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L'addio di Cristiano Ronaldo alla Juventus ha segnato la fine di un'era e ha sollevato interrogativi significativi sull'impatto finanziario dell'operazione per il club bianconero. L'acquisto più oneroso nella storia della Serie A è ormai giunto ai saluti, lasciando dietro di sé un'eredità complessa sia sul campo che nei bilanci.

I tre anni di CR7 a Torino non solo non hanno migliorato granché i risultati sportivi del club (due scudetti, due Supercoppe italiane, una Coppa Italia, mai oltre i quarti di Champions League), ma hanno spianato la strada verso un salasso economico dal quale ora Agnelli dovrà cercare di tirarsi fuori. Doveva essere un affare per mettersi sullo stesso piano delle big europee, ma il campo e i bilanci hanno detto altro.

L'acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid è costato alla Juventus 115,8 milioni di euro, cifra che include il contributo di solidarietà e il compenso per l'agente. Dei 115,8 milioni di "costo storico", ne sono rimasti all'incirca 25 di carico residuo, cifra che dovrà essere compensata dal conguaglio che il Manchester United verserà nelle casse bianconere per riportare il lusitano in Premier League. L'ammortamento totale in questi tre anni supera i 90 milioni di euro. Se i Citizens dovessero mettere sul piatto meno di 25 milioni, per la Juventus arriverebbe pure la "beffa" contabile di una minusvalenza, ma non dovrebbe esserci questo rischio: l'unica condizione posta dai bianconeri per dare il via libera al proprio cannoniere è, per l'appunto, quella di pareggiare l'impatto a bilancio con l'offerta per il cartellino.

Il peso maggiore, però, quando si parla di Ronaldo, è tutto alla voce stipendi. Un ingaggio da 54 milioni lordi annui, che per tre stagioni complete significano 162 milioni di euro tra compensi e oneri fiscali, senza dimenticare che la Juventus ha regolarmente pagato gli stipendi ai propri tesserati nonostante le difficoltà causate dalla pandemia di Covid-19. E in questo calcolo non rientrano le due mensilità di luglio e agosto 2021, senza le quali comunque la somma tra ammortamenti e ingaggio arriva a sfiorare la soglia dei 250 milioni di euro. Il tutto schivando gli oneri accessori, quelli da riconoscere al suo procuratore Jorge Mendes, convocato in sede dai bianconeri a nemmeno una settimana dalla partenza dalla panchina di Ronaldo contro l'Udinese.

L'Effetto Ronaldo sui Conti della Juventus

Ronaldo in quanto Ronaldo, dunque, è costato alla Juventus più di 250 milioni, incluse parcelle per Mendes e altri oneri. Poi però c'è tutto un contorno non direttamente legato a Ronaldo, ma che in qualche modo si è scatenato col suo arrivo. Basti pensare al bond da 175 milioni emesso nel 2019, debito che è andato ad aggiungersi ad altro debito, proprio nel corso della prima stagione del portoghese in bianconero.

Al 31 dicembre 2018, l'indebitamento netto è aumentato da 309,8 a 384,3 milioni (+74,5 milioni in sei mesi) e, nel 2019, ha superato la soglia dei 400 milioni, salvo poi ridursi nel 2020 (attestandosi a 385,2 milioni al 30 giugno dello scorso anno e scendendo a 357,8 milioni a dicembre). Poi è arrivato il Covid-19 a scompaginare ulteriormente i piani juventini: un danno da 320 milioni di euro, spalmati su tre esercizi, considerando la previsione di bilancio per la stagione 2021/22.

I benefici dell'avere in squadra un'icona dello sport mondiale, da soli, non sono bastati per far fronte a questa situazione. Il "boost" dato alle sole sponsorizzazioni si aggira sui 65-70 milioni di euro a stagione: è in questo triennio che la Juventus rinnova il contratto con Adidas per otto anni a 51 milioni a stagione (28 milioni annui in più rispetto all'accordo precedente) e con Jeep per 45 milioni a stagione (28 milioni in più all'anno, pure in questo caso). Inoltre va aggiunta l'intesa decennale con Allianz, che porterà circa 2,5 milioni in più a stagione e il nuovo accordo con Cygames per circa 7 milioni di euro.

Per quanto riguarda la vendita di prodotti e licenze, il primo anno con Ronaldo in bianconero s'è chiuso con un aumento dei ricavi per 16,2 milioni, (da 27,8 a 44 milioni) e l'inevitabile crollo della stagione 2019/20 ha comunque mantenuto la Juventus oltre la soglia dei 30 milioni. Poi ci sarebbe dovuto essere un ritorno diverso dal botteghino, ma la pandemia ha scompaginato i piani. La stagione 2018/19, l'unica vissuta con CR7 e senza limitazioni legate all'emergenza sanitaria, ha visto aumentare gli introiti di 14 milioni di euro. In totale, senza gli effetti nefasti del Covid-19, l'impatto positivo di Ronaldo sui conti della Juventus sarebbe stato a spanne di 100 milioni annui.

Statistiche di Cristiano Ronaldo con la Juventus

Come Sarà la Juventus del Dopo Ronaldo

Il gioco, a bocce ferme, non è valso la candela. Magari il rendimento di Ronaldo non sarà stato fallimentare (101 gol in 134 presenze e un titolo di capocannoniere), ma per la Juventus l'affare si è rivelato un fallimento. Solo che le cause vanno cercate in altre operazioni, rispetto a quella sostenuta per il suo acquisto.

I costi per il personale tesserato sono aumentati di 68 milioni già al primo anno col portoghese in squadra, quando sul mercato venne preso Emre Can da svincolato (con quel dettaglio dei 16 milioni di oneri accessori…) per poi sbolognarlo dopo soli 18 mesi, col quinto stipendio più oneroso della rosa. L'anno successivo, il decremento di 42 milioni è stato possibile grazie alla rinuncia di quattro mensilità da parte dei tesserati nell'esercizio 2019/20, ma ancora una volta sono arrivati pesanti innesti dal mercato degli svincolati come Rabiot e Ramsey, oltre al ritorno di Higuain e del suo ingaggio monstre.

Per i primi due, inevitabilmente, la mancata spesa del cartellino ha avuto come conseguenza oneri accessori da 1,5 milioni per il francese e 3,7 milioni per il gallese. Senza Ronaldo, la Juventus taglia dal proprio bilancio 83 milioni annui tra stipendio lordo e ammortamento, senza considerare altri oneri che porterebbero il totale verso la soglia degli 87 milioni di euro a stagione. È chiaro, però, che questo risparmio da solo non possa bastare per riportare i conti in equilibrio. Dopo i 39,9 milioni di perdite nel 2019 e gli 89,7 milioni del 2020, il 2021 dovrebbe portare con sé un rosso da circa 200 milioni di euro. Una mazzata che richiede decisioni forti. Quella di lasciare andar via il numero 7 da Madeira senza dubbio lo è, ma è solo un (grosso) passo in avanti per cercare di riassestare le casse bianconere.

Il resto, lo farà la "scia" dei contratti sottoscritti con Ronaldo ancora in squadra. Gli effetti benefici di lungo periodo, dopo questo addio, rimangono un'incognita: l'engagement sui social, i nuovi tifosi conquistati nei mercati esteri e l'appeal internazionale, quanto ne risentiranno? Lo si vedrà nel tempo. Alla Juventus non resta che fare i conti con un'operazione che non ha portato al salto di qualità.

Grafico sull'indebitamento netto della Juventus nel periodo 2018-2020

Calciomercato e Proposte dall'Arabia Saudita

Clamorosa la notizia riportata dal canale portoghese TVI: sarebbe difatti pervenuta un'offerta monstre dall'Arabia Saudita per l'ex Juventus Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse, 37 anni, è vincolato fino al 30 giugno 2023 al Manchester United ma ha già espresso al club inglese la volontà di essere ceduto. La proposta arrivata sarebbe dunque di 30 milioni al club inglese per il cartellino, più 250 milioni al giocatore per due anni di contratto e 20 milioni per gli intermediari coinvolti nell'affare.

Secondo quanto riporta il Times, il fuoriclasse portoghese avrebbe chiesto allo United di essere ceduto in caso arrivasse una proposta soddisfacente. Potrebbe essere (di nuovo) lontano da Manchester il futuro di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, tornato la scorsa estate ai Red Devils dalla Juventus, avrebbe chiesto allo United di essere ceduto in caso arrivasse un'offerta ritenuta soddisfacente dal giocatore e dal suo entourage.

Lo riporta il "Times", secondo cui il portoghese starebbe pensando di lasciare Old Trafford per continuare a giocare in Champions League. Dopo 19 stagioni consecutive nella massima competizione europea, infatti, CR7 vorrebbe continuare a infrangere record in Champions. Un desiderio, visti anche i 37 anni, che non collima con la situazione del suo attuale club, che giocherà in Europa League nel 2022-23. Una competizione, la seconda per ordine di importanza a livello continentale, a cui Ronaldo non ha mai preso parte nella sua straordinaria carriera. A questo punto bisognerà capire se al giocatore arriverà una proposta appetibile.

Dopo il suo improvviso addio alla Juventus, arrivato a fine agosto 2021 a campionato già iniziato, Cristiano Ronaldo è tornato allo United per provare a vincere con i Red Devils come a inizio carriera. I risultati di squadra, però, non sono stati esaltanti: il Manchester United ha cambiato due allenatori la scorsa stagione, non riuscendo a qualificarsi per la prossima Champions League.

La Vicenda Legale con la Juventus

Una partita che tutti stanno giocando a carte coperte. E una serie di coincidenze che la procura di Torino osserva in attesa di capire se, dopo aver rifiutato di parlarne per mesi, Cristiano Ronaldo deciderà di sbottonarsi e rispondere alle domande sui 19,9 milioni di euro netti (29 lordi) che aspetterebbe di ricevere dalla Juventus. Un’ipotesi remota.

Ci sono alcune intercettazioni e tempistiche curiose nella vicenda del presunto maxi-debito non iscritto a bilancio dalla società bianconera che vale la pena rimettere insieme. Per un anno e tre mesi, la stella portoghese non risulta aver mai bussato alla porta del club per esigere gli stipendi che ora vuole recuperare. Una somma che la Juve, da quanto si evince dal sunto di una seduta di “update” tra i vertici sulla “manovra stipendi”, sembrerebbe sapere di essere in ballo ma aveva scelto di assumere una posizione attendista, lasciando la palla al portoghese sulla richiesta. Cosa è cambiato nel frattempo? Quando e perché si è messo in moto il suo entourage?

Le mosse di Ronaldo - La prima mossa viene compiuta il 4 novembre, quando i suoi legali - Salvatore Pino e John Shehata - avanzano la richiesta di accesso agli atti dopo la chiusura dell’indagine preliminare sui presunti falsi in bilancio della Juventus. La decisione di Cristiano Ronaldo segue un lungo silenzio non solo con la Juve ma anche con i magistrati che avevano già avanzato la richiesta di ascoltarlo come persona informata sui fatti. Convocazione alla quale il cinque volte Pallone d’oro, a differenza di tutti i suoi compagni di squadra, non ha mai risposto. Dalla procura arriva quindi un diniego alla star sui documenti, che ha poi ottenuto l’ok dal giudice per le indagini preliminari.

Due settimane prima, il 20 ottobre, il rifiuto di entrare in campo contro il Tottenham ha reso pubblico un rapporto ormai ai minimi con lo United e dato il là alle voci di una separazione. Tutto precipita il 16 novembre a causa dell’intervista concessa a Piers Morgan nella quale CR7 attacca senza indugi allenatore, manager e società. Un terremoto. La rescissione arriva il 22 novembre e, al di là delle parole di circostanza, è economicamente traumatica per il portoghese. La disobbedienza a Erik ten Hag e le parole al veleno in tv in un’intervista non autorizzata hanno costituito una “violazione del contratto”, ricostruisce il Times nello stesso giorno della separazione, e quindi il club non pagherà 15,5 milioni di sterline, ciò che resta del contratto fino a giugno. Una cifra, al cambio attuale tra euro e sterlina, pari a 17,7 milioni di euro.

L’ipotesi di “condizionare alla permanenza” allo United - L’interruzione anticipata del contratto potrebbe aver compromesso anche altro, è il sospetto di chi indaga. Alla base di tutto c’è un dialogo del 23 settembre 2021 tra il ds Federico Cherubini, non indagato, e il legale bianconero Cesare Gabasio. Il 31 agosto precedente la Juventus ha comunicato di aver ceduto Ronaldo al Manchester per 15 milioni di euro pagabili in cinque anni. Un accordo, comunica la Juve, che “potrà essere incrementato” nel corso della durata del contratto tra United e calciatore per un importo “superiore agli 8 milioni di euro, al raggiungimento di specifici obiettivi sportivi”. Bonus, insomma, legati alla permanenza nel club e ai risultati raggiunti in quel periodo.

Secondo i pubblici ministeri, Cherubini e Gabasio “ipotizzano di condizionare alla permanenza” di Ronaldo ai Red Devils gli “stipendi arretrati” che il calciatore avanzerebbe, “sempre per i profili relativi ai controlli dei revisori”. Nel corso della conversazione, sintetizzano i pm, “è emerso che è stata predisposta una bozza di ‘incentivo all’esodo’ per le retribuzioni spettanti” a Ronaldo in cui “però non sono ancora definite le modalità di pagamento”. Le intercettazioni - In sostanza, è la tesi accusatoria, Cherubini “intenderebbe legare il pagamento degli stipendi arretrati al piano dei pagamenti rateali che la società inglese corrisponderà” alla Juventus e, allo stesso tempo, “vincolare” il pagamento “alla condizione di permanenza del calciatore nel club, di tal modo spalmando i 28 milioni di euro in almeno 2 esercizi”. Gabasio aggiunge: “Adesso non mi ricordo onestamente devo vedere cosa c’è nella scrittura che ha firmato Fabio (Paratici, ndr) cosa avevamo scritto lì, come scadenza no?”. E Cherubini “afferma che su tale scrittura non vi era l’indicazione della scadenza dei pagamenti ma conteneva ‘solo l’impegno a (…) che in caso di trasferimento tu saresti’”. A quel punto, riportano gli inquirenti, il direttore sportivo della Juve spiega “mentre finanziariamente è evidente che noi possiamo anche pagarlo in tre anni in accordo (…) ma poi comunque lo registriamo contabilmente oggi (…) l’elemento che ci potrebbe portare anche a spalmarlo quantomeno su due esercizi potrebbe essere quello di legare…”. Gabasio risponde: “Alla permanenza lì!”.

CR7 ha bussato alla porta? - Si è poi concretizzato quanto prospettato dagli inquirenti? Di certo dopo un anno e tre mesi di silenzio lo scorso dicembre, ma la società bianconera smentisce, Ronaldo avrebbe bussato per la prima volta alla porta del club. A “garanzia” quelle tre carte, sottoscritte da Fabio Paratici, della seconda “manovra stipendi” ingegnata dal club per posticipare una parte dei pagamenti della stagione 2020/21. CR7 è l’unico giocatore ad aver rinunciato alle mensilità ma a non aver firmato il complesso di documenti che formava l’intesa di postergazione. Una, da depositare in Lega Serie A a luglio pena la violazione degli obblighi federali, che garantiva ufficialmente il recupero in caso di permanenza a Torino in un determinato arco di tempo. L’altra, la cosiddetta “side letter”, che ad avviso dell’accusa impegnava incondizionatamente la Juventus a pagare tutte le somme posticipate - senza per questo iscriverle nel bilancio in chiusura il 30 giugno 2021 - anche in caso di separazione, utilizzando la formula “incentivo all’esodo”. Cioè quel che è avvenuto con Ronaldo. “Capisco perfettamente il tuo punto di vista. La nostra proposta è di firmare contestualmente la riduzione e una lettera vincolante con cui la Juventus consegna al giocatore il documento ‘altre scritture’ (i bonus) e la ‘side letter’, entrambi debitamente firmati dalla Juventus”, scrive Restano al portoghese. Da CR7 per ora niente cause - L’aggiunto Marco Gianoglio e i pm Ciro Santoriello e Mario Bendoni sono convinti della consapevolezza della Juventus di aver maturato un debito.

La tesi accusatoria - che sarà discussa in un eventuale processo dopo l’udienza preliminare fissata il 27 marzo - ruota attorno alle intercettazioni, anche quelle nelle quali i vertici parlano di una carta che “se salta fuori ci saltano alla gola… tutto sul bilancio i revisori e tutto”. E ancora: “Poi magari dobbiamo fare una transazione finta” e “non arriverei all’estremo (…) di fare una causa perché poi quella carta lì che loro devono tirar fuori non è che ci aiuti tanto a noi (…) nel nostro bilancio”. E ancora: “Suggerisce di non rincorrerlo ma di aspettare che sia lui a sollevare la questione, se interessato”, viene verbalizzato.

Cristiano Ronaldo alla Juventus, ecco le 5 cose che devi sapere sul campione

La Juventus ha ceduto clamorosamente Cristiano Ronaldo al Manchester United: ecco le cifre dell'operazione. Il 27 agosto 2021 è una data che difficilmente i tifosi della Juventus - e non solo - potranno dimenticare. Si tratta del giorno in cui Cristiano Ronaldo lascia il club bianconero per tornare al Manchester United. Un passaggio a dir poco clamoroso, in un'estate in cui anche l'eterno rivale Lionel Messi ha cambiato casacca lasciando l'amato Barcellona per accasarsi al PSG. Una trattativa fulminea, che si è sviluppata nel giro di poche dopo che Ronaldo aveva comunicato di voler lasciare Torino e sembrava essere ad un passo dal Manchester City.

RONALDO AL MANCHESTER PER QUANTI MILIONI? Questa cessione frutta alla Juventus 15 milioni di euro più 8 di eventuali bonus: una cifra decisamente inferiore ai 100 milioni di euro pagata nell'estate del 2018 al Real Madrid per portare CR7 a Torino. Si chiude quindi l'esperienza del portoghese in maglia bianconera: tre stagioni fatte di goal, prodezze e trofei conquistati in campo nazionale, ma anche di Champions League mancate e di una quantità incredibile di denaro sborsata tra costo del cartellino e ingaggio del giocatore. Non solo i soldi del cartellino: la Juventus risparmierà una grossa cifra relativa al contratto di Cristiano Ronaldo, che sarebbe andato in scadenza nel 2022.

Il sogno è diventato realtà: Cristiano Ronaldo è un giocatore della Juve. Dopo il blitz del presidente Andrea Agnelli in Grecia, dove CR7 sta trascorrendo le vacanze, è arrivato anche il via libera del Real Madrid per la cessione dell’attaccante portoghese. Il lungo lavoro diplomatico del procuratore Jorge Mendes per trovare una soluzione ha portato i suoi frutti: Florentino Perez ha accettato il divorzio dal fuoriclasse e l’offerta da 100 milioni di euro della Juve che sale a 117 milioni con il contributo di solidarietà previsto dalla Fifa (5 milioni) e la commissione per il procuratore (altri 12 milioni). Il colpo del secolo diventa ufficiale nel tardo pomeriggio di questo martedì 10 luglio (una giornata già storica per i tifosi bianconeri) con il comunicato del Real Madrid, che saluta Ronaldo con tutti gli onori del caso e la precisazione fondamentale per Perez. «In accordo con la volontà - c’è scritto - e le richieste avanzate dal giocatore, il Real ha raggiunto un’intesa per il trasferimento del giocatore alla Juventus». Perez ha ceduto al pressing del procuratore Mendes e all’offerta della Juve, che ha blindato l’operazione in questa settimana. «Per il Real - aggiunge il comunicato del club campione d’Europa - Cristiano Ronaldo sarà sempre uno dei grandi simboli e un riferimento unico per le prossime generazioni: il Real sarà sempre la sua casa». La Juve e i suoi tifosi sono in fibrillazione: da giorni aspettavano la svolta dopo la rottura sancita da CR7 con il Real ed ora parte il conto alla rovescia per lo sbarco del fenomeno portoghese in Italia. Si sta già preparando un mega show allo Stadium per presentare Ronaldo e il giorno previsto è lunedì, quando il portoghese sarà a Torino. L’operazione da oltre 350 milioni di euro (ha firmato un contratto fino al 2022 da 30 milioni netti a stagione più bonus) cambia lo scenario per la Juve e per il calcio italiano.

Confronto costi e ricavi dell'operazione Cristiano Ronaldo per la Juventus

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