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Essere "figli di" non è sempre facile, ma Valentina Baggio, primogenita del leggendario Roberto Baggio, ha saputo costruire la propria identità distinguendosi dalla figura paterna, pur mantenendo un profondo legame con lui.

Nata a Vicenza nel 1990, Valentina ha vissuto un'infanzia segnata dai frequenti spostamenti dovuti alla carriera del padre. "Abbiamo cambiato molte città, Milano, Bologna, Vicenza," ha raccontato in un'intervista al Corriere. Questo stile di vita nomade, sebbene arricchente per certi versi, ha comportato anche delle sofferenze. "Quando era piccola, mio padre non poteva essere molto presente nella mia vita: soffrivo perché le mie amiche andavano in giro la domenica con il loro padre mentre io lo vedevo allo stadio: a casa c'era davvero poco," ha rivelato. La lontananza dal padre ha rappresentato per lei un'assenza che ha impiegato anni a comprendere: "per vent'anni non sapevo spiegarmi perché io fossi cresciuta senza un papà, non avevamo avuto tempo per conoscerci."

Il peso del cognome "Baggio" è stato un'altra sfida significativa durante l'adolescenza. "Per tutti ero la figlia di Baggio, ma mi dicevo: 'Provate a conoscermi. Lui è lui, io sono io, sono una ragazza normale'," ha confidato. L'interesse che il suo cognome suscitava tra i coetanei, specialmente tra i ragazzi che cercavano autografi, le rendeva difficile creare legami autentici con le coetanee. "Io diventavo amica dei ragazzi e meno delle ragazze perché loro erano interessati a mio padre, volevano gli autografi e io volevo giocare a calcio con loro. Così le altre bambine non mi amavano molto," ha spiegato. In alcuni momenti, la pressione è stata tale da farle considerare l'idea di cambiare cognome: "C'è stato un periodo della vita in cui chiedevo se fosse possibile persino cambiare cognome."

Nonostante la fama del padre, Roberto Baggio ha sempre voluto che i suoi figli crescessero con un forte senso di indipendenza economica e personale. "Mio padre mi ha cresciuta senza volermi dare privilegi economici," ha sottolineato Valentina. A soli sedici anni, durante le estati, lavorava in bar e negozi di abbigliamento: "perché i miei genitori volevano fossimo persone indipendenti e non fosse tutto dovuto per noi." Questa educazione ha plasmato la sua visione del lavoro e del successo: "Io sono io, ho il mio lavoro, ho fatto la mia carriera, se mio padre ha qualcosa allora non deve essere mio per forza."

La pandemia di COVID-19 ha rappresentato un punto di svolta inaspettato nel rapporto tra Valentina e suo padre. Il lockdown, seppur difficile per il paese, è diventato per lei un periodo prezioso. "Siamo diventati amici negli anni della pandemia: non sono stati anni facili per l'Italia, ma posso dire che sono stati i 18 mesi più belli della mia vita," ha affermato. Tornata a casa in Veneto, ha avuto l'opportunità di conoscere suo padre in una veste nuova, quella di adulto e donna. "I miei genitori mi hanno così conosciuta da adulta, dieci anni dopo essere partita: ero diventata una donna. Si passava tantissimo tempo insieme, cucinavo qualsiasi cosa con mio fratello, ho passato molto tempo con mio padre, facevamo lunghe partite a carte." Questo periodo ha trasformato il loro legame: "Il lockdown è stato tragico, ma in un certo senso è stato una benedizione."

Roberto Baggio e la figlia Valentina sorridenti

Oggi, Valentina prova un profondo orgoglio nel poter dire che Roberto Baggio è suo padre, non solo per le sue gesta sportive, ma per la persona che è: "un uomo della gente pur essendo un grande campione." Ammira la sua capacità di rimanere legato alle tradizioni e alla natura, vivendo una vita semplice e quasi "da contadino" lontano dai riflettori. Tuttavia, riconosce anche la responsabilità che deriva dall'avere un genitore così famoso: "Devo pesare quello che dico, non fare sciocchezze, da giovane c'era il rischio di mettermi e metterlo nei guai così sono diventata ponderata e allo stesso tempo empatica."

Valentina ha scelto una carriera nel campo della comunicazione, diventando social media manager. Ha lavorato per brand come Diesel e ha persino convinto suo padre, notoriamente riservato, a creare un profilo Instagram ufficiale. "Da dieci anni lavoro come social media manager nell’ambito della comunicazione e dell’organizzazione di eventi, quindi mi pareva sensato prendere le redini del suo profilo," ha spiegato. Il loro rapporto è descritto come splendido, con Valentina che chiama affettuosamente suo padre "papi".

Il suo percorso di vita l'ha vista viaggiare molto, vivendo in diverse città europee e anche a New York e in Brasile. "Mi adatto molto facilmente a qualsiasi cosa nuova, sono una pensatrice lungimirante, faccio le cose in modo preciso e veloce, brava a connettermi con le persone, molto intraprendente," descrive sé stessa. La sua curiosità innata l'ha spinta a lanciarsi in molteplici attività, dalla moda all'editoria, dimostrando una grande versatilità e determinazione.

Copertina del film

Valentina ha ereditato dal padre non solo l'amore per la vita semplice e il legame con la natura, ma anche la fede buddista, praticata da tutta la famiglia Baggio. L'insegnamento più grande che suo padre le ha trasmesso, e che lei stessa ama condividere, è la filosofia del "non darsi mai per vinti". "È la filosofia buddhista che ha applicato alla sua vita," ha affermato, sottolineando l'importanza della resilienza e della perseveranza.

La sua biografia è una testimonianza di come sia possibile onorare l'eredità di una figura iconica come Roberto Baggio, costruendo al contempo un percorso personale di successo e indipendenza, guidato da valori solidi e da un profondo legame familiare.

PERFETTA - PERSONALITY CRISIS

tags: #valentina #roberto #baggio

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