il centro tattico
Vladimir Radmanovic, nonostante uno stipendio considerevole rispetto al suo rendimento (8.4 punti, 3.3 rimbalzi e 1.9 assist in 65 partite di stagione regolare), è stato schierato da Phil Jackson come centro tattico nel quintetto base. Il suo compito principale era quello di allontanarsi dal canestro per colpire da tre punti quando le difese raddoppiavano su Bryant, Gasol o Odom. La sua performance era spesso legata all'andamento dei suoi primi tiri, potendo realizzare grandi partite o "sparire" dal gioco.

Le riserve: Jordan Farmar e Sasha Vujacic
Dalla panchina, Jordan Farmar e Sasha Vujacic hanno fornito supporto prezioso, alternandosi per far riposare Bryant o Fisher. Farmar, più un playmaker con 2.7 assist di media, era meno preciso al tiro (34.5% dal campo nei playoff). Vujacic, soprannominato "The Machine", si è distinto per la sua mira migliore (40.2% dal campo nei playoff) e la capacità di segnare nei momenti cruciali.
Il ruolo di Luke Walton
Luke Walton, un altro veterano dei Lakers "version Shaquille O'Neal", ha svolto il ruolo di sesto uomo. Con un buon fiuto per gli assist (2.3), rimbalzi (3.3) e un'ottima percentuale al tiro (48.1% dal campo, 45% da tre punti), Walton è stato un'opzione preziosa, spesso entrando in campo al posto di Odom o schierato come ala piccola in quintetti più "lunghi".
Ronny Turiaf: Il supporto nel pitturato
Con l'infortunio di Andrew Bynum, Ronny Turiaf ha avuto maggiori opportunità. Utilizzato da coach Phil Jackson per far rifiatare Radmanovic o Gasol, Turiaf ha visto diminuire il suo impiego nei playoff (da 18 a 9 minuti), ma ha comunque offerto un contributo nel pitturato quando chiamato in causa.
Analysis of NBA Finals 2008 Game 5, Lakers vs Boston Celtics
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