La questione della deroga alla caccia allo storno nel Lazio è un tema di grande rilevanza per il settore agricolo della regione. Dopo un incontro con i rappresentanti delle associazioni venatorie del Lazio, tenutosi lo scorso 28 agosto, è stata formalizzata una richiesta di deroga per la caccia a questa specie. La richiesta è stata inviata all'Assessore all'Agricoltura, Caccia e Pesca, Sonia Ricci, e mira a ottenere l'autorizzazione per due giornate di preapertura della caccia, previste per domenica 1 e 8 settembre.
I danni causati dagli storni all'agricoltura laziale sono ingenti e documentati. Questa specie, tutt'altro che in difficoltà riproduttive, provoca ogni anno milioni di euro di danni a frutta e olive, oltre a rendere impossibile la raccolta degli ortaggi a causa delle loro deiezioni. I dati sono allarmanti: solo nel 2012, le Province laziali hanno accertato, nel capitolo "danni all'agricoltura da animali selvatici", una cifra pari a oltre 1.325.000 euro, attribuibile anche ai danni prodotti dagli storni.

La Regione Lazio, tuttavia, non riesce a coprire tali costi con le risorse stanziate: la disponibilità in Bilancio per i risarcimenti è ferma a 280.000 euro. La proposta di deroga alla caccia allo storno si configura quindi come una soluzione concreta a doppio beneficio: da un lato, offrirebbe un aiuto tangibile all'economia delle aziende agricole, in particolare quelle vitivinicole e i produttori di frutta; dall'altro, permetterebbe alla Regione di risparmiare sui rimborsi per i danni causati da specie considerate invasive.
Questa iniziativa si allinea a quanto già adottato da altre Regioni italiane, come la Toscana, l'Umbria e l'Emilia Romagna, che hanno già introdotto deroghe simili. L'obiettivo è quello di orientare la classificazione dello storno come specie ampiamente diffusa e ingentemente dannosa per l'agricoltura, giustificando così una gestione più permissiva della sua popolazione attraverso forme di caccia opportunamente regolamentate.

La richiesta di deroga rappresenta quindi una risposta necessaria alle istanze delle associazioni di categoria degli agricoltori, che lamentano perdite economiche significative e chiedono misure efficaci per la protezione delle loro colture. Consentire una caccia regolamentata allo storno significherebbe non solo arginare i danni economici, ma anche contribuire a un più equilibrato rapporto tra fauna selvatica e attività agricole sul territorio laziale.
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In sintesi, la proposta di deroga alla caccia allo storno nel Lazio mira a fornire una soluzione pragmatica ed economicamente vantaggiosa, allineando la regione alle migliori pratiche già in vigore in altre parti d'Italia e offrendo un sostegno concreto agli agricoltori.