Seleziona una pagina

L’avventura di Gonzalo Higuain al Milan è durata 174 giorni.

Un’esperienza conclusasi quindi non nel migliore dei modi, con l’attaccante che ha poi concluso la stagione sempre in prestito ma al Chelsea di Maurizio Sarri, poi ritrovato da Higuain in estate alla guida della Juventus.

Il trasferimento e i costi

Tra le righe del bilancio al 30 giugno 2019 della Juventus emerge infatti quanto il club rossonero ha versato per i circa 6 mesi di prestito del Pipita. Tra i ricavi da prestito, infatti, i bianconeri hanno iscritto entrate dal Milan per il prestito di Higuain pari a 10,208 milioni di euro (ai quali va aggiunto lo stipendio versato all’argentino dal club rossonero).

Stabilite anche le cifre dell'affare: il Milan, per Higuain, verserà nelle case della Juventus una cifra tra i 18 e i 20 milioni di euro per il prestito oneroso, con un diritto di riscatto fissato intorno ai 36 milioni.

Gonzalo Higuain sarà un nuovo giocatore del Milan. È stato infatti trovato l’accordo tra il bomber argentino e la società rossonera sull’ingaggio e tra i due club per le modalità dell’acquisto che prevedono il prestito con diritto di riscatto. Alla Juventus andranno 18 milioni di euro più 36 per il riscatto.

Per quanto riguarda l’ingaggio che pagherà, attualmente Higuain guadagna 7,5 milioni netti a stagione, le cifre dovrebbero essere lievemente superiori e l’accordo dovrebbe avere scadenza 2022.

Sbarcato a Milano nel mezzo dell’estate nell’ambito della maxi operazione con la Juventus (Bonucci a Torino, lui e Caldara a Milanello), Higuain è costato al Milan la bellezza di 17,5 milioni di euro in sei mesi. È la somma di metà dei 18 pattuiti per il prestito oneroso cui doveva seguire il riscatto alla cifra di 36 e il lordo dei circa 4,5 di stipendio garantiti all’argentino al momento del trasferimento per far posto a Ronaldo alla Juventus.

Tradotto in soldoni (argomento in questo momento sensibilissimo a Casa Milan e non solo), ogni gol segnato da Higuain è costato al Milan 2.187.500 euro.

Quei soldi pesano e non poco. Quasi un leasing di lusso: 795mila euro per ogni presenza e 9.403 per ogni minuto trascorso in campo.

Higuain, che rischia di saltare la partita di ritorno di Coppa Italia perché è diffidato come Matuidi, al Milan costò tantissimo. La sua esperienza durò 174 giorni, poco meno di 6 mesi. Il Milan lo prese con la formula del prestito oneroso fissato a 18 milioni, la cifra messa a bilancio però è circa la metà (10,208 milioni), perché il giocatore passò al Chelsea. Considerando anche lo stipendio, lordo, Higuain costò complessivamente per quei 6 mesi 18 milioni e 259 mila euro al Milan: 3 milioni di euro al mese, 2,25 a gol, quasi 100mila euro al giorno.

Grafico costi Higuain Milan

Prestazioni deludenti

Lo score finale parla di 8 reti in 22 partite complessive (6 in 15 di campionato) per un rendimento che rappresenta, per il Pipita, il peggiore da quando è sbarcato in Italia nell’estate del 2013.

Non era mai successo che sotto Natale Higuain avesse scartato così pochi regali: a Napoli arrivò a metà dicembre con 8 gol segnati al primo anno, 7 al secondo e 14 al terzo. Alla Juve si avvicinò alle feste già in doppia cifra alla prima stagione e a 9 in quella successiva. Al Milan siamo solo a cinque, l’ultimo segnato alla Samp il 28 ottobre scorso, tre giorni prima di Halloween.

Se si considera lo stesso numero di giornate, il resoconto non migliora: solo nel 2013-14 il calcolo dei gol all’undicesima giornata dava il medesimo risultato. Quello però era il primo anno del Pipita in Italia, e come tutti gli esordienti meritava di un periodo di adattamento.

A novembre Gonzalo si è arreso al mal di schiena dopo mezz’ora della trasferta di Udine e ai nervi tesi nella partita casalinga contro la Juve, con la conseguenza di due giornate di squalifica: il numero di gol resta modesto, e per quanto visto nelle ultime settimane risulta difficile immaginare un conto più consistente anche se non fosse stato costretto a fermarsi.

Deluse nei sei mesi di Milan Gonzalo autore di 6 gol in 15 partite di campionato, e complessivamente di 8 in 22 partite (con il Chelsea ne segnò 5 in 18 partite totali).

Statistiche gol Higuain Milan

Le cause del fallimento

Le cause possono essere tecniche e riguardare l’attacco intero: a Napoli Higuain ha vissuto il momento più felice della carriera, coinciso con il periodo d’oro di Insigne e Callejon. Alla Juve lo stesso: aveva di fianco la versione migliore di Dybala. Al Milan le difficoltà personali si sommano a quelle di alcuni compagni di reparto: Calhanoglu è in una fase di evidente involuzione, Castillejo deve ancora inserirsi e Suso, che al contrario è in una fase di ascesa, tende più spesso a far valere il suo sinistro a giro.

Gonzalo va sostenuto con maggior convinzione ma come ha riassunto Reina due giorni fa «oltre a essere aiutato dai compagni, deve aiutarsi anche da solo». Pepe, che cura tanto l’aspetto tecnico quanto quello motivazionale, si riferisce a entrambi: Higuain deve andare più incontro ai compagni, una via di mezzo tra lo stabilirsi fisso in area e cercare lo scambio troppo indietro.

Anche l’atteggiamento incide: Gonzalo è spesso nervoso e i segnali di insofferenza restano ben visibili. La tensione gioca contro la lucidità e può essere trasmessa al resto del gruppo.

Che sia proprio la concentrazione a fare difetto è evidente anche nei numeri di tutte le competizioni stagionali: sette gol e una media a partita di 0,7 fino al trenta ottobre, zero assoluto dalla fine del mese in poi. Gonzalo ha invece migliorato il rapporto tra minuti giocati e tiri totali, quello delle occasioni create e - per una minima percentuale - anche quello degli assist.

Il rapporto che più interessa la società è tra l’incisività e il costo del riscatto del cartellino. Oggi Higuain incide più sul bilancio che sul campo: la proporzione tra lo stipendio da 9,5 milioni di euro e le giocate davvero decisive è sfavorevole al Milan.

Se invece si divide il valore del prestito da 18 milioni con i gol complessivi in rossonero, 7, risulta che ogni timbro è costato due e mezzo.

La bilancia deve almeno tornare in equilibrio perché il riscatto - altri 36 milioni - diventi finalmente conveniente. Così invece tutto torna in discussione: dopo aver versato una rata annuale tanto impegnativa, aggiungere il resto sembrava scontato. E invece non lo è più: lo sconto a cui ora pensa il club è il risparmio della cifra del definitivo riscatto. A meno che i numeri non tornino di nuovo vantaggiosi: c’è tempo fino a maggio.

Doveva trascinare i rossoneri in Champions League, se ne va a metà stagione. Ogni suo gol è costato ad Elliott e Leonardo 2,2 milioni di euro

Gonzalo Higuain è stato uno dei flop più rumorosi della storia recente del calciomercato del Milan. Doveva essere il trascinatore verso il quarto posto e la qualificazione Champions, sarà ricordato per la fuga a metà stagione direzione Chelsea e per i bassi di un girone d’andata molto più negativo che positivo.

La realtà è che negli occhi dei tifosi del Milan resterà l’illusione nella notte di fine agosto dell’assist a Cutrone per battere la Roma, il punto più alto dell’anno, e la delusione cocente del rigore sbagliato contro la Juventus con successiva espulsione.

Gonzalo Higuain triste

La gestione comunicativa del caso

Il fallimento dell’esperienza di Higuain al Milan non è determinato solo dai numeri e dai costi. Sotto accusa è finita anche la gestione del rapporto tra l’attaccante argentino e i dirigenti rossoneri. Solo Gattuso è parso davvero convinto fino all’ultimo di poter recuperare il Pipita alla causa, mentre le parole (pubbliche e private) di Leonardo e Maldini hanno forse accelerato l’esplosione del caso.

Il balletto di Gedda (assenza alla foto, spiegazioni ufficiose e poi la febbre salvo entrare in campo a partita compromessa) è stato l’ultimo tassello di una storia che aveva preso una piega precisa prima della sosta natalizia, nell’ammissione a voce alta da parte di Leonardo che Higuain sarebbe stato riscattato solo in caso di qualificazione alla Champions League.

Poi le stilettate di inizio gennaio (“Resta qui, pensi a pedalare”), i musi lunghi e l’insofferenza nemmeno celata, le ammissioni di Gattuso e una verità che è emersa nella sua portata un minuto dopo la fine della Supercoppa araba.

La cessione e il futuro

Oggi, alla ripresa dalla sosta, il Milan si presenterà in campo a Genoa senza Gonzalo Higuain, il grande acquisto dell’ultimo calciomercato, l’uomo simbolo del nuovo ciclo rossonero targato Elliott-Leonardo, il campione che avrebbe dovuto riportare la squadra in Champions League. Diciotto milioni di euro buttati dalla finestra (per non dire di peggio), stipendio escluso. Nel giudicare quella che con tutta probabilità sarà la più importante operazione di questa sessione di mercato invernale ci sono tanti aspetti da tenere in conto, ma non si può che partire da questo oggettivo dato numerico: il Milan, che non naviga certo nell’oro e si barcamena nel mare di debiti accumulati dalla precedente gestione tra le onde del fairplay finanziario e della Uefa, ha bruciato il corrispettivo di un acquisto di medio valore per un prestito interrotto a metà stagione.

Higuain è costato 3 milioni di euro al mese, 2,25 a gol, circa 100mila euro al giorno: nei numeri c’è tutto il suo fallimento in rossonero. La sua astinenza era diventata un caso, il suo nervosismo un problema anche per mister Gattuso: alla fine la società ha scelto di disfarsene alla prima occasione, presentatasi sotto le vesti del Chelsea.

L’errore è a monte, certo: aver scommesso non tanto sul calciatore (impossibile mettere in dubbio le sue qualità), quanto sulla persona sbagliata. Non è nemmeno la prima volta che succede in casa rossonera: l’anno scorso Leonardo Bonucci, il “professore” che doveva “spostare gli equilibri” con tanto di fascia di capitano al braccio ma ha preferito tornarsene a Torino con la coda fra le gambe; quest’anno il “traditore” (a Napoli lo avevano ribattezzato forse non a caso “Giudain”) Higuain, leader solo quando le cose vanno bene. Sono sbagli che si pagano.

La sua cessione a questo punto della stagione non ha alcun senso. Il Milan non ci guadagna nulla, visto che non è proprietaria del cartellino. Ci risparmia sei mesi di stipendio, e forse metà del costo del prestito, a fronte però di una spesa esorbitante che tra ingaggio e trasferimento si aggira intorno ai 20 milioni. Si libera del fardello del riscatto (fissato a quota 36 milioni), che però avrebbe comunque potuto non esercitare a giugno. Tanto valeva tenerselo fino a fine anno, sperare in una sua rinascita o in qualche suo gol (è un campione, anche nei momenti più cupi li ha sempre fatti) e poi valutare il da farsi.

Dunque: fuori Higuain, dentro Piatek. Dal punto di vista finanziario è un autentico disastro, c’è poco da aggiungere. Da quello tecnico quantomeno un’incognita, perché se è vero che al suo posto arriverà un attaccante molto più motivato come Piatek, il polacco è una scommessa: ha segnato tantissimo ma giocato davvero poco in Serie A, potrebbe essere un nuovo fenomeno del calcio mondiale come una meteora. Il Milan lo sta strapagando (40 milioni di euro, spicciolo più, spicciolo meno), come succede sempre quando si tratta con l’acqua alla gola un calciatore in grande forma. L’impressione è che l’affare lo stia facendo soprattutto il Genoa, infatti Preziosi non ci ha pensato un minuto a impacchettare il suo gioiello e chiudere una plusvalenza record (sei mesi fa Piatek era stato pagato 5 milioni). Quanto al Milan, nella migliore delle ipotesi significa certificare il fallimento del progetto di questa stagione. Nella peggiore, di compromettere anche la prossima che si sarebbe potuta pianificare con più calma in estate senza l’acquisto oneroso di Piatek, che precluderà altri arrivi nel reparto avanzato.

HIGUAIN AL MILAN ! TOP o FLOP? Chiedimelo #2

Il contesto: Juventus e Milan, affari e momenti storici antitetici

Due club che stanno vivendo momenti storici antitetici, ma che in ogni caso rappresentano nell'immaginario collettivo l'élite del calcio italiano. Juventus e Milan si sono rese protagoniste di alcune clamorose operazioni di mercato nelle ultime estati, che hanno fatto discutere e hanno sorpreso i sostenitori di entrambe le squadre. Leonardo Bonucci, Gonzalo Higuain e Mattia Caldara sono i tre giocatori in questione. I primi due sono colonne dell'attuale Juve di Sarri e, dopo essere transitati in rossonero, hanno preferito ritornare a Torino. Il terzo é stato sfortunitassimo, visto che almeno due gravi infortuni gli hanno finora impedito di farsi apprezzare dai tifosi del Milan.

Leonardo Bonucci: venduto a 42 milioni e ricomprato a 35

Il primo grande colpo di scena é arrivato nell'estate 2017. Il Milan di Fassone e Mirabelli ha acquistato Leonardo Bonucci dalla Juventus pagando un corrispettivo di 42 milioni di euro, garantendo al difensore un ingaggio di 7,5 milioni di euro annui e affidandogli la fascia di capitano. Per il club bianconero ci fu una plusvalenza netta a bilancio di circa 40 milioni di euro. La stagione in rossonero del numero 19 si é rivelata complessivamente deludente, così come quella di quel Milan di Montella prima e Gattuso poi. Nell'estate 2018 Bonucci si é impuntato per tornare a Torino, é stato pagato 35 milioni di euro dalla Juventus (con ingaggio di 5,5 milioni annui) e ha portato nelle casse rossonere una leggera plusvalenza di 1,4 milioni di euro. Insomma la Juve nel complesso ci ha guadagnato un po' di più a livello economico, il Milan non ci ha perso praticamente nulla.

Higuain e Caldara, il Milan ci ha rimesso (per ora)

La seconda grande operazione di mercato tra Juventus e Milan si é verificata nell'estate 2018. Proprio quando Bonucci é tornato in bianconero, hanno preso la via di Milano Gonzalo Higuain e Mattia Caldara. L'ex difensore dell'Atalanta é stato inserito in uno scambio appunto con Bonucci, venendo valutato 35 milioni di euro (gli stessi del numero 19) e garantendo un beneficio economico alla Juve di circa 29 milioni di euro sul bilancio 2019. Higuain, invece, é costato al Milan esattamente 10,208 milioni per il prestito oneroso, più il suo ingaggio per metá stagione (cioé fino a gennaio) di circa 5 milioni di euro netti (erano 9,5 negli accordi annuali). In fin dei conti l'affare con Caldara lo ha fatto la Juventus, mentre con Higuain più che guadagnarci la societá bianconera, ci ha rimesso il Milan.

Caldara sfortunato e sparito, Higuain e Bonucci nel progetto Juve

Se dal punto di vista economico, in questi ultimi anni la Juventus può ritenersi soddisfatta degli affari con il Milan, dal punto di vista tecnico quello bianconero é stato un vero capolavoro. Soprattutto considerando che Bonucci é tornato a giocare sui suoi vecchi standard qualitativi ed ora é un perno (e capitano) della Juventus di Sarri e che Higuain, dopo un'annata storta, sta ritrovando in bianconero e con il suo ex tecnico ai tempi del Napoli quella continuitá di rendimento che lo ha reso tra gli attaccanti più apprezzati al mondo. Mattia Caldara é invece stato sfortunatissimo. Con la maglia del Milan in due anni ha collezionato appena due presenze (una in Coppa Italia, una in Europa League). Ha risentito di problemi alla schiena, di problemi muscolari, si é rotto il legamento crociato anteriore e si é lacerato il tendine d'Achille. Solo in queste ultime settimane sta forzando per provare finalmente a rendersi utile alla causa rossonera.

Presenze al Milan
Giocatore Presenze Reti
Bonucci 51 2
Caldara 2 0
Higuain 22 8

Comparazione Bonucci, Caldara, Higuain al Milan

Stemma Juventus e Milan

HIGUAIN AL MILAN ! TOP o FLOP? Chiedimelo #2

Stadio San Siro

tags: #contratto #di #higuain #con #il #milan

Post popolari: