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Il sorteggio di Champions League ha visto l'Inter abbinata a Benfica, Salisburgo e Real Sociedad. Nonostante le avversarie, in casa Inter regna l'ottimismo. L'amministratore delegato, Giuseppe Marotta, ha dichiarato: "Il destino è nelle nostre mani - esordisce Marotta -, nei nostri piedi e nel nostro cervello. Il percorso fatti in questi anni è molto positivo: cinque anni fa eravamo circa 80esimi nel ranking e oggi ottavi. Sono molto fiducioso, dobbiamo mantenere questo lavoro ed essere competitivi. Ce lo chiedono i tifosi, e pure noi stessi".

Sorteggio Champions League

Marotta ha poi toccato il tema del calciomercato, sottolineando come la rosa attuale sia diversa da quella della scorsa stagione e come l'allenatore Inzaghi abbia fatto crescere il gruppo. "Il lavoro che facciamo è mirato da una parte a soddisfare l'allenatore e soprattutto a puntellare una squadra già positiva. E sottolineo che anche quest'anno alcuni giocatori sono stati richiesti e siamo riusciti a dire di no".

Nonostante la squadra offra garanzie, Marotta non esclude ulteriori innesti: "Dobbiamo cogliere le opportunità di mercato, già così la squadra ci dà garanzie, ma qualcosa arriveremo a fare. Non voglio sbilanciarmi, non vorrei illudere nessuno".

Un commento particolare è stato riservato al passaggio di Romelu Lukaku alla Roma: "Non me lo immaginavo, ma questo mondo è un Barnum, un circo, ed è normale che ci siano situazioni che svaniscono e altre che nascono."

Le parole di Zanetti e Inzaghi

Anche il vicepresidente Javier Zanetti ha espresso fiducia nella squadra: "Abbiamo cambiato tanti giocatori, la base dell'anno scorso ci può aiutare. In Champions League dobbiamo puntare in alto e andare più avanti possibile. La voglia non manca e molti ragazzi hanno ancora in mente la finale persa. Quella attuale è una squadra sicura di se stessa, perché essere arrivati in finale ci ha fatto crescere nel carattere e nella mentalità. Questi ragazzi sono all'altezza, ce la giocheremo con tutti perché tutti hanno visto che questa squadra è forte e ci devono portare rispetto".

L'allenatore Simone Inzaghi, pur non presente a Montecarlo, ha rilasciato dichiarazioni al sito ufficiale del club: "L'anno scorso abbiamo fatto un percorso incredibile che ci ha portati fino alla finale di Istanbul dove siamo stati a un passo dal sogno. Abbiamo sfidato grandi squadre, combattuto su campi difficili ma tutto questo ci ha dato ancor di più la consapevolezza della nostra forza. La Champions League è un palcoscenico importante dove noi vogliamo essere ancora protagonisti. Tutte le partite saranno come sempre difficili in questa competizione nella quale nessuno ti regala nulla e dove le squadre sono sempre ben organizzate. Noi ce la metteremo tutta perché vogliamo dare continuità al nostro percorso. Siamo l’Inter e vogliamo continuare a sognare".

Simone Inzaghi

Marotta: la Serie A, il calcio e le sue sfide

Giuseppe Marotta ha anche analizzato la situazione del calcio italiano e della Serie A, evidenziando la mancanza di supporto politico e la necessità di un rinnovamento strutturale. "La politica sia più attenta al calcio, non siamo stati aiutati. Certe cifre non possiamo più spenderle, la serie A è ormai periferica."

Marotta ha sottolineato come il calcio sia un comparto industriale importante, ma spesso sottovalutato dalle istituzioni: "C’è un freno politico verso lo sport che è un fenomeno di aggregazione, un deterrente sociale, migliora la salute dei cittadini. Lo sport d’élite ha risvolti eticamente impopolari, ma è il 13° comparto industriale del Paese, va attenzionato meglio".

Viene evidenziata la differenza con altri paesi europei per quanto riguarda gli investimenti in infrastrutture: "In Europa negli ultimi 10 anni sono stati costruiti 153 nuovi stadi e investiti 19,8 miliardi. In Italia uno solo. Va reintrodotto il ministero dello Sport. Lo sport rappresenta un comparto industriale incredibile, un’eccellenza del Made in Italy."

Sulla questione Superlega, Marotta ha affermato: "La Superlega è un grido d’allarme, di disperazione, di alcune società con un forte obiettivo competitivo. Il progetto, in cui c’era anche l’Inter, ha spaventato tutti. È fallito perché vi siete mossi male? Nella forma potevamo agire meglio, ma il fine giustifica i mezzi. Covid e indebitamento affogano i club."

L'INTERVISTA A GIUSEPPE MAROTTA DOPO LA PARTITA CONTRO IL NAPOLI 🎙️ INTERVIEWS 🖤💙

Lukaku: tra rimpianti e futuro

Il caso Lukaku è stato un argomento ricorrente nelle dichiarazioni. Marotta ha espresso il suo rammarico per la cessione del giocatore: "Vendo Lukaku a 115 milioni e lo sostituisco con Dzeko a zero: sul campo non c’è questo divario. Lukaku è andato via per prendere il doppio, in Italia certe cifre non possono esistere." Ha anche aggiunto: "Oggi Lukaku a 75 milioni non potrei comprarlo."

Nonostante il fallimento di un gol clamoroso contro la Fiorentina, Marotta invita a ricordare il contributo positivo del giocatore: "L'episodio ha rappresentato poco rispetto a tutte le emozioni positive e all’adrenalina che si sono vissute in questi anni. A Lukaku dobbiamo tutti noi un ringraziamento per quello che ha fatto, si è sempre impegnato e ha sempre fatto bene. Ricordiamolo per questo: per le cose belle, non per quelle brutte. E poi non dimentichiamoci che ha rappresentato l’operazione più strana, particolare e positiva per l’Inter nella sua storia. Lo abbiamo valorizzato in una maniera incredibile e questo ha dato poi dei riscontri importanti dal punto di vista economico per costruire la conquista della seconda stella."

L'incertezza sul futuro del giocatore ha creato frizioni tra Marotta e la proprietà: "L'incertezza sul futuro abbinata alla tensione per l'atteso, devastante addio di Lukaku ha inevitabilmente creato anche delle frizioni tra Marotta e la proprietà dell'Inter. Questo perché l'ad nerazzurro reputa sbagliata la cessione del belga, dopo le partenze illustri di Hakimi e Conte in un momento così particolare per la società e la squadra. Tra l'altro, la vendita dell'attaccante classe '93 è considerata dolorosa sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista mentale: una botta incredibile per i giocatori, lo staff e i tifosi, sempre più delusi e arrabbiati per il comportamento della società."

Romelu Lukaku gol mancato

Ambizioni e Progetti per l'Inter

Marotta ha ribadito l'ambizione dell'Inter: "Non dobbiamo dispensare illusioni, ma l’ambizione è parte integrante del club. Dopo 8 giornate è presto per i bilanci, ce la giochiamo con tutti."

Un sogno nel cassetto è la costruzione di un nuovo stadio: "Ci manca una casa. Oggi abbiamo San Siro che condividiamo con un’altra squadra, ma uno spazio tutto nostro rafforzerebbe quel grande senso di appartenenza che è caratteristica importante nella vita di una società di calcio. Stiamo facendo di tutto per realizzare questo sogno che è nostro come dei tifosi. Combattiamo con la burocrazia italiana che dilata i tempi. Una cittadella sarebbe una bella cosa. Purtroppo non è facile da realizzare, ma almeno uno stadio sarebbe indispensabile."

Marotta è ottimista sulla stabilità della società: "Siamo usciti dal tunnel. C’è stabilità, la cassa dà tranquillità. Zhang ha passione."

Infine, un pensiero sul futuro personale: "Dopo l’esperienza Inter cercherò qualcos’altro fuori dai club. A me piace la politica dello sport, magari un ruolo istituzionale mi piacerebbe."

Stemma FC Internazionale Milano

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