La passione per la Juventus nel Bresciano è una realtà consolidata, dimostrata dal grande seguito che la squadra torinese vanta anche in questa provincia lombarda. Nonostante le diverse opinioni sul tifo, è innegabile che il calcio offra la libertà di sostenere la squadra del proprio cuore, che sia il Brescia, il Milan o una "strisciata" come la Vecchia Signora.
La fede bianconera è profondamente radicata, come evidenziato dalla partecipazione dei tifosi bresciani alla finale di Champions League. Circa 500 supporter locali hanno acquistato pacchetti viaggio dal costo variabile tra 260 e 850 euro, oltre al biglietto della partita, per raggiungere Berlino e sostenere la propria squadra. Ottenere questi preziosi tagliandi ha richiesto pazienza e fortuna, con prelazione per gli abbonati e tempi ristretti per gli altri tifosi.
Per molti, l'unica alternativa rimasta è il "viaggio della speranza" con sacco a pelo e tenda, nella speranza di trovare un biglietto dai bagarini a prezzi maggiorati. A Brescia, la Vecchia Signora è sacra, al punto che alcuni tifosi hanno rinunciato alle vacanze per seguirla.
Roberto Muscio, presidente dello Juventus Club doc di Torbole Casaglia, racconta la sua esperienza: "Siamo in 4, porto la famiglia, anche se purtroppo i posti non saranno vicini. Per quest’estate siamo a posto così". Il pacchetto Gold, dal costo di 350 euro più 70 per il biglietto, è stato tra i più richiesti.
La provincia di Brescia vanta 6 Juventus Club ufficiali e riconosciuti, con un minimo di 100 tesserati ciascuno. Questo numero posiziona la provincia al terzo posto in Lombardia per numero di club, dietro Milano (12) e Bergamo (7). Torbole Casaglia ha registrato 40 adesioni, Tremosine 55, Lumezzane 35, Leno 11 e Bagnolo 3. Ospitaletto, invece, non ha avuto partecipanti a causa dell'eccessivo costo del pacchetto viaggio.
La comitiva bianconera partirà domani sera, tra le 19 e le 20, da sedi prestabilite come l'ortomercato o il parcheggio in zona luna park. Sono previsti circa 20 pullman, con Brescia scelta come una delle sei sedi di partenza insieme a Milano, Bergamo, Verona, Torino e Bologna. Il viaggio durerà circa 13 ore, con cena al sacco e riposo sui sedili per affrontare al meglio l'evento.
Giuseppe Perini, presidente del club di Tremosine, stima la presenza di circa 500 bresciani all'Olympiastadion, considerando che gli abbonati si sono mossi autonomamente. Questo dato, rapportato ai circa 20 mila juventini attesi, indica una media di un tifoso bresciano ogni quaranta presenti.
I presidenti dei club doc lamentano la deludente gestione tecnica della distribuzione dei biglietti, che ha favorito principalmente gli abbonati al campionato, lasciando poche possibilità agli altri. Molti hanno dovuto lottare per ore al computer, affrontando disservizi, per riuscire ad accaparrarsi un biglietto.
Nel frattempo, il Toro Club Desenzano, con i suoi 298 tesserati, non parteciperà alla trasferta, ma non manca l'ironia e la "gufata" tipica del calcio.
La storia del calcio nel Bresciano affonda le radici nel passato, con la squadra della Calvina che rappresenta un pezzo importante di questa tradizione. Negli anni '70, la Calvina, guidata da Fausto Farina come presidente e con Gianni Mazza come motivatore, osava sfidare avversari temibili con grande determinazione. Negli anni successivi, tuttavia, la squadra ha attraversato un periodo di crisi.
Un episodio emblematico della storia della Calvina riguarda Battista Battaglia, portiere, segretario e cassiere, che in un momento di difficoltà economica, per evitare di pagare i premi partita, finse di aver subito un abbagliamento dal sole, commettendo errori evidenti. Questo gesto, seppur giustificabile dalla situazione, pose fine alla sua carriera.
Battista Battaglia non è solo un volto storico del club di Calvisano, ma anche la memoria storica della società, la cui passione gli fu trasmessa dal padre Paolo, uno dei primi presidenti.
Le ultime grandi imprese della Calvina sono legate al nuovo campo in erba sintetica, inaugurato nel 2006. Il 28 maggio 2016, i biancazzurri raggiungono l'Eccellenza, categoria mai conquistata prima, grazie alla vittoria per 1-0 contro l'AlbinoGandino, con gol decisivo del giovane Grandi. Il 10 giugno 2018, la Calvina conquista la promozione in Serie D, superando Lumignacco nello spareggio.
Nella stagione successiva, per motivi logistici, la squadra si trasferisce a Carpenedolo, ma riesce a salvarsi in Serie D senza ricorrere ai play-out.
Il 21 giugno 2019 segna l'inizio di una nuova era per la Calvina, con l'imprenditore Roberto Marai alla guida della nuova proprietà. Contestualmente, viene presentato un nuovo logo, simbolo di una trasformazione che mira a dare nuova linfa al progetto sportivo.
Con la fusione tra AC Calvina 1946 e FC Sporting Desenzano, nasce il progetto Calcio Desenzano Calvina, che per due stagioni manterrà questa denominazione. Nella stagione 2022/2023, la società assume definitivamente la denominazione di Calcio Desenzano.

La storia della Calvina è un racconto di passione, sacrificio e successi, che si intreccia con la crescita sportiva del territorio bresciano e con la fervente passione per il calcio che anima la provincia.
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