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Una vasta operazione antimafia dei carabinieri di Lecce, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha inferto un duro colpo a un clan della Sacra corona unita, portando all'arresto di 22 persone. L'operazione, denominata "Escape", ha visto la partecipazione di oltre 100 militari e ha portato al sequestro di beni per un valore di oltre 800mila euro.

Mappa della provincia di Lecce

Le Indagini e gli Arresti

Le indagini sono state avviate dopo la cattura del latitante Sergio Notaro, figura di spicco del clan De Tommasi, attivo a Squinzano. Notaro, ricercato per numerosi reati commessi tra il 2008 e il 2013, tra cui l'associazione mafiosa, era riuscito a sfuggire alla giustizia per mesi, nascondendosi nelle campagne di Melendugno. La sua cattura ha segnato l'inizio dell'operazione "Escape".

Gli investigatori hanno ricostruito la rete logistica che aveva favorito la latitanza di Notaro, delineando la struttura, i ruoli, i collegamenti e le fonti di finanziamento di due frange operative della Sacra corona unita, attive nei territori di Campi Salentina e Squinzano. È stata inoltre accertata la presenza di un'ulteriore organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree di Campi Salentina, Novoli e Trepuzzi, nonché di un'altra associazione attiva nel traffico di droga nella zona di Casarano.

Nel blitz sono state arrestate 22 persone: 18 sono state trasferite in carcere, mentre per le altre quattro sono scattati gli arresti domiciliari. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, rapina, lesioni aggravate, usura, estorsione, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi e procurata inosservanza di pena, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Simbolo della Sacra Corona Unita

Il Ruolo delle Donne e i Beni Sequestrati

Durante le indagini, sono stati individuati ruoli operativi di donne stabilmente inserite nei circuiti dello spaccio di droga. Sei di esse, raggiunte da misure cautelari, gestivano lo spaccio e lo stoccaggio della droga, controllando approvvigionamenti, consegne e contabilità. La coniuge di Vito Paolo Vacca, considerato un esponente di spicco del clan, sostituiva il marito in sua assenza, occupandosi personalmente della distribuzione delle dosi, del rifornimento delle scorte e della gestione dei proventi illeciti.

I militari hanno inoltre effettuato il sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 800mila euro. Tra i beni sequestrati figurano immobili, denaro contante e veicoli. L'operazione "Pit Bull", legata a un'altra inchiesta, ha portato al sequestro di 22 chili di cocaina, 10 chili di marijuana, 3,5 chili di eroina, 9 chili di hashish e beni per un valore di circa 91.000 euro.

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La Struttura del Clan e i Metodi Operativi

Il clan operava con una struttura verticistica, avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo mafioso e della disponibilità di armi. Sono state individuate diverse basi logistiche per la custodia e il confezionamento degli stupefacenti, denominate dagli affiliati "cd" o "stecche". Una sala giochi di Novoli, considerata dagli investigatori base operativa dello spaccio, era gestita da un 49enne tratto in arresto insieme alla compagna, coinvolta stabilmente nella gestione delle forniture di cocaina.

Gli indagati utilizzavano metodi violenti per imporre la propria volontà, come dimostra il caso di un giovane di Taviano attirato in una trappola con la scusa di un incontro chiarificatore. Il ragazzo venne picchiato brutalmente e costretto a consegnare 700 euro, il prezzo di un debito contratto per l'acquisto di droga. I suoi aguzzini lo obbligarono a mettersi alla guida della propria auto, con due di loro a bordo, per recuperare il denaro da casa.

Infografica sulla struttura di un clan mafioso

Un Duro Colpo alla Criminalità Organizzata

L'operazione "Escape" rappresenta un significativo risultato nella costante azione di contrasto alla criminalità organizzata svolta dall'Arma dei Carabinieri, resa possibile dallo stretto coordinamento con l'Autorità Giudiziaria e dall'impegno quotidiano dei reparti sul territorio. Il bilancio dell'operazione è imponente: 22 arresti, sequestro di beni per oltre 800.000 euro e l'individuazione di una complessa rete criminale dedita a traffico di droga, estorsioni, usura e altri reati.

Logo dell'Arma dei Carabinieri

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