La figura di Nikola Jokić nel panorama del basket moderno è innegabilmente complessa, intrecciata con storie di talento puro, rivalità sportive e persino narrazioni che sfumano nel surreale. Sebbene il suo arrivo nella NBA sia avvenuto in età relativamente avanzata (31 anni), il suo impatto è stato tale da far sorgere paragoni con le leggende del passato, inclusi i grandi giocatori della Jugoslavia.
In passato ho pensato: perché solo gli altri? E anche il Kata si inserisce nel filone delle classifiche scritte in partenza. Verissimo, avevo dimenticato il kata. 'Idea del Forum' per me non vuol dire assolutamente niente. Non lo so. Perché se beccano uno nostro è di sicuro un complotto rettiliano. La Jugoslavia del 1990.. solo Doncic.. puo' competere con Drazen..
La discussione sul basket, specialmente quando si toccano le glorie passate e le potenzialità future, spesso si arricchisce di aneddoti e confronti. Ad esempio, si ricorda che Sabonis padre arrivò nella NBA con le ginocchia distrutte. E per farli continuare a partecipare-vincere hanno dovuto cambiare l'interpretazione dei passi. Il problema principale è che l'NBA è diventata un misto tra un contest 1v1 ed una gara di triple. Palla alla stella di turno che proverà a battere 1v1 il suo difensore e, se proprio non vi riesce, la passa ad un compagno libero che tenta la tripla.
Il talento di Jokić, tuttavia, non è l'unico aspetto che circonda la sua figura. Esistono anche narrazioni che sfidano la realtà, come una presunta "fake news qualificata" che lo vede condannato a un anno di carcere e sei di squalifica. Scandalo! Nikola Jokić condannato a un anno di carcere e sei anni di squalifica per il basket! - questo è il titolo di uno degli articoli di "notizia" su Brčko Njuz. Se il titolo stesso non fa già sospettare che si tratti di una "fake news qualificata", ovvero di una parodia politica in stile serbo-bosniaco, lo si capirà presto dalla foto allegata o dal testo stesso. L'incidente è avvenuto nel quarto quarto, quando l'arbitro ha ammonito Jokić che non avrebbe più potuto tirare, ma solo rimbalzi e assist. Il cestista bosniaco Džanan Musa ha commentato la decisione dell'arbitro, sottolineando che un simile comportamento non può più essere tollerato.
Questa particolare "fake news" menziona anche due cantanti: Baja Mali Knindža, un cantante turbofolk serbo, e Sergej Ćetković, un cantante montenegrino noto per le sue canzoni pop liriche. Questo dimostra come la figura di Jokić e il contesto sportivo jugoslavo possano diventare terreno fertile per narrazioni creative e, talvolta, bizzarre.
La Jugoslavia, terra di grandi talenti sportivi, ha visto emergere figure che hanno segnato la storia dello sport. La Kup Jugoslavije 1999-2000, nona edizione del torneo e ottava della Repubblica Federale di Jugoslavia, è un esempio di come il calcio jugoslavo abbia avuto una sua identità e una sua evoluzione.

Il calcio jugoslavo ha una storia ricca di momenti iconici. Si ricorda una partita del Milan contro la Stella Rossa nel 1988, una sfida che, a causa della nebbia, portò a un replay. Se quel pomeriggio a Belgrado non ci fosse stata la nebbia, cosa ricorderemmo oggi, a 25 anni di distanza, di quel Milan? Che, forse, i rossoneri non avrebbero passato il turno e, di conseguenza, non avrebbero vinto la Coppa dei Campioni, e poi l'Intercontinentale, e un'altra, e un'altra ancora? Chi può saperlo, l'unica cosa certa è che il 9 novembre del 1988 - il Muro di Berlino ci metterà un ennesimo giro a infrangersi - rimarrà una data indelebile nel calendario della storia del calcio, perché la squadra di Arrigo Sacchi riempirà di lì a poco alcune tra le pagine leggendarie dell'enciclopedia pallonara. E che, comunque si voglia interpretare lo sliding doors del Marakana, sarebbe stato un peccato (gli interisti eccepiranno, ma se Sneijder non avesse segnato quel gol "last minute" alla Dinamo Kiev, che ne sarebbe stato del triplete?). Insomma, ci saremmo persi la "parabolazza" d'apertura di Ancelotti nella manita al "suo" Real Madrid e il poker-show nella finalissima del Camp Nou contro la povera Steaua di Bucarest; le perle di Van Basten (capocannoniere del torneo con 10 reti) e la classe di Franco Baresi, che troverà una dimensione internazionale; l'immediato futuro del Milan (di ieri, oggi e... domani?) Paolo Maldini; l'esplosione di Gullit e le magie di Donadoni (Roberto, lo scopriremo tra un attimo, ne avrebbe fatto volentieri a meno, a Belgrado sicuro...).
Il Milan tornava a giocare nella massima competizione continentale dopo 11 anni, dalla Stella cadente dell'ultimissimo Rivera. Anni di fallimenti, retrocessioni in B, Mitropa Cup, vendicati dal titolo "soffiato" al Napoli di Maradona, passepartout della nuova era targata Silvio Berlusconi. Che punta già all'esclusiva europea e in estate si regala il terzo tulipano, Frank Rijkaard. Primo turno facile (7-2 complessivo, "bulgaro" al Vitocha Sofia); e al secondo la sfida con i campioni di Jugoslavia. Al Meazza esonda il talento di Dragan Stojkovic, annacquato dal pareggio di Virdis. Nebbia in... Jugoslavia. A Belgrado Dejan Savicevic porta in vantaggio gli slavi che è quasi buio pesto, per il Milan. E il guardalinee, dotato di fari antinebbia, è l'unico a vedere la spallata dell'attaccante sardo a Naidovski. Rosso, come uno dei suoi Cannonau. "Assurdo", dirà Virdis. Ma, caro assistente, non si vede un tubo: l'arbitro tedesco Pauly al 57' decide per il replay, si riparte giovedì 10 dall'1-1 dell'andata (biglietto spendibile per la "rivincita"). Buona la seconda (e a nanna). Funzionava così. Non valeva il parziale del match sospeso. Ma erano validi espulsi (Virdis, appunto) e ammoniti che, se diffidati (come Ancelotti), non potevano tornare in campo, tra le foschie di pseudo regole e prevedibili improvvisazioni di carattere federale. Eppure il capolavoro assoluto della terna arbitrale è un altro, l'autorete di Vasiljevic farebbe resuscitare il più vivo, nella recente memoria, dei gol-fantasma. Graziato, Vasiljevic, proverà a spedire al "Creatore" Donadoni (gomitata-killer e mandibola fratturata). Timbro di Van Basten, pareggio del solito Stojkovic.

Il paragone tra la squadra USA e quella jugoslava del passato è un altro tema ricorrente. Questo è vero, però potrebbero perdere giusto dalla nazionale del resto del mondo, non da quelle di altri paesi (portando i migliori, naturalmente). Alla fine hanno vinto l'Olimpiade con una squadra che include giusto 2 o 3 elementi di un ipotetico Team Usa ideale. Thorpe non ha mai preparato solo i 100 o solo i 1500. Phelps, Peirsol, Lochte hanno convissuto tranquillamente vincendo nello stile, nella farfalla, nel dorso, nei misti. Un grande campione della velocità come Asafa Powell non ha vinto NEMMENO UN ORO a livello individuale tra Mondiali e Olimpiadi. Peirsol è stato a lungo primatista del mondo di entrambe le distanze del dorso. Anche Powell è stato primatista del mondo ed è rimasto al vertice per tanti anni. Ma Zeru Tituli (individuali) contro i 22 Tituli (individuali) degli altri 2. D'altro canto anche questo Team Usa non era proprio una sinfonia di gioco corale. La squadra 1996 ha il problema.. i 3 centri..
La storia di DRAZEN PETROVIC, il MOZART del Basket
La discussione si estende anche ad altri sport, come il nuoto, dove la 4x200 è considerata il termometro di un movimento natatorio. Questo è vero, però potrebbero perdere giusto dalla nazionale del resto del mondo, non da quelle di altri paesi (portando i migliori, naturalmente). Alla fine hanno vinto l'Olimpiade con una squadra che include giusto 2 o 3 elementi di un ipotetico Team Usa ideale. Thorpe non ha mai preparato solo i 100 o solo i 1500. Phelps, Peirsol, Lochte hanno convissuto tranquillamente vincendo nello stile, nella farfalla, nel dorso, nei misti. Un grande campione della velocità come Asafa Powell non ha vinto NEMMENO UN ORO a livello individuale tra Mondiali e Olimpiadi. Peirsol è stato a lungo primatista del mondo di entrambe le distanze del dorso.
Il dibattito si sposta poi su questioni tattiche e interpretazioni arbitrali, come nel caso della pallanuoto, dove un'ammonizione può portare alla perdita della priorità. Riassumo ciò che ho ho capito: la nostra sotto 2-3, a poco più di 3" dalla fine l'avversaria prende un ammonizione che le comporta la perdita della priorità (e quindi 3-3 sarebbe stato un pareggio). Attacco della Semeraro e colpo in faccia dell'avversaria segnalato da uno dei giudici. EDIT: Potrebbe ancora finire a pari merito con l'azera al secondo posto se l'azera perdesse con la turca (difficile però, la turca sembra nettamente la peggiore del lotto). A quel punto non so se il criterio sia lo scontro diretto (nel qual caso Semeraro fuori) o il quoziente punti (qui dipende dal punteggio dell'incontro tra l'azera e la turca). Ieri le 2 pazze parlavano di punti fatti (non di differenza). Fosse così l'azera dovrebbe perdere facendo al massimo 3 punti.

Infine, si solleva il tema del "Kata", che si inserisce nel filone delle classifiche scritte in partenza. Gigi, sai vero che al termine dei Giochi apriremo un thread sul Kata e ci troveremo a commentare anche le gare provinciali Under 10? Che il livello in giro sia alto è innegabile, che le franchigie scelgano senza problemi fuori altrettanto. Che il livello in giro sia alto è innegabile, che le franchigie scelgano senza problemi fuori altrettanto.
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