Il sogno si avvera, il Venezia torna in Serie A per la stagione 2024/25. La partita di ritorno della finale playoff contro la Cremonese, giocata allo stadio Pier Luigi Penzo, consegna agli arancioneroverdi una promozione sofferta, ma meritata. Risolve tutto Gytkjaer con un gol al 24', poi il risultato resta sull'1-0 fino alla fine. Tanto basta: la città ora può festeggiare l'impresa della sua squadra, che si è guadagnata questo risultato posizionandosi terza in classifica a fine campionato e poi battendo le avversarie nel corso dei playoff.
L'ultima volta che il Venezia aveva giocato nella massima serie era stato nel 2021/2022: promosso l'anno precedente, era subito retrocesso, concludendo il campionato all'ultimo posto. Dopo un anno di assestamento, ecco il nuovo prodigio: un gioco convincente sotto la guida di mister Paolo Vanoli, tanti gol segnati (è l'attacco più prolifico della B) e soprattutto un grande cuore. Non c'era miglior modo di coronare questa stagione di una vittoria in casa, tra il calore eccezionale del pubblico nello stadio tutto esaurito.
Da Venezia alla terraferma, il fischio finale fa partire le urla di gioia, i cori e i brindisi. Al Penzo c'è anche il sindaco: «Grazie ragazzi per aver realizzato ancora una volta questo grande sogno», commenta. Tutti si riversano in campo, mentre fuori gli spettatori esultano dopo avere trattenuto il fiato davanti agli schermi. Più tardi i tifosi si trasferiscono in piazza San Marco per continuare i festeggiamenti. Lunedì 3 giugno, invece, è il giorno del giro d'onore attraverso la città: i giocatori e tutto lo staff saranno a bordo di una "peata" per il corteo acqueo in Canal Grande, con partenza alle 17 da piazzale Roma e arrivo ai giardini reali di piazza San Marco.

Il Percorso dei Playoff
La finale di Serie B si è decisa in un doppio confronto emozionante tra Cremonese e Venezia. La gara di andata, giocata allo stadio Zini di Cremona, si è conclusa con un pareggio a reti inviolate (0-0). Nonostante diverse occasioni da entrambe le parti, con Pohjanpalo e Coda tra i più pericolosi, nessuna delle due squadre è riuscita a sbloccare il risultato. Il Venezia si è dimostrato solido in difesa, mentre la Cremonese ha cercato con insistenza il vantaggio, soprattutto nel secondo tempo.
La gara di ritorno, disputata domenica 2 giugno allo stadio Pier Luigi Penzo di Venezia, ha visto i padroni di casa imporsi per 1-0 grazie alla rete decisiva di Gytkjaer al 24'. Questo risultato ha sancito la promozione del Venezia in Serie A, a due anni di distanza dall'ultima partecipazione.
Le Formazioni delle Finali
Le squadre che si sono sfidate nella finale playoff sono state:
- Cremonese (3-5-2): Saro; Antov, Ravanelli, Bianchetti; Zanimacchia, Collocolo, Castagnetti, Buonaiuto, Sernicola; Coda, Vazquez. Allenatore: Stroppa.
- Venezia (3-5-2): Joronen; Idzes, Svoboda, Sverko; Candela, Busio, Tessmann, Lella, Bjarkason; Pohjanpalo, Pierini. Allenatore: Vanoli.
Nella gara di ritorno, per il Venezia sono scesi in campo anche giocatori come Gytkjaer.
Cremonese vs Venezia 0-0 | Si decide tutto al ritorno al Penzo | HIGHLIGHTS SERIE BKT 2023 - 2024
La Storia del Venezia Calcio
Il Venezia Football Club, meglio noto come Venezia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Venezia. Milita in Serie B, la seconda divisione del campionato italiano. Occupa il 27º posto fra i club italiani con la maggior tradizione sportiva, il 36º nella classifica perpetua della Serie A - categoria in cui vanta come miglior piazzamento il terzo posto conseguito nella stagione 1941-1942 - e il 9º in quella della Serie B.
Prima dell'introduzione del girone unico, il Venezia aveva raggiunto la finale nazionale nel 1911-1912, perdendo nettamente contro la Pro Vercelli. Il successo più prestigioso è costituito dalla vittoria della Coppa Italia 1940-1941.
Il Venezia Foot Ball Club fu fondato il 14 dicembre 1907 a Venezia da una ventina di praticanti ed appassionati attraverso la fusione delle sezioni calcistiche di due società sportive veneziane: la Palestra Marziale di Venezia e la Costantino Reyer. Le prime partite del Venezia furono giocate contro le squadre venete del Padova, del Verona e del Vicenza, nonché contro gli equipaggi delle navi che giungevano al porto di Venezia.
Tra il 1908 ed il 1910 il Venezia disputò due campionati dell'allora Terza Categoria, intervallati da uno di Prima Categoria disputato nel 1909. Dal campionato 1910-1911 i neroverdi si insediarono saldamente in Prima Categoria. Nella stagione 1914-1915, ultimo campionato disputato prima della Grande Guerra, i lagunari approdarono, venendo peraltro subito eliminati, nel girone A di semifinale con Casale, Genoa e Juventus.
Durante la prima guerra mondiale l'attività calcistica a Venezia non cesserà mai totalmente grazie all'impegno della società minore lagunare Aurora F.B.C. Nell'aprile 1919, i soci del Venezia F.B.C. e dell'Aurora F.B.C. decisero di unire le forze ribattezzando la squadra neroverde in Associazione Calcio Venezia. Dopo un periodo di alti e bassi, durante il quale retrocesse in Seconda Divisione nel 1921-1922, ritornò in Prima Divisione al termine della stagione 1925-1926.
Nel 1926-1927 il Venezia partecipò così al campionato di prima divisione, classificandosi 6º su dieci squadre partecipanti. L'8 maggio 1927 viene inaugurato a Sant'Elena il nuovo Campo Sportivo Fascista. La partecipazione alla Divisione Nazionale regalò alla società veneziana una situazione finanziaria tutt'altro che florida tanto che i lagunari rinunciarono alla prima trasferta a Fiume nel campionato 1929-1930, pur tuttavia alla fine del torneo di Serie B riuscirono ad ottenere la salvezza.
L'estate 1930 portò delle novità con il cambio di denominazione, un modo per evitare che la gran mole di debiti accumulatisi potesse aver effetti sulla squadra. Con la nuova denominazione il Venezia disputa quattro campionati di Serie B, al termine della stagione 1933-1934 la S.S. Serenissima è condannata alla retrocessione. Retrocessione poi annullata per un allargamento della categoria nella stagione successiva. La società riuscì a mantenere la Serie B, ma non fu l'unica novità della stagione 1934-1935: venne nominato un commissario straordinario nella persona di Tommaso Pasquali, mentre la società dal 1º agosto 1934 ritornò a chiamarsi Associazione Calcio Venezia.
La prima esperienza in terza serie fu molto breve perché i veneziani vinsero subito il campionato, tornando a disputare la Serie B, raggiungendo in quell'anno anche i sedicesimi di finale di Coppa Italia. Punto di forza di quella formazione era "la mediana di ferro" Varini-Biffi-Kossovel. Nella stagione successiva in Serie B il Venezia si salvò grazie ad un torneo di qualificazione giocato tra Pro Vercelli, Messina e Catania. Solo ulteriori spareggi in campo neutro portarono il Venezia a giocarsi la salvezza nella gara decisiva giocata a Roma l'11 luglio 1937 contro il Catania e vinta per 4-0.
Nel 1937, con la salita alla presidenza di Arnaldo Bennati, inizia un periodo di grande ascesa del Venezia. Nel campionato di Serie B 1937-1938, nel quale il Venezia giunge ottavo, Bennati getta le basi della successiva stagione facendo seguire giocatori importanti. Nella stagione 1938-1939 il Venezia parte con grandi ambizioni riuscendo a conquistare la promozione in Serie A grazie al secondo posto alle spalle della Fiorentina. Un secondo posto raggiunto all'ultima giornata andando a vincere a Bergamo con l'Atalanta (1-0), affiancandola in classifica e ottenendo la promozione grazie ad un miglior quoziente-reti. Il gol della vittoria, segnato davanti a 5 000 tifosi lagunari, è di Francesco Pernigo, che è tuttora il giocatore lagunare ad aver realizzato il maggior numero di gol (45) nei campionati giocati in serie A.
Tra i grandi artefici della promozione anche Giuseppe Girani, allenatore subentrato a campionato in corso e che guiderà i veneziani anche nella stagione successiva. Con il ritorno in Serie A dopo dodici anni di assenza la rosa del Venezia viene rinforzata. Arrivano Busidoni, Di Gennaro, Stefanini, ma soprattutto esordisce Valentino Mazzola, il quale si rivelerà il più forte giocatore che abbia mai indossato la maglia del Venezia. In campionato il Venezia, dopo essersi preso il lusso di battere in casa i futuri campioni d'Italia dell'Ambrosiana, conclude onorevolmente al decimo posto.
La stagione 1940-1941 fa entrare il Venezia negli annali del calcio italiano. A rinforzare i lagunari allenati da Giovanni Battista Rebuffo arrivano Piazza, Alberico, ma soprattutto il fiumano Ezio Loik. Quest'ultimo, acquistato dal Milan, nel Venezia formerà con Mazzola una formidabile coppia di mezzali che farà la fortuna dei neroverdi e successivamente anche del Grande Torino. L'anno successivo, con il tricolore della Coppa Italia appuntato al petto, il Venezia ha addirittura lo scudetto a portata di mano. La coppia Loik-Mazzola dà il meglio di sé, mentre Pernigo arriva a segnare 12 reti in campionato. A poche domeniche dal termine, i neroverdi hanno l'occasione di fermare la Roma ospitandola al Penzo, ma dopo aver fallito un rigore i lagunari perdono incredibilmente la partita compromettendo il campionato. A nulla serve rimanere in corsa sino alla fine e sconfiggere allo stadio Penzo il Torino per 3-1: il campionato sarà vinto dai capitolini con 42 punti davanti al Torino (39) ed al Venezia (38), un finale sin troppo scontato e che lascerà molta amarezza al presidente Bennati.
Non miglior sorte avranno i veneziani in Coppa Italia, nella quale verranno sconfitti in semifinale dal Milan per 2-1. La vendita nell'estate 1942 di Loik e Mazzola al Torino, per l'allora esorbitante cifra di un milione, sommata all'abbandono di Piazza, rompe il perfetto giocattolo lagunare che la stagione successiva in Serie A ottiene solo una stentata salvezza, pur raggiungendo ancora una volta la finale di Coppa Italia, dove il Venezia viene sconfitto 4-0 a Milano dal Torino, con una rete segnata anche da Mazzola.
L'anno successivo, l'Italia è spezzata in due dalla guerra e si disputa un campionato ridotto limitato all'Alta Italia. Il calcio nazionale torna dopo la guerra con il campionato Alta Italia 1945-1946. Il Venezia arriva penultimo davanti alla Sampierdarenese. L'anno successivo ripristinata la serie A, i neroverdi nonostante i 13 gol di Ottino (miglior goleador in una stagione di serie A del Venezia) retrocedono in Serie B, assieme al Brescia. Nella stagione 1947-1948 il Venezia ottiene un ottimo quarto posto, mentre nell'annata successiva il direttore sportivo Giuseppe Girani e l'allenatore Mario Villini riescono addirittura a condurre il Venezia al secondo posto del campionato di Serie B ottenendo la promozione nella massima serie assieme al Como, e surclassando il Vicenza di un solo punto.
È però un Venezia in grande difficoltà sia economica che societaria tanto che nell'annata della Serie A è presieduto da un consiglio di reggenza. Ceduto alla Roma il cannoniere Zecca, il Venezia non si dimostra all'altezza della massima serie, arrivando ultimo in classifica con soli 16 punti. Il limbo della serie C durerà quattro annate, nel mezzo vi fu l'ascesa alla presidenza di Mario Valeri Manera che diede nuovo impulso al sodalizio veneziano. Nell'annata 1953-1954 il Venezia sfiorò la promozione arrivando terzo ad un solo punto dall'Arsenaltaranto grazie anche alle 12 reti di Scroccaro.
La vera svolta si ebbe nel 1955-1956 quando venne chiamato sulla panchina neroverde Carlo Alberto Quario. Il tecnico era reduce da una promozione in Serie B due anni prima con il Parma ed anche in laguna si dimostrò vincente riuscendo a portare il Venezia in Serie B al primo tentativo. Fu un campionato molto combattuto che vide i veneziani dover affrontare nelle ultime due giornate le antagoniste alla vittoria finale, Sambenedettese e Carbonsarda. Dopo aver pareggiato nelle Marche, la successiva vittoria allo stadio Penzo per 2-0 sulla Carbonsarda permise ai lagunari di conquistare la promozione affiancando la Sambenedettese al primo posto e superando i sardi di un punto. Una promozione fondata su un gruppo di giocatori che anche negli anni a venire regalarono soddisfazioni come il portiere Bertossi, i difensori Fragni e Tesconi, il centrocampista Mion e un terzetto di grandi marcatori come Bozzato, Calegari e Barison capaci di trascinare a suon di reti nella stagione successiva i veneziani nelle prime posizioni della Serie B.
Barison passò poi al Genoa e successivamente al Milan per poi debuttare anche in Nazionale. Nonostante la cessione di Barison il Venezia nell'anno del cinquantesimo di fondazione lotta sino alla fine per la promozione in Serie A. Nel campionato 1958-1959 la presidenza passò ad un commissario straordinario, Bruno Boccanegra, che la mantenne per due annate. La stagione non fu particolarmente brillante con un nono posto finale. Dopo quattro annate lascia la panchina veneziana Carlo Alberto Quario, gli succede Giovanni Costanzo ma i risultati saranno inferiori alle attese. Al termine del campionato i neroverdi condividono il terzultimo posto con Simmenthal Monza e Taranto.
Nella stagione 1960-1961 sale ai vertici societari in qualità di commissario l'imprenditore Anacleto Ligabue che subito richiama sulla panchina Carlo Alberto Quario. La scelta si rivela ancora una volta vincente dato che i lagunari disputano un campionato perfetto che li vede chiudere al primo posto, davanti a Mantova e Palermo. Un organico vincente in cui si mise in evidenza il giovane veneziano Gianni Rossi come anche i tanti nuovi arrivi di quella stagione quali De Paoli, Frascoli, Grossi e soprattutto l'attaccante Raffin, autore di 17 reti.
Il campionato di Serie A 1961-1962 è una stagione di grandi soddisfazioni per il Venezia che, sotto la presidenza del conte Giovanni Volpi di Misurata, ottiene la salvezza conquistando il 12º posto davanti alla Juventus, battuta 3-0 a Sant'Elena. L'anno successivo, dopo l'ottimo esordio allo stadio San Siro contro la squadra campione d'Italia del Milan con uno spettacolare 3-3, il Venezia chiude il girone d'andata con soli 11 punti all'attivo. Nel girone di ritorno il Milan viene nuovamente battuto al Penzo per 2-1, ma a causa di una bottiglietta lanciata in campo che colpì il milanista David costringendolo alla sostituzione, per la prima volta nella storia del calcio italiano viene applicata la sconfitta a tavolino per la regola della responsabilità oggettiva. I lagunari tentano invano di risollevarsi e, a parte la vittoria esterna per 4-1 a Firenze (la migliore in A della lunga storia dei veneziani), il campionato si chiude con la retrocessione in Serie B.
Nei due campionati successivi i lagunari giocano in Serie B arrivando rispettivamente al 14º e 13º posto. Al vertice societario vi è Mario Gatto che ricoprirà il ruolo di Commissario per quasi quattro stagioni. Proprio alla terza stagione, il Venezia riesce ancora una volta ad ottenere la promozione in Serie A. Alla guida della squadra viene chiamato l'ex nazionale Armando Segato.

Il Venezia calcio ha ancora la possibilità di qualificarsi direttamente alla prossima Serie A. Per farlo però occorre necessariamente battere lo Spezia, che a sua volta si gioca la salvezza diretta senza passare dai playout. La vittoria potrebbe tuttavia non bastare: i lagunari devono sperare che il Como non vinca in casa contro il Cosenza, che però non ha più nulla da chiedere a questo campionato. Il Venezia viene da una vittoria contro la Feralpisalò, ma è inciampata a Catanzaro: passo falso decisivo per la lotta alla promozione, fra le polemiche generate dall'arbitraggio. Il Venezia di Vanoli non vuole avere rimpianti, prima di pensare agli eventuali playoff.
È l'ultima giornata di campionato di Serie B, prima che prendano vita spareggi playoff e playout, e il Venezia calcio ha ancora la possibilità di qualificarsi direttamente alla prossima Serie A. Per farlo però occorre necessariamente battere lo Spezia, che a sua volta si gioca la salvezza diretta senza passare dai playout. La vittoria potrebbe tuttavia non bastare: i lagunari devono sperare che il Como non vinca in casa contro il Cosenza, che però non ha più nulla da chiedere a questo campionato.
Il Como è in Serie A, il Venezia ai playoff. È questo il verdetto dopo l'ultima di campionato. I neroarancioverdi non sono riusciti a battere lo Spezia che si è imposto per 2 a 1. Venezia rimontato dopo aver sfiorato il sogno serie A con il vantaggio firmato Idzes. Poco più di 5 minuti al termine: aumenta la tensione. Il Venezia vede sfumare sempre più il sogno promozione diretta. Il Como pareggia su rigore con Verdi e vede sempre più vicina la Serie A.

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