Il 16 maggio 1982 è una data scolpita nella memoria del calcio italiano, un giorno che segnò la fine di un campionato avvincente e l'inizio di un'epopea per la Juventus. In quella giornata, l'ultima della Serie A 1981-1982, la Juventus si giocava il suo ventesimo scudetto contro il Catanzaro, mentre la Fiorentina, a pari punti, affrontava il Cagliari. La tensione era palpabile, con entrambe le squadre che arrivavano all'ultima giornata con 44 punti, pronte a contendersi il titolo.
La vigilia della partita fu caratterizzata da un clima acceso. A Catanzaro, l'arrivo della Juventus all'aeroporto fu accolto da una contestazione veemente da parte di circa 3.000 tifosi anti-juventini. Alcuni giocatori, tra cui Paolo Rossi, furono oggetto di insulti e persino aggressioni fisiche. Rossi, in particolare, era sotto i riflettori per le vicende legate al Totonero, ma aveva dimostrato di essere in forma con una prestazione convincente e un gol nella partita precedente contro l'Udinese. Nonostante le provocazioni, la squadra bianconera, guidata da Trapattoni, mantenne la concentrazione, con l'obiettivo dichiarato di Boniperti: "L'anno prossimo dobbiamo giocare la Coppa dei Campioni".

La partita si svolse allo stadio Comunale di Catanzaro, davanti a uno stadio gremito di 30.000 spettatori. La squadra calabrese, già salva, schierava talenti come Massimo Mauro ed Edi Bivi. Tra i giallorossi figurava anche Sergio Santarini, ex bandiera della Roma, motivatissimo a fare uno sgambetto alla Juventus per rispetto dell'amicizia con l'allora allenatore della Fiorentina, Picchio De Sisti. "La nostra leggerezza potrebbe distruggere il campionato della Viola, polverizzare tutte le sue fatiche, non sarebbe giusto", aveva dichiarato Santarini.
La Juventus, con Zoff alla 300esima presenza, scese in campo con Rossi e Virdis in attacco, supportati da Fanna e Tardelli. La partita fu equilibrata e intensa. Nel primo tempo, il punteggio rimase bloccato sullo 0-0, con un brivido per la difesa juventina al 39' e un'occasione vicina al gol per Tardelli. La ripresa vide una Juventus più propositiva, con Brady che iniziava a prendere in mano le redini del gioco. Nel frattempo, dal Sant'Elia arrivava la notizia di un gol annullato alla Fiorentina, episodio che avrebbe suscitato molte polemiche.
Il momento decisivo arrivò al 75'. Dopo un'azione insistita della Juventus, un cross di Marocchino per Rossi portò la palla a colpire il palo. Sulla carambola, la sfera finì sui piedi di Fanna, il cui tiro venne deviato dal braccio di Celestini in area. L'arbitro Pieri non ebbe dubbi: calcio di rigore. Sul dischetto si presentò Liam Brady, l'irlandese che a breve avrebbe lasciato Torino per la Sampdoria. Con un sinistro preciso, Brady spiazzò Zaninelli e portò la Juventus in vantaggio per 1-0.

L'annuncio del vantaggio juventino, trasmesso via radio, provocò scene di disperazione tra i dirigenti della Fiorentina a Cagliari. Il risultato finale di 1-0, unito al pareggio a reti bianche della Fiorentina a Cagliari, consegnò il ventesimo scudetto alla Juventus, il primo a conquistare la "seconda stella".
Quella giornata non portò solo gioia alla Juventus. Il pareggio a Cagliari salvò la squadra sarda ma condannò la Fiorentina al secondo posto. Si salvò anche il Genoa, mentre il Milan, nonostante una vittoria, retrocesse in Serie B. Il post-partita fu segnato da festeggiamenti a Torino e proteste a Firenze contro presunti torti arbitrali.
| Squadra | Formazione |
|---|---|
| CATANZARO | Zaninelli, Celestini, Salvadori, Boscolo (1' st Cascione), Santarini, Peccenini, Mauro, Braglia, Borghi, Sabato, Bivi (26' st Palese). |
| JUVENTUS | Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Marocchino (40' st Bonini), Tardelli, Rossi P., Brady, Virdis (8' st Fanna). |
| ARBITRO | Pieri (Genova) |
| MARCATORI | 75' rig. Brady (J) |
Catanzaro-Juventus 0-1,campionato 1981-82 (commento Martellini)
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