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La città di Napoli è in fermento per il suo storico terzo scudetto, una vittoria che va oltre il semplice risultato sportivo. È un'esplosione di gioia, creatività e identità che si manifesta in modi unici e profondamente radicati nella cultura partenopea.

La Creatività dei Tifosi: Da Striscioni a Cori, l'Arte del Tifo

In occasione di questo storico terzo scudetto del Napoli, è evidente il talento innato dei tifosi partenopei, veri e propri copywriter inconsapevoli. Sebbene molti striscioni rechino frasi celebrative tipiche da stadio, in diversi di essi è possibile scovare veri e propri capolavori di copywriting, degni del Festival internazionale della creatività di Cannes.

Questo talento non è legato alla generazione digitale, poiché già nel lontano 1987 e nel 1990, la creatività si espresse allo stesso modo. Memorabili due striscioni dell'epoca: "Meglio uno scudetto da Leoni e 22 da Agnelli" (citato anche nel 2023 con relativo aggiornamento del numero di scudetti), in cui la parafrasi del celebre adagio punta diretta ai rivali monocolore di Torino ed alla loro storica proprietà. Un altro esempio è "Ve’ l’avimmo miso N’Gullit e manco Van Basten", che evita la spiegazione per non essere triviali, ma non si può non applaudire per l'utilizzo creativo dei cognomi delle stelle del Milan antagonista.

Nel 2023 sono comparse tante citazioni, creative e non solo: "TERRA MIA" di Pino Daniele, "TENIMMOCE ACCUSSÌ ANEMA E CORE" di Roberto Murolo e ancora allo "SCUSATE IL RITARDO" di Massimo Troisi già comparso nel 1987, si aggiunge "RICOMINCIO DA 3" dell’indimenticato attore regista di San Giorgio a Cremano. Si cita anche la celebre intervista con Gianni Minà "FESTEGGIAMO MA NON CI DIMENTICHIAMO L’ACQUA E IL GAS APERTI", ma anche frasi divertenti e di liberazione come "E CHE C’E’ VVOLUTO" o ancora di preoccupazione "E MO’ COMM CIO’ RACCONTO ‘O NONN".

La creatività nell'ideazione dei testi viene riscontrata anche nei cori da stadio, che molto spesso nascono a Napoli e poi vengono ripresi dalle tifoserie avversarie. Sebbene verificare la paternità dei testi dei cori sia impossibile, è abbastanza certo che "UN GIORNO ALL’IMPROVVISO" e "SARO’ CON TE" nascano a Napoli. Sicuramente non nasce a Napoli l'utilizzo di un celebre pezzo della dance italiana (FREE FROM DESIRE) come base da coro, ma al Maradona questa base viene usata con un testo con il quale la tifoseria partenopea ha risposto in modo esemplarmente autoironico ai pessimi sfottò dei tifosi avversari sui doveri del vulcano: "VESUVIO ERUTTA TUTTA NAPOLI E’ DISTRUTTA".

Sul podio della personale classifica dei migliori copy tifosi del 2023 ci sono due striscioni geniali, partoriti da scrittori estrosi che hanno creato "claim" di sfottò: "AGNELLI A COLLOQUIO" e "SALERNITANO DUREX RITARDANTE". La raffinatezza del primo è nell'evocare la colpevolezza dell'ex Presidente della Juventus attraverso un'immagine che solo chi conosce l'ambiente penale può comprendere: il "colloquio" a cui si fa riferimento è infatti quello del carcere, nel caso specifico quello celebre di Poggioreale. Nel secondo, è ancora l'autoironia a vincere, trasformandosi in sfottò nell'applicazione della tecnica "istant" tipica dei social network, all'indomani del pareggio con la Salernitana che ha solo rinviato di poco l'assegnazione del titolo. In una sorta di masochistico godimento, viene fatto un parallelo con la celebre marca di contraccettivi la cui funzione è solo quella di prolungare l'orgasmo.

Striscioni di tifosi napoletani con messaggi creativi per lo scudetto

Il Legame Indissolubile con i Grandi Artisti e Simboli di Napoli

Le celebrazioni per lo scudetto sono intrise di riferimenti a figure iconiche che hanno segnato la storia e l'immaginario collettivo napoletano. Tra gli striscioni e i messaggi, emergono con forza i nomi di Diego Armando Maradona, Totò, Eduardo De Filippo, Mario Merola, Pino Daniele e Massimo Troisi. Il suo "Ricomincio da tre", in particolare, risuona con particolare significato in riferimento a questo terzo scudetto.

Maradona è onnipresente, dalle strade ai vicoli, sui muri con giganteschi murales. In un bar del centro, un'edicola votiva custodisce una "reliquia" del suo capello, testimonianza del legame quasi sacro che la città ha con il Pibe de Oro. Posto accanto ai grandi nomi tutelari dell'immaginario napoletano, Maradona, in quanto "figlio di un dio minore", ha sancito la rivalsa degli ultimi con il suo talento, dimostrando che Napoli poteva riscattarsi da un'immagine di perenne decadenza.

Il rapporto con la morte, un elemento profondamente radicato nella cultura napoletana, si intreccia in modo unico con le celebrazioni calcistiche. La città parla attraverso i suoi muri, le sue manifestazioni, e anche attraverso i manifesti funebri che annunciano la scomparsa di un abitante, coniugando presente e passato. Questo dialogo tra vivi e morti è fittissimo e costante, alimentato da innumerevoli manifestazioni pubbliche e private, dal culto delle "anime pezzentelle" alla cura delle "capuzzelle".

La leggenda metropolitana di una risposta scritta dai defunti dopo un lutto cittadino, seppur controversa storicamente, ha assunto un'aura quasi reale, influenzando anche le manifestazioni di tifo. Striscioni sono apparsi all'ingresso di alcuni cimiteri, come a Maddaloni, con la scritta "Cosa vi siete persi! Questo scudetto è anche vostro", o a Pesco Sannita, con "Non siete più dove eravate ma sarete ovunque noi siamo".

Il calcio stesso diventa metafora della vita, come affermava Jean Paul Sartre, un intreccio di ruoli, regole, riti, divinità, sconfitte e trionfi. La complicità tra i morti e i vivi a Napoli è più forte che mai, e si esprime al suo meglio proprio nel calcio.

Murale di Diego Armando Maradona a Napoli

Le Voci degli Ex e dei Protagonisti: Un Coro di Emozioni

Le congratulazioni al Napoli per lo scudetto arrivano anche dai grandi ex giocatori che hanno lasciato la squadra in estate. Lorenzo Insigne pubblica una foto dello spogliatoio in festa scrivendo "Je sto vicino a te". Dries Mertens esprime il suo orgoglio: "Sono così orgoglioso di voi".

Mertens aggiunge: "Il tempo è arrivato. Abbiamo dovuto aspettare anni, mesi, settimane, giorni, ore… Ma oggi è fatta. Siamo CAMPIONI D’ITALIA. Questo gruppo ci ha reso felici. Hanno combattuto per un intero popolo rendendoci felici. Sì, faccio parte dei tifosi oggi”. E ancora: "Tutto il merito è di questo gruppo e tutti quelli che lavorano per il NAPOLI perché hanno fatto quello che tanti hanno provato a fare per anni e sono riusciti. Hanno sputato sangue per questa città, questi tifosi, quella gente che mi hanno fatto sentire a casa dal primo giorno. Quindi 🫡🙌🏿🫶🏿 bravo a questo Napoli ! Sono felice per tutti noi Napoletani che se lo meritano da anni e che spero avranno ancora di più nel futuro. Grazie NAPOLI."

Ancora Insigne, su Instagram, dedica altre immagini alla sua Napoli: "Napul’è mille culure. Oggi è la rivincita degli ultimi, di quelli che non si arrendono mai! Un gruppo fantastico che ha dimostrato di essere all’altezza di questo 3° scudetto. GRANDI RAGAZZI, con il cuore vicino a tutti voi."

Anche il profilo Instagram di Diego Armando Maradona festeggia lo scudetto, rilanciando un fotomontaggio dell'ex campione che passeggia tra le strade di Napoli addobbate a festa: "Una nuova data da ricordare, una nuova gioia per la città, per la gente, per la storia. Grazie a tutti voi ragazzi!"

Ezequiel Lavezzi, pur non avendo fatto parte di questo momento, ringrazia dal profondo del cuore: "Il momento che ho sempre sognato di vivere… Campioni d’Italia! Che bello scriverlo. Questo scudetto è tutto nostro e tutto vostro. Vorrei dirvi con questo messaggio che nonostante non abbia fatto parte di questo momento, voglio ringraziare dal profondo del mio cuore tutte le persone che oggi formano parte di quello che é successo. Mi sento nel dovere de ringraziare la gente che ha fatto di un sogno una realtá... che renda il popolo napolitano possa rendersi orgogliosi e felice. "Ringrazio società e tutti quelli che sono parte di questo momento - continua Lavezzi - e dire a voi che sono più che grato che, quando mi ha toccato giocare ripresentandovi, ho cercato di onorare sempre il club e la cittá, stando alla altezza. Vi porterò sempre nel mio cuore..."

Il Presidente del CONI celebra il "Tripudio tricolore", sottolineando che il Napoli torna a vincere lo scudetto dopo 33 anni, il terzo della sua storia.

Spalletti e le Frasi Cult: L'Allenatore come Filosofo del Calcio

Luciano Spalletti, con la sua ironia e la sua profondità, ha regalato perle di saggezza che risuonano con l'anima napoletana. Le sue frasi, spesso estrapolate dal contesto calcistico, assumono un significato più ampio, quasi filosofico.

Tra le sue citazioni più celebri: "Uomini forti, destini forti, uomini deboli, destini deboli. Non c’è altra strada", detta la prima volta da allenatore della Roma nel 2016 e ripetuta all'Inter. E ancora, a proposito degli arbitri: "Ho sempre detto che lamentarsi è da sfigati e vale anche per le decisioni degli arbitri che possono sembrarci sfavorevoli".

Spalletti ha saputo cogliere l'"Anima di Maradona", affermando: "Per capire l'anima di Diego Armando Maradona va ascoltato quando cantava forse più che vedere le sue prodezze in campo. La sua grandezza è come faceva sentire gli altri e quando li faceva diventare grandi".

Non sono mancate le riflessioni sulla gioia prolungata della festa scudetto: "L'amore dei tifosi si percepisce ed è massiccio dentro la testa, rappresentiamo il loro sogno. Volevamo fare quel gol in più per donarlo direttamente a loro, ma dal mio punto di vista si dilaziona il mio godimento. In questa classifica io ci sto benissimo, rimandiamo la festa ma vuole dire proseguire coi festeggiamenti perché alla fine quei punti li faremo".

IO C'ERO - Il Terzo Scudetto del Napoli | Video Emozionante [Sub ITA/ENG/ESP]

Napoli, una Città che Parla Attraverso i Suoi Muri

Per chi sa interpretarne i segni e il linguaggio, le città parlano. A volte sussurrano, altre gridano… basta ascoltarne le voci, i suoni, i rumori. Le città comunicano attraverso i monumenti e i palazzi, per mezzo della toponomastica e il colore dei loro edifici, ma si esprimono anche con i balconi e le aiuole, cioè in base alla cura che si ha dei fiori, degli alberi e del verde pubblico.

Le città parlano sui muri con i manifesti e i tatzebao, le pubblicità e le insegne dei negozi, oppure con il writing e gli stencil, i murales e la street-art. Con le sue stratificazioni ultrasecolari, i muri e le vie di Napoli raccontano la storia e lo spirito dei suoi abitanti, come un’immensa lavagna che raccoglie le più disparate affissioni. A differenza di altre metropoli, però, a Napoli questa narrazione è arricchita proprio dai manifesti funebri che annunciano al passante la scomparsa di un abitante, coniugando presente e passato in un foglio in formato A3.

A Napoli questo dialogo tra vivi e morti è fittissimo e costante, quotidiano, basti pensare alle innumerevoli manifestazioni pubbliche e private, individuali e collettive che, nei secoli e ancora oggi, vi sono elaborate: dal culto delle “anime pezzentelle” al “tiro a otto” per i cortei funebri più solenni, dalla cura delle “capuzzelle” nei sotterranei della città, come nel Cimitero delle Fontanelle e nella chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, alle opere teatrali come “Le voci di dentro” di Eduardo de Filippo, in cui il grande drammaturgo parla con i defunti annidati sotto i mobili di casa, nella convinzione che chi muore non vada mai via sul serio.

Il rapporto con la morte è molto presente nelle modalità con cui si esprime il tifo calcistico partenopeo, che ha una lunga tradizione di manifesti a lutto ogni volta che la squadra batte un’avversaria, specie le più forti del campionato, come Juventus, Milan e altre. Un esempio è la farsa sagace contro la rivale calcistica di sempre, la Juventus di Torino, dove una stanza a livello stradale è diventata meta di turisti e curiosi perché è stata trasformata in “cappella mortuaria”, con tanto di addobbi floreali a lutto e tende bianconere, oltre ad un’intestazione con la frase «Per la nostra gioia napoletana, qui riposa la Vecchia Signora Juve.» La morte e i suoi riti qui sono stati declinati in forma di compassionevole sfottò, dove l’inumazione è la fine delle sofferenze calcistiche, la sottrazione da ulteriori sconfitte sul campo.

Tra le migliaia di bandiere, cartelli e decori con cui è stata bardata la città, particolarmente interessanti sono stati quelli con le voci e le foto dei defunti. Ad esempio, uno striscione recava una lunga frase scritta in un napoletano incerto, ma comprensibile, con la quale i tifosi si rivolgono dall’aldilà direttamente ai calciatori: «Wagliù arrvutat tutt cos ca pur nuj mbaravis stam festeggiann» (“Ragazzi, rivoluzionate tutto, perché anche noi in Paradiso stiamo festeggiando”). A completare l’opera c’erano immagini dei campioni sportivi, compreso Maradona, con i tre scudetti e, dall’altra parte, fotografie dei firmatari. Uno striscione simile è apparso nel rione Sanità, dove sono stati ricordati dieci tifosi scomparsi, le cui foto incorniciavano uno slogan rivolto a loro dai vivi: «Voi festeggiate da lassù e noi da quaggiù».

Questa propensione al dialogo con l’aldilà è stata alimentata anche dalla stessa società sportiva, che ha pubblicato sui suoi profili social l’immagine di un ragazzo con la coppa, affacciato sul golfo, che dice: «A voi… che ci guardate da lassù». Un messaggio dedicato "Per Diego, per Troisi, per Pino, per il Principe De Curtis e a tanti altri artisti che hanno scritto la storia di Napoli. E soprattutto dedicato ai nostri cari che non ci sono più che ci guidano dall’alto."

Nell’epoca attuale si tende a cancellare la morte dall’orizzonte di vita, ma a Napoli questa relazione avviene eminentemente nel sogno. Sognare i defunti, raccontare i sogni, cercare di interpretarli è qualcosa che avviene ancora, anzi che è sovente ritenuto essenziale. Il rapporto tra i vivi e i morti risulta non di contrapposizione, ma di continuità tra storia e metastoria. Nel sogno l’incontro con i defunti non fa paura, perché il sogno è lo spazio del possibile, dacché diventa realizzabile anche un legame tra coloro che sono e coloro che non sono più.

Del resto, la parola “sogno” è una delle più ricorrenti nella narrazione del terzo scudetto del Napoli: «Abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna campione» è lo slogan più cantato in coro dell’ultimo anno, dove la paura che potesse essere solo un abbaglio è stata spazzata via dal pathos con cui tutti si sono lasciati cullare dalla congiunzione di vista e visione, di leggerezza e profondità, di immaginario e mitologia.

A Napoli il dialogo tra vivi e morti dura da secoli ed è tuttora parte dell’esserci perché riesce a rinnovarsi e a adattarsi ai mutamenti storici e sociali, agli eventi e alle contingenze, esprimendo una implicita concezione della vita e del mondo che, ancora una volta, appare in contrapposizione con i parametri razionali della modernità.

Alcune Frasi Celebri di Massimo Troisi legate al Napoli
Frase Contesto
"NON SI È CAMPIONI SENZA ESSERE VERI UOMINI O DONNE" Discorso alle giovanili
"VOGLIO SCUGNIZZI" Prima conferenza stampa, luglio 2021
"SCUSATE IL RITARDO" Già comparso nel 1987, ripreso per il terzo scudetto
"RICOMINCIO DA 3" Riferimento al terzo scudetto
Mappa di Napoli con i principali luoghi di interesse legati al calcio e alla cultura

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