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L'ex commissario tecnico della Nazionale italiana, Arrigo Sacchi, è tornato a esprimersi con parole dure sul calcio italiano, con un focus particolare sulla prestazione di Mario Balotelli e sull'atteggiamento generale dei giocatori.

Ospite a Deejay Football Club, in onda su Radio Deejay, Arrigo Sacchi ha risposto alla domanda in merito a Mario Balotelli, criticato ampiamente per la prestazione offerta a Bologna contro la Polonia e assente in allenamento per infortunio. L’attaccante è stato anche fischiato dal pubblico azzurro al momento della sostituzione con Belotti.

Sacchi non usa mezzi termini nei confronti della punta azzurra: "Molti giornalisti fanno apposta a chiedere di lui, il calcio è uno sport di squadra. Devo prendere giocatori che hanno l’intelligenza che vale più dei piedi. Nella mia squadra prendo persone con passione, anima e personalità. Tutti hanno le macchine, ma senza benzina non si va avanti". L'ex commissario tecnico ha aggiunto: "Gli direi che si gioca di squadra. Bisogna avere poche idee ma chiare. Il calcio è uno sport collettivo e l’intelligenza conta più dei piedi. Quindi, per prima cosa sceglierei giocatori che abbiano intelligenza. Serve generosità, passione, professionalità. Tutti hanno la macchina, ma per farla muovere serve la benzina. E nel calcio la benzina è l’intelligenza, la passione, la professionalità".

Sacchi ha inoltre commentato la convocazione in nazionale di Mario Balotelli da parte del ct Roberto Mancini: "Io guardavo sempre l'affidabilità delle persone. Io non avevo convocato più Berti, poi lo richiamai e lui mi disse che sarebbe stato il primo ad arrivare all'allenamento e l'ultimo ad andarsene. Così fu."

Arrigo Sacchi durante un'intervista

La risposta dell'agente di Balotelli, Mino Raiola, non si è fatta attendere. Raiola ha dichiarato: "L'intelligenza non serve solo nel calcio ma anche nella vita. Con le sue parole ha chiaramente dimostrato di non avere né intelligenza, né classe. Non capisco perche stiano a sentire uno che alla fine vive di credito per aver guidato una squadra così forte, il Milan, che vinceva da sola. Sacchi deve solo ringraziare Berlusconi e pensare alla finale persa con la Nazionale perché quella squadra doveva vincere il Mondiale e lo ha perso lui. Dopo il Milan non ha più vinto da nessuna parte e non ha diritto di dare lezioni."

Sacchi ha esteso le sue critiche anche all'Under 21, battuta 3-0 dalla Slovacchia: "I giocatori dell’Under hanno avuto un atteggiamento vergognoso. Sono stati presuntuosi e arroganti. Spesso nel calcio i veri nemici non sono gli avversari, siamo noi stessi".

L'ex commissario tecnico ha anche criticato il sistema calcio italiano in generale: "Questo è un Paese in cui pur di vincere si venderebbe l’anima al diavolo: non si fa differenza tra una vittoria meritata e una poco meritata. E invece quella poco meritata porta poco futuro dentro di sé".

Infine, una stoccata alla Federcalcio per la mancanza di un progetto a lungo termine: "La federazione, con le sue idee e la sua visione, conta più della squadra e dell’allenatore, come la squadra conta più del singolo. Invece questo è un Paese in cui il singolo conta di più: e la Federazione non impone regole perché si cerca il potere più che un progetto utile al calcio. Cerchi di non farti mai nemici, accontenti tutti così non accontenti mai nessuno."

Balotelli litiga in diretta Tv con Marocchi e Boban

Sacchi ha anche espresso la sua opinione sulla situazione del Milan, suggerendo di ripartire da Adriano Galliani: "Uno dei più grandi dirigenti del mondo. Ho lavorato con lui, parlo per esperienza diretta: è l’uomo adatto per creare un nuovo progetto. Milanello deve tornare a essere un’officina. Da lì devono uscire giocatori e allenatori. E poi: ringiovanimento generale e un forte gruppo italiano”. Ha sottolineato l'importanza di individuare giovani talenti prima delle altre società, creando una fitta rete di osservatori e collaboratori, e affidandosi alle idee in assenza di grandi risorse economiche.

Sacchi ha poi aggiunto: "L’importante è avere giocatori giovani e disponibili, che sappiano interpretare lo spartito che l’allenatore intende far suonare. I tifosi capiscono e non criticano, se vedono che c’è un progetto chiaro. Credo che un problema serio sia stato rappresentato dalle divergenze in società. Certe cose si sentono e si riflettono anche in campo. Mi auguro che oggi tutto sia stato appianato. Per ripartire e per tornare grandi."

Grafico che mostra l'importanza dell'intelligenza di squadra nel calcio

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