La sconfitta contro la Svezia ha lasciato un segno profondo nel calcio italiano, ma il tanto atteso rinnovamento sembra essersi arenato nelle stesse dinamiche politiche che hanno caratterizzato il passato. La partita per la presidenza della FIGC si gioca su più fronti, tra vecchie facce e nuove promesse, con un sistema elettorale complesso che favorisce gli intrighi e le alleanze.

I Candidati alla Successione di Tavecchio
Dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio, indotte dalla perdita di sostegno, il panorama dei candidati alla presidenza della FIGC si presenta tutt'altro che rassicurante. Le figure in campo sono tre, e ciascuna porta con sé motivazioni che lasciano perplessi.
Cosimo Sibilia: Il Regista delle Due Bandiere
Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, è una figura chiave in questa partita. Senatore di Forza Italia e politico di professione, Sibilia è accusato di aver giocato un doppio ruolo: prima regista nella rielezione di Tavecchio, gestendo trattative delicate, e poi artefice delle sue dimissioni, ritirando il sostegno. La sua candidatura punta sulla continuità con la gestione precedente, definita da lui un "buon lavoro" condannato solo dal risultato sportivo. Promette di portare Antonio Conte come figura di spicco, legame che ricorda quello di Tavecchio, e gode del sostegno, seppur blando, di Malagò. Il suo programma, tuttavia, appare generico e incentrato sulla riforma dei campionati in modo vago, con un accenno al ritorno del semiprofessionismo e alla revisione della responsabilità oggettiva. Anche l'utilizzo dei grandi ex azzurri sembra più un'operazione di facciata per tamponare la candidatura di Tommasi.
Gabriele Gravina: L'Oppositore che Rientra negli Schemi
Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, si presenta come un oppositore di Tavecchio, ma sembra rientrare nella sfera d'influenza di Giancarlo Abete. La sua candidatura porta con sé il peso di una Lega Pro in difficoltà, con la perdita di club storici a campionato in corso a causa di una gestione finanziaria poco oculata. Gravina propone le "Accademie Federali" (una rivisitazione dei Centri Federali di Tavecchio) e punta su un fondo federale per la costruzione di nuovi stadi, oltre alla candidatura per l'Europeo 2028. Tra le sue proposte, una revisione dei pesi elettorali per evitare che la Serie D abbia un peso eccessivo su decisioni che riguardano la Serie A. Sul fronte della riforma dei campionati, propone una Serie A e B a 20 squadre e una Lega Pro a 60 formazioni, con un ritorno al professionismo.
Damiano Tommasi: Il Sindacalista con Pochi Numeri
Damiano Tommasi, ex calciatore e presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, si distingue per i suoi valori e la coerente opposizione a Tavecchio. Tuttavia, la sua candidatura appare come una "partita parallela", giocata più sul peso politico che sui numeri effettivi. Tommasi sa di non avere il sostegno delle società, che lo vedono come "il sindacalista" con cui hanno avuto rapporti conflittuali. La sua candidatura mira principalmente ad aumentare il suo peso politico o a frammentare il fronte elettorale. Il suo programma pone l'accento sul recupero del talento e sulla riduzione dei Centri Federali Territoriali, pur proponendo di mantenere l'attuale numero di club professionistici, un punto debole dettato dal suo ruolo di ex sindacalista dei giocatori.

Il Sistema Elettorale: Un Labirinto di Pesi e Contrappesi
Il caos che circonda l'elezione del nuovo presidente della FIGC è in gran parte dovuto al sistema elettorale stesso. Il voto è ponderato, con 279 delegati che si dividono un totale di 274 voti. Le componenti hanno pesi diversi: la Lega Dilettanti vale il 34%, la Serie A il 12%, la Serie B il 5%, la Lega Pro il 17%, l'Assocalciatori il 20%, gli allenatori il 10% e gli arbitri il 2%. Per essere eletti, sono necessari tre quarti dei voti al primo scrutinio, due terzi al secondo e la maggioranza assoluta al terzo. Un sistema complesso che, teoricamente, potrebbe portare all'elezione di un presidente con il solo sostegno della Lega Dilettanti e della Lega Pro, relegando la Serie A a un ruolo marginale.
Claudio Lotito: Il Burattinaio del Calcio Italiano
Claudio Lotito, presidente della Lazio, emerge come una figura centrale negli ultimi anni del calcio italiano. Il suo metodo consiste nel creare reti di società medio-piccole, promettendo di fermare i grandi club e facendo pesare il consenso aggregato. La sua influenza si è vista nell'elezione di Beretta alla Lega, nello sbarco di Infront, nella prima e seconda elezione di Tavecchio. Lotito ha cercato di candidarsi alla presidenza della FIGC, mettendo insieme un considerevole numero di voti da società di Serie A e Serie B. Sebbene la sua candidatura sia poi sfumata, il suo potere di influenza rimane intatto, con l'obiettivo di diventare vice presidente vicario della Federazione.
Il Ritorno di Tavecchio e l'Asse Lotito-Cairo
Carlo Tavecchio, nonostante le dimissioni, non ha mai veramente mollato. Tramite mosse strategiche durante il periodo di transizione, ha ricordato a molti il potere che era in grado di garantire, i posti assegnati negli organi di governo. La sua candidatura a presidente della Lega di Serie A, posto vacante e da lui commissariato, sembra essere un piano B. Si è creato un asse tra Lotito e Urbano Cairo, con l'obiettivo di portare Tavecchio alla presidenza della Lega e affidare la gestione a Javier Tebas, presidente della Liga spagnola. Questo piano mira anche a garantire un'alternativa per la vendita dei diritti TV, nel caso di mancato accordo con Sky e Mediaset, sfruttando i fondi di Mediapro.

Infront: Il Colosso che Gestisce il Calcio Italiano
La società Infront, guidata da Philippe Blatter (nipote di Sepp Blatter) e Marco Bogarelli in Italia, gioca un ruolo cruciale nel calcio italiano. Dal 2008, Infront gestisce i diritti TV, il marketing e la sponsorizzazione di molte squadre di Serie A. La dipendenza dei club italiani dai diritti TV è altissima, rappresentando il 43% dei ricavi per i club di Serie A. Infront, con la sua capacità di incidere sui ricavi, detiene un potere enorme sul sistema calcio. La sua influenza si estende anche alla gestione commerciale di squadre come Milan, Lazio, Genoa, Sampdoria, Udinese, Cagliari e Palermo. Le alleanze politiche e le relazioni personali sembrano essere la chiave del suo successo, con accordi che garantiscono voti in cambio di favori.
Il Ruolo dell'Antitrust e i Rischi del Cartello
Il calcio italiano è sotto i riflettori dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La FIGC è stata multata per abuso di posizione dominante, avendo ostacolato il diritto degli enti di promozione sportiva a organizzare tornei alternativi. Inoltre, sono in corso cause per risarcimento danni derivanti da un presunto cartello tra broker internazionali volto ad acquisire i diritti esteri sulla Serie A a prezzi artificialmente bassi. Questi episodi evidenziano come il calcio, con la sua rilevanza economica, sia soggetto al diritto antitrust, con rischi di sanzioni e azioni legali per chi viola le norme.

I Diritti TV: La Gallina dalle Uova d'Oro
La gestione dei diritti TV è al centro del potere nel calcio italiano. Infront, attraverso la sua affiliata MP&Silva, gestisce la vendita dei diritti internazionali, generando profitti enormi. La competizione per l'assegnazione di questi diritti è accesa, con società che si contendono il controllo di questa fonte di ricchezza. Il decreto "Melandri-Gentiloni" disciplina l'assegnazione dei diritti audiovisivi sportivi, cercando di garantire la massimizzazione dei ricavi e la concorrenza. Tuttavia, il rischio di abusi di posizione dominante e accordi restrittivi della concorrenza rimane elevato, soprattutto in un mercato dove il calcio ha un'importanza culturale ed economica preponderante.
Quanto VALGONO la SERIE B e la SERIE C nel calcio italiano? GIOVANI CONTRIBUTI e DIRITTI TV
La situazione attuale della FIGC riflette un sistema in cui le dinamiche politiche e gli interessi economici sembrano prevalere sulle esigenze di un reale rinnovamento. I candidati, i sistemi elettorali e i poteri occulti creano un quadro complesso e instabile, in cui il futuro del calcio italiano appare incerto.
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