Il sistema calcistico italiano sta attraversando un momento di profonda crisi, evidenziata da episodi critici come l'esclusione di Taranto e Turris dal campionato di Serie C e numerose penalizzazioni. Di fronte a queste criticità, il presidente federale Gabriele Gravina ha sottolineato l'urgenza di una riflessione complessiva sui format del campionato, affermando che "nascondersi dietro a un dito, continuando a dire che in Serie C le squadre falliscono da sempre, non è più accettabile se vogliamo salvaguardare le competizioni e il valore del brand della Lega Pro e del calcio italiano".
In risposta a queste problematiche, su proposta del presidente Gravina e su richiesta del numero uno della Lega di Serie C, Matteo Marani, sono stati condivisi alcuni principi che verranno implementati a partire dalla prossima stagione. Tra questi, la garanzia all'atto dell'ammissione di aver sanato tutte le pendenze della stagione precedente, l'obbligo di vincolare l'erogazione dei contributi da parte della Lega alla regolarità dei pagamenti ai tesserati da parte del club, e l'introduzione dell'obbligo per i nuovi acquirenti di un club di prestare idonee garanzie a copertura del debito sportivo, sia pregresso che futuro. L'obiettivo è evitare fallimenti in corso d'opera e alzare le cifre per i ripescaggi.

Nonostante i progressi, rimane il problema del costo del lavoro troppo elevato, che affligge non solo la Serie C ma anche la Serie B, dove un club spende quasi 50 milioni di euro all'anno per gli stipendi dei calciatori. Questo dato evidenzia una delle sfide strutturali del calcio italiano.
Un altro tema di rilievo riguarda la gestione della FIGC e il suo rapporto con gli advisor esterni. Dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali di Russia 2018, che aveva comportato un rischio di crollo dei ricavi per la Federazione, la scelta di Gravina di abbandonare gli advisor esterni e gestire l'area commerciale "in house" si è rivelata vincente. Questa strategia ha portato a una proposizione sul mercato più diretta e personalizzata, una gestione diretta delle attività con i partner e l'attrazione di nuovi brand internazionali. Nonostante la perdita di alcuni partner dopo la mancata qualificazione mondiale, altri top partner hanno confermato la loro presenza, e nuovi si sono aggiunti, portando a un aumento del fatturato del 27% e a 18 milioni di euro incassati in più su base quadriennale.
La gestione interna dell'area commerciale, affidata al segretario generale Marco Brunelli e al direttore commerciale Giovanni Valentini, sta dando risultati confortanti, anche grazie ai successi della Nazionale di Roberto Mancini. La FIGC si sta dotando di una solida base di incassi commerciali, fondamentale per sostenere gli impegni delle diverse Nazionali.

Sul fronte delle riforme, il calcio giovanile è un'area cruciale. Gabriele Gravina ha espresso preoccupazione per il basso impiego dei giovani calciatori italiani in Serie A, sottolineando che il 67% dei calciatori sono stranieri, un dato che non rappresenta un buon segno per il futuro del calcio nazionale. La FIGC sta lavorando per valorizzare i talenti italiani e garantire loro maggiori opportunità di gioco.
Inoltre, la FIGC sta investendo nella creazione di nuovi canali di comunicazione e intrattenimento, come la piattaforma digitale "Vivo Azzurro TV", che proporrà contenuti originali e approfondimenti su tutte le Nazionali italiane, il calcio giovanile, i progetti sociali e molto altro. Questo progetto, studiato da mesi, mira a rafforzare il legame tra la Federazione e i tifosi.
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La questione del Decreto Crescita è un altro punto di frizione tra Lega di A e FIGC. Gravina è favorevole alla sua soppressione, almeno per quanto riguarda il calcio, proponendo un tetto agli stipendi. La norma, originariamente pensata per far rientrare in Italia i "cervelli in fuga", è stata applicata nell'acquisizione di giocatori stranieri, spesso a scapito dei talenti italiani. Il presidente dell'AIC, Umberto Calcagno, ha definito la situazione "ingiusta" e "aberrante", sottolineando come la norma discrimini i calciatori italiani e stranieri già presenti in Italia.
Il calcio femminile sta mostrando segnali di crescita, grazie alle iniziative e agli investimenti della FIGC, incluso il professionismo. Tuttavia, il livello del campionato è ancora modesto, come dimostrato ai recenti Mondiali, e il campionato non è ancora molto seguito. Nonostante ciò, il calcio femminile può contare su partner premium come Esselunga.
Un importante successo politico per Gravina è stata l'organizzazione congiunta con la Turchia degli Europei del 2032. Questo evento richiederà un restyling degli stadi coinvolti (Roma, Milano, Torino, Napoli e Firenze), un'operazione necessaria e attesa da tempo, che porterà benefici anche all'economia del paese. Tuttavia, è fondamentale una maggiore sintonia tra FIGC e Lega di A per affrontare le sfide future, superando le divergenze su temi come l'indice di liquidità e l'eccessiva presenza di giocatori stranieri.
I dati del Report FIGC 2023 sono allarmanti, con perdite complessive di 1,4 miliardi di euro e un indebitamento di 5,6 miliardi. Questi numeri testimoniano il peggior risultato degli ultimi 15 anni e evidenziano la necessità di un cambio di rotta verso uno sviluppo sostenibile, allontanandosi da un'economia sballata basata unicamente sulla crescita.
La FIGC continua a lavorare per migliorare il sistema calcistico italiano, affrontando le sfide economiche, strutturali e sportive con l'obiettivo di rilanciare il calcio nazionale e valorizzare i propri talenti.
