La carriera di Gian Piero Gasperini è costellata di episodi controversi legati ai calci di rigore, sia come giocatore che come allenatore. Un filo conduttore che spesso lo ha visto protagonista di accese discussioni, talvolta sfociate in veri e propri incidenti, come dimostra il caso del post-partita contro la Sampdoria, dove l'allenatore dell'Atalanta è stato espulso per proteste e avrebbe avuto un alterco con un dirigente avversario. Parallelamente, la figura di Walter Zenga, leggendario portiere dell'Inter, riemerge in questo contesto, non solo per le sue imprese tra i pali, ma anche per un episodio specifico che lega il suo passato a quello di Gasperini: un rigore parato all'attuale tecnico dell'Atalanta nel lontano 1989.
L'episodio con la Sampdoria: proteste e contatto nel tunnel
L'uscita di scena di Gian Piero Gasperini dopo l'espulsione per proteste sul rigore concesso alla Sampdoria è diventata un caso. All’ingresso del tunnel degli spogliatoi, il tecnico nerazzurro sarebbe arrivato a contatto con il segretario della Sampdoria, Massimo Ienca. Secondo alcune testimonianze, Ienca sarebbe finito a terra in seguito a una manata dell'allenatore dei bergamaschi. In merito, Gasperini ha commentato l'episodio a fine gara, ricostruendo la sua versione: "Ienca è una persona che conosco molto bene, per lunghi anni è stato al Genoa, oggi me lo sono trovato di fronte dove probabilmente non poteva stare. Ostruiva il passaggio e l’ho appena spostato per passare. Il resto è una sceneggiata".
Tuttavia, la versione del vicepresidente della Sampdoria, Antonio Romei, diverge: "A me raccontano di una manata forte - ha detto a Sky Sport - ci sono diversi testimoni che lo riportano. Questo non è sport, a fine partita si dà la mano all'avversario, non di certo una manata. Abbiamo riferito tutto alla procura federale che si pronuncerà in merito".

Le decisioni arbitrali e il VAR: le critiche di Gasperini
Il rigore concesso alla Sampdoria non è l'unico episodio arbitrale che ha acceso gli animi di Gasperini. In un'altra occasione, l'allenatore giallorosso si è scaldato nel post partita sul possibile rigore per fallo di mano di Malinovskyi. Probabilmente, il "varista non ha la certezza delle immagini" e per questo non è intervenuto, ha spiegato lo studio di Dazn. Gasperini, indispettito, ha risposto stizzito: "Sul rigore le immagini sono chiarissime. Se il varista non ha certezze in questo caso faccia un altro mestiere… non è possibile". Nonostante i tentativi di mediazione, Gasperini ha ribadito la sua posizione: "Ma non c'è niente da provare, non potete dire una cosa del genere. Non potete mica cambiare la realtà, è evidente. Le immagini sono chiarissime. Come si dice a pallavolo? È un muro, ecco".
Anche in relazione a un rigore non concesso alla Roma, Gasperini ha espresso il suo disappunto, definendo le immagini "chiarissime" e mettendo in dubbio la professionalità di chi non ha ravvisato il fallo. "Sul rigore le immagini sono chiarissime. Se il varista non ha certezze in questo caso faccia un altro mestiere… non è possibile", ha dichiarato.
Zenga e il rigore parato a Gasperini: un ricordo del passato
Walter Zenga, intervistato dal Corriere dello Sport, ha commentato un rigore, citando un vecchio consiglio del ct Azeglio Vicini: "Se tieni la maglia non lasciarla, altrimenti l'avversario cade". Per l'ex portiere, l'unico errore di Bastoni è stato mollare la presa, ma la decisione arbitrale resta "fuori da ogni logica".
Ma il legame tra Zenga e Gasperini va oltre le semplici dichiarazioni. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, durante la presentazione del format "L'Uomo Della Domenica" dedicato a Zenga, ha ricordato un episodio specifico: "Il ricordo che ho rinfrescato, anche incontrando Gian Piero Gasperini recentemente, è proprio un rigore parato da Zenga all'attuale allenatore dell'Atalanta, quando Gasperini giocava col Pescara. E’ stato un momento importante e posso dire: io c’ero".

Questo episodio risale al 16 aprile 1989. Gasperini, allora giocatore del Pescara, si fece parare un rigore da Zenga in una partita contro l'Inter. "Ho fatto come Muriel. Segnai tre rigori di fila e Zenga non ne aveva mai parato uno. Un episodio molto simile, tirai dalla stessa parte, una conclusione che andava piano piano", ha commentato Gasperini con un sorriso amaro, paragonando la situazione a quella vissuta da Muriel in un recente match dell'Atalanta contro l'Inter, dove l'attaccante si fece ipnotizzare da Handanovic.
L'Atalanta di Gasperini e il "conto aperto" con i rigori
La partita contro l'Inter, terminata 1-1, ha lasciato un'amarezza particolare a Gasperini, soprattutto per il rigore fallito da Muriel all'ultimo minuto. "Con i rigori abbiamo un conto aperto incredibile. Non riusciamo ad avere una continuità di realizzazione dagli 11 metri, in questi tre anni è sempre stato così - ha commentato Gasperini a Sky Sport - mancava pochissimo alla fine, era l'occasione per vincere".
Il rigore parato da Zenga a Gasperini nel 1989, e il rigore fallito da Muriel nel 2025, sembrano creare un parallelo storico, quasi una beffa del destino. Il Pescara di Galeone, in lotta per la salvezza, perse quella partita contro l'Inter di Trapattoni, che stava costruendo lo Scudetto dei record. Gasperini, che segnò tre gol in quella stagione, sbagliò dagli 11 metri, con Zenga che si distese alla sua destra a mano aperta.
La discussione sui rigori continua a tenere banco nel calcio italiano, e Gian Piero Gasperini ne è spesso un protagonista, per le sue reazioni accese e per le situazioni che lo vedono coinvolto. La sua storia, intrecciata con quella di Walter Zenga, aggiunge un ulteriore capitolo a questa narrazione, dimostrando come il calcio possa riservare connessioni inaspettate tra passato e presente.
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